Care voi, cari voi. Due anni fa iniziavo a scrivere questo diario in rete. Oggi non mi sento come uno che interrompe: mi sento come uno che si sposta. Il primo post, due anni fa, s'intitolava: "Un inizio". Qusto post non si intitola: "Una fine", bensì: "Un termine". Cioè: "Un confine, un segnale". Questo post è un cartello che dice: "Guardate che mi sposto". Mi sposto innanzitutto in vibrisse: che dopo i tre anni di esistenza come bollettino via email, e un anno di pausa, nel dicembre scorso ho fatto risorgere come pubblicazione in rete, e finora non sono riuscito a curare come avrei voluto. Non dico "Addio", dunque, ma semplicemente: "Ci vediamo di là". Certo: vibrisse è una cosa diversa da giuliomozzi. Anch'io nel tempo divento diverso. Anche voi nel tempo diventate diversi. A volte succede di ridiventare ciò che si era una volta (non mi sta accadendo questo, peraltro). A volte si diventa così diversi da sé stessi da avere bisogno di un nome nuovo, di una città nuova, di un vestito nuovo.
Ma. Ora sono in viaggio (non è una novità; sto scrivendo da un Internet Poin sorprendentemente mattiniero). Ci vorrà qualche giorno perché vibrisse riprenda il fiato e parta. Ma non più di qualche giorno.
Che dire? Magari nelle prossime settimane farò qualche lavoretto in questo diario, mi inventerò una pagina di rimandi e rinvii, cercherò di fare qualche lista di post che mi sembrino più o meno interessanti - in somma, farò ordine nella casa, in modo che comunque possa servire a qualcosa. Nel frattempo ho fatto una copia in carta di tutto - tutto, fino a ieri - e ho cominciato a rileggere. Mi sto stupendo di me stesso: di molte cose che ho scritto non mi è rimasto nessun ricordo. Ecco, vorrei organizzare la faccenda in modo che questo diario resti in qualche modo leggibile, al di là della possibilità di lettra per mesi che da sempre offre.
Bene. Grazie per la compagnia, e scusate per le troppe chiacchiere. Ci vediamo di là.
Ciao Giulio.
Posted by: Roberto Tossani at 27.05.05 08:19già mi immagino una casa tipo Graceland (sono uno di quelli che crede che Elvis sia ancora vivo, eh), con visite guidate e tour illustrativi, per non parlare dei souvenir. Buon termine e buona ripartenza :)
Posted by: kimota at 27.05.05 08:23ciao giulio.
grazie del tuo blog. ci vediamo in vibrisse.
Chi visiti nazioneindiana.com stamattina trova un bel 'Commiato' di Antonio Moresco. Si sposta anche lui, dunque. Come minimo da Fanucci, che gli ha appena affidato una collana. Insomma si nasce Masanielli e si finisce editor:-)
Vibrissebollettino attualmente, come è stato sottolineato da Di Monaco e da altri, è una sorta di blog personale di Giovanni, malgrado la dicitura "a cura di Giulio Mozzi". O ridiventa una rivista a più voci, o è bene che cessi anche quello.
L'impressione complessiva, tuttavia, è che, come è finita l'epoca d'oro di it.cultura.libri, stia in qualche modo finendo anche l'epoca d'oro dei blog:-)
Con un triste suggello: il caso Mazzuccato-Maria Sole.
buon spostamento, allora;-)
Posted by: alice at 27.05.05 08:51Ciao Giulio.
(Tagliare è scritto nel tuo cognome).
Forse non c'era momento migliore per passare ad altro. malgrado mi dispiaccia, mi sento di dire che è una scelta saggia e coraggiosa.
grande giulio, a presto! A.
P.S. molte cose di questo diario meriterebbero davvero di avere uno spazio proprio, sulla carta. magari in una bella edizione sironi. ci conto.
spostarsi è sempre una buona idea. poi magari si ritorna, quando torna il piacere. buone vibrisse
Posted by: b.georg at 27.05.05 09:26L'informazione fornita da Lucio Angelini è errata. Antonio Moresco non diventerà affatto editor di Fanucci. Semplicemente è stato annunciato che pubblicherà un libro da quell'editore.
