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03.05.05

Intervista

E, prima di abbandonare l'internet point parrocchiale, segnalo la pubblicazione della prima intervista a Leonardo Colombati, l'autore di Perceber. La firma Giovanni Choukhadarian ed è oggi sulla prima pagina di Stilos, l'ottimo settimanale di letteratura diretto da Gianni Bonina. Naturalmente potete leggerla anche in www.perceber.com.

Posted by giuliomozzi at 03.05.05 09:51
Comments

Che dire, Giulio... Siamo finalmente all'avvio reale di questa avventura cominciata virtualmente un anno fa, quando alcuni cominciarono già a gridare al capolavoro. Ci sono autori che hanno questo destino: trovare giornalisti o editori che investono su di loro energie spropositate (facendo un po' di ingiustizia verso gli altri: come ti giustifichi tu, Giulio, con gli altri autori che pubblichi e ai quali non dedichi tutte queste energie? Evidentemente ritieni i loro libri meno validi di quello di Colombati; e non dire che li valuti tutti alla stessa stregua, perché sonop i fatti a parlare, non i giudizi interiori). Faccio notare che il resto degli esordienti italiani, passati e presenti, in generale non ha goduto e non gode di queste attenzioni. La forza dei loro libri si è imposta e si impone nel corso delle settimane, dei mesi dopo l'uscita dei loro libri (vale anche per il tuo libro di esordio, Giulio). Non so se sia corretto assecondare l'andazzo pubblicitario ANTICIPATO, tipico dei nostri tempi. Forse incuriosisce i lettori torpidi, ma in compenso insospettisce e un po' irrita i lettori forti. Allora, visto che i lettori torpidi comunque non leggerebbero e non leggeranno un libro pynchoniano e complesso come si annuncia quello di Colombati, valeva la pena rischiare di irritare e insospettire i lettori forti? Lo vedremo. Va detto comunque che lettori forti son così magnanimi da perdonare persino queste debolezze da editore-direttore di collana, debolezze assecondate dall'autore stesso (è infatti difficile pensare che un autore dal carattere un pochino più modesto o semplicemente dall'indole meno esibizionistica avrebbe concesso al proprio editore di metterlo in vetrina con tanto anticipo; e non mi si dica che il sito di Mozzi, quello di Perceber e quello di Genna sono minoritari: messi insieme, essi arrivano a TUTTI i lettori forti d'Italia che bazzicano in Internet). Ad ogni modo, brindo all'uscita del libro aspettando di poterlo finalmente leggere. Ma lo devo proprio fare, visto che l'impressione è che questo libro arrivi in libreria GIA' LETTO per me, già letto al posto mio dai professionisti, anzi, dai promotori giornalistico-editoriali della letteratura? Un saluto cordiale

Posted by: Un lettore forte at 03.05.05 14:29

Poiché colui o colei che si firma "un lettore forte" ha pubblicato queste stesse considerazioni, identiche, anche in perceber.com, per praticità scrivo la mia risposta in un luogo solo: e cioè in perceber.com (precisamente qui: http://www.perceber.com/archives/2005/05/di_giovanni_cho.html ).

Posted by: giuliomozzi at 03.05.05 14:51

Forse potresti rispondere anche qui, per comodità. Sul sito di Perceber non è apparsa ancora la tua risposta... Grazie, comunque. Il mio non voleva essere un rilievo maldisposto, ma dichiarava come stanno davvero le cose secondo l'opinione mia e di molti "lettori forti".

Posted by: Un lettore forte at 03.05.05 15:07

Caro Scrittore Forte, io le ho risposto sul sito di Perceber, per quanto mi competeva.
A proposito, non ho trovato affatto maldisposto il suo intervento (nè mi sembra che Giulio l'abbia così percepito, a quanto leggo qui sopra). Molte delle cose che dice mi paiono ineccepibili. E poi mi diverte questo "Comitato di Lettori Forti" che "dichiara come stanno veramente le cose". Cordiali saluti

Posted by: Leonardo Colombati at 03.05.05 15:34

condivido le cose dette dal lettore forte.
Noi lettori forti siamo come una pianta sensitiva e ci adombriamo e insospettiamo per niente, alle volte ci rifiutiamo di leggere una recensione o un libro proprio perchè avvertiamo che una tacita, ma violenta, legge commerciale ci vuole obbligare a farlo (e la campagna pubblicitaria che inizia prima dell'uscita del libro è certo una forma di grosso stupro letterario) e simile reazione viene amplificata dal web a tal punto da diventare per noi DOLO-ROSA (credo che nel web bisogna essere più delicati)
Io non comprerei MAI, e neppure leggerei MAI, un libro eccessivamente commercializzato e addirittura prima, quasi fosse, fatte le debite differenze, un volgarissimo libro di vespa posto davanti a berlusconi mentre promette di abbassare le tasse :-)
Va però anche sottolineato che i lettori forti sono veramente un esigua minoranza e non fanno letteralmente testo.
Sono sì i migliori (quelli che gli "antichi" desideravano" avere) e quelli che leggono meglio ma ... sono pochi, mentre gli autori oggi vogliono vendere molto, vogliono le leggendarie moltitudini davanti alle loro pagine, quindi la strategia di mozzi/colombati potrebbe essere vincente. In fondo oggi non è importante LEGGERE ma SOLO comprare e vendere. Anzi oserei dire che sia prevalente la necessità di comprare. Quindi il sistema di Mozzi non è educativo (e a mio giudizio-di-sinistra neppure morale) ma temo che sia commercialmente un buon sistema e che saprà violentare con la giusta dose di crudeltà le masse masochiste.
Il problema da risolvere semmai è: il lettore fragile, debole, pollo, suggestionabile (quello che compra anche se non legge) viaggia in rete?
E se sì per quanto tempo rimane fragile, debole, suggestionabile, e soprattutto fiducioso al punto da sviluppare la necessità di comprare anche quello che ancora non c'è?
georgia
P.S
La risposta di mozzi al lettore forte non sembra essere visibile da nessuna parte

Posted by: georgia at 03.05.05 15:35

- La mia risposta è in perceber.com, dove indicato. Il pc si è incantato per l'ennesima volta e ho tardato qualche minuto a pubblicarla.
- Mi piacerebbe sapere a nome di quanti "lettori forti" parla il "lettore forte" che qui interviene. "Molti" è un termine un po' vago.
- Dalle considerazioni di Georgia mi par di capire che, in sostanza, dovremmo astenerci dal promuovere i libri che pubblichiamo. Mi inchino difronte a tanta saggezza.

