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<title>Banner</title>
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<description><![CDATA[<p><a href="http://www.vibrissebollettino.net"><img alt="giuliovibrisse.jpg" src="http://www.giuliomozzi.com/archives/immagini/giuliovibrisse.jpg" width="386" height="116" /></a></p>

<p><a href="http://www.miserabili.com">Giuseppe Genna</a> mi ha regalato questo banner.<br />
Grazie a tutti voi.<br />
</p>]]></description>
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<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
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<item rdf:about="http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/un_termine.html">
<title>Un termine</title>
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<description><![CDATA[<p>Care voi, cari voi. Due anni fa iniziavo a scrivere questo diario in rete. Oggi non mi sento come uno che <em>interrompe</em>: mi sento come uno che <em>si sposta</em>. Il primo post, due anni fa, s'intitolava: "Un inizio". Qusto post non si intitola: "Una fine", bensì: "Un termine". Cioè: "Un confine, un segnale". Questo post è un cartello che dice: "Guardate che mi sposto". Mi sposto innanzitutto in <a href="http://www.vibrissebollettino.net">vibrisse</a>: che dopo i tre anni di esistenza come bollettino via email, e un anno di pausa, nel dicembre scorso ho fatto risorgere come pubblicazione in rete, e finora non sono riuscito a curare come avrei voluto. Non dico "Addio", dunque, ma semplicemente: "Ci vediamo di là". Certo: <strong>vibrisse</strong> è una cosa diversa da <strong>giuliomozzi</strong>. Anch'io nel tempo divento diverso. Anche voi nel tempo diventate diversi. A volte succede di ridiventare ciò che si era una volta (non mi sta accadendo questo, peraltro). A volte si diventa così diversi da sé stessi da avere bisogno di un nome nuovo, di una città nuova, di un vestito nuovo.<br />
Ma. Ora sono in viaggio (non è una novità; sto scrivendo da un Internet Poin sorprendentemente mattiniero). Ci vorrà qualche giorno perché <a href="http://www.vibrissebollettino.net">vibrisse</a> riprenda il fiato e parta. Ma non più di qualche giorno.<br />
Che dire? Magari nelle prossime settimane farò qualche lavoretto in questo diario, mi inventerò una pagina di rimandi e rinvii, cercherò di fare qualche lista di post che mi sembrino più o meno interessanti - in somma, farò ordine nella casa, in modo che comunque possa servire a qualcosa. Nel frattempo ho fatto una copia in carta di tutto - tutto, fino a ieri - e ho cominciato a rileggere. Mi sto stupendo di me stesso: di molte cose che ho scritto non mi è rimasto nessun ricordo. Ecco, vorrei organizzare la faccenda in modo che questo diario resti in qualche modo <em>leggibile</em>, al di là della possibilità di lettra per mesi che da sempre offre.<br />
Bene. Grazie per la compagnia, e scusate per le troppe chiacchiere. Ci vediamo di là.</p>]]></description>
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<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
<dc:date>2005-05-27T07:22:33+01:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/destra_sinistra.html">
<title>Destra / Sinistra</title>
<link>http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/destra_sinistra.html</link>
<description><![CDATA[<p>Un mio intervento in <a href="http://www.vibrissebollettino.net">vibrisse</a>.</p>]]></description>
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<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
<dc:date>2005-05-26T15:22:31+01:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/una_cosa.html">
<title>Una cosa</title>
<link>http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/una_cosa.html</link>
<description><![CDATA[<p>E a <a href="http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/nota.html">questo punto</a>, care voi, cari voi, dovrete convenire che mi resta solo <a href="http://www.giuliomozzi.com/archives/2003/08/quando_finisce.html">una cosa</a> da fare (domani saranno <a href="http://www.giuliomozzi.com/archives/2003/05/un_inizio.html">due anni</a>).</p>]]></description>
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<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
<dc:date>2005-05-26T03:01:39+01:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/nota.html">