Ciao Giulio
proprio adesso che dopo tempo avevo superato il mio blocco a lasciare (infelici) commenti.
sciao
ehm...dove sono i kleenex ? ciao giulio!
Posted by: cletus at 27.05.05 09:44Si, fai bene a riorganizzare, anche perchè se qualcuno ti cerca il passaggio qui è obbligato, buon lavoro.
Per curiosità quante pagine sono venute fuori dalla stampante?
:-) io ti lascio solo un sorriso, per adesso. Buon lavoro, Giulio.
Posted by: criscia at 27.05.05 10:02Bè, mi spiace.
Tutto quello che facciamo e viviamo somiglia a una strada di passaggio, qualcosa che porta altrove. Questo blog è stato un passaggio stimolante e mi spiace perdere la possibilità di indugiarvi.
Però Giulio avrà ovviamente le sue ragioni e non sta a noi (quelli che passano) conoscerle o discuterle.
Ci ritroviamo di là.
Auguri Mozzi! Continui a scrivere che ha talento ;-)
Posted by: theo at 27.05.05 10:17ci vediamo di là.
grazie
Beh, se così avanza anche più tempo per il romanzo, ben venga...
Mi hai fatto riflettere, scoprire, ridere.
Mi mancheranno le tue storie tra i binari.
O magari, semplicemente, me le racconterai di là.
La fonte di Lucio Angelini fu un intervento di Briasco stesso in Lipperatura. Se la notizia è errata, o è stata da me ricordata male, pazienza.
Non era questo il punto.
Binari... sarebbe proprio un bel titolo per un libro dei tuoi racconti in treno...
Posted by: Giancarlo Tramutoli at 27.05.05 11:02Ciao Giulio, ti ringrazio per l'ennesima volta (anche se tu mi dici che è il tuo mestiere e ti pagano per questo). Ci vediamo di là...
Posted by: Carlo at 27.05.05 11:12Le "pagine" del tuo diario, Giulio, mi hanno accompagnato per molto tempo ovunque andassi; spesso mi hai fatto sorridere, a volte mi hai reso triste, sempre mi hai fatto pensare.
Mi mancherà giuliomozzi.
Ma com'è che mi sento un nodo alla gola?
Posted by: gianni biondillo at 27.05.05 11:42madonna che lettera triste adesso piango
Posted by: Roberta at 27.05.05 12:02Grazie per tutti i momenti belli che con questo diario ci hai regalato. Sabrina
Posted by: sabrina at 27.05.05 12:21Ok, Giulio, fai bene così.
... di là ...
Posted by: subliminalpop at 27.05.05 12:26Ciao giulio,
non sono state troppe chiacchiere.
ho notato un rallentamento di ritmo in molti dei blog che seguo con una certa regolarità. periodo di riassestamento, pare. per molte persone. è giusto che sia così, credo. non la vedo come una cosa negativa.
in bocca al lupo per vibrisse, ti seguirò anche lì.
mi spiace un po'. ma è anche giusto: a rivederci di là, dunque
Posted by: remo bassini at 27.05.05 13:05Allora qui si libera un appartamento...
Posted by: Diego at 27.05.05 13:08Ma che, davero?
Posted by: Stefano at 27.05.05 14:22Mozzi, Barbieri, Vibrisse... vedo gatti senza baffi viaggiare in navi, clandestini, internauti che si buttano a mare e fanno blog...blog...blog....
Posted by: Giancarlo Tramutoli at 27.05.05 15:21Tramutoli è Bergonzoni.
Adesso non ci sono più dubbi.
Però io ho ancora delle cose sulla fenomenologia da mettere sul blog...
ciao giulio (curioso: prima delle tue, non ricevo mai email che cominciavo con 'ciao')
Però io ho ancora delle cose sulla fenomenologia da mettere sul blog...
ciao giulio (curioso: prima delle tue, non ricevo mai email che cominciavo con 'ciao')
Caro bik,un tempo scrivevamo insieme su Comix...cfr mio Dizionario dei luoghi ameni (1985)dove si spiega come il Fango sia un tango ballato sotto la pioggia. Ciao
Posted by: Giancarlo Tramutoli at 27.05.05 16:11a presto, ciao
mi mancherà non potermi più fare i "fatti tuoi"
ciao
Mentre leggo questo post sto ascoltando "Where dreams are born". Come colonna sonora è perfetta. E giuro che non l'ho fatto apposta.
