|
|
|
BlogNation
|

02.04.05

Come ha potuto

Ma: mi pare che a nessuno venga in mente, a quanto pare, che Giovanni Paolo II volesse soltanto, apparendo quell'ultima volta alla finestra, dire qualcosa come: "Me ne sto andando. Ciao. Vi saluto per l'ultima volta. Lo so, non dovrei prendere freddo, non dovrei sforzarmi. Non è neanche decente, si dice, mostrarsi in queste condizioni. Ma, insomma, non volevo neanche andarmene così, senza nemmeno dirvi - vi ho amati, come ho potuto. Grazie".

[E: il lavoro dei media, e le macchinazioni della curia vaticana o della gang polacca - delle quali sempre si dice, e mai si sa - e le interpretazioni baudrillardesche, e questo e quello: viene tutto dopo, dopo.]

Posted by giuliomozzi at 02.04.05 10:22
Comments

Ma: mi pare che a nessuno venga in mente di ricordare, anche, le responsabilità "politiche" (o teologiche?) del papa Giovanni Paolo II (e dell'uomo). Ossia, tra l'altro, l'attacco restauratorio alla teologia della liberazione (o indigena) in America Latina e lo smantellamento della chiesa dei poveri? E' stato un uomo che si è schierato, apertamente, e a mio avviso dalla parte delle forze mondiali non progressiste, e come tale va giudicato, nel bene e nel male.

Posted by: Robeh? at 02.04.05 10:40

C'è qualche ragionevole dubbio che tu abbia ragione. E un po' di silenzio non guasterebbe. Buon fine settimana. Trespolo.

Posted by: Trespolo at 02.04.05 10:45

Forse, magari, voleva dire solo Nel nome del Padre e quello che segue, o, magari, hai ragione tu.

Posted by: re p at 02.04.05 10:46

Caro Robeh, vedi ad esempio lo scritto di Hans Kung pubblicato qualche giorno fa dal Corriere: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Documento/2005/03_Marzo/26/index_kung.shtml
[La sedicente risposta di Vittorio Messori (http://www.corriere.it/Primo_Piano/Documento/2005/03_Marzo/26/index.shtml ) è irrilevante, per le ragioni che non saprei dire meglio di come le ha dette Azioneparallela: http://www.azioneparallela.splinder.com/1111852076#4387291 ].

Posted by: giuliomozzi at 02.04.05 10:50

Noi di G.O.D. abbiamo curato (e continueremo in qualche modo a farlo) una diretta parallela e complementare a quella di Repubblica. Non sulla morte di un uomo, ma sul circo che la accompagna

Posted by: Dust at 02.04.05 11:08

Aha, caro Giulio, é proprio quanto ho pensato ieri, leggendoti sull'oscenità della presunta "morte-in-scena". Il mettersi ad "estetizzare" su di un'agonia ancora in corso mi sembrava ancora meno bello, però trattandosi di una considerazione estetica l'ho coerentemente omessa (mentre adesso decido di "trascendere" la coerenza).

Posted by: elio at 02.04.05 11:11

E' molto bello ciò che dice mozzi: in fondo non si pensa mai che il Papa, pur con tutto quello che ha fatto e che rappresenta, è pur sempre un uomo che sta per morire, un uomo che vede l'affetto di decine di migliaia di persone in Piazza S.Pietro e pensa che questo affetto sia un gran conforto (forse il migliore), e allora magari avrebbe voluto dire solamente "nel nome del Padre" ecc., ma dietro a quelle poche parole io avrei notato l'estremo saluto ai suoi fedeli.

Posted by: filippo bonaventura at 02.04.05 11:39

Ok, viene dopo, "come di là dal valico un ritorno d'estate." E lui non torna più: benvenuto a Tettamanzi, il Papa dell'high finance.

Posted by: Medo at 02.04.05 11:59

perchè continuare con messaggi che poi, inevitabilmente, scendono nella polemica? (forse lo è anche questo, inevitabilmente appunto).
a questo papa, il mio papa (dato che sono nato nel '79 e quindi ho sempre e solo visto questo pontefice 'accompagnare' i miei anni) lascio un augurio, e una preghiera, affinché si riprenda (per quanto impossibile possa essere la cosa) o comunque affinché sia meno duro e doloroso questa parte del suo viaggio, forse più facile di altri viaggi che ha fatto in passato.

non mi piace questo continuo "piangerlo morto" dato che ora, salvo prova contraria, è ancora qui. penso tuttavia che in questa 'spettacolarizzazione' della sofferenza, per quanto indotta forse da un cattivo (o improprio) uso dei mezzi di comunicazione devono essere visti gli aspetti positivi, i messaggi che consapevolmente il papa sta comunicando ora, in questi attimi.

penso che lui sapesse del clamore che si sarebbe scatenato attorno a un suo aggravarsi e penso che abbia giocato d'anticipo convogliando questo clamore in moti spontanei di preghiera, di vicinanza, di riflessione.

sono contento di essere riuscito a vederlo dal vivo. una sola volta purtroppo, ma sono contento di averlo visto.