<title>Nota</title>
<link>http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/nota.html</link>
<description><![CDATA[<p>La nuova edizione di <strong>Questo è il giardino</strong>, di prossima uscita presso <a href="http://www.sironieditore.it">Sironi</a> è in tutto e per tutto uguale alla seconda, quella uscita nel 1998 negli Oscar Mondadori (e in quell'edizione solo l'ultimo racconto è un po' cambiato rispetto alla prima edizione, uscita nel 1993 presso Theoria). Ho aggiunta in coda al testo una "Nota", che dice:</p>

<p><font color="#114477">Credo che <em>Questo è il giardino</em>, scritto tra il 1991 e il 1992 e pubblicato nel 1993, sia una «cosa scritta» del tutto differente dalle «cose scritte» che ho prodotte nei dodici (sono ormai dodici) anni successivi. Ho desiderato ripubblicare <em>Questo è il giardino</em> per una quantità di ragioni pratiche (edizione Theoria esaurita da un decennio, edizione Oscar Mondadori sul limite dell'esaurimento), affettive (è pur sempre il mio primo passo nel mondo) e d'altro genere.<br />
Tra le ragioni d'altro genere c'era questa, che è la più importante: avevo voglia di un bel funerale. Avevo voglia di fare un funerale a me stesso, e che di me stesso si potesse dire: «Sì, senz'altro, ha avuti i suoi alti e i suoi bassi, è stato un po' generoso e un po' carogna, ma comunque una cosa buona l'ha fatta».<br />
Mentre scrivo questa noterella (che ho rimandato di scrivere finché ho potuto; ma oggi devo scriverla, sennò domani non si va in stampa) sto lavorando alacremente a un romanzo nuovo. Non so che cosa sarà questo romanzo. Mi sono venute da scrivere quasi duecento pagine piuttosto monomaniacali, che non sono un romanzo ma (si sa, in Italia la va così) credo che riuscirò a far passare per un romanzo (io direi: si tratta di una prosa; ma quale editore mai, specie se industriale, si adatterebbe a pubblicare un malloppo di duecento pagine scrivendoci sotto, anziché «romanzo», «prosa»?) – e ho avuta a tratti la sensazione del ritorno. Del ritorno di che? Del ritorno di qualchecosa che c'era nel 1991 e nel 1993, che di tanto in tanto negli anni si è rifatta viva (mentre scrivevo «Una vita felice», ad esempio, racconto incluso nella <em>Felicità terrena</em> del 1996; o mentre scrivevo «Super nivem», raccontone incluso nel Male naturale del 1998; o mentre scrivevo «Di mio padre», racconto incluso in <em>Fiction</em> del 2001)  ma che si è sempre rifatta viva appunto di tanto in tanto, volubilmente. La sensazione che ho ora (è il 12 maggio 2005, sono le 10 e 35 del mattino) è che da qualche mese quel qualchecosa si sia installato nella mia mente, e che forse – forse – il sedicente romanzo nuovo che sto finendo di scrivere sarà qualcosa di più simile a <em>Questo è il giardino</em> che agli altri libri che ho composti in questi anni.<br />
Non ne sono sicuro, è ovvio. Anche perché manca il segnale più forte: quella felicità che mi apparve nel 1991 e che io qualche tempo dopo gettai via (non credo che mi abbia abbandonato lei: non è da lei, abbandonare; mentre è da me, gettare via).<br />
Il funerale consiste dunque in questa cosa qui: nel prendere un inizio ormai lontanuccio nel tempo (la data fatidica è il 17 febbraio 1991) e congiungerlo direttamente con l'oggi, saltando e seppellendo tutto quello che c'è in mezzo (buttando via anche un po' di bambino insieme con l'acqua; vabbè; ma non si fa un bel funerale senza rimetterci qualcosa).<br />
Il detto romanzo nuovo si chiamerà, salvo sussulti del suo editore, <em>Discorso intorno a un sentimento nascente</em>, e come molte altre cose della mia vita lo devo quasi tutto a un amico. </font></p>]]></description>
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<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
<dc:date>2005-05-26T02:51:36+01:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/a_volte_ristamp.html">
<title>A volte ristampano</title>
<link>http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/a_volte_ristamp.html</link>
