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22.04.05

Dicono di lui

"Un romanzo immenso che è al tempo stesso una Città, una Cosmologia e un Uomo". Questo si dice di Perceber.

Posted by giuliomozzi at 22.04.05 19:56
Comments

Posso dire che lo comprerò non appena finisco di leggere "Il mandolino del Capitano Corelli" e dopo aver riposto in libreria (perchè divorato in meno di un giorno) BAR SPORT 2000 di Stefano Benni. Ormai sono curioso di sapere di che parla questo Perceber...

Posted by: Nino G at 23.04.05 09:00

Ti atteggi a grande esperto di marketing, ma secondo me non ne sai niente. Quando uscirà, Perceber, la gente non ne potrà più e non lo comprerà. Vedrai, andrà così.

Posted by: Mark at 23.04.05 10:01

Comprerei volentieri Percebar, per capire come si scrive dopo aver studiato. cioè io preferisco pynchon o dick o faulkner o busi.
busi perché prima di diventare busi ha dovuto lottare contro lo strapotere dei maschietti, primo quello stronzo di suo padre. a parte questo preferisco le tematiche alla dick: mondi fantastici che scaturiscono dalla deformazione della mente, dall'uso delle droghe (che per uno scrittore sono fondamentali se non ha le conoscenze e le amicizie giuste), creazioni stravolgenti che non ripetano sempre gli stessi schemi (cabalistici addirittura!!!)

"...inizia a raccontare in modo confuso una storia unica e sconvolgente che il forestiero, per quel poco che ha inteso, desume essere quella di Perceber, il paese dove tutti parlano in continuazione e le donne sono così desiderabili e feroci..."

è bello... voglio leggere: il racconto è un mezzo di diagnosi, leggi busi e capisci l'estrema schizofrenia creativa di quel genere di scrittori, leggerò Percebar per capire meglio l'autismo generale della maggior parte degli scrittori amici di editori e delel varie ghenghe pseudoletterarie e onanistiche....

ma poi: chi me la fa fare a continuare a postarti caro giulio dopo averti donato normebenoson estratti di riflessioni...
ho capito: bisogna fare parte di un giro, in italia.
mah, ciao giulio a presto: è stato un piacere snervante leggerti!

Posted by: dis at 23.04.05 10:21

Comprerei volentieri Percebar, per capire come si scrive dopo aver studiato. cioè io preferisco pynchon o dick o faulkner o busi.
busi perché prima di diventare busi ha dovuto lottare contro lo strapotere dei maschietti, primo quello stronzo di suo padre. a parte questo preferisco le tematiche alla dick: mondi fantastici che scaturiscono dalla deformazione della mente, dall'uso delle droghe (che per uno scrittore sono fondamentali se non ha le conoscenze e le amicizie giuste), creazioni stravolgenti che non ripetano sempre gli stessi schemi (cabalistici addirittura!!!)

"...inizia a raccontare in modo confuso una storia unica e sconvolgente che il forestiero, per quel poco che ha inteso, desume essere quella di Perceber, il paese dove tutti parlano in continuazione e le donne sono così desiderabili e feroci..."

è bello... voglio leggere: il racconto è un mezzo di diagnosi, leggi busi e capisci l'estrema schizofrenia creativa di quel genere di scrittori, leggerò Percebar per capire meglio l'autismo generale della maggior parte degli scrittori amici di editori e delle varie ghenghe pseudoletterarie e onanistiche....

ma poi: chi me la fa fare a continuare a postarti caro giulio dopo averti donato normebenoson estratti di riflessioni...
ho capito: bisogna fare parte di un giro, in italia.
mah, ciao giulio a presto: è stato un piacere snervante leggerti!

Posted by: dis at 23.04.05 10:26

Scriveva Kafka, che il libro deve essere una scure per spezzare il mare gelato dentro di noi.Auguro questo a Perceber.

Posted by: Stefano at 24.04.05 01:15
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