|
|
|
|

03.04.05

21.37

Nove e mezza di sera. Sono in treno. Sto tornando a casa.
La carrozza dell'interregionale è mezza vuota. C'è un gruppo di ragazzi con cappellini e braghe larghe, un paio di africane tutte agghindate, un tipo di mezz'età con una maglia color prugna, un ferroviere che ha finito il turno, un ragazzo con l'aria da tossico, una coppia di settantenni che dormicchiano.
Suona un telefono. E' del tipo di mezz'età. Risponde. Parla a bassa voce. Finisce la conversazione.
Esita un momento. Poi si alza in piedi e dice: "Scusate. Volevo dirvi solo questo. E' morto il Papa".
Non fa in tempo a sedersi. "E chi se ne ciàva?", grida uno dei ragazzi. Gli altri del gruppo ridono.
Il tipo di mezz'età diventa tutto rosso. "Ma insomma!...", dice. "Un po' di rispetto davanti alla morte!".
E fa un passo nel corridoio verso i ragazzi.
Il ferroviere che ha finito il turno si alza. "Per piacere", dice. "Per piacere".
Tutti si calmano. I ragazzi continuano a borbottare, a ridacchiare piano. Il tipo di mezz'età sta al suo posto, rigido, la faccia congestionata.
Dopo cinque minuti arriviamo a Padova.
Gli autobus sembrano scomparsi dal piazzale della stazione. Il tabellone li annuncia in partenza, ma non ci sono. Provo ad aspettare qualche minuto. Accendo una sigaretta. Passa qualche minuto. Niente da fare. Butto la sigaretta, mi avvio a piedi.
Venti minuti dopo, all'incrocio tra le riviere e via san Francesco, mi accorgo che ho fame. Per arrivare a casa ho un'altra mezz'ora.
Svolto in via san Francesco. Entro nel pub bavarese gestito dai cinesi.
Il locale è vuoto. Ci sono solo loro il ragazzo e le due ragazze. Guardano uno dei televisori. Nel televisore c'è piazza san Pietro.
Faccio due passi dentro il locale.
Il ragazzo si volta, mi vede. Si alza in piedi, mi viene incontro. Allarga le braccia. Vedo che ha le guance bagnate.
"Papa mo'to", mi dice. "Papa mo'to".

Posted by giuliomozzi at 03.04.05 09:14
Comments

Ero a cena fuori ieri sera. Sulla strada per tornare a casa, verso mezzanotte, capisco che farei bene a prendermi un altro caffé perché la palpebra si fa pesante e devo guidare una mezzoretta. Entro in un circolo che mi appare un po' movimentato a giudicare dalla colorita folla che staziona fuori dalla porta. Anche qui un mucchio di gente con cappellini e braghe larghe. Che coincidenza, eh? I miei sono anche un po' avvinazzati. Facendomi spazio, mi avvicino al banco e ordino il caffé. Mentre attendo, sulla colonna di fronte leggo un cartello scritto a pennarello. "Evitate di esultare. Tanto ne fanno un altro". Metti anche che uno possa accettare che sia una di quelle battute che si fanno, a volte. Un esercizio di cinismo. Ma scriverlo? Appenderlo? E nessuno che lo toglie? Mi volto ed esco di fretta senza prendere un caffè, e naturalmente senza pagarlo. La barista avrà pensato "ma guarda che testa di cazzo".

Posted by: Teoktist at 03.04.05 10:42

Mah. Nel racconto di Giulio vedo i modi diversi in cui si può (ed è lecito) prendere la notizia. Non farei troppe questioni morali.
Oppure se proprio dovessi farne, mi chiederei se tutto questo ha a che fare col fatto che l'agonia è stata trasformata dai media in una specie di reality show. Serviva? Esercizio di?

Posted by: Vincenzo at 03.04.05 10:48

Ieri sera ero al computer, a scrivere.
Le righe di un foglio word davanti, dispettose e poco ispirate, l'inbox di outlook express desolantemente vuoto, la diretta di repubblica. Scrivo, mi distraggo, tiro via parole goffe, non ne trovo di nuove. La mia descrizione di una spesa proletaria continua a restare piu' statica di una natura morta. Ogni tanto clicco sulla pagina di repubblica, senza una vera ragione.
Alle ore 9,34 ora di Roma leggo che il cuore sta cedendo. Torno sul foglio word, penso ad una citazione che dovrei inserire. Mi metto a cercare il testo di una canzone, leggo. Dopo poco sento i passi del mio compagno. Alzo lo sguardo. Mi guarda, ha un'espressione perplessa da anglicano confuso.
-E' morto, -mi dice.
Sono piu' o meno le dieci meno dieci, sempre ora di Roma.
Quando e' morta mia nonna, il 9 febbraio, l'ho saputo due ore dopo che era successo.