Posted by: alberto at 02.04.05 12:39

L'ipocrisia dei media in occasioni particolari come queste raggiunge vette colossali. Dagli effetti nefasti di questa enfasi è dura trovare una misura equilibrata, che non indigni nessuno, e prenda atto della cosa senza stracciarsi le vesti.

Posted by: figaro at 02.04.05 13:25

ma scusate tutto questo lamentarsi dei media e della mediatizzazione è di una banalità sconcertante.E' naturale come il vento tra le foglie, non fate gli intelligentoni lamentosi.

Posted by: Arg at 02.04.05 13:45

Più che la ipocrisia, sui media in questi giorni c'è molto d'altro che colpisce. Se può interessare, ho appena postato sul mio blog un intervento che non starei a copiare qui per esteso. Il link diretto è: http://teoktist.splinder.com/post/4437432

Posted by: Teoktist at 02.04.05 14:52

Caro Alberto, la polemica non è inevitabile. Chiunque scriva qui è libero di non fare polemica.

Posted by: giuliomozzi at 02.04.05 14:53

Io l'ho detto. In un mio commento al tuo post sul quadro ...

Posted by: Ipanema at 02.04.05 16:00

Aggiungo qualcosa d'altro... se mi è permesso. Sulla cosiddetta ipocrisia dei media. A parte la sospensione della campagna elettorale, di cui oggi mi devo ricredere: una cosa che non avrei mai pensato possibile, la sospensione del campionato di calcio. Ho giudicato e ho sbagliato. Le partite sono sospese. Per volontà di tutti, allenatori, giocatori, dirigenti di società. E su quanto vedo in televisione, devo ammettere di esser grata alla tv (io che la guardo pochissimo) e ai giornalisti che mi fanno una telecronaca continuata. E' ciò di cui, amando profondamente questo Papa, pur conosciuto dopo Papa Giovanni e Paolo VI, e che lo amo ancor da quando lo si prendeva in giro per il suo accento polacco e per la sua forza e bellezza atletica e prestante, ripeto, è ciò di cui io ho bisogno in questo momento. Lui, lo so, è davvero lieto di andar dove ha sempre aspirato di tornare. La sua fede lo sostiene, e chi ha fede non ha paura di morire. Son io, che già sento il vuoto grande che lascia, che sta cominciando a lasciare, che ho bisogno di restare anche un minuto soltanto di più in contatto con lui, con il suo andarsene ma non del tutto, non ancora.

Oggi, la tv non la sento ipocrita. Del suo continuo aggiornarmi e rievocarmi le immagini e le parole del Papa, oggi ne son grata. Credo sia più o meno così per tanti che credono e lo amano.

Posted by: Ipanema at 02.04.05 16:09

A me viene in mente la solita storia.
Ricordo le polemiche del mondo quando il papa veniva fotografato con gli sci ai piedi, oppure quando si diceva candidi, ignari della sua missione evangelizzante "oh, avessi anch'io i soldi del vaticano disponibili, viaggerei per il mondo come lui".
Ora tutti in ossequioso silenzio, sta morendo.
Era un grand'uomo, era, e per questo è già tutto pronto per quando morirà.

Posted by: giovan ni at 02.04.05 16:39

Ipanema, oggi in televisione si recitava allegramente il discorso della montagna (lo trovi in Matteo 5, 1), e quando è giunta l'ora di "Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli" scorrevano le immagini dell'attentato alle twin tower!
Mi sono chiesto: e perché non il martirio di Falluja? (lo trovate documentato in www.aljazira.it - le foto sono visibili da loggato -)
Quelli sono già nel fuoco della gaenna, tra il pianto e lo stridore di denti?
Roba da matti!

Posted by: giovan ni at 02.04.05 16:50

Io amo pensare che quell'ultima volta alla finestra sia stato un saluto, in qualche modo. Sono quindi d'accordo con te, Giulio. Se i media, la pubblicità e la politica di oggi si comportino oscenamente o meno in situazioni simili – discussione di due post più sotto che qui vedo legata... Beh, poveretti, bisogna capirli. HANNO PAURA. Campano sul fatto di occupare una scena artificiale che si sono creati con fatica, per tutto il tempo. Quando qualcosa alieno da loro per radici e concezione li soverchia senza sforzo, come un'emozione grandissima e condivisa profondamente dai più, DEVONO provare a metterci il loro cappello sopra. E' una questione di sopravvivenza: si sentono alle corde perché smascherati nella loro natura (acquisita in secundis) di entità posticce, e reagiscono scompostamente palesando in modo impudico, visto come si vivono abitualmente, la loro natura (funzione in primis) di mezzi. Cosa che non vogliono più essere ma che i più, quegli stessi di prima, non hanno dimenticato che sono – anche per questo, in tanto bailamme, ognuno può trovare qualcosa di buono o di utile.
Mi pare che in questa paura si riveli l'ipocrisia profonda, più che l’oscenità, degli attuali media, pubblicità e politica; in questo terror panico, non tanto nei suoi effetti – pur sovente fastidiosi, almeno per me.

Posted by: copydifiducia at 02.04.05 17:09

penso che sia proprio così come dici tu, giulio.

