Chiedo scusa, ma sono più di là che di qua. Segnalo dunque gli interventi in Nazione indiana succedutisi a quelli che indicavo sabato.
Prima però ricupero l'intervento di Livio, che sabato mi sono scordato di indicare (cosa curiosa, visto che l'ho postato io):
- Livio Romano, Chi me le racconta queste cose?
E poi passo agli altri:
- Antonio Moresco, Cosa è successo nel frattempo? (risposta a giulio mozzi).
- Carla Benedetti, Corse di cavalli o cavalli che corrono? (indirizzato a Giuseppe Caliceti).
- Giovanni Maderna, Sulla “restaurazione” del potere e la bellezza nell’arte come nella vita, terminali o germinali che siano...
- Roberto Saviano, Scrivere sul fronte meridionale.
- Sparajurij, Una piccola testimonianza di mondo.
- giulio mozzi, Io e le macchine.
- Giuseppe Caliceti, Singoli, gruppi, relazioni, lotta (indirizzato a Carla Benedetti).
Ecco. A me la discussione in corso sembra importante, e vi invito a partecipare (più che postando qui, postando in Nazione indiana - per raggiungere i link ai commenti bisogna andare nell'archivio del mese di aprile - o eventualmente spedendo a me, o ad altri che scrivano in Nazione indiana, il vostro intervento).
Segnalo poi che della cosa di parla anche in altri blog. Ad esempio presso Azioneparallela (anche qui), Blogsenzaqualità, Elio-c (anche qui), Alderano, La Lipperini, Disturbo post traumatico dell'amarezza, Cristina Bottegal. E magari anche altri, che non ho visti.
Posted by giuliomozzi at 18.04.05 17:08La domanda è: ma perché non ve le scrivete in privato quelle cose, visto che non interessano a nessuno se non a voi (e forse nemmeno a voi). Vi state parlando addosso solo per il gusto di prendere la parola e poter dire Ci sono anch'io. Pensate a scrivere libri decenti invece di perdervi in sterili onanismi.
Caro mio: se sono "onanismi", sono per definizione "sterili". Usi troppi aggettivi, non sai scrivere.
Posted by: giuliomozzi at 19.04.05 02:12Mozzi, e la fecondazione artificiale? Come credi che si produca la materia prima maschile?
Posted by: fake di fake at 19.04.05 02:13Ma allora non è onanismo. O sì? Mamma mia, sono tutto confuso.
Posted by: giuliomozzi at 19.04.05 02:14Più di là che di qua, scrivi. E' stato importante che tu sia intervenuto nel dibattito in corso su N.I., un intervento coi piedi per terra, e mi farà piacere leggervi ancora tue cose per dare al dibattito quella concretezza legata ad una esperienza sul campo, come la tua.
Fra l'altro devo ringraziarti per avermi citato, anche se continui a dare al mio cognome la d minuscola anziché maiuscola:-)
Vorrei che tu mi dicessi qualcosa di vibrisse, la tua creatura. Sono sinceramente mortificato di vederla quasi immobilizzata e sicuramente inaridita.
Praticamente è alimentata da Giovanni (attivissimo) con interventi più rari degli altrettanto bravi Fracas, Candida e Mongarli. Poi più niente.
Sai che ti ho inviato tre mie letture su Silvio Micheli, Vincenzo Pardini e Marcello Venturi: scrittori lucchesi ai margini o dimenticati.
Ho guardato lo sceneggiato tv sull'eccidio di Cefalonia, e sono rimasto dispiaciuto di non aver visto citato il libro di Venturi: Bandiera bianca a Cefalonia, che fece conoscere l'eccidio a tutto il mondo.
So che le mie letture (me lo hai scritto)ti impegnano: "I tuoi pezzi per me sono impegativi assai, perché mi costringono (con mia
gioia, sia chiaro!) a leggere libri mai letti, talvolta mai sentiti nominare, talvolta difficili da trovare...", ma purtroppo sto facendo questo tipo di ricerca e quelle che ti invio sono e saranno per un certo tempo le mie letture.
Pardini, però, è uno scrittore lucchese, il cui romanzo è uscito poco tempo fa.
Ora sto leggendo Francesca Duranti "L'ultimo viaggio della Canaria", che vinse nel 2004 il Premio Genova-Carige.
Quelli che fino a qui ho citato sono tutti scrittori lucchesi, poiché ora mi trovo in questa fase del mio lavoro.
Ho scritto queste cose, per far sapere a chi ci legge che io la mia parte (modestissima, e forse anche inutile e insignificante) ho cercato di farla per dare un senso a vibrisse, a cui mi legano le più numerose collaborazioni del passato.
Vibrisse è stata per me l'occasione di rileggere i miei testi con maggiore attenzione, non solo, ma anche di acquistare sicurezza nel mio lavoro, poiché sapevo che erano passati al tuo vaglio.
