Sono in studio. Sto lavorando a una cosa che devo finire, che mi sono impegnato a finire, e che comunque non finirò.
Ascolto la radio.
Dicono: "E' bianca".
Poi: "No, è nera".
Un altro: "E' grigia".
Dopo un po' si conviene che dev'essere proprio bianca.
Si fulmina la lampadina della plafoniera.
Mentre sto in piedi sulla sedia con la plafoniera in una mano e il cacciavite nell'altra, suona il telefono portatile.
Finisco di avvitare la plafoniera.
Guardo chi ha chiamato.
E' Leonardo.
So perché mi ha chiamato: doveva andare a registrare una breve intervista alla Rai (andrà in onda il 17 maggio). Avrà finito, penso, e avrà voluto raccontarmi com'è andata.
Lo chiamo.
"Ciao Leonardo", dico.
"Ciao giù", dice Leonardo. "Allora è andata bene. Abbiamo fatto questa cosa...".
"Lo sai che abbiamo il papa?", dico.
"Ma davero?", dice Leonardo.
"Sì", dico, "saranno dieci minuti che è uscita la fumata bianca.
"Ma è incredibile", dice Leonardo. "Io con la machina sto propio qui, a san Pietro".
"Be'", gli dico, "bùttala da qualche parte e va' in piazza".
"Ma certamente!", dice Leonardo. "Ma è meraviglioso! E tu mi hai chiamato proprio adesso!".
"Oi", dico, "si vede che era destino".
"Allora vado", dice Leonardo. "Ciao".
Torno al mio lavoro.
Dopo cinque minuti suona di nuovo il telefono. Ancora Leonardo.
"Dimmi", dico.
"Aaaaiuaah!", dice Leonardo.
Il suono è quello tipico del mantice che sta per scoppiare.
"Hai fatto una corsa?", dico.
"Aaaaiuaah!", dice Leonardo. "Sono qui, aaaiuaah!, propio sotto l'obelaaaaiuaah".
"Sì", gli dico, "ma stai calmo. Che sennò fai un colpo".
"Propio un caaaaiuaah!", dice Leonardo. "Ora sto qui. Aaaiuh. Se no davero faccio un colpo".
"Emozionato?", dico.
"Ma è meraviglioso", dice Leonardo. "C'è gente che arriva da tutte le parti. Hanno fatto tutti come me. Hanno buttato la machina, hanno piantato le loro cose, e sono venuti qui a vedere".
"Be'", dico, "l'avrei fatto anch'io".
"E' una cosa bellissima", dice Leonardo.
"E' proprio una cosa di Roma", dico.
"Eh sì", dice Leonardo. "Il papa una vorta lo facevano i Romani. Era cosa loro".
"Ma tu non l'hai mai visto?", dico.
"Giù", dice Leonardo, "io faccio trentacinque anni dopodomani. Nel Settantotto ero un pischello".
"Vabbè", dico. "Gòditi lo spettacolo".
"E' più di uno spettacolo", dice Leonardo.
Ci salutiamo.
Io torno a fare le mie cose, poi devo uscire un momento, corro di qua, corro di là.
Quando rientro, una mezz'ora dopo, mi accorgo che Leonardo ha chiamato ancora.
Lo richiamo.
"Allora?", dico.
"Hai sentito?", dice lui.
"E' Ratzinger, no?", dico.
L'avevo saputo dalla cartolaia.
"Eh già", dice Leonardo.
Fa una pausa.
"Un po' freddina, la piazza, ti dirò", dice poi.
"Immagino", dico. "Non è uno particolarmente bravo a risultare simpatico".
"Eh già", dice ancora Leonardo. "Ma in fondo è una persona carina, è un grande teologo...".
La cosa che mi fa impazzire, di Leonardo, è la sua passione per l'esistente. Per l'evento. La sua opinione su Ratzinger, se un giorno avrà voglia di raccontarmela, sarà sicuramente una cosa articolata, sfaccettata. Ma ora, lì, in quella piazza, Leonardo non è quasi più Leonardo. E' una cosa più antica. E' uomo del popolo, "del popolo" in un modo tale che credo sia possibile, oggi, forse solo a Roma. E da uomo del popolo romano aderisce a quel che c'è, si abbandona alla partecipazione, si gode il fasto e la folla - senza perdere la ragione, che peraltro interverrà in un altro momento.
Io non so come si possa amare così tanto una città.
qualcuno potrebbe dire che Roma non è una città ma una categoria dello spirito...
bel post giulio, sembrava anche a me di essere lì.
grazie
"E' uomo del popolo, "del popolo" in un modo tale che credo sia possibile, oggi, forse solo a Roma."
