Dove stavano i filosofi, mentre milioni di pellegrini pregavano in piazza, e gridavano: “Santo, santo”? E dove sono oggi i filosofi, mentre già si preparano i dossier su inspiegabili guarigioni, e la parola miracolo viene usata con una disinvoltura sorprendente?
Questa è la domanda che pone oggi Massimo Adinolfi (in arte Azioneparallela) in Leftwing.
Posted by giuliomozzi at 11.04.05 10:56Salutare, questa riflessione!
Posted by: flavio marcolini at 11.04.05 11:40Io non ho amato molto questo papa. Sarà stato grande nell'unire i popoli e le religioni, ma io lo sentivo un po' duro, rigido. Incomprensivo, ad esempio, nei confronti delle donne. Non mi è bastato, evidentemente, che avesse una bella faccia che bucava il video. Che facesse tanti viaggi e sembrasse proprio "uno di noi" nelle foto su Oggi o al telegiornale in maglietta e scarponi da montagna. Che incidesse cd e fosse così amato dai giovani (ero giovane anch'io, negli anni del suo pontificato, quando l'hanno eletto avevo 18 anni). Mah, ripeto, lo trovavo un po' duro. Tutta questa tenerezza, questo trasporto affettivo, non li ho mai sentiti, men che meno ora che è morto. Ma io sono una, e i "pellegriini" (uso le virgolette perché faccio un po' fatica ad associare questa suggestiva riìminiscenza da via francigena con le t-shirt le cocacole e gli striscioni degli accorsi a Roma- ma forse mi sbaglio) stipati in san Pietro erano milioni.
Eppure ho un mio senso religioso. Eppure il gorno delle esequie ero al sacro Cuore di Montmartre e ho assistito a una messa e ho anche fatto la comunione (l'ostia me l'ha data una suorina con le guance rosse che cantava con una voce angelica) e ho scambiato un segno di pace con quattro persone di colore che condividevano con me un momento davvero toccante. Eppure. Ma io sono una. E i pellegrini erano milioni.
Sono sempre più convinto che l'isterica reazione laicista nei confronti della mobilitazione emotiva alla morte del papa sia frutto di una mancata riflessione. se comprendo la critica nei confronti di sentimentalismi ed emozioni collettive più o meno facili, non comprendo ancora per quale motivo si sottovaluti un fenomeno che esiste, ha una sua concretezza e rimanda a qualcosa di ineludibile: il rapporto con il sacro. Le folle di questi giorni ricordano folle di altri tempi, commosse sì ma anche desiderose di avvicinamento al numinoso, di cui il papa è il tramite carnale. Il sacro è INELUDIBILE. compreso questo è possibile fare analisi, dichiararsi pro o contro, fare qualsiasi affermazione. Ma senza eliminare questa premessa!
saluti
si chiede azioneparallela, dice giuliomozzi, dove stavano i filosofi, mentre milioni di pellegrini pregavano in piazza, e gridavano santo santo e dove sono oggi i filosofi, mentre già si preparano i dossier su inspiegabili guarigioni, e la parola miracolo viene usata con una disinvoltura sorprendente, e io mentre leggevo questa cosa nella strada stava passando uno con la faccia che lo avresti proprio detto che era un filosofo, guardava il cielo e fischiettava, e proprio mentre passava davanti alla mia finestra ha tirato un calcio a una lattina.
Posted by: eiochemipensavo at 11.04.05 14:06L'unico filosofo che ho sentito pronunciarsi sul fenomeno è stato emanuele Severino. Ha affermato che la "corsa" ai funerali è stato una sorta di "impennata" religiosa da inserire in un generale e tendenziale decadimento del sentimento cattolico. Forse ha ragione (gli indiani hanno fatto previsioni su questo argometno diversi secoli fa...).
Posted by: Melpunk at 11.04.05 14:24eh! signora mia, ma non ci son più i pellegrini di una volta...
Mi chiedo io se un pellegrino di una decina di secoli fa non avrebbe accettato volentieri un sorso di coca cola per dissetarsi un po'dopo mezza giornata di viaggio.
Se giunto alla meta dopo centinaia di chilometri a piedi una foto con il cellulare, potendo, non l'avrebbe fatta.
Criticare è lecito, per carità. Ma criticare chi era a Roma in questi giorni in nome del culto di reliquie, luoghi ed effigi dei santi dei "bei tempi andati" è ipocrisia.
Non ho la presunzione di dire cosa animasse tutte quelle persone, però mi sembra di vedere qua e là tra chi come me se ne è rimasto a casa, tanta voglia di sentirsi più intelligente.
Posted by: Paolo at 11.04.05 14:56PAOLO:
non c'è dubbio, almeno ai miei occhi, lo spettacolo che arrivava da Piazza San Pietro mi spingeva a ritirarmi nella Tebaide e nutrirmi di pane raffermo, miele e noci! SU questo non c'è dubbio. Ma questo aspetto, pur se rilevante in una discussione sulle vere motivazioni e sullo spirito che ha mosso tutto ciò, rimane a margine.
x Melpunk:
non credo di averti capito. Il mio post era in risposta a quello di luisa p. Avrei dovuto specificarlo.
Se intendevi dire che ciò che ho scritto non c'entra niente con "Dove stavano i filosofi?" hai ragione.
Dove stavano i filosofi?
Per esempio qui:
http://www.nazioneindiana.com/archives/001174.html#more
Il pezzo, a onor del vero, è tratto dal quotidiano Il Manifesto.
Posted by: Azione Divergente at 11.04.05 18:23Hai detto bene, Paolo. Non ci sono più i pellegrini di una volta. Adesso c'è la Televisione.
(comunque: benedette siano le folle. quelle di san Pietro, quelle degli stadi, quelle delle metropolitane la mattina alle 8. perché il sacro è dappertutto. ovunque ci sia umanità. e nelle folle immense il sacro si tocca, ti spinge, ti solleva, ti porta.)