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BlogNation
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22.04.05

Padova, stazione di Padova

Arrivo alla stazione di Padova. Scendo dal treno. Ho lo zainetto in spalla, il pacchetto di sigarette vuoto nella mano destra, gli occhiali nella mano sinistra.
Passo davanti a un cestino. Butto via gli occhiali.
Cammino per altri quattro passi.
Mi fermo.
Torno indietro.
Comincio a frugare nel cestino. Ora, quello che ho chiamato "cestino" è in realtà un aggeggio di plastica gialla piuttosto grosso, dotato di una sorta di coperchio fisso, nel quale è facilissimo buttare le cose - attraverso l'apposita feritoia - ma dal quale è difficilissimo tirarle fuori.
Infilo le mani, mi graffio, palpo qua e là.
Non riesco ad acchiappare gli occhiali. Il "cestino" è quasi vuoto, devo infilare il braccio fino in fondo.
Metto giù lo zaino. Mi tolgo la giacca. Infilo il braccio più dentro che posso.
Qualcosa mi tocca la spalla.
Mi volto.
Un polferino.
"Problemi?", dice il polferino.
"Ho buttato via gli occhiali", dico. "E me ne sono pentito".
"Pentito amaramente?", dice il polferino.
"Sì, dico", e intanto continuo a frugare, "molto amaramente".
Il polferino sta in silenzio.
"Pensa di farcela?", dice dopo un po'.
"Ci provo", dico.
"Si sta sporcando tutto", osserva il polferino.
"Gli occhiali sono importanti", dico.
"La vista è il primo dei cinque sensi", dice il polferino.
Io non rispondo niente. Anche il polferino sta zitto un po'.
Mi pare di toccare gli occhiali.
"Eccoli!", esclamo.
"Bene", dice il polferino.
Tiro fuori. Non sono gli occhiali. E un pezzetto di un qualchecosa, non bene identificato.
"Ha toppato", dice il polferino.
"Già", dico.
Rimetto dentro il braccio.
"Vuole una mano?", dice il polferino.
"Fa già fatica a entrarci la mia", dico.
"Potremmo rovesciare il bidone", dico.
Ecco, penso, "bidone" è la parola giusta.
"Bene", dico.
Capovolgiamo il bidone. Lo scuotiamo ben bene. Viene fuori di tutto. Vengono fuori anche gli occhiali.
"Oh là", dice il polferino.
"Grazie", dico.
In quel momento si avvicina un addetto alle pulizie.
"Cosa credete di fare?", dice.
E' piuttosto seccato.
"Adesso tiriamo su tutto", dico.
"Il signore aveva buttato via gli occhiali", dice il polferino.
"Può buttare via quello che vuole, no?", dice l'addetto alle pulizie. "Non c'è mica bisogno di fare tutto questo casino".

Posted by giuliomozzi at 22.04.05 12:55
Comments

gli spazzini sono come gli scrittori in cerca di editore... ti perseguitano. Anche a me è capitato di buttare nel cassonetto (ovviamente vuotissimo) una busta con colori e pennelli che non son più riuscito a recuperare e mentre mi sporgevo (sotto casa) vedevo quelli che passavano che pensavano chiaramente "guarda un po' come si è ridotto, pescare nella monnezza..." Un saluto solidale

Posted by: Giancarlo Tramutoli at 22.04.05 13:21

Giulio, hai un futuro come scrittore umoristico.

Posted by: l. at 22.04.05 13:51

Giulio, ma come ti vengono? Sei capacissimo di cambiarmi l'umore. Grazie.

Posted by: gianni biondillo at 22.04.05 14:01

giulio, sei meglio del signor veneranda... ;-)

Posted by: paola at 22.04.05 14:20

Paola, ho sempre adorato il signor Veneranda.

Posted by: giuliomozzi at 22.04.05 15:28

ci dev'essere 'sta scena in qualche film di Buster Keaton... (c'è una campana per la raccolta differenziata degli occhiali, anzi, ce ne sono tre: per miopi, presbiti e da sole).

Posted by: Giancarlo at 22.04.05 15:58

Scusate.
Chi è il signor veneranda?

portate paz.