Posted by: giuliomozzi at 03.05.05 15:47

Georgia, mi scusi, 5 domande.

1)Non crede che l'affermazione secondo cui la pubblicizzazione in anteprima di un libro equivalga nienetemeno che a un "grosso stupro letterario" sia un po' esagerata e che soprattutto non intacchi minimamente il valore/disvalore di un libro?

2)Non pensa che la categoria dell'editore che deve "educare" le masse sia alquanto discutibile?

3)Ritiene davvero che chi è di sinistra sia per forza di cose portato a considerare "immorale" ciò che non è "educativo"?

4) Ce lo vede davvero il buon Giulio a "violentare le masse masochiste"?

5) Se è vero che "i lettori forti sono veramente un esigua minoranza" è proprio vero che "non fanno letteralmente testo"? Se lei - come ritiene - è una "lettrice forte", qui dentro, nel blog di Giulio, "sta facendo testo". Anche se forse non dei migliori.

Posted by: Leonardo Colombati at 03.05.05 16:00

Non capite un cazzo. Avete uno che si sbatte per pubblicare buoni libri, buoni davvero, e anche per venderli - perché se non vendono, l'azienda mica gli permette di farli: fa quattro conti e oplà, gentilmente o meno lo sbatte fuori. E non trovate di meglio che dargli del violentatore di masse masochistiche o far cadere dall'alto la solita merdosa moralina del tu-ti-sei-sporcato-col-mercato-e-allora-non-ti-cago-neanche-di-striscio. Provate a vivere nel mondo, va'.

Posted by: un lettore ancora più forte at 03.05.05 16:05

Caro Leonardo, la verità è che violentare una massa masochista è una di quelle cose che, davvero, una volta in vita mi piacerebbe fare: così, per vedere come viene, per capire che gusto ci si piglia. Però vorrei che fosse una massa bella grossa, mica le sessantacinque persone e mezza al giorno che visitano perceber.com. Anche se, temo, potrebbe venirmi un'ansia da prestazione.

Posted by: giuliomozzi at 03.05.05 16:08

Di quale categoria faccio parte? Lettori forti? Lettori deboli? Non saprei.
Aspetto con ansia il libro di monsieur Colombati.
Sono stufo di poterlo apprezzare solamente in pillole, qua e là.
Trovo l'idea del sito PERCEBER molto interessante.
Sono stato violentato da Mozzi come parte della massa masochista ?
L'Italia sembra iniziare a dividersi in PRO e CONTRO PErceber. Credo si possa considerare un buon segno.

Posted by: Federico at 03.05.05 17:15

Caro Colombati, nessun "Comitato". Ho detto "molti", non "Comitato". Non mi caricaturizzare, per favore. Se hai voglia di discutere i miei argomenti, prendili per quel che dicono. Ti ringrazio amichevolmente. Io parlo con molte persone, molti lettori forti. Parlo con i miei simili, e non solo con loro, ma i lettori forti con cui parlo, che bazzicano in rete e hanno trovato un po' forzata questa promozione ante-pubblicazione sono molti, credimi.
Caro Giulio, on è questione di numeri ("bisognerebbe documentare", sessantacinque e mezzo, ecc.), ma di spirito. La questione fondamentale, è se si tratta di assecondare la nostra epoca imitandone le manifestazioni peggiori. Anche se si imitano in piccolo, l'analogia resta. Un assassinio ha un'analogia in piccolo con una strage, un forte pizzicotto prolungato ha un'analogia in piccolo con una tortura. Secondo me, non va bene imporre (o insistentemente proporre e ribadire) un giudizio in anticipo. E' come pubblicare un libro con acclusa la sua recensione positiva. Io l'ho trovato irritante, e ve lo dico: poi voi fate di questa mia sensazione quel che volete. Come vi ho già detto, mi sento un pochino SUPERFLUO come lettore di questo libro. E' come se il libro si fosse già letto da solo, riuscite a capire quel che voglio dire?, quel che voglio trasmettervi, senza maldisposizione né astio? Secondo me questa mia comunicazione può esservi utile, per proporre questo libro d'ora in poi, e per i libri futuri. Vi sto dicendo semplicemente: "ok, questa lunga galoppata finalmente è finita, non se ne poteva più di leggere 'il mio metodo, come ho scritto questo capitolo, in che cosa la struttura delle mie pagine si rifà alla tradizione culturale pincopallinica ecc. ecc." Concederete che si è trattata di una cosa alquanto grottesca: un dispiegamento di materiali ermeneutici che di solito si concedono ai classici, fatto in casa dall'autore stesso. Sebbene si tratti di un'operazione piccola, pubblicitariamente limpida e sobria (nessuno spot televisivo o fiancata d'autobus-balena, è vero), ammetterete che la sostanza è stata assai esagerata. Il fatto che si sia trattata di un'operazione autoermeneutica e autopromozionale e autovalutativa "de noantri", fatta con poche risorse e tutte onestamente esibite, senza dietrologie né tattiche nascoste, non toglie che qualche elemento francamente grottesco e un po' irritante c'è stato. Una prova empirica, credetemi, è l'impegno che sto mettendoci a scrivervi: io come lettore forte leggo con gran curiosità un sacco di esordienti, che però partono alla pari, senza nessuna campagna, sobria o possente che sia, povera o lussuosa. Com'è che arrivo un po' esausto alla pubblicazione di questo libro, cosa che non mi succede per nessun'altra delle novità librarie? Cordiali saluti