Posted by: helena at 02.04.05 21:10

sarà che non riesco a liberarmi di Bazin, ma questa televisiva rappresentazione della morte papale (adesso effettiva) mi ha solo fatto venire alla mente il disgustoso balletto della corrida.
Non per chi ha fede, ma per tutti la morte è momento unico. Si vive, non si rappresenta.
Che la chiesa ne abbia fatto uno sceneggiato a puntate mi schifa, cioè mi annoia e basta.
vostro

Posted by: boris battaglia at 02.04.05 21:16

Ma, caro giuliomozzi, dopo esrmi letto diligentemente lo scritto di Hans Kung e quello di Azione parallela cui mi hai rinviato, che nella sostanza condivido, e intervenendo ancora, contro la mia prassi abituale che è quella di dire la mia (a mio modo) e lasciare la palla agli altri, perché allora, se anche tu - mi pare - condividi i due scritti, perchè dunque tutti questi strascichi sul blog, queste tiritere, e soprattutto quelle due righe finali entro parentesi quadra (E: il lavoro dei media... viene tutto dopo... ma dopo cosa?), che fanno invece pensare a un rimpianto della teologia Wojtyla, perché?

Posted by: Robeh? at 02.04.05 22:30

Ma, caro Robeh: primo, non condivido tutto quanto scrive Hans Kung (che ipostatizza la "modernità" come un valore in sé: il che a me non pare sensato); secondo, non mi pare che la teologia (che è una cosa) e la politica (che è un'altra cosa) di Giovanni Paolo II non siano mai state discusse, criticate, ecc.; terzo, non mi dispiace pensare a Giovanni Paolo II come a una persona - prima di tutto il resto.

Posted by: giuliomozzi at 03.04.05 09:05

Esatto, ciò che ha scritto Giulio nell'ultimo post immortalato: "Una persona". Una persona di ottanta e passa anni, con il morbo di parchinson, e con centomila altre magagne. Magagne dettate chiaramente da una età particolarmente avanzata. (Beato lui che c'è arrivato agli ottanta e passa anni che aveva. Servito, riverito e amato da tanti, forse troppi!).
Prima di tutto un uomo. Un uomo con i suoi molteplici pregi e con i suoi sicuri difetti. Un uomo che è nato, nato per morire, come tutti gli esseri viventi che fanno capolino in questo pianeta. Sono allibita, allucinata, nel vedere e sentire ciò che vedo e sento da giorni, per non dire mesi. Non era ora di lasciarlo in pace, sto "pover'uomo"?. Scritti, commenti, domande, riflessioni, polemiche, accuse, benedizioni. Il papa ha fatto questo, il papa ha fatto l'altro perchè ecc...ecc...na montagna di seghe mentali per niente, intanto lui è morto e domani arriverà papa Giovanni Paolo III. Di questi che è appena spirato, si continuerà a parlare ancora per un po', poi verrà ricordato solo nelle grandi occasioni come oggi si sono ricordati i suoi predecessori: Paolo VI e Giovanni XXIII. E non certo come si è fatto per Papa Giovanni Paolo I che non lo ha "cagato" nessuno, invece. (Seppur si, quella storia lì, quella di papa Giovanni paolo I, è stata davvero strana). E continuerà la favola come detto vuole. Perchè si sa, dopo un papa ne fanno un altro.

Posted by: stella at 03.04.05 11:07

sì credo anch'io, deve essere andata più o meno così

Posted by: sara at 03.04.05 11:48

Eh no, caro Giulio, quando muore un uomo che ha suo modo ha contribuito a fare la storia, non si può cavarcela considerandolo solo con la pietas dovuta a tutti gli uomini. Bisogna analizzare le sue responsabilità, le sue azioni,ecc. Te l'immagini se gli storici avesero detto, alla morte di Giulio Cesare, o di Napoleone, o di Mussolini, o di chi vuoi tu: beh, è morta una persona, ricordiamola come tale. E il giudizio sul pesonaggio storico non pertiene solo agli storici, ma, penso, a tutti noi.

Posted by: Robeh? at 03.04.05 15:04

Robeh, ti prego. Stai contestando un'opinione che nessuno ha espresso.
Dici anche tu, che la pietas è dovuta a tutti gli uomini.
E nessuno, proprio nessuno, si è sognato di dire che l'operato di questo papa non debba essere esaminato, giudicato e storicizzato.

Posted by: giuliomozzi at 03.04.05 23:45

Il mondo è così diviso: in principio è la brezza; E poi vi sono le cose che con voce o con gesto alla brezza rispondono;
E poi vi è anche la pietra crudele, che tronca il volo alla brezza,
E su cui nulla che alla brezza risponda può germinare.

L'uomo che alla brezza si elesse compagno
invano contro di essa erigerà siepe o muro.
Per lui il silenzio, come conchiglia, custodirà la sua voce,
e, respinta, più violenta si leverà nel suo cuore,
finché egli sorga e la segua.

(Margherita Guidacci)

Posted by: luminamenti at 04.04.05 07:53
Post a comment









Remember personal info?