Posted by: Paola at 03.04.05 12:42

OT:caro giulio quando hai tempo e voglia dai un'occhiO al mio blog.dimmi cosa pensi.e' tutto scritto li'.non ho niente su carta.i'm indolent.

"ho pensato che ogni parte dell'anima e' tutta l'anima intera,e che l'anima intera e'composta di una quantita' infinita di parti,come i frantumi dei vetri,la ghiaia,la superficie del muro."
...questo sei tu..e questo e' il giardino..
ti abbraccio.
*orsarossa

Posted by: orsarossa at 03.04.05 12:59

:)

Posted by: orsarossa at 03.04.05 13:00

Caro giuliomozzi, che sigarette fumi? La marca, intendo, non il contenuto... No, non è questo che volevo dire. Quel che volevo dire, a proposito di informazione, media e tv, è che in questi giorni ho scoperto una cosa, che la (sinistra) non ha ancora capito, ossia che non è Berlusconi il vero padrone delle televisioni, lui è semmai un gerente, ma il vero parone è il Vaticano. Basti vedere come ha sequestrato tutte le tv, locali e nazionali, e come continuerà a sequestrarle nei prossimi giorni di lutto nazionale. Non ci fa scandalizzare tutto ciò? Dov'è finita la separazione tra Stato e Chiesa? Il Vaticano non l'ha mai riconosciuta, e oggi i media gli danno ragione. Io, da ateo, mi sono sentito prevaricato da uno Stato che si è fatto succursale della Santa Sede. Da giorni vorrei vedere in tv qualcosa d'altro che non siano filmati, dibattiti, tavole rotonde ecc. sul Papa. Hanno ripescato proprio tutto, tranne una riflessione seria sulla restaurazione operata da papa Wojtyla. Mi si può rispondere: non te l'ha ordinato il medico di vedere la tv in questi giorni. E invece no, io rivendico il mio diritto di poter vederla, di vedere in un qualunque canale un programma che non sia sul Papa. Del resto, come si dice, non pago forse il canone da cittadino italiano? Quando le FALSE società comuniste perseguitavano i cattolici i deemocratici denunciavano tali persecuzioni, ma che differenza sostanziale c'è con questa persecuzione mediatica che costringe tutti i cittadini di uno stato suppostamente laico a sorbirsi ore e ore di lamentazioni e vaneggiamenti giornalistici, con primi piani della gemte che piange in piazza San Pietro?
E nemmeno mi consola il fatto che morto un papa se ne fa (purtroppo) un'altro.

Posted by: Robeh? at 03.04.05 14:54

Caro Robeh, non so che dirti. L'unica cosa che ho vista, del lavoro delle televisioni in questi giorni, è stata l'inquadratura di piazza San Pietro di cui parlo nel post.
La tua affermazione: "Questa persecuzione mediatica costringe tutti i cittadini di uno stato suppostamente laico a sorbirsi ore e ore di lamentazioni e vaneggiamenti giornalistici" non mi sembra vera. Come minimo, sono "tutti i cittadini meno uno". Io non sono stato costretto.
[Un paio di mesi fa, ero a cena con un po' di persone cosiddetti intellettuali (giornalisti, scrittori, blogger di grido), a Milano. Durante tutta la cena non s'è fatto altro che parlar male della televisione. Io non ho aperto bocca. Gli altri parlavano di programmi, conduttori, autori, attori, con una competenza impressionante. Sono rimasto esterrefatto, nel vedere come queste persone fossero dipendenti da questa cosa della quale dicevano così male, che gli faceva così tanto schifo.]

Posted by: giuliomozzi at 03.04.05 15:10

SEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENOSEMPREINTRENO.

MA E' UNA FISSAZIONE!

Posted by: parole a treno at 03.04.05 15:58

Scusa il supplemento, Giulio, ma dacci un'occhiata alla tv finché sei in tempo, e ti renderai conto della succursale del Vaticano che è divenuta in questi giorni. Io non parlo male (non qui, non ora) della tv, vorrei solo vederla - come era prima del sequestro, nulla di più.