Posted by: Un lettore forte at 03.05.05 17:16

Caro Federico, sbagli di grosso. Io non sono né pro né contro Perceber. Ho soltanto fatto alcune critiche alla scelta promozionale che è stata fatta. Non ho nulla contro il libro di Colombati, che se sarà un bel libro mi renderà ancora più felice come lettore. Sto solo dicendo che, per quanto mi riguarda e per quanto riguarda numerosi lettori forti con i quali ho parlato, questa lunga rincorsa di anticipazioni, annunci a autointerpretazioni alla lunga ha un po' nuociuto, corrodendo e affievolendo la voglia di leggere questo libro così automagnificantesi e incensatosì da solo.

Posted by: Un lettore forte at 03.05.05 17:22

quello che mi viene da dire che è un po' diverso.
è un po' diverso fare pubblicità sui bus o aprire un blog in cui vengono
- pubblicati spezzoni del romanzo
- spiegati i meccanismi dell'oggetto libro in sé (la storia delle copertine)
- rese note le fonti, che non il critico, ma l'autore ha utilizzato

Credo che questo atteggiamento sia diverso che comperare mezza pagina di un quotidiano per scriverci: "il miglior libro dell'anno..."

anzi, io per me penso che la questione promozionale in perceber fosse la meno interessante, mi piaceva di più pensare alla macchina, alle competenze, alle diverse tecnicità che sono state messe in opera per un libro come Perceber.

demetrio

Posted by: demetrio at 03.05.05 17:26

Demetrio, ricopio l'ultima parte del mio commento sul sito di Perceber:

Io penso che un libro sia un dono che aspetta il dono della lettura. Se questa lettura (che è un'esperienza aperta, rischiosa tanto quanto la scrittura) viene già ipotecata con giudizi di valore, mappe di navigazione, istruzioni per l'uso, materiali interpretativi, ANCOR PRIMA che l'opera sia pubblicata, beh... Ciò che ne ricavo è che l'opera stessa non abbia nessuna voglia di essere "pubblica", di essere "pubblicata" nel senso più profondo del termine, cioè che non abbia nessuna voglia di ricevere il dono della lettura. Un'opera che agisce così mi comunica la sua autistica autosufficienza. Trovo questo tipo di autorpomozione essenzialmente (non quantitativamente, ma qualitativamente) analoga alla grande propaganda mediatica pubblicitaria. Con la differenza che riconosco all'onesto Colombati un desiderio di essere letto, mentre nel caso di libri di altro genere mi pare che l'unico scopo sia quello di vendere copie, poi se ti leggono o no chi se ne frega. Ma allora per questo dico che secondo me questa strategia è stata a mio modo di vedere assai discutibile, a me ha comunicato una specie di autismo dell'opera che in realtà non ha alcun desiderio di avere lettori perché ci ha già pensato da sola a leggersi interpretarsi farsi i complimenti stringersi la mano autocongratularsi autocommentarsi autospiegarsi. E il mio spazio di lettore dov'è?

Posted by: Un lettore forte at 03.05.05 17:40

bene qui riconosco il Mozzi dei racconti :-))))) e questo mi riconcilia con il suo blog, tra l'altro è carina e interessante la capacita di Mozzi di essere un vero scrittore nel suo blog e di essere antipatiko (e banale) in transferta ;-)

Rispondo a colombati.
Prima di tutto lo rassicuro perchè io non lo conosco e non ho mai messo in dubbio il suo valore o disvalore come scrittore (domani potrei essere una delle sue lettrici più assidue). Si tranquillizzi perchè pubblicitariamente parlando io non faccio testo (nè in formato pdf, nè in formato word) anzi non è escluso che provocandola io possa aver dato inizio a uno di quei misteriosi e miracolosi meccanismi elettronici, a una di quelle velocissime piste virtuali cosparse di mollichine che attirano veramente l'e-viaggiatore.
Lei mi ha posto 5 domande serissime e io barcollo perchè non ho un buon rapporto con la serietà e la profondità, ma cercherò di risponderle.

COLOMBATI:
1)Non crede che l'affermazione secondo cui la pubblicizzazione in anteprima di un libro equivalga nienetemeno che a un "grosso stupro letterario" sia un po' esagerata e che soprattutto non intacchi minimamente il valore/disvalore di un libro?

GEORGIA
Pubblicizzare troppo è comunque violentare ;-) soprattutto in questo periodo dove tutti NON ne possiamo più di PUBBLICITA', e una piùma in più può far saltare i nervi.
Questo non vuol dire però che non si debba fare promozione ai libri (come ha interpretato mozzi) anzi solo i blog vanno trattati con la delicatezza e sincerità che meritano.
Pubblicizzare troppo (con l'intento scoperto di imporre un prodotto) in rete allontana.
Tutti voi avrete provato questo senso di fastidio che qui (nel web) è molto più violento di quanto non ci capiti nel "reale".
Per lo meno questa è la mia esperienza, sia su me stessa che fra i miei compagni di viaggio. Certo è una esperienza ultra-limitata, ma ormai nel web anche l'esperienza più piccola abbraccia un numero tale di persone che nel "reale" basterebbe e avanzerebbe per essere molto significativa.