<description><![CDATA[<p><a href="http://kimota.diludovico.it/index.php?cat=6"><img alt="gas4disinvolturath.jpeg" src="http://www.giuliomozzi.com/archives/immagini/gas4disinvolturath.jpeg" width="91" height="100" /hspace=4 vspace=2 align=left></a>L'illustrissimo <a href="http://kimota.diludovico.it">Kimota</a> ha pubblicata nel suo blog una nuova galleria di opere del <a href="http://kimota.diludovico.it/index.php?cat=6">Grande Artista Sconosciuto</a>. Quella che qui accanto è riprodotta in piccolo piccolo adornerà la copertina della nuova edizione di <em>Questo è il giardino</em>, mio primo libro (del 1993, oggi sostanzialmente introvabile), <a href="http://www.sironieditore.it/libri/schedainarrivo.php?ID_libro=88-518-0050-2">prossimamente</a> in uscita presso Sironi (ma nel sito di Sironi - noi facciamo sempre un sacco di pasticci con le copertine - c'è ancora la copertina vecchia, quella che abbiamo usata per le schede illustrative destinate agli agenti di Messaggerie Libri).</p>]]></description>
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<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
<dc:date>2005-05-24T23:57:21+01:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/solo_voi.html">
<title>Solo voi</title>
<link>http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/solo_voi.html</link>
<description><![CDATA[<p>Eurostar da Firenze a Napoli. A Roma sale una scolaresca: medie superiori. Fanno un casino pazzesco. Sono accompagnati da due professori, un uomo e una donna. L'uomo ha la giacca e la barba. Si sistema al suo posto, tira fuori il <em>Codice Da Vinci</em>, e si isola. La donna ha i capelli rossi tinti e un paio di jeans troppo stretti. Conta i ragazzi. Li riconta. Dice e ripete che si tengano la maglia, ché nell'eurostar c'è l'aria condizionata e se si spogliano come al solito dopo prendono freddo. Si siede accanto al collega. Sta seduta cinque minuti. Si alza, esce dalla carrozza.<br />
I ragazzi fanno un casino pazzesco.<br />
Il professore legge il <em>Codice Da Vinci</em>.<br />
La professoressa è altrove.<br />
I ragazzi continuano a fare un casino pazzesco.<br />
Il professore continua a leggere il <em>Codice Da Vinci</em>.<br />
La professoressa continua a essere altrove.<br />
Io ci sono abituato. Trascuro per qualche mezz'ora il <em>Coltivatore del Maryland</em> e mi dedico alla <em>Ragazza che non era lei</em> di Tommaso Pincio, questo temibile <a href="http://www.perceber.com/archives/2005/05/un_articolo_due.html">romanzo di sinistra</a>.<br />
Il casino aumenta. I ragazzi urlano, saltano sui sedili, spargono cocacola sul pavimento.<br />
Il professore continua a leggere il <em>Codice Da Vinci</em>.<br />
La professoressa continua a essere altrove.<br />
A un certo punto la mia vicina di posto si alza in piedi e grida: "Ragazzi!".<br />
C'è un silenzio istantaneo.<br />
"Ragazzi", dice la signora, visibilmente irritata, "guardate che non ci siete mica solo voi, su questo treno". E si risiede.<br />
C'è un attimo di silenzio e di incertezza.<br />
Un ragazzo cicciotto con una maglietta blu e un berrettino rosso si alza in piedi con gli occhi spiritati, come uno che abbia vista la Verità, e comincia a gridare:<br />
"E' vero! E' vero! Ha ragione lei! Non siamo soli! Ragazzi, non siamo soli! C'è tutto un mondo, su questo treno! Centinaia di persone! Ragazze! Ragazzi! Uomini maturi! Neonati! Extracomunitari! Suore! Comunisti! Un sacco di gente! Che bello! E' una meraviglia, ragazzi! Non siamo soli! Non siamo soli!", con voce acutissima, "<em>Non siamo soli!</em>".<br />
E, gli occhi ancor più spiritati di prima, ricade sul sedile come un sacco di patate.</p>]]></description>
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<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
<dc:date>2005-05-23T18:55:49+01:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/il_suo.html">
<title>Il suo</title>
<link>http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/il_suo.html</link>
<description><![CDATA[<p>Giovedì, sei di mattina, Stazione Termini di Roma. Ho il treno per Firenze alle sei e mezzo. Voglio un caffè. Scendo nel centro commerciale sotterraneo. Trovo un bar aperto. Vado alla cassa. Sto in coda dietro una ragazza bionda con capelli lunghi e ricci e tailleurino grigio. La ragazza paga. Fa un passo a sinistra. Io faccio un passo avanti. La ragazza raccoglie il borsone che aveva appoggiato a terra, se lo lancia sulla spalla e mi colpisce alla schiena. Poi si volta e fa un passo avanti, venendomi addosso.<br />
"Cazzo fa?", dice la ragazza.<br />