Vivo in questa città, Roma, da quando sono nato. Ma il senso della frase che ho riportato qui sopra mi sfugge. A Roma c'è "il popolo"? quello "vero"? cos'è il "popolo"? forse è la gente che va in piazza s. Pietro che, nel momento in cui è lì, la percepisci come "popolo"?
Posted by: tashtego at 20.04.05 06:36Chissà perché la visione andante di questa città, così complessa e profondamente repellente fin dalle sue fondamenta storiche, nei suoi basamenti più nascosti, appena la si illumina con la lusce della fede, allora diventa mitica e buona e affezzionada al papa suo, tanto che addirittura il "popolo" se "lo eleggeva da sé" e accorre, oggi in piazza e lascia la macchina qui e là, a cazzo, per accorrere e gioire sotto l'obbelisco, al punto che gli disarticola la mandibola e l'emozzione la travolge e non riesce più a parlare e dire tutto quello che de complesso saprebbe dire, forse persino di critico, de luscido, su questa presenza secolare di dominanti dei quali mi emozionerebbe, oh sì, vedere il crollo, la fine.
Posted by: tashtego at 20.04.05 06:47bel post. confermo
Posted by: Ipanema at 20.04.05 07:11"Avete sentito del papa?"
"Sì, sì zia. Non sei anche tu in Piazza San Pietro?"
"ho detto a Bruna di prepararsi, che saremmo andate là anche noi..........."
"davvero?.............."
"....sì, ma col pensiero......"
Come al solito, dell'identificazione del romano medio con Piazza San Pietro, avrei qualche dubbio. Forse Giulio non hai considerato la quantità enorme di turisti che erano presenti oltre ai romani. Io invece credo che, a ragion veduta, il romano medio pur essendo molto affezionato ai suoi luoghi e ai suoi papi, sia quasi stanco di tutti questi teatrini. E Roma è dei romani nella misura in cui ogni altra città del mondo è del proprio popolo. Ve beh che roma è caput mundi......ma insomma.......
Posted by: antonella at 20.04.05 08:06Marco Candida è stato il primo, tra i blog che leggo, a scrivere (poche righe: cosa insolita per lui:-)) sul nuovo Papa. Meritava più attenzione: così gli ho inviato l'unico commento che ha riscosso il suo annuncio, che è questo:
"Ho visto Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II ed ora anche Benedetto XVI. Ho sentito che l'ultimo Papa tedesco risale al 1055. Non posso confermare: non c'ero:-) Ciao. Bart"
Una piccola divagazione, che mi viene sempre in mente quando leggo Marco, che - se ho capito bene - è di Tortona, città bellissima.
Quando ero fidanzato con mia moglie (a metà degli anni '60)feci un giro da quelle parti e visitai Tortona, dove non sono più stato.
Avevo gli occhiali da sole (e 24/25 anni... anni splendidi...). Scendendo dalla macchina,un maggiolino celeste, sbadatamente li poggiai sul sedile di mia moglie, che era già scesa. Facemmo il giro, ammirammo la splendida piazza e tornammo in macchina. Avrete già capito che mia moglie si sedette sui miei occhiali, mandandoli in briciole. Litigammo, ovviamente, ed io ero imbestialito. Non mi rendevo conto che la colpa era mia, e non sua. Ci siamo sposati, ad ogni modo, e una moglie migliore di questa non avrei potuto trovarla. Ecco, Tortona è legata alla mia memoria, più che per le sue bellezze, per questo incidente.
Tornando al Papa e ai romani. I romani se ne intendono di Papi, eccome! Ne prevedono il Pontificato con lungimiranza. Ne ho una prova, che riguarda Giovanni Paolo II.
Era stato appena eletto e io ero arrivato a Roma per partecipare ad un convegno. Per recarmi sul posto, presi un taxi. Lungo il viaggio, visto che la elezione era fresca fresca, domandai al taxista che cosa ne pensasse del nuovo Papa.
La sua risposta fu senza esitazioni, asciutta asciutta: "E'un Papa re". Queste parole mi sono rimaste scolpite nella memoria.
Non ha sbagliato, non vi pare?
Se Leonardo Colombati è romano, vorrei che tu, Giulio, gli facessi la stessa domanda che io feci nell'ottobre (forse novembre) 1978 al taxista. Oppure, se ti accadrà di prendere un taxi a Roma di questi tempi, interpellalo tu, il taxista. Sapremo così con bell'anticipo come andranno le cose.
Ciao.
Bart
Posted by: Bartolomeo Di Monaco at 20.04.05 08:41La vecchiaia opera sulle fisionomie una bizzarra caricatura. Sul Corriere di oggi, ci sono varie foto nelle quali Ratzinger proietta un "non so che" di carognesco, come di un falsario che sogghigna per la riuscita di qualche suo inganno, che però, ben sapendo per esperienza quanto le connotazioni proiettate sulle fisionomie dei vecchi siano ingannevoli, quasi casuali (benché James Hillmann pensi il contrario) mi fanno provare quasi una certa tenerezza per questo "nuovo" povero papa.