COLOMBATI
2)Non pensa che la categoria dell'editore che deve "educare" le masse sia alquanto discutibile?

GEORGIA
In totale sintonia con lei caro colombati. LEI ha perfettamente ragione. Non era mia intenzione con la mia frase porre come alternativa l'editore che educa (dio me ne scampi e liberi), del resto io penso, come ha scritto un grandissimo scrittore, che l'arte non possa mai essere giudicata a priori, ma che vada giudicata solo una volta attenuta (quindi l'editore è uno che gioca sempre d'azzardo e va "a caso" nel caos). E anche l'arte realizzata vale solo per se stessa, perché se anche l'artista/scrittore a volte fa centro, a differenza della scienza, non è detto che l'esperienza gli possa servire per fare centro una seconda volta o addirittura sempre. Quindi qualsiasi funzione decisa a priori della letteratura (e anche dell'editore) è da scartare.

COLOMBATI
3)Ritiene davvero che chi è di sinistra sia per forza di cose portato a considerare "immorale" ciò che non è "educativo"?

GEORGIA
No, naturalmente no, mi dispiace molto aver dato l'impressione di credere a una cosa così idiota :-).
tra l'altro non è .... educativo neppure diffonderla ;-)
Credo però con la mia risposta n. 2 di aver risposto, in parte, anche a questa.

COLOMBATI
4) Ce lo vede davvero il buon Giulio a "violentare le masse masochiste"?

GEORGIA
:-)))))))
Lo "conosko" solo da pochissimi e-giorni ma direi proprio di no ;-). Infatti sono convinta che, a meno che non subentri qualche e-miracolo (come una bella polemica che si allarghi a macchia d'olio sui giornali) il suo blog non le frutterà nessun reale lettore. Io le auguro di averne moltissimi (anche se ancora non so se lei li meriti o meno, ma la cosa è del tutto secondaria), ma non li otterrà con un blog vistosamente promozionale.
Guardi che questo suo fare capolino nei "comemnti" periferici di un blog "sincero" (e non del tutto promozionale come questo "diario") è probabile che le frutti più acquirenti di quanti non gliene possa fruttare il suo intero contenitore spot;-)

COLOMBATI
5) Se è vero che "i lettori forti sono veramente un esigua minoranza" è proprio vero che "non fanno letteralmente testo"? Se lei - come ritiene - è una "lettrice forte", qui dentro, nel blog di Giulio, "sta facendo testo". Anche se forse non dei migliori.

GEORGIA
Non so se faccio un testo bello o meno, non credo proprio che sia questo il problema di cui stiamo discutendo;-). Ma ripeto può anche essere che io, a mouse, alla fin fine possa risultare per lei più positiva, pubblicitariamente parlando, di tutte le recensioni su commissione che finora ha ricevuto a priori e costruite a tavolino ;-)
Bene la saluto e chissà forse un giorno la leggerò pure io.
Al lettore incazzato rispondo che io non ho mai detto "tu-ti-sei-sporcato-col-mercato-e-allora-non-ti-cago-neanche-di-striscio", figuriamoci se farei mai delle polemiche così personalistiche ;-) e volgari, e poi ho troppo rispetto per la letteratura in generale, per gli scrittori in particolare e soprattutto per il contenitore blog, per dire simili banalità da salumieri di mondo:-).
A mozzi auguro di trovare, prima o poi, la sua massa masochista adatta alla sua scarpa da editore sadiko, oggi si trova tutto sul mercato;-) ma dubito che la troverà con uno strumento come i blog, l'unica possibilità sarebbe quella di farsi candidare da berlusconi ma ormai è una ipotesi non più valida neppure nel nord;-)
georgia

Posted by: georgia at 03.05.05 17:42

*** A proposito di: "Secondo me, non va bene imporre (o insistentemente proporre e ribadire) un giudizio in anticipo", osservo:
- se un editore pubblica un libro, evidentemente lo considera un libro buono (buono per la letteratura, buono per la vendita, buono per l'immagine...). L'editore, decidendo di pubblicare un libro, dà un "giudizio in anticipo". Quindi gli editori dovrebbero non pubblicare nessun libro o pubblicare tutti i libri.
- se in un luogo nel quale nessuno è tenuto a passare, e solo chi vuole passa, io faccio un certo discorso, si può dire che "impongo" quel discorso? Si può dire che sono "insistente"?
*** A proposito di: "Io parlo con molte persone, molti lettori forti. Parlo con i miei simili, e non solo con loro, ma i lettori forti con cui parlo, che bazzicano in rete e hanno trovato un po' forzata questa promozione ante-pubblicazione sono molti", osservo:
- anch'io parlo con molte persone, molti lettori forti. Parlo con i miei simili, e non solo con loro, e i lettori forti con cui parlo, che bazzicano in rete e che hanno trovato assai divertente e interessante questa promozione ante-pubblicazione, sono molti.
In altre parole: se il fatto che una certa opinione sia di "molti" è rilevante, allora bisogna mettersi a contare questi "molti", per sapere quanti sono: perché potrebbe esserci un'opinione diversa o contraria condivisa da "molti di più". Non voglio fare la caricatura della tua opinione: l'argomento quantitativo l'hai tirato fuori tu. Se tu avessi detto: "A me questa promozione anticipata è sembrata fastidiosa" e io ti avessi risposto: "Ma a molti è piaciuta", giustamente tu avresti potuto invitarmi a quantificare i miei "molti". Ma tu hai cominciato, e a te tocca esibire i numeri.
*** A proposito di: "Il fatto che si sia trattata di un'operazione autoermeneutica e autopromozionale e autovalutativa 'de noantri', fatta con poche risorse e tutte onestamente esibite, senza dietrologie né tattiche nascoste, non toglie che qualche elemento francamente grottesco e un po' irritante c'è stato", osservo:
- il nostro intento era, sì, di fare un po' di chiasso attorno al libro, con spirito goliardico e senza troppo sussiego. Se "qualche elemento francamente grottesco e un po' irritante c'è stato", allora abbiamo sbagliato: in sostanza, credevamo di divertire e invece ci siamo divertiti solo noi. Questo mi interessa, e mi farebbe piacere se qualcuno mi indicasse gli "elementi francamente grottescchi e un po' irritanti" rinvenibili in perceber.com.
Il "dispiegamento di materiali ermeneutici che di solito si concedono ai classici, fatto in casa dall'autore stesso" mi sembra appunto una cosa grottesca: ma non irritante, bensì divertente. Mi sbaglio?
*** A proposito di: "Io come lettore forte leggo con gran curiosità un sacco di esordienti, che però partono alla pari, senza nessuna campagna, sobria o possente che sia, povera o lussuosa", osservo:
- promuovere un libro è quindi un'attività in sé riprovevole? O è riprovevole solo promuovere i libri degli esordienti? O è riprovevole solo promuovere il libro dell'autore X diversamente dal libro dell'autore Y? O è riprovevole promuovere gli autori della casa editrice per la quale si lavora più di quanto siano promossi gli autori delle altre case editrici?
*** A proposito di: "Sebbene si tratti di un'operazione piccola, pubblicitariamente limpida e sobria ", preciso:
- Perceber.com non è un'iniziativa dell'editore Sironi, che non ci ha messo un soldo, bensì del sottoscritto (che ci ha messi i pochi soldi necessari, nonché il minuto mantenimento) e di Leonardo Colombati (che ci ha messo tutto quel che ci ha messo).