"Io niente", dico. "E' lei che mi viene addosso".<br />
"Che palle!", dice la ragazza.<br />
Si volta, dandomi il borsone in faccia. Aggira la coda e va a un tavolino. Molla il borsone sulla sedia.<br />
Io intanto chiedo un caffè e un cornetto, pago, ritiro lo scontrino, vado al banco, dico al ragazzo che sta al banco: "Un caffè e un cornetto semplice", poso lo scontrino sul banco.<br />
La ragazza mi si affianca, prende il mio scontrino dal bianco e lo osserva.<br />
"Quello è il mio scontrino", osservo.<br />
"Sarebbe?", dice la ragazza.<br />
"Dico che quello è il mio scontrino", dico.<br />
"Ah", dice la ragazza.<br />
Posa lo scontrino. Resta lì.<br />
Il ragazzo che sta al banco le dice: "Desidera?".<br />
La ragazza dice: "Un cappuccio e un cornetto con la crema".<br />
Il ragazzo dice: "Lo scontrino?".<br />
La ragazza dice: "Quello scontrino è il suo", indicando il mio.<br />
Il ragazzo dice: "Ma, signorina, il <em>suo</em> scontrino?".<br />
La ragazza dice: "Eh, l'ho fatto".<br />
Il ragazzo dice: "Me lo fa vedere, per piacere?".<br />
La ragazza dice: "Ma quello lì è il suo", di nuovo indicando il mio.<br />
Il ragazzo dice: "Deve fare prima lo scontrino".<br />
La ragazza dice: "L'ho fatto".<br />
Io dico: "Era davanti a me in coda. Ha fatto lo scontrino".<br />
La ragazza dice: "Non si impicci, lei".<br />
Il ragazzo dice: "Ma questo scontrino c'è o non c'è?".<br />
La ragazza dice: "C'è", indicando il mio, "solo che è il suo".<br />
Dieci minuti dopo sono a bordo dell'eurostar per Firenze. Tiro fuori il <em>Coltivatore del Maryland</em> (sono al secondo volume, ormai). Comincio a leggere.<br />
Sento un tonfo. Alzo gli occhi. Sul sedile difronte al mio è appena piombato un borsone. Alzo gli occhi un po' di più. Riconosco la ragazza.<br />
Quanto al viaggio, se proprio volete saperlo, è stato un inferno.</p>]]></description>
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<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
<dc:date>2005-05-23T10:57:12+01:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/vado_1.html">
<title>Vado</title>
<link>http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/vado_1.html</link>
<description><![CDATA[<p>Ciao. Vado a <a href="http://www.sironieditore.it">Milano</a>, ho il treno tra quarantaquattro minuti. Poi a <a href="http://www.nuovoeutile.it">Firenze</a>. Faccio un salto a <a href="http://www.perceber.com/archives/2005/05/perceber_a_roma.html">Roma</a>. Poi a <a href="http://www.lalineascritta.it">Napoli</a>. Poi torno a casa.</p>]]></description>
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<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
<dc:date>2005-05-17T06:07:41+01:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/caccia_al_tesor.html">
<title>Caccia al tesoro di Perceber</title>
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<description><![CDATA[<p>In <a href="http://www.perceber.com">Perceber</a> è cominciata la caccia al tesoro. Vi piace lo zenzero?</p>]]></description>
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<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
<dc:date>2005-05-16T12:34:48+01:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/vitaminizzatevi.html">
<title>Vitaminizzatevi!</title>
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<description><![CDATA[<p><a href="http://www.giuliomozzi.com/archives/immagini/16vitamine.html" onclick="window.open('http://www.giuliomozzi.com/archives/immagini/16vitamine.html','popup','width=584,height=591,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img alt="mini16vitamine.JPG" src="http://www.giuliomozzi.com/archives/immagini/mini16vitamine.JPG" width="117" height="119" /hspace=4 vspace=2 align=left></a>E se per caso non aveste voglia di recarvi, mercoledì 18 maggio alle ore 20, alla presentazione di <a href="http://www.perceber.com"><strong>Perceber</strong></a> (qui l'<a href="http://www.perceber.com/archives/2005/05/perceber_a_roma.html">invito</a>), potreste sempre recarvi, lo stesso giorno, un po' più tardi, alle 22, alla presentazione di <a href="http://www.minimumfax.com/libro.asp?libroID=278"><strong>16 vitamine</strong></a>. Ci sarà l'<a href="http://www.famlibri.it">Ivano Bariani</a>, ovviamente, che di <strong>16 vitamine</strong> è l'autore, e - mi dicono - della birra buonissima. Cliccare sulla figurina per fare una figurona.</p>