El_

Posted by: Elzeard at 22.04.05 18:02

giulio, sei matto

Posted by: paolot at 22.04.05 18:33

Il Signor Veneranda era uno dei personaggi di Carlo Manzoni sul "Candido" di Giovanni Guareschi. Comunque cercando su Google "Signor Veneranda" trovi la bellezzza di 796 pagine. Ecco uno dei suoi gustosissimi raccontini "nonsense" intitolato "Abissi quotidiani":
"""Il signor Veneranda si fermò all'ingresso dell'autostrada Milano -Torino.
"Torino" disse il signor Veneranda al bigliettaio.
Il bigliettaio guardò il signor Veneranda e poi si guardò attorno nel piazzale deserto dove non sostava nemmeno un'automobile.
"Ma..." balbettò il bigliettaio, "e la macchina?"
"Che macchina?" domandò il signor Veneranda, stupito.
"L'automobile," disse il bigliettaio, "lei non ha l'automobile?"
"Io no," disse il signor Veneranda, "io non ho l'automobile. Perché? Cosa c'è di strano? C'è tanta gente che non ha l'automobile e perché la dovrei avere io? Le pare che io abbia la faccia di uno che dovrebbe avere l'automobile?" "Io non so," balbettò il bigliettaio, "ma se lei vuole andare a Torino con l'autostrada, dovrà pure avere un'automobile." "Io non vado a Torino con l'autostrada," disse il signor Veneranda. "Non posso andarci appunto perché non ho l'automobile. E poi cosa dovrei andare a fare a Torino?"
"Non so... è lei che ha detto Torino," balbettò il bigliettaio che non sapeva cosa dire.
"Io ho detto Torino, certamente" disse il signor Veneranda, "questo non lo nego. Ma tutti possono dire Torino quando vogliono, le pare? Non capisco perché quando uno dice Torino dovrebbe, secondo lei, andarci in automobile."
"Va bene, ma allora lei, che cosa vuole da me?" balbettò il bigliettaio sempre più confuso.
"Io niente," disse il signor Veneranda. "Ho detto Torino come potevo dire Roma o Genova o un'altra città. Le dispiace?"
"No, ma... senta, se lei non entra in autostrada con l'automobile, mi lasci in pace," brontolò il bigliettaio.
"Eh, accidenti!" gridò il signor Veneranda perdendo la pazienza, "adesso dovrò comprarmi un'automobile per far piacere a lei! Ma sa che è un bel tipo? Ma guarda che razza di gente!"
E il signor Veneranda voltò le spalle al bigliettaio e si allontanò brontolando."""
Sembra proprio uno dei nostri attuali concittadini, mai contenti di nulla e che votano per l'opposizione!.
Ciao!
Za'

Posted by: Za' at 22.04.05 19:17

Scusa, intendevo quelli che - unici al mondo e nella storia - hanno manifestato "contro" la diminuzione delle tasse!
Urca!
Za'

Posted by: Za' at 22.04.05 19:19

udite delle risate, sinistre, lunghe, sentite...durante la lettura di questo post, dal vicinato. (ero io)

Posted by: cletus at 22.04.05 23:18

Spesso il maestro delle scuole elementari ci faceva leggere le avventure del signor Veneranda. Viva il mio maestro(quasi novantenne) e viva il signor Veneranda

Posted by: Toni at 23.04.05 07:46

perché dovrei rispondere a questo post?

Posted by: dis at 23.04.05 09:40

basterebbero questi raccontini (come anche quello, fulminante, del posto sull'eurostar) per venire qui a trovarti tutti i giorni.
grazie giulio.

Posted by: milo at 23.04.05 13:52

La Prof. Chemotti ci aveva parlato di 5 autori veneti da approfondire, tra cui un certo Mozzi...
io sono siciliano, e non avevo mai sentito nominare questo scrittore... sono molto incuriosito, cerco su google qualcosa e trovo questo blog, leggo il racconto della stazione di padova... ho deciso... credo che approfondirò l'autore Mozzi!

Posted by: benny Calasanzio at 25.04.05 13:10

bravo Benny

Posted by: Toni at 26.04.05 09:07

divertente, e grazie per avermi ricordato il signor veneranda... credo fosse dalle elementari che non ci pensavo.
dario

Posted by: dario at 27.04.05 13:47
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