Posted by: giuliomozzi at 03.05.05 18:17

La discussione si svolge, un po' caoticamente, un po' qui e un po' in perceber.com, in coda a questo post: http://www.perceber.com/archives/2005/05/di_giovanni_cho.html

Posted by: giuliomozzi at 03.05.05 18:28

Be', caro Giulio, se non vedi la quantità di grottesco irritante in una cosa che si autovaluta presentandosi cone un "Capolavoro misterioso" e si autointerpreta come si trattasse di un classico fornendo mappe ermeneutiche letture d'autore ecc., che si autoanticipa come se si trattasse di un inedito manoscritto di un grande scrittore del passato rinvenuto e offerto a spizzichi e bocconi in anteprima, se non ti basta l'evidenza di queste cose, temo che sia inutile aggiungere altre "prove".
Alcuni dei tuoi argomenti mi sembrano capziosi, e mi stupisco che tu li sostenga: c'è una bella differenza fra pubblicare un libro e sostenere che questo è un capolavoro che ribalterà le gerarchie letterarie consolidate e la valutazione di intere generazioni di autori, come hai detto personalmente tu un anno fa.
Sui "molti" lettori, mi facevo semplicemente ambasciatore: volevo dirvi che avete un po' rotto le scatole, involontariamente s'intende, e molte persone che ho incontrato io probabilmente non leggeranno Colombati, o lo leggeranno con una certa diffidenza, proprio a causa dell'atteggiamento di supponenza che ha comunicato l'operazione del suo blog, i contenuti autointerpretativi e autovalutativi che quest'opera ha portato con sé prima ancora di venire al mondo. Capisco eccome che è durissima fare l'editore oggi, ma - se ti va - azzeriamo tutti gli argomenti e domandiamoci: è questa la via? Perché gli altri fan casino, dovete far casino anche voi? Dovete rischiare di passare per irritanti megalomani che si autoproclamano autorui-editori di capolavori da soli? Ecco, tutto qui. Detto questo, grazie di cuore per aver pubblicato Colombati, se sarà un bel libro. Grazie un po' meno per il blog perceber.com.

Posted by: Un lettore forte at 03.05.05 18:31

Leggerò il libro prima di formulare qualsiasi giudizio. Mi sorgono però delle domande. Un editore parla bene di un suo libro perché 1) crede in quel libro; 2) spera di vendere più copie possibile. Quella fatta su Perceber è sicuramente una forma di pubblicità, ma in ciò non vedo nulla di strano. La mia domanda è un'altra. Se si annuncia come un libro quantomento straordinario, l'andamento delle vendite quanto influirà ex-post sulla valutazione del libro stesso? Sarà sempre un gran libro anche con 1000 copie vendute (a Colombati naturalmente auguro di vendere 20 volte tanto, ché in Italia è una bella cifra). E poi: fa più gioco al libro dichiararlo anticipatamente un capolavoro, oppure sarebbe meglio aspettare che esca e che si cominci a leggerlo, che si levino giudizi e valutazioni da più parti? Saluti a tutti

Posted by: Melpunk at 03.05.05 23:59

c'ho il malditesta. quand'e' che esce sto benedetto libro ? :-)))

Posted by: cletus at 04.05.05 01:22

Lettore forte, qual è il tuo problema con il blog perceber.com? Onestamente, malgrado abbia letto i tuoi diversi interventi, non riesco a seguirti. Se proprio i contenuti di quel blog ti disturbano così tanto, per risolvere il problema ti basta non visitarlo, e amen.