Posted by: elio-c at 20.04.05 08:50ratzinger (l'ho scritto giusto?) ha la faccia da topastro.
Posted by: Lu at 20.04.05 10:43un'amica (romana anche lei) poco fa via email mi chiede, "che ne pensi del nuovo papa ?". Risposta:
"somiglia un po a Derrick, non trovi ? Quegli occhi liquidi, chiarissimi, che
inquietano...
come quelli di un dogo argentino, no ?
;-)
"[testuale]
"Ma in fondo è una persona carina"
ci sono due possiilità:
1. è la miglior battuta dell'anno.
2. sono io che non c'entro un cazzo.
a me sarebbe tanto piaciuto un anatema a quei simpatici romani che hanno lucrato sul papa morto... una bella maledizione dal papa Benedetto (però com'era addolcito e tutto attraversato da energia spirituale, rispetto alla sua solita teutonica rigidità, impressionante ed emozionante, no?)... e quei Cardinali rossi e cremisi e porpora e ultravioletti affacciati come in un film di Fellini... bellissimi.
Posted by: Giancarlo Tramutoli at 20.04.05 12:34Caro Tashtego, sospetto che nessuna delle cose che tu pensi che io pensi, io la penso.
Se leggo Pasolini, ci trovo dentro un "popolo" - che non è esattamente una categoria sociologica. Quel "popolo" lì avevo in mente, stanotte, scrivendo velocemente l'episodio. (Mi pareva che fosse abbastanza chiaro. Benché con qualche sussulto, siamo ancora in un'epoca illuministica. Non ci facciamo abbagliare dai fasti del potere. Ma è pur vero che, quando eravamo ancora nell'età minore; quei fasti ci abbagliavano. E di quell'abbagliamento può esserci una sorta di nostalgia: che è salutare, secondo me, perché il rimosso ritorna sempre...).
OT per giulio:
scusa se uso questo mezzo, ma non saprei come contattarti in altro modo. Nel tuo post del 19, sulle copertine di Perceber, c'è *qualcosa* che non piace al mio Safari (e neanche al mio Explorer per Mac) per cui, appena la pagina arriva scorrendo al quel punto lì, tutti e due i browser si chiudono. Senza salutare.
Come avrai capito, è la loro poca creanza che mi disturba...
grazie.
Posted by: milo fuoritema at 20.04.05 13:23Cara Milo: il mio indirizzo di posta è pubblicato in questo diario. Nella colonna nei link, subito sopra la mia foto.
Grazie per la segnalazione dei problemi di visualizzazione.
Segnalo da Alice.it
Mer 20 aprile 200510:01
La "profezia" di Thomas Mann
La frase è contenuta in uno degli scritti minori di Thomas Mann "Der Erwälte" (L'eletto) del 1951: "Campane, campane che suonano supra urbem, da San Pietro all'Aventino, a Santa Maria Maggiore. Che suonano a distesa. Suonano per il nuovo Papa nel cielo d'aprile": Mann allude all'elezione di un Papa tedesco nel mese d'aprile. Questa curiosa coincidenza viene segnalata sul Corriere della Sera di oggi.
Ghost, sei tu che non c'entri.
Posted by: Filter at 20.04.05 17:10Dopo la Papa-mobile di Wojtyla
il Papa-missile di Ratzingher!
infatti giulio, mi ricordavo che era indicato da qualche parte, ma non era (e non è tuttora) possibile scorrere la pagina fin laggiù: come lo scroll *tocca* il titolo del post del 19, il browser si chiude e buonanotte.
Grazie cmq per aver preso nota del problema... non mi piace poter leggere solo la superficie del tuo blog :o)
Ma nessuno ha notato che Ratzinger è il sosia del Senatore Palpatine, alias l'Imperatore Palpatine? (per chi non conoscesse la saga di Guerre Stellari, si tratta dell'Imperatore cattivo)
Posted by: Putto Andaluso at 20.04.05 18:15Beh, sì, qualcuno se ne è accorto.
Posted by: Filter at 20.04.05 18:21su corso vittorio emanuele ho incrociato un tizio che mi si è aperto in un sorrisone e mi ha detto "l'hanno eletto". io ho rallentato e quando siamo stati uno accanto all'altro gli ho detto: "ok". poi sono ripartito. e davanti a san pietro in mezzo a tutte quelle persone c'era una giapponese che in quanto giapponese non era proprio una cima e quindi saltava per riuscire a fotografare di là dalle teste che aveva attorno, e salta che ti salta a un cerot punto è atterrata sul piede di un frate che le stava dietro -- non vi dico cos'ha fatto il frate, ma vi ripeto che era un frate. i frati hanno il saio, e i sandali. poi ho visto decine e decine di bandiere sventolare in mezzo alle teste: bandiere del vaticano, bandiere della polonia, bandiere dell'italia, bandiere della roma. ho visto un ragazzo più o meno della mia età che defluiva composto dalla piazza, finito il tutto, leggendo passi del vangelo intanto che camminava -- gli ero così vicino che son riuscito a vedere cosa c'era scritto sulle pagine, e a sentirlo dire "cazzo" quando è andato a sbattere contro una transenna.
il papa era ratzinger. io sono arrivato in tempo per la ressa, non per la cerimonia.
ciao giulio!