Posted by: mauro at 27.05.05 19:48Uno dei pochi vantaggi di un buon blog rispetto ad un buon libro è la sensazione che il blog non finisce, non finirà. Una continua opera in divenire in cui non c'è da preoccuparsi di mettere un buon finale. Ma qui le cose sono andate diversamente, e un buon finale è stato architettato, in fondo.
Si può sentire la "mancanza" di un blog da leggere?
Non saprei, ma in caso affermativo questo mi mancherà.
Ancora grazie
Toni La Malfa
Binarioooo, triste e solitario, vuota metafora della mia vita, per me è finitaaaa...(Claudio Villa). Mi è venuta 'na voglia di leggere Questo è il giardino....Ho amato molto Fughe e fantasmi, tanto per restare in tema col commiato....(il cognato che va via, quello dev'essere il commiato), se invece è morto, il cognato amato, sarà... commianto? Ciao.
Posted by: Giancarlo Tramutoli at 27.05.05 20:12Bravo Giulio!
Un minuto di raccoglimento telematico per il tuo compianto alter ego giuliomozzi...
Nel mio piccolissimo, si licet, l'avevo fatto già da tempo, (http://ilpoveropiero.blogspot.com), in fondo per ecologia (e anche perché, come si sa, il povero Piero prima o poi muore davvero...).
Grazie per tutto, e buon lavoro per quello che verrà (a me del resto già vibrisse via e-mail piaceva parecchio).
gioacchino m. spinozzi (il povero Piero, appunto).
Caro Giulio, mi spiace sinceramente che il tuo bollettino chiuda. E ti spiego il perché. Mi ci ero affezionato, e non poco. Dall'estate scorsa, e cioè da quando avevo iniziato a riaccostarmi alla scrittura, da "dilettante allo sbaraglio", mi sono letteralmente imbevuto dei tuoi consigli, dei tuoi corsi di scrittura scaricabili dal sito web, mi sono buttato come un pazzo. A quasi un anno di distanza, mi è parso di entrare dentro un mondo totalmente diverso dalla vita di tutti i giorni, dal lavoro, dagli impegni cui non posso rinunciare. Eppure, il fatto di scrivere, di impegnarmi duramente a riscrivere due, tre, quattro volte lo stesso capitolo, a rivoluzionarlo, a ripensarlo "da capo" (stimolato da una editor locale, trovata per caso, ma che mi si è rivelata preziosissima!), scoprendo dentro di me scelte di sviluppo che fino a pochi giorni prima mi parevano impreviste e impensabili, mi ha talmente preso di stomaco, di pancia, di cuore, a tal punto da non accorgermi del flusso temporale che procedeva senza tregua. Ma il desiderio di scrivere un romanzo rock italiano ambientato nella Milano dei primi anni ottanta (riutilizzando un mio dattiloscritto rimasto in cantina per oltre vent'anni: di esso si è salvato il 5 %...) mi prendeva tanto, anche fin troppo. Ora questo lavoro è finito. Non te l'ho spedito. Avrei dovuto chiedertelo prima. Ma non me la sentivo. Temevo una bocciatura pesantissima, inequivocabile. Ho quindi seguito altre strade che, sorprendentemente, hanno sortito risultati per me inaspettati (non ultima, la pubblicazione a cura di una casa editrice nazionale, prevista tra pochi mesi). Ma, credimi, devo molto a te, al tuo stimolo, ai tuoi suggerimenti generali, alle tue indicazioni disponibili su questo eccellente blog. Grazie di tutto, Giulio!
Con amicizia (anche se non ti conosco, purtroppo!).
Achille
buon proseguimento. Mi hai fatto compagnia per due anni, non mi sembra vero. Sono volati. Metto in memoria l'indirizzo di Vibrisse. Baci.