Posted by: davide l. malesi at 04.05.05 08:35

Domani, Cletus, esce domani. Così chissà che Mozzi e Colombati la finiscano co 'sto "quanto siam belli, quanto siam bravi"

Posted by: Domani at 04.05.05 08:37

Ma infatti, Malesi!Ho comunicato a Mozzi & C. che la loro operazione ha sortito in me l'effetto contrario. Ho detto più volte che la mia era una notizia della quale Mozzi & C. faccian quello che meglio credono. Il discorso è che qui, a livello mediatico potente (in grande, con le campagne pubblicitarie) o debole e onesto (il blog di Colombati), il modo in cui è trattato il lettore ormai è sempre quello: gli si dice già che cosa significano i libri, come deve leggerli, quanto valgono, che cosa deve pensare, PRIMA ancora che i libri escano. Esattamente come accade per Hollywood e l'offerta cinematografica. A me questo un po' irrita, mi sembra un peggioramento della situazione culturale, e a te? Dopodiché, il blog di Colombati non è certo invadente e non mi viene mica a bussare a casa infastidendomi, è ovvio. Ma la prossima volta mi terrò sicuramente alla larga da iniziative analoghe, sian fatte da Mozzi o da chiunque altro. Volevo soltanto comunicare questa mia impressione, come "bilancio" alla fine di questa lunga rincorsa, ora che il libro finalmente c'è. Io propongo una riflessione sul senso della promozione, della pubblicità, e sul senso della lettura, dell'accoglimento individuale delle opere letterarie. A mio parere (non importa se in termini numericamente contenuti, con pochi visitatori, pochi mezzi, ecc.) questa operazione del blog di Colombati è sembrata offensiva della libertà del lettore. In piccolo, certo: a nessuno ha rotto le scatole invadendo l'Italia di spot. ma il gesto culturale che ha fatto presuppone l'irrilevanza del lettore, la sua superfluità. Che ne pensi tu?

Posted by: Un lettore forte at 04.05.05 08:49

io penso che questa operazione (come molte altre oggi) abbia presupposto soprattutto l'irrilevanza dell'autore :-)))))
Questa è la vera tragedia, l'unica cosa che in tutta questa operazione sembra non contare nulla è proprio lo scrittore e il suo testo (il grande assente), sommersi ambedue da un eccesso di paratesti prolificanti fino al soffocamento, addirittura prima dell'uscita del libro;-). Qui, nel piccolo, si è dimostrata la miseria dei tempi: che il paratesto può fare del tutto a meno del testo;-), proprio come si può fare una guerra anche senza un nemico (basta costruirsi un paranemico).
Voi vi siete lasciati andare al conformismo marziale e avete fatto, alla fin fine, pubblicità preventiva (vi ricordate il cacao meravigliao? beh tale meravigliao poi non si è mai visto, mentre qualsiasi cacao, anche pessimo, avrebbe potuto essere infilato in quel geniale spot) bleh ....
beh leonardo (o la sironi per lui) se volesse potrebbe fare una cosa ora per riscattarsi: far uscire alla chetichella il suo testo sotto altro nome, e vendere titolo e annesso paratesto mega-spot al miglior offerente ;-).
georgia

Posted by: georgia at 04.05.05 09:25

L'ho già scritto (dio, che fanatico….siamo all'auto citazione…) su l'arte di leggere, chiedendo provocatoriamente "cosa ci spinge all'acquisto di un libro ?".
Ecco, la domanda potrebbe anche essere questa. Quali percorsi, corridoi, ottovolanti, seguiamo quando cediamo all'impulso e apriamo i nostri portafogli ?
Qui è il regno della totale discrezione. C'è chi è impermeabile alle sirene della pubblicità (occulta o meno, subliminale o meno, indotta o meno), e c'è chi ne cade, inevitabilmente e reiteratamente, vittima.
Allora, accettando in modo zen che il sole si alza per tutti la mattina, di cosa ci dobbiamo preoccupare ?
Non sto minimizzando, ne irridendo alle argomentazioni (robuste e pacate) di tutti i commentatori di questo post, ma davvero : qual è il problema ? Lo vuoi leggere ? Acquistalo ! Ritieni sia una delle solite bufale ? Astieniti. Piuttosto, mi viene da fare un paragone azzardato con la musica: io (mi autodenuncio qui, pubblicamente) la scarico "aggratis" spesso dal web. Poi, se la trovo "bella", la compro. Un pirata ? No, mi dissanguo per i cd, forse più ancora che per i libri (e la mia prosa è lì a dimostrarlo…), ma aver potuto avere degli "assaggi" in anteprima di un testo davvero trovo sia, prim'ancora che un imperativo a comprarlo, un "servizio" reso al lettore, un omaggio alla sua intelligenza, capacità critica, per farsene un'idea e decidere, poi, se è il caso o meno di procedere all'acquisto. Questo, trovo, si sia trattato. Null'altro. Sarebbe, proprio in forza alle capacità definite "forti" dei lettori forti, un torto alla loro intelligenza prenderli per il naso con cosi poco. Davvero è cosi facile cadere preda di questi giochetti per chi coltiva l'abitudine alla lettura ?

Posted by: cletus at 04.05.05 09:31

Il lettore forte si è attirato alcune critiche "forti", ma è indubbio, se lo si legga con attenzione, che la sua critica è assai costruttiva ed ha del buon senso. Non sarebbe male tenerne conto in futuro per altri esordi.

Dico questo, perché, pur avendo una grande stima per il lavoro che sta facendo Mozzi (*), nemmeno io ho giudicato positivamente l'operazione Perceber. Non leggo più i giornali da un pezzo, e non so se di Perceber se ne è cominciato a parlare già da un anno, anche lì. Ma da troppo tempo se ne parla nel web, e soprattutto da troppo tempo se ne parla come di un capolavoro.

Tutto sommato, non mi pare che ci sia molta differenza di contenuto con le operazioni Faletti e Piperno.

Un'operazione di questo tipo, così insistita, rischia di vanificare la prova che un libro deve dare della sua qualità letteraria.