Posted by: Robeh at 03.04.05 16:08

No, Robeh. Sono vent'anni che non m'interessa più.

Posted by: giuliomozzi at 03.04.05 17:20

Io non ho visto niente. Nulla. Neanche un secondo di Bruno Vespa. Avete sofferto così tanto davanti alla tv? Avete trovato tutto così morboso? Potevate venire anche voi in Piazza San Pietro.
Robeh, che ne dici, buttiamo giù le chiese perchè infastidiscono il panorama laico delle città?

Posted by: Carlo at 04.04.05 00:08

Io non guardo la tele ma sento la radio, soprattutto il fine settimana: programmi sospesi, e vai con tutti i dettagli possibili sullo stato di salutem veri o finti, e gli sms degli ascoltatori (i 160 caratteri di celebrità).
Non sono d'accordo con Robeh (non è il Vaticano, è solo un altro modo per raccogliere pubblico), non sono d'accordo con Giulio e Carlo (tra il chi se ne ciava e le pseudonotizie d'agenzia non vedo differenza di rispetto).

Posted by: Vincenzo at 04.04.05 11:02

e' una questione di rilevanza. più è importante la notizia più se ne parla. la tv non può fare a meno di raccontare insistentemente questa morte, ma tu (robeh) puoi fare a meno di accendere la tv(e anche di pagare il canone, per quanto mi riguarda). il fatto è che forse ti manca "la fattoria" e non riesci a fartene una ragione...

Posted by: lorenzo at 04.04.05 11:48

vincenzo:
hai letto il mio commento? Ho forse elogiato la tv? Le pseudonotizie?

Posted by: carlo at 04.04.05 12:01

Carlo: scusa, esplicito: non sono d'accordo con l'argomento "non ti piace? non guardare". Non è tutta lì la questione.

Posted by: Vincenzo at 04.04.05 13:04

mio figlio -8 anni- ha pianto almeno due o tre volte ieri per il papa: cercava il GP di formula 1 per televisione, ed invece trovava sempre il Papa... (non piangeva perchè non c'era il GP, ovviamente!)...è difficile non rimanere coinvolti emotivamente dal "coccodrillo" planetario autoreplicantesi... ma se si ha appena più di 8 anni non ci si fa intrappolare da questo meccanismo molto evidente e rozzo, fatto non per riflettere e capire, ma solo per stimolare un'emozione e catturare così l'audience... e difatti rinunciano per rispetto ai programmi dei comici, ma non agli spot pubblicitari!

la macchina dello spettacolo ci ha fatto seguire l'agonia di un uomo da più vicino di quanto è successo da molto tempo a questa parte -vi ricordate di Alfredino Rampi?-.
comunque resta il fatto che anche se fisicamente gli incassi di questo spettacolo vanno ad altri, gli attori di questo dramma hanno recitato in buona fede: a partire dal Papa stesso, morto di lenta agonia, fino all'ultimo lagnoso sms. per mestiere, vi assicuro che è difficile non rimanere coinvolti dall'agonia di un uomo, se la segui da vicino; anche se non è tuo padre, anche se è un perfetto sconosciuto, forse perfino se è stato il tuo aguzzino. ve ne siete accorti? qualcosa di te muore sempre con lui, c'è poco da fare, si sperimenta sempre almeno un poco del suo dolore e della sua paura, di quel senso di perdita ineluttabile che rende la morte una ferita non rimarginabile per chi rimane. è questo che mio figlio ha incontrato ieri per caso, e l'ha fatto piangere.

non abbiate paura: malgrado gli Emilio Fede di turno, i sentimenti che in questi giorni l'uomo Karol ha suscitato in noi sono autentici e rimarranno per sempre solo nostri, un patrimonio di sensibilità e di empatia inestimabile, anche per chi non è credente. per questo irridere a questi sentimenti è inaccettabile ed insultante, gravemente insultante.

e per questo mi sono ben guardato dal dire a mio figlio " non ci pensare, morto un papa se ne fa un altro, va pure a giocare". l'ho abbracciato stretto, invece, ed ho cercato di fare mia la sua tristezza, perchè entrambi cercassimo la forza che c'è nella tenerezza...

