|
|
|
|

24.04.05

Risoluzione dei conflitti

In piazza delle Erbe ho comperato un fascio di asparagi e una dozzina di castraųre (carciofi neri, piccoli). Prendo l'autobus verso casa. L'autobus č pieno di signore che, come me, hanno una borsa di verdure appesa al braccio.
L'autobus fa una frenata improvvisa. Si sente un'imprecazione del conducente. Dalla borsa di plastica di una signora rotola fuori un cavolo.
"El me cāvolo!", grida la signora.
Il cavolo, indifferente al richiamo, rotola tra i piedi dei viaggiatori.
"Ciapčo!", grida la signora, tuffandosi tra i viaggiatori. ("Prendetelo!").
L'autobus riparte, altrettanto bruscamente.
Un signore piuttosto alto con un lungo impermeabile nero perde l'equilibrio, annaspa, appoggia dove gli cāpita il piede che gli si č sollevato, pesta il cavolo, il cavolo va in pappa, il signore piuttosto alto scivola tra i viaggiatori, finisce lungo disteso, fa cadere un paio di viaggiatori, tra cui una ragazzina con l'i-pod in maglietta rossa fiammante. Le tette della ragazzina finiscono, come da copione, in faccia al signore piuttosto alto.
"El me cāvolo!", strilla la signora. "El me 'o gā schissā!".
Il conducente, avendo percepito qualcosa di anomalo alle sue spalle, frena di nuovo: altrettanto bruscamente.
La signora, come tutti, ha uno sbandamento. Poi si lancia verso il signore piuttosto alto, che si sta alzando (e scusando a destra e a manca).
"Dčsso e me 'o paga!", grida la signora, piantandosi davanti al signore piuttosto alto.
"Che cosa?", dice il signore piuttosto alto (che, evidentemente, non si č reso conto di che cosa ha pestato e di che cosa lo ha fatto scivolare).
"El me cāvolo!", dice la signora.
"Il suo cavolo?", dice il signore piuttosto alto.
"El me cāvolo, sė!", dice la signora. "Zé stā lų a schissārlo".
Il signore piuttosto alto ha un'improvvisa presa di coscienza. Guarda la signora. Prende una decisione.
"Quant'č?", dice, tirando fuori il portafoglio.
"E me toca anca tornāre indrėo", dice la signora. "Par tōrghene 'naltro".
"Mi dica quant'č", dice il signore piuttosto alto. "Mi dica quant'č e io pago".
"E gō anca ciapā spaento", dice la signora.
"Guardi", dice il signore piuttosto alto, "io non ho problemi. Quel che c'č da pagare, pago".
La signora si concentra. Valuta le opportunitā. Si rende conto che la situazione le č favorevole.
"Vinti euro", dice.
"Ecco", dice il signore piuttosto alto, porgendo la banconota.
La signora č attonita difronte a tanta determinazione.
"Mah, in fondo...", dice, senza prendere la banconota.
"Prego, signora", dice il signore piuttosto alto, continuando a porgere la banconota.
"In fondo", dice la signora, "podarėa bastārghene anca diéze...".

Posted by giuliomozzi at 24.04.05 08:46
Comments

Tutte teste di cavolo, in questo episodio improbabile. Compreso il signore che accetta di pagare per un danno di cui non ha nessuna colpa. Ma Giulio, a volte, le spara come gli vengono.

Posted by: Testa di cavolo at 24.04.05 09:32

Direi proprio che č 'na storia proprio del cavolo. Almeno avessi concetrato maggiore attenzione 'sulle' quelle tette "della ragazzina finiscono, come da copione, in faccia al signore piuttosto alto." Ed invece, da bravo ragazzo qual sei - ovvero distratto -, tutto ruota intorno al cavolo e alla vecchia signora. Vabbe' che il cavolo č commerciale e costa non poi troppo al mercato, ma un racconto del cavolo mica lo propini tanto facilmente alla gente.

Vabbe', adesso quale rimborso dovrei mai chiederti per essermi letto 'sto cavolo? Almeno offrimi 'na maalox. ^____^

Buona domenica.

Iannox

Posted by: Iannox at 24.04.05 13:41

ma al mercato delle "erbe" ci andate con gli assegni circolari a far la spesa ? (padova come l'antartide ?) 20 euro ?! E io che ho tanto giardino inutilizzato...

Posted by: cletus at 24.04.05 14:08

tze tze lettori distratti e polemici...
il racconto del cavolo č probabile frammento di una real fiction dal titolo "L'autobus" o di una candid camera montata in grandangolare. Vedo tutte le facce, quella della signora e quelle dell'uomo alto e anche le tette onnipresenti della morbida e opportuna ragazza.
ho detto la mia. bravo reporter questo Mozzi.

Posted by: BoB at 24.04.05 16:14

A me č piaciuta. Il cavolo che rotola mi č piaciuto. Cioč, mi č piaciuta 'sta storia. E scommento che il signore č Giulio.