<p><small>[La vera ragione per andare a vedere le <strong>16 vitamine</strong> è, <em>savà sandìr</em>, che <strong>16 vitamine</strong> è un libro davvero fuori dal comune, assai bello e interessante. E l'Ivano Bariani è una persona amabilissima.]</p>

<p><small>[Ah: e se volete sapere che faccia ha l'Ivano Bariani, guardate <a href="http://www.perceber.com/archives/2005/05/lettrici_di_per.html">qui</a>.]</small></p>]]></description>
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<dc:date>2005-05-15T22:48:07+01:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/contenitore_a_t.html">
<title>Contenitore a Tempo Arrestato</title>
<link>http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/contenitore_a_t.html</link>
<description><![CDATA[<p>Il <em>Corriere del Veneto</em>, supplemento regionale del <em>Corriere della sera</em>, sta pubblicando una serie di racconti dedicati al Veneto del 3005. Si tratta, in sostanza, di immaginare come potrebbero essere i nostri luoghi in un non prossimo futuro: tra un migliaio d'anni. <a href="http://www.giuliomozzi.com/archives/testi/ContenitoreATempoArrestato.rtf">Questo mio racconto</a> è stato pubblicato oggi.</p>]]></description>
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<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
<dc:date>2005-05-15T21:42:17+01:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/giallo.html">
<title>Giallo</title>
<link>http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/giallo.html</link>
<description><![CDATA[<p>La Fiera del libro è finita. L'incontro con gli Agenti di Messaggerie Libri è finito.<br />
Sono alla stazione ferroviaria di Milano. Cerco il mio treno. L'intercity delle otto e un quarto. Lo trovo. Ho un posto prenotato. Carrozza sei. Cammino. Ho lo zaino in spalla, una valigetta nella mano destra, un sacchetto di carta pieno di libri nella mano sinistra.<br />
Salgo a bordo. Sono uscito di casa quattro giorni fa alle sei meno dieci del mattino, arriverò a casa stanotte verso le dieci e tre quarti. Se il treno non fa scherzi.<br />
Trovo il mio posto. Mi sistemo. Nello zaino ho la bottiglia d'acqua, i biscotti comperati nel supermercatino interno alla stazione. Non ho ancora mangiato niente, oggi.<br />
Ho sete. Bevo. Dal sacco di carta tiro fuori il <em>Coltivatore del Maryland</em> di John Barth, Rizzoli 1968. Sono circa a pagina trecento del primo volume.<br />
Il treno parte.<br />
Mi addormento.<br />
Mi sveglio qualche minuto dopo (stiamo ancora uscendo da Milano). Apro gli occhi e vedo un culo giallo.<br />
Una signora con una maglia rossa e un paio di pantaloni gialli è entrata nel mio scompartimento. Sta cercando di sistemare i bagagli, e ne ha parecchi. Nel momento in cui apro gli occhi è tutta protesa nel tentativo di innalzare un trolley nero apparentemente pesantissimo.<br />
Mi rendo conto che la situazione è bloccata. La signora ha innalzato il trolley, è riuscita ad appoggiarne un'estremità sul bordo della reticella (non è una reticella, ma non mi viene in mente un'altra parola: lì dove si mettono i bagagli, in alto, in treno), non riesce a sistemarlo al suo posto, e d'altra parte nemmeno è in grado di riportarlo giù.<br />
"Signora, le do una mano", dico.<br />
"Non si disturbi", dice la signora.<br />
Prendo il "Non si disturbi" come una frase fatta di cortesia. Cerco di alzarmi.<br />
Il problema è che la signora, non riuscendo a reggere il peso del trolley, sta lentissimamente precipitando all'indietro. Se cadesse definitivamente, mi cadrebbe in braccio. In questo preciso momento il suo culo giallo è a non più di trenta centimetri dalla mia faccia.<br />
Ho due possibilità. Afferro il culo giallo della signora, e spingo fino a raddrizzarla. Oppure mi contorco e cerco di sgusciare via dal mio sedile.<br />
Scelgo la seconda.<br />
In quel momento il culo giallo della signora dice: "Prot!".<br />
La signora dice: "Hanf!".<br />
Io dico: "Arrivo", e comincio a contorcermi.<br />
Il culo giallo della signora dice: "Prrrott!".<br />
La signora dice: "Ah!".<br />
Sguscio fuori dal mio sedile giusto in tempo. La signora precipita, e finisce seduta sul mio sedile. Io mi raddrizzo giusto in tempo per raccogliere, a braccia aperte, il trolley volante.<br />