Molti dei pezzi che ti ho inviato sono stati raccolti in un libro del 2004 e ora in un altro libro uscito pochi giorni fa, e che spero tu vedrai esposto dall'editore Marco Valerio nel suo stand alla Fiera di Torino. Quando nel 2003 venni alla Fiera per il mio romanzo La scampanata, lo stand della Sironi era proprio dietro quello di Marco Valerio, e venni per conoscerti, ma non ti trovai.
Mi scrivesti anche: "Per vibrisse non so che dirti. Faccio molta fatica a essere regolare, come vedi." Eravamo in Febbraio. Ora però mi accorgo che questo allungarsi del tempo nella stessa immobilità, nuoce alla tua rivista (vorrei poter dire nostra). Di vibrisse e della sua ospitalità io ho bisogno; trovavo in te, e trovo, attenzione al mio lavoro, che altri, forse, presi dalla natura e dalle suggestioni dei loro dibattiti, non avrebbero potuto, ma anche voluto, dare.
E' un lavoro, il mio attuale, rivolto al passato più che al presente, al recupero della memoria; tuttavia non fine a se stesso, ma orientato a riproporre qualità e valori obliati, e ancora utili e suggestivi. Rivolto, ossia, a recuperare le intenzioni e i progetti tuttora validi di scrittori che si impegnarono per la letteratura e che la frenesia del presente ha gettato dietro le spalle. Il presente di oggi non ha tempo per ricordare ed imparare.
E' una mia mania, un senso di particolare giustizia che vorrei ci fosse in letteratura. Non mi bastano, ossia, le antologie scolastiche, insufficienti sempre, e a volte anche ingiuste e impietose. Del resto, quando con mia moglie facevo viaggi in Europa, allorché capitavo in località vicine a luoghi dove erano stati sepolti narratori e artisti del passato, deviavo il percorso per recarmi a far loro visita, con stupore e fastidio, a volte, di mia moglie. Dicevo che il nostro tributo era loro dovuto.
So bene dei tuoi numerosi impegni, e quindi, sono pronto a rassegnarmi.
Ma davvero non puoi fare qualcosa di più per vibrisse?
Immagino che chi legge qui, sia anche lui interessato a vibrisse. Se vorrai rispondermi, potrebbero essere anche altri a prendere la parola e a darci una mano.
Ciao.
Bart
La discussione di là è certamente interessante.
Parteciparvi, però, non del tutto.
E' come il discorso su Pordenonelegge in merito al fatto che io scriva un intervento sull'antologia di poesia degli anni 70 curata da Porta.
C'è troppa carne al fuoco per intervenire in emtrambi i casi.
Infatti ognuno che vi partecipa rischia di essere frainteso (e probabilmente lo è).
Ma per non esserlo, occorrerebbe fare una premessa articolata di almeno 200 cartelle.
Ciao giuliomozzi.
Torna un po' anche di qua, se hai tempo.
fake, a me (=lettrice) non sembrano affatto onanismi.
giuliomozzi, grazie per l'utilissimo "indice degli interventi".
Nazione Indiana è frequentata da due categorie: onanisti e guardoni. I primi, nell'ansia di affermare se stessi e ricordare agli altri onanisti che esistono pure loro, si masturbano pubblicamente. I secondi li sbirciano da dietro il buco della serratura per sentirsi partecipi del gesto e condividere l'emozione.
Tutto ciò, oltre che perverso, è anche parecchio patetico.
Caro fake, pur non frequentando Nazione Indiana sono d'accordo con te e ti confermo che anch'io faccio parte sia della categoria onanisti sia della categoria guardoni. Sono anche sufficientemente patetico per esistere.
Sono intervenuto in quel dibattito (ed ora me ne andrò) perché molti pisciano fuori e si beano della situazione e il risultato sarà un denso dibattito al Salone del libro di Torino, un'altra delle tristezze del nostro periodo.
Però c'è un altro motivo per cui ogni tanto stiletto questi conclavi di parolieri inermi, ed è rappresentato dalla parola INDIGNAZIONE, molto di moda. Io mi indegno e allora sono costretto quasi contro la mia volontà ad uscire dal silenzio. Mi dispiace per quelli di nazione Indiana e per quelli come te, ma fino a che sarò quello che sono anche il mio eterno silenzio avrà qualche breccia.
Simone Battig
Battig, sei digno di inedgnarti o degno di indignarti?
Posted by: Tunonno at 19.04.05 20:48a forza di parlare di restaurazione, beccatevi mr. ratzinger...
Posted by: cletus at 19.04.05 21:45Caro fake, io sono invece una pervertita che ama incitare gli onanisti a masturbarsi e i guardoni a guardare.
E poi si sa che prima o poi anche i guardoni iniziano a toccarsi un pochetto e va a finire che ci si ritrova tutti in una grande grandissima orgia letteraria. Viva l'amplesso, metaforico e non.