Posted by: dis at 20.04.05 22:32sono alla radio, ho appena fatto un esperimento mediatico in diretta tele-fonica.
non saprei che dire del nuovo papa.
non so mai che dire del nuovo attore di dio.
roma rema su un mare di folla:
ma la religiosità non dovrebbe essere meno spettacolare, meno fastosa?
io avverto il vuoto!
Grazie del post, Giulio. C'ho rivisto mio padre, trasteverino, nato in Vicolo der moro. La Roma che mi raccontava e che mi faceva vedere, ascoltare, quasi annusare con le sue parole e con la sua cadenza (irrimediabilmente romanesca anche dopo 45 anni di nebbia piacentina) è proprio la Roma di quel popolo che descrivi nelle ultime righe. Lui non mi descriveva Roma, ma la gente, il popolo: e io vedevo Roma attraverso quella gente e quel popolo. Proprio come hai fatto tu, e come ha fatto quel tuo amico che, guarda un po', si chiama come me. Grazie, ciao.
Posted by: Leonardo at 20.04.05 23:45Mi dispiace per voi. Nel mio universo sono state elette papa le gemelle Kessler.
Posted by: Tullio Avoledo at 21.04.05 16:17io preferivo Lola Falana!
Posted by: Melpunk at 21.04.05 19:07La nostra Chiesa non è pronta per un Papa nero.
Posted by: Tullio Avoledo at 22.04.05 08:54... ma un bel Papa Incazzato, sarebbe bello.
Uno che si occupi e dimosri l'esistenza della nemesi divina... come si fa a esere credenti sennò...
Non è questione di nemesi o non nemesi. Si crede e basta, no? Come quando eravamo piccoli, nella Hitlerjugend.
Comunque se avete bisogno di un papa incazzato mi candido al ruolo.
beh, sarebbe bello vedere incenerito all'istante uno stronzo che ha appena fatto una carognata... questo intendevo per nemesi divina, magari non sempre ma almeno ogni due mesi... Io sono contrario al perdono, penso che il miglior perdono sia la vendetta. Tremenda vendetta, a costo di restare io stesso incenerito. Per dirla papale papale...
Posted by: Giancarlo Tramutoli at 22.04.05 18:41Ma Tullio, sei incontentabile... piu' nero di cosi' a me sembra difficile.
Peccato solo che Eymerich non fosse disponibile.
Joseph Ratzinger è nato il 16 aprile 1927 (http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/elezione/biografia_it.html ). Quando cominciò la guerra, nel settembre del 1939, aveva quindi dodici anni e mezzo, quando finì, l'8 maggio del 1945, ne aveva appena compiuti diciotto.
In rete trovo affermazioni del tipo (ne scelgo una più o meno a caso): "Ratzinger ha militato in gioventù nella Hitlerjugend, e poi nella Wehrmacht, combattendo per la Germania nazista. [...] La chiesa ha il papa che si merita: perlomeno non si nasconderà dietro maschera di agnello di papa giovanni paolo II celante il vero volto del carnefice" (http://www.indymedia.ch/it/2005/04/31885.shtml ).
Il fratello di Joseph Ratzinger, Georg, ha dichiarato: "Come tutti noi è stato costretto a servire la Germania negli anni della guerra, ma non c'entra niente con la Hitlerjugend" (http://www.agi.it/news.pl?doc=200504211144-1054-RT1-CRO-0-NF10&page=0&id=agionline.oggitalia ).
In sostanza: Joseph Ratzinger è stato arruolato nell'esercito tedesco quando aveva qualcosa come sedici o diciassette anni (non so la data; fu assegnato ai "servizi ausiliari antiaerei", secondo la biografia ufficiale). Avrebbe potuto rifiutare di arruolarsi? Sì, avrebbe potuto farsi fucilare.
Lo so. Infatti non ce l'ho con lui. Era una battutaccia infelice. Ne faccio spesso.
Aloha.
Caro Tullio, quello che mi fa impressione è che, a volte, il "materiale" con il quale si può al massimo costruire una battutaccia venga usato (come nell'esempio che citavo sopra) con assoluta convinzione.
Posted by: giuliomozzi at 24.04.05 19:26