Posted by: cecilia at 27.05.05 22:31Mo' chi j'o racconta ar pisichiatra mio? Quello s'a pija co' me. Me dirà che ho fatto male a affezzionamme a un blogghe destinato a chiude. Me dirà che l'inconscio mio ce lo sapeva che avrebbe chiuso e proprio pe' questo ce venivo tutti li giorni, pe' potè soffri' de più ar momento ineluttabbile d'a chiusura. E che se fa così? Chiude tutto d'un botto, senza avvisaje. A giuliomo', era mejo se cominciavi a di' "so' stanco, nun me va più de fa er blogghe", poi dopo 'na settimana dicevi: "oggi nun scrivo gnente, annatevene tutti su nazzione indiana", anzi no, nun toccamo questo tasto, ce dirottavi su "li miserabili", 'nzomma diminuivi le dosi, a scalare. Vabbe' che c'è Vibrisse, ma nun è 'a stessa cosa.
Posted by: Pamela at 27.05.05 22:57vibrisse mi piace, mi piaceva già quando era via mail, lo leggo e continuerò a leggerlo. Ma qui a casa tua si stava bene. Vorrei essere più arguta, ma sono triste e non mi ci provo neanche.
Mi mancherai molto.
acciderba......mi spiace molto, io aspetto qui il tuo ritorno ;)
Posted by: massimo mantellini at 27.05.05 23:58ciao.
Posted by: kekkoz at 28.05.05 00:00Caro Toni La Malfa, hai proprio ragione.
C'è una sensazione che provo quando sono alle ultime pagine di un libro che mi è veramente piaciuto e, ovviamente, vorrei che non finisse. Sento qualcosa che mi solletica le gambe e poi, piano piano, sale su fino alla testa. E' una sensazione quasi impercettibile e momentanea, ma contemporaneamente unica e, devo ammetterlo, piacevole.
Piacevole pur sapendo che l'autore sta cominciando chiudere porte e finestre e ti sta dicendo: "Spero che quello che hai letto ti sia piaciuto, ma ora devo proprio andare; qui non resterà più nessuno".
Mi è successa la stessa cosa proprio questa sera, leggendo tutti i NOSTRI Post.
P.S.
Mi mancherete anche TUTTI voi, frequentatori, assidui o meno, di questo non-luogo. Spero ci rincontreremo TUTTI, insieme, da qualche altra parte.
Carlo, hai ragione, si è formata una piccola comunità intorno a questo diario e dispiace anche a me che vada perduta. Arrivederci a tutti, insomma... spero.
Posted by: milo at 28.05.05 01:15Ci vediamo di là. vuoi dire che Vibrisse è...
Posted by: don giovanni at 28.05.05 01:50BOH! Trovo queste affermazioni, sia le une (il commiato di Giulio) che tutte le altre (i vari saluti, salutini,ringraziamenti ecc...), un po' troppo da soop opera, ma visto il mondo in cui viviamo, senz'altro chi è in difetto sono io che non riesco ad adeguarmi.
Vista anche questa...
P.S. Come promesso, resto in attesa di leggere il riassunto di questi due anni di vita. (Come ha fatto Caliceti, vedi il libro: Pubblico/Privato 0.1 - Diario on line dello scrittore inattivo)
tradotto in vi lusingo, vi coccolo, vi accarezzo per due anni, e poi, una volta raggiunto lo scopo, vi vengo ben e ben su per buco del.
Posted by: 007 at 28.05.05 08:42
Ciao Giulio. Mi sembra una saggia decisione. Procedo quindi alla cancellazione del tuo link dal mio sito, come è giusto che sia per i blog terminati o inattivi da troppo tempo (anche tu lo facesti con non poco dolore per quel di Marziller). Un abbraccio forte. Monica ti farà avere le mostarde.
Posted by: Marco Candida at 28.05.05 10:26Addio Giulio,
le cose che leggevo con maggiore piacere erano i treni e le telefonate. Non credo che li troverò in Vibrisse. Buon lavoro.
Il fatto di andare "di là" è come quando una ti lascia e ti dice: rimaniamo amici...
io di solito rispondo: mavaffanculo!
in questo caso, quasi per la prima volta, ci proverò.
giuliomozzi rulez!