Vendere un milione di copie (ne auguro ancora di più a Colombati), può soddisfare l'editore che lo ha pubblicato, ma non dimostra ancora il valore del libro, se esso è stato preceduto da una campagna pubblicitaria in qualche modo esagerata.

Si dirà: intanto l'editore incassa il guadagno, poi, se il libro vale, col tempo, resistendo sul mercato, dimostrerà il suo valore.

Si accettano quindi due tempi: uno, quello immediato, dedicato al recupero delle spese; l'altro, più spostato nel tempo, al valore dell'opera.

E' nel primo tempo che si nasconde quella certa immoralità che georgia denuncia, e che rende, chi dirige l'operazione pubblicitaria sul libro, del tutto simile a chi pubblicizza un detersivo in tv.

Un libro non è un detersivo. Se si inganna il lettore si fa molto più danno che affibbiargli un detersivo scadente. Vi sono in gioco sensibilità diverse.

Ecco perché, per un libro, io limiterei (come si faceva in un passato forse già troppo lontano) la "pubblicità" (intesa come conoscenza del fatto) ai soli articoli nell'imminenza dell'uscita, e meglio ancora ad uscita appena avvenuta.

Il critico che porta a conoscenza l'uscita del libro, facendone quindi indiretta pubblicità, deve essere libero, ovviamente, di dire di esso in bene e in male, dimodoché il lettore conosca i vari punti di vista di chi lettore di libri lo è per esperienza e forse professionalità.

Quando sarà il lettore a leggere il libro avrà in mano, se li ha voluti cercare, tutti gli strumenti per affrontarlo e, poi, farsi la sua idea.

Il libro, infatti, se ha valore, ha la forza di affermarsi da sé, magari lentamente, col passare del tempo e con lo strumento del passaparola.

In questo modo, non si è rischiato di ingannare il lettore.

Insomma, non è l'editore (o chi per lui) che deve parlare di capolavoro o anche di buon libro (altrimenti non l'avrebbe pubblicato, no?), ma spetta ad altri: i critici, in primis, e poi mettiamoci tutti quelli che vogliamo, ma mai chi è stato interessato nella pubblicazione.

Non ci sarebbe, altrimenti, alcuna differenza, tra un libro e un detersivo; né tra un editore e un fabbricante di detersivi.

Si potrebbe rispondere che, oggi, la aggressiva modernità ha spazzato via le differenze. Ma noi siamo d'accordo? O vogliamo ristabilire la diversità?

(*) A Mozzi, però, non perdono una cosa: quella di far morire di lenta agonia la sua creatura più bella: vibrisse. Se Sironi e Perceber ne sono la causa, li avrò antipatici per tutta la vita. In questi giorni, posso anche chiudere un occhio, visti gli impegni che Mozzi deve assolvere sia con la Fiera del Libro che con Perceber, ma dopo ci dovà dire che cosa intende fare di vibrisse.

Un caro saluto.

Bart

Posted by: Bartolomeo Di Monaco at 04.05.05 09:38

Concordo con il lettore forte: anche a me l'operazione ha sortito l'effetto contrario. Peccato.
Magari leggerò il libro fra qualche anno, prendendolo in biblioteca.

Posted by: emmina at 04.05.05 10:31

Be', tanti auguri a Colombati e a Mozzi per l'operazione Perceber, che vedrà sicuramente in me un sicuro acquirente (lettore debole ma acquirente).
Tuttavia continuo a credere maggiormente nei giudizi post pubblicazione, piuttosto che in quelli preventivi; pur confessando un pizzico d'invidia per il "rumore" anticipato attorno a Colombati, recentemente il mio "Assolo" è stato in qualche modo accomunato al filone Buzzati e Klein qui:

http://guide.supereva.com/romanzo_epistolare/interventi/2005/04/207287.shtml

e questo, in quanto giudizio "posticipato", non può che riempirmi d'orgoglio.

Ciao a tutti, giorgio

Posted by: giorgio sannino at 04.05.05 10:33

Be', la pubblicizzazione è stata forte, da più d'un anno ormai dura, in diverse forme e luoghi. L'intervista di per sé è solo interessante, ma svela poco o nulla intorno al romanzo e all'autore; e comunque cose che già si sapevano. Non so quanto questa pubblicizzazione tanto massiccia abbia fatto bene a Perceber; ma questo lo dicevo già tanto tempo addietro. Ad ogni modo, quando si avrà modo di leggere per intero il lavoro di Colombati, solo allora sarà possibile dire di più, con ragione critica. Per il momento, non ci resta che aspettare: se è un Capolavoro come è stato detto, allora credo che la critica non avrà problema a definirlo tale, così anche il pubblico, anche se la pubblicizzazione è stata un po' irritante in quanto veramente massiccia. Senza nulla detrarre a Colombati, mi pare che una simile pubblicizzazione - forte - sia stata adottata solo per Perceber. Il che può - e sottolineo il "può" - mettere un po' di pregiudizio nei potenziali lettori o critici che siano. Ma non è detto. Si dirà quando si avrà il libro e lo si leggera attentamente e profondamente: solo allora, il giudizio potrà essere sereno.

Saludos

Iannox

Posted by: Iannox at 04.05.05 11:52

Lettore forte, scrivi che "il gesto culturale che ha fatto [il blog di Colombati] presuppone l'irrilevanza del lettore, la sua superfluità". Onestamente, mi sembra il contrario. Qualsiasi forma di pubblicità, di marketing presumono la centralità del fruitore: perché senza fruitore, non c'è vendita, e senza vendita, non c'è profitto. Io leggo tranquillamente Ken Follett, Wilbur Smith, Patricia Cornwell, i Classici allegati ai quotidiani etc: testi che, nessuno escluso, possono contare su ben diversi e più potenti mezzi di promozione rispetto a 'Perceber': ora, se non mi scandalizzo per il battage su cui può contare la Cornwell o Isabel Allende, perché dovrei scandalizzarmi per l'iniziativa del blog di Perceber?