E' davvero pesantissimo. Lo porto in braccio più o meno come, nelle barzellette della <em>Settimana enigmistica</em>, lo Sposo porta in braccio la Sposa nell'entrare nella Casa che sarà loro Comune.<br />
Ondeggio.<br />
Il treno frena, bruscamente.<br />
Barcollo.<br />
Riesco a imprimere una certa rotazione al mio movimento. Crollo sul sedile accanto al mio, continuando a sorreggere il trolley.<br />
"Stia attento", esala la signora, "dentro ci ho la macchinetta per l'aerosol. E' roba fragile".</p>]]></description>
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<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
<dc:date>2005-05-14T12:13:48+01:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/yalta_storicism.html">
<title>Yalta: storicismo e modalità</title>
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<description><![CDATA[<p>[Questo è un pezzo di <strong>Massimo Adinolfi</strong>, in arte <a href="http://azioneparallela.splinder.com">Azioneparallela</a>, che, non avendo trovato ospitalità nel quotidiano <a href="http://www.ilriformista.it/"><em>Il Riformista</em></a>, è stato pubblicato dal <a href="http://www.capodivisionetuzzi.splinder.com">Capodivisione Tuzzi</a>. Mi permetto di riprenderlo. gm]</p>

<p><font color="#114477">C’è un aspetto del dibattito suscitato dalle parole di George Bush su Yalta che interessa da vicino la filosofia. Parlando a Riga, capitale della Lettonia, uno dei paesi che più hanno sofferto la dominazione sovietica nel corso del ‘900, il presidente degli USA ha detto fra l’altro che gli accordi di Yalta nel 1944 furono “uno dei più grandi torti della storia”. A farne le spese furono milioni di europei, per i quali la fine della guerra e la capitolazione di Hitler non significarono affatto la liberazione, ma solo una nuova oppressione.<br />
Ora, se quegli accordi furono un errore, è perché si sarebbe <em>potuto</em> fare diversamente. Ma si sarebbe davvero potuto? La risposta a questa domanda è affare degli storici. Tocca a loro fare presente, ad esempio, che la Dichiarazione di Yalta auspicava la risoluzione democratica delle controversie politiche, che comunque l’avanzata dell’Armata Rossa sul continente era oramai inarrestabile, e che solo la continuazione della guerra contro l’URSS di Stalin avrebbe potuto evitare che una cortina di ferro calasse nel cuore dell’Europa.<br />
Però quegli accordi potrebbero ancora essere giudicati un errore, se si sarebbe comunque <em>dovuto</em> fare diversamente.</font> [<a href="http://www.capodivisionetuzzi.splinder.com/post/4770864">Leggi il séguito</a>]</p>]]></description>
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<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
<dc:date>2005-05-14T12:02:57+01:00</dc:date>
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<item rdf:about="http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/05/perceber_a_roma.html">
<title>Perceber a Roma, 18 maggio</title>
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<description><![CDATA[<p><a href="http://www.perceber.com/archives/immagini/perceber_18_maggio_2005.html" onclick="window.open('http://www.perceber.com/archives/immagini/perceber_18_maggio_2005.html','popup','width=624,height=312,scrollbars=no,resizable=no,toolbar=no,directories=no,location=no,menubar=no,status=no,left=0,top=0'); return false"><img alt="mini_perceber_18_maggio_2005.JPG" src="http://www.perceber.com/archives/immagini/mini_perceber_18_maggio_2005.JPG" width="188" height="94" /hspace=4 vspace=2 align=left></a>Mercoledì 18 maggio, alle ore 20, a Roma, ci sarà la prima uscita pubblica del romanzo <strong><a href="http://www.perceber.com">Perceber</a></strong>. L'appuntamento è all'Officina Arte al Borghetto, piazzale della Marina 27 (difronte al Ministero della Marina). Saranno presenti, oltre all'autore <strong>Leonardo Colombati</strong>: <strong>Enzo Siciliano</strong>, <strong>Alessandro Piperno</strong>, <strong>Mario Desiati</strong>. Cliccando sul rettangolino qui a fianco vi salterà fuori l'invito. [Ci sarò anch'io, in arrivo da Firenze a un'ora un po' improbabile; ma ci sarò. gm]</p>]]></description>
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<dc:creator>giuliomozzi</dc:creator>
<dc:date>2005-05-13T16:27:06+01:00</dc:date>
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