Posted by: paolo at 04.04.05 14:29

Caro Giulio, non dobbiamo nè meravigliarci nè, tanto meno, scandalizzarci. Le frasi e i cartelli sono il risultato di decenni di ideologia di sinistra sparsa a piene mani. E che ci caschino i cretini (la cui mamma, come noto, è sempre incinta) si potrebbe anche capire, ma che ci caschino anche così detti intellettuali (o che si ritengono tali, magari perchè scrivono sui blog) fa venire davvero i brividi. Purtroppo tutti i grandi uomini suscitano sempre (specie nei cretini, ma anche in alcuni intellettuali) una grande invidia, perchè con la loro grandezza danno la misura di quanto piccoli siano gli altri. Alì Agca si meraviglia di non essere riuscito ad uccidere il Papa e lo considera un fallimento professionale: lui killer professionista sbagliare il colpo! Ecco, questo è un esempio di cretinismo, esattamente come la frase del "ragazzo" (ma di che età? perchè nei Centri Sociali militano "ragazzi" anche di oltre quarant'anni) o il cartello che credeva di essere intelligente. Pazienza, caro Giulio, dobbiamo convivere anche con questi campioni del pensiero: l'eutanasia, per loro, non è ammessa.
Za'

Posted by: Za' at 04.04.05 17:22

Mi sembra che la questione sull'informazione sia mal posta. Vero, la si può spegnere, infatti personalmente guardo quello che mi interessa se c'è poi stop. Il punto è che un palinsesto comunica a prescindere. Quello che è oggettivamente innegabile è che sul Papa si stia facendo una pessima informazione. Non si riesce ad avere una visione chiara di chi fosse Giovanni Paolo II, se non quella tendenziosa del "Papapraticamentegiàsanto". Per chi ritiene che il Papa sia un capo spirituale ma anche diplomatico e politico è inaccettabile che sulla sua figura fiorisca questa speculazione inesatta, speculazione che sommerge l'informazione. In questo modo al pubblico (perchè l'informazione avrebbe il dovere di informare correttamente il pubblico) viene tolto un diritto, eccetto la possibilità di spegnere la televisione e informarsi altrove (cosa che non tutti sembrano in grado di fare, anche questa è una cosa di cui tener conto).
Detto questo non ci sputerei stroppo sopra la televisione di intrattenimento. E' una debolezza, ma siamo umani, e a volte vogliamo mandare il cervello a farsi benedire. Non per questo non lo possiamo togliere dalla naftalina e riusare alla bisogna. La frequenza sta a noi.

Posted by: Mattia at 04.04.05 19:02

usciamo poco prima delle dieci, abbiamo appena cenato, a tavola si discuteva del papa, aveva scritto un bigliettino, si pregava per lui... Sul muro della chiesa di S.Cassian una scritta a vernice rossa, freschissima. MORTO UN PAPA SE NE FA UN ALTRO. Un ragazzo attraversa il campo in diagonale con un carrello, trasporta due fusti di birra: "deficienti..."

Posted by: dario at 05.04.05 12:05

Caro Za': i ragazzi in questione non erano - all'aspetto - ragazzi da centro sociale. Ho scritto "cappellini e braghe larghe", e intuisco la ragione dell'equivoco.

Posted by: giuliomozzi at 05.04.05 18:44

rimango allibito di fronte alla mancanza di sensibilità di alcune persone...
qui non ha importanza chi è di sinistra, chi è di destra...chi è laico, chi è cattolico.
ciò che conta è il rispetto per la morte di un GRANDE uomo, oltre che di un GRANDE PAPA...
chi si lamenta del fatto che la televisione è stata monopolizzata, ed è questo il suo unico problema, farebbe meglio a trasferirsi su un altro Pianeta, perchè in questi giorni da tutti i continenti vengono persone a rendere omaggio, a piangere la scomparsa di CHI ha sempre difeso i deboli e combattuto contro la guerra !!!
solo una parola aggiungo: vergogna.

Posted by: Federico at 07.04.05 13:48

se non si guarda la tv, che interessi o meno, non si capisce il paese.
non che sia facile, capire il paese voglio dire, ma senza tv non c'è speranza di percepire alcuni elementi importanti che fanno parte del suo immaginario.
mi scuso per l'ovvietà.

Posted by: tashtego at 08.04.05 09:06

Sono d'accordo, caro Tashtego. La domanda è: è necessario, a me, per la mia vita, "percepire" quegli "elementi importanti" che fanno parte dell' "immaginario" del "paese"?
Mi rispondo: a me