Posted by: davide l. malesi at 04.05.05 13:35

non che io non ci creda. ma per principio la cosa mi perplime. voglio dire, gli anticipati clamori e tutto quanto, visto che avete sollevato la questione. la mia è un'obiezione timida timida, non crediate, una cosa detta giusto per principio, un principio piccolo piccolo, d'accordo (dopotutto il mio senso morale se n'è scappato insieme alla mia etica in qualche paradiso fiscale dalle coordinate incerte, e da allora che abbiano mandato UNA cartolina!) ed è pur vero che si dovrebbero preferire le persone ai principi...insomma chissenefrega, che Dio vi benedica, insciallah, in bocca al lupo.

Posted by: Lu at 04.05.05 19:31

non che io non ci creda. ma per principio la cosa mi perplime. voglio dire, gli anticipati clamori e tutto quanto, visto che avete sollevato la questione. la mia è un'obiezione timida timida, non crediate, una cosa detta giusto per principio, un principio piccolo piccolo, d'accordo (dopotutto il mio senso morale se n'è scappato insieme alla mia etica in qualche paradiso fiscale dalle coordinate incerte, e da allora che abbiano mandato UNA cartolina!) ed è pur vero che si dovrebbero preferire le persone ai principi...insomma chissenefrega, che Dio vi benedica, insciallah, in bocca al lupo.

Posted by: Lu at 04.05.05 19:31

Malesi, no, non mi sono spiegato: non è la pubblicità il punto, ma i contenuti automitizzanti: un libro che si autointerpreta, che si autogiudica, che si autospiega, che si autovaluta, è un libro autistico che evidentemente non ha bisogno di letture che lo interpretino, lo giudichino, lo spieghino, lo valutino. In questo senso dicevo che il gesto del blog di Colombati dichiara nei fatti che il lettore è superfluo. Non c'entra nulla la pubblicità, che in sé va benissimo.

Posted by: Un lettore forte at 05.05.05 00:20

Lettore forte, a me sembra che di autistico qui ci sia solo la tua coazione a ripetere da tre giorni lo stesso concetto.


Posted by: fake at 05.05.05 01:12

colazione a ripetere. buongiorno ! (mentre sorseggio il primo caffè della giornata. ndr)

Posted by: cletus at 05.05.05 06:49

Caro Fake, se ci sono persone che non capiscono, Lettore Forte fa bene a spiegare pazientemente. Colombati e Mozzi sono andati avanti un anno a pre-spiegare Perceber, e che saranno mai una manciatina di commenti in un post?

Posted by: take at 05.05.05 10:19

Per conto mio Colombati e Mozzi hanno pre-spiegato inutilmente per un anno intero, perché volutamente non ho mai letto nulla del sito Perceber. Questo non certo per un pregiudizio; ma per tener fede al mio vizio consolidato di rinviare la lettura di ogni prefazione alla fine del libro. E' molto semplice evitare l'eccesso di pubblicità: basta saper/voler rinviare.

giorgio

Posted by: giorgio sannino at 05.05.05 12:23

PER GEORGIA: cos'è il conformismo marziale? grazie ciao

Posted by: giuliomozzi at 05.05.05 15:48

PER GEORGIA: cos'è il conformismo marziale? grazie ciao

Posted by: giuliomozzi at 05.05.05 15:48

Questa domanda ripetuta due volte e due volte firmata giuliomozzi non è stata scritta e pubblicata da me. (Se vi venissero dei dubbi circa quale sia il vero e quale sia il falso giuliomozzi, fàtevi questa domanda: quando mai il vero giuliomozzi scriverebbe "per Georgia" tutto maiuscolo?).

Posted by: giuliomozzi at 10.05.05 09:25

rigirellando in questo blog scopro solo ora che mi era stata posta una domanda. E vengo anche a sapere che la domanda (che qui allora non avevo letto) non me l'aveva postata il VERO giulio mozzi ma solo uno che indossava il suo cappello.
Beh, mi sento in dovere di segnalare che, chiunque sia stato il misterioso interrogante, io avevo subito risposto nel mio blog spiegando ampiamente cosa io intenda con "conformismo marziale".
Lo avevo fatto nel mio blog perchè la stessa identica domanda mi era stata lasciata, nello stesso giorno, anche lì. Ma nel blog l'anonimo non aveva messo "per Georgia" tutto maiuscolo, quindi secondo voi a logica se ne potrebbe dedurre che quello fosse il vero mozzi pur essendo a capo scoperto?
Insomma chi mi aveva postato in ben due siti contemporaneamente tale interessante e intelligente domanda?

Posted by: georgia at 11.05.05 13:58

Il lettore legge, non fa. Il lettore compra, non legge. Il lettore non è dotato di senso critico. Il lettore beve tutto quello che gli dicono i critici e i media. Il lettore si distingue dallo spettatore televisivo solo per l'orientamento nello spazio del parallelepipedo che venera. Il lettore non si distingue dallo spettatore televisivo. Lo spettatore televisivo è uno che non guarda, compra. Il lettore è portafoglio, denaro, resto, spiccioli, guadagnare per comperare-vivere. Non sa nemmeno che cos'è un libro. Ed è meglio che non lo sappia. Il lettore è un turista straniero.

Posted by: raggigamma at 11.05.05 14:13

Raggigamma, il tuo cinismo mi fa schifo.

Posted by: giuliomozzi at 11.05.05 21:31

peccato che non sia il mio

Posted by: raggigamma at 12.05.05 01:15
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