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14.05.05

Giallo

La Fiera del libro è finita. L'incontro con gli Agenti di Messaggerie Libri è finito.
Sono alla stazione ferroviaria di Milano. Cerco il mio treno. L'intercity delle otto e un quarto. Lo trovo. Ho un posto prenotato. Carrozza sei. Cammino. Ho lo zaino in spalla, una valigetta nella mano destra, un sacchetto di carta pieno di libri nella mano sinistra.
Salgo a bordo. Sono uscito di casa quattro giorni fa alle sei meno dieci del mattino, arriverò a casa stanotte verso le dieci e tre quarti. Se il treno non fa scherzi.
Trovo il mio posto. Mi sistemo. Nello zaino ho la bottiglia d'acqua, i biscotti comperati nel supermercatino interno alla stazione. Non ho ancora mangiato niente, oggi.
Ho sete. Bevo. Dal sacco di carta tiro fuori il Coltivatore del Maryland di John Barth, Rizzoli 1968. Sono circa a pagina trecento del primo volume.
Il treno parte.
Mi addormento.
Mi sveglio qualche minuto dopo (stiamo ancora uscendo da Milano). Apro gli occhi e vedo un culo giallo.
Una signora con una maglia rossa e un paio di pantaloni gialli è entrata nel mio scompartimento. Sta cercando di sistemare i bagagli, e ne ha parecchi. Nel momento in cui apro gli occhi è tutta protesa nel tentativo di innalzare un trolley nero apparentemente pesantissimo.
Mi rendo conto che la situazione è bloccata. La signora ha innalzato il trolley, è riuscita ad appoggiarne un'estremità sul bordo della reticella (non è una reticella, ma non mi viene in mente un'altra parola: lì dove si mettono i bagagli, in alto, in treno), non riesce a sistemarlo al suo posto, e d'altra parte nemmeno è in grado di riportarlo giù.
"Signora, le do una mano", dico.
"Non si disturbi", dice la signora.
Prendo il "Non si disturbi" come una frase fatta di cortesia. Cerco di alzarmi.
Il problema è che la signora, non riuscendo a reggere il peso del trolley, sta lentissimamente precipitando all'indietro. Se cadesse definitivamente, mi cadrebbe in braccio. In questo preciso momento il suo culo giallo è a non più di trenta centimetri dalla mia faccia.
Ho due possibilità. Afferro il culo giallo della signora, e spingo fino a raddrizzarla. Oppure mi contorco e cerco di sgusciare via dal mio sedile.
Scelgo la seconda.
In quel momento il culo giallo della signora dice: "Prot!".
La signora dice: "Hanf!".
Io dico: "Arrivo", e comincio a contorcermi.
Il culo giallo della signora dice: "Prrrott!".
La signora dice: "Ah!".
Sguscio fuori dal mio sedile giusto in tempo. La signora precipita, e finisce seduta sul mio sedile. Io mi raddrizzo giusto in tempo per raccogliere, a braccia aperte, il trolley volante.
E' davvero pesantissimo. Lo porto in braccio più o meno come, nelle barzellette della Settimana enigmistica, lo Sposo porta in braccio la Sposa nell'entrare nella Casa che sarà loro Comune.
Ondeggio.
Il treno frena, bruscamente.
Barcollo.
Riesco a imprimere una certa rotazione al mio movimento. Crollo sul sedile accanto al mio, continuando a sorreggere il trolley.
"Stia attento", esala la signora, "dentro ci ho la macchinetta per l'aerosol. E' roba fragile".

Posted by giuliomozzi at 14.05.05 12:13
Comments

Sono estasiato. Fantastico. Il basso corporeo che "scorre" in treno! Eccellente. Buon fine settimana Mozzi
Melpunk

Posted by: Melpunk at 14.05.05 12:56

verrebbe da dire che della macchinetta per l'aereosol non ne avrebbe alcun bisogno, la yellow lady. Proprio no...Oppure ancora, "chi di aria ferisce..." :-)

Posted by: cletus at 14.05.05 20:30

omiodddio.....
sto ridendo da cinque minuti. Grazie giulio, you made my day :o)

Posted by: milo at 14.05.05 21:06

appurato dal deretano canarino che l'aerosol funziona, meglio prepararsi olimpicamente prima di avventurarsi sul treno italico..

Posted by: reginadelsole at 15.05.05 10:30

E come lo dimentico adesso quel culo? Ogni volta che salirò su un treno e vedrò qualcuno sforzarsi per sistemare la valigia sulla 'reticella' mi verrà in mente 'lui', il culo parlante di Giulio Mozzi. Oltretutto devo ricordarmi di gettar via quel paio di pantaloni gialli che giacciono nel mio armadio da anni, non vorrei indossarli e rischiare di incontrare qualcuno che ha letto questo post. Grazie per la risata mattutina.

Posted by: alessandra at 15.05.05 11:15

ripasso di qui, e rileggo
e confermo il dono straordinario di giulio per i dialoghi :o)

Posted by: milocherilegge at 15.05.05 22:06
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