Posted by: nodo at 28.05.05 11:50Il plotone schierato come nelle cerimonie che contano. I cadetti, fermi, impettiti come fusi, gli occhi del tutto coperti dalle visiere, sotto un sole battente. Il fusto con il feretro, coperto da mazzi di fiori di tutte le fogge, è li, in mezzo al cimitero con il prato all'inglese tagliato alla perfezione. Un contrasto di colori, le divise, il bianco del drappo che avvolge la bara, il verde brillante dell'erba, i pochi cipressi. Signore dalle mise eleganti si confondono con adolescenti con l'ombelico di fuori. Uomini di tutte le età che, silenziosi, osservano e partecipano. Nessuno è triste però…da lontano arrivano i suoni dei fiati della banda che allieterà il commiato, in perfetto stile new-orleans. Non è un funerale, è una festa. Mai le visiere furono più comode, più di qualche lacrima, non trattenuta, inizia a solcare il volto di molti, dei cadetti schierati. E l'onore delle armi, in pieno mezzogiorno, sole e vento.
Chi cazzo è morto ? chiede un vecchio scatarrante.
Un blog, risponde, veloce, un bambino.
Noooo, mai vista una festa cosi, non è possibile, davvero ?
Si, togliendosi una caccola filamentosa, color verde.
Si ?
Si, ma forse è per finta, non si sa.
L'officiante lancia una manciata di terra sulla bara, seguito dai presenti sul limitare della fossa. Festoso si alza nell'aria il vento della banda. Intona "ask me nothing about the blues", rendendo dolce-amaro questo commiato.
Ci ritroveremo, sembrano dirsi, in silenzio e con rapide occhiate,
le donne e gli uomini, tutt'intorno.
Nulla è per sempre, ma anche nulla muore per sempre.
Adios giuliomozzipuntocom (si tutto minuscolo e inteso qui nell'accezione catalana: "arrivederci").
Ogni fine è un inizio.
(Per Cletus, un futile appunto
adiós è castigliano, quello che comunemente chiamiamo spagnolo; in catalano credo si dica adéu.
OK. Cancello "giuliomozzi" dai bookmarks ed inserisco "vibrisse". Ma non sarà la stessa cosa.
Za'
Più che un termine mi sembra uno spostamento, no?
Vorrà dire che adesso verrò a leggere le tue Vibrisse.
Ciao, Giulio.
Ma ciao. Stavo per perdermi l'ultimo treno, ma a quanto pare non hai ancora sbattuto lo sportello. Riguardati.
Tania Ducoli
Un consiglio per quando sarai di là; "chiacchiere", meglio con la i.
Posted by: scrivo.org at 29.05.05 02:20Grazie. Correggo.
Posted by: giuliomozzi at 29.05.05 08:38Grazie.
Ammiro moltissimo il tuo approccio al blog.
Ne hai davvero colto la dimensione più fortunata.
In realtà mi hai colpito talmente tanto che ti ho copiato...
Con tanta umiltà e altrettanta incoscienza ti chiederei di fartici un giro...se non perchè penso tu possa trovarci qualcosa di interessante almeno perchè tu possa vedere i frutti della tua influenza.
www.halfadrop.blogspot.com
mi sono imbattuta in questa poesia di Percy Bysshe Shelley mentre leggevo Frankenstein a mio figlio Fabio, a letto con la febbre alta; ho subito pensato che facesse ala caso tuo, caro giulio.te la dedico
Mutability
Dormiamo, e un sogno ci avvelena
il sonno.
Ci svegliamo, e un pensiero vagante
rovina la giornata.
Possiamo sentire, immaginare,
ragionare, ridere o piangere,
Abbracciare il dolore o scacciare
gli affanni,
ed è sempre lo stesso:che sia gioia
o dolore,
Ciò che è dentro di noi è già pronto
a partire.
Il nostro ieri non sarà mai come
il nostro domani,
perchè niente permane, se non
un perenne mutare.
Buon viaggio, anna maria
e quando tu decidi sei testardamente determinato, quindi prendo atto di questa notizia un po'triste per me, sperando e augurandoti un buon inizio! un abbraccio sara
Posted by: sara at 30.05.05 00:04ciao
e magari a qualche trappola... ci si vedra`
aloa
m
Vaffanculo
Posted by: MrVaffa at 02.06.05 16:05ciao giulio, a me manchi già. non badare a questi sciocchi.