Posted by: Marco Candida at 24.04.05 17:35

Io scometto che la ragazzina č giulio.

Posted by: pino at 24.04.05 18:42

Di Giulio si potrebbero dire tante cose, ma non che č "piuttosto alto..."

Posted by: barbara at 24.04.05 19:01

maramao perchč sei morto pan e vin non ti mancava l'insalata era nell'orto e una casa avevi tu. Si č soliti identificare maramao come appartenente alla razza felina, ovverosia come GATTO soltanto adesso: le micine innamorate fanno ancor per te le fusa ma la porta č sempre chiusa e tu non rispondi pių. Questo ad una prima lettura. Ma non potrebbe darsi invece che il detto maramao di cui sopra, a cui attribuiamo una casa, una porta, del pane, del vino, insalata, un orto, delle spasimanti feline che vanno a costituire per noi la prova apparentemente inappellabile della sua stessa natura di gatto, sia o dovremmo dire fosse- visto che sappiamo morto- in realtā un prete zoolofilo pervertito con problemi di stitichezza e perciō bisognoso di una dieta ricca di fibre, il che spiegherebbe la necessaria presenza dell'insalata nell'orto, cosė ben sottolineata dalla canzone? Ci ho pensato solo io? Sono troppo avanti.

Posted by: Lu at 24.04.05 22:07

eccheccavolo!

Posted by: l'ortolano della domenica at 24.04.05 23:10

io maramao l'ho sempre pensato come un marito fedifrago e le micine le ho sempre viste come compagne extraconiugali...
forse ho un'impronta genetica da vecchia zia pettegola.
comunque a me la storia del bus ha fatto venire in mente queneau e le varie versioni della storia del tizio nell'autobus.

Posted by: Mattia at 24.04.05 23:27

come sei sterile. :)

Posted by: Lu at 24.04.05 23:32

Io ho sentito parlare in dialetto pure quello alto: "siora, zč queo che zé mi pago!".
E' un po' che manco da casa.
un saluto, ld

Posted by: demiet at 24.04.05 23:35

La cosa pių bella č la parola "dozzina". Sembrava essere scomparsa dalla lingua italiana ed ecco che riappare su un raccontino mozziano. Ma qualcuno: la usa mai nella vita di ogni giorno?

Posted by: l. at 25.04.05 00:20

immagino la stessa scena su di un autobus a reggio calabria :-DDD
un saluto, inseguendo i fili del blog, piuttosto ingarbugliati direi!
notte
marietta

Posted by: Sign.na Marietta Amarcord at 25.04.05 00:37

x LU
Maramao perché sei morto rimanda, pių che altro, a un' antichissima istituzione culturale che č il pianto funebre. esiste in molti paesi europei, e c'č anche una versione italiana. pane e vino non ti mancava costituisce un vero e proprio tratto comune nella maggior parte delle versioni.

Posted by: Melpunk at 25.04.05 01:31

scusate, mi sono persa qualcosa.... che c'entra maramao?

Posted by: milo maramao? at 25.04.05 01:40

dozzine di volte, la uso (la parola *dozzina*, naturalmente). Mai ho avuto sentore che fosse scomparsa. E' sempre qui con me, seduta sul comodino accanto all'abajųr. Di notte lampeggia, fosforescente, a volte.
Dodici volte per volta.

Posted by: milo dozzinale at 25.04.05 01:45

dozzine dozzine dozzine mi piace dire dozzine dozzine di volte. sarā a causa del pollo al curry verde. chiedo umilmente scusa al padrone di casa!

Posted by: Melpunk at 25.04.05 01:48

io ne ho conosciuta un versione cinematografica molto sporca. de che ? (de dozzina, no...?).
Che non č diossina detta da un raffreddato, sarebbe troppo dozzinale il supporlo.

Posted by: cletus at 25.04.05 02:22

sarā anche perché dalle mie parti gli agnolotti si vendono a dozzina e non a peso... e se una parola partecipa a un'attivitā di capitale importanza, come la compravendita degli agnolotti, non puō cadere in disuso, vi pare?

Posted by: milo sempre pių dozzinale at 25.04.05 03:14

Viva gli agnolotti!

Posted by: Marco Candida at 25.04.05 08:28

Marco, non avrei saputo dirlo meglio :o)

Posted by: milo gastronoma at 25.04.05 10:48

Io penso che il maramao di Lu, c'entri come il cavolo a merenda. Del prete zoofilo e della stitichezza ne parli perchč c'ha la fissa, e che si, c'ha pensato solo lei, perchč č trooooppo avanti, infatti, del maramao ce ne parlerā Mozzi, tra qualche settimana, in un suo prossimo post.
bau bau, (variante eufonica d'altra razza).

Posted by: BoB at 25.04.05 15:57
Post a comment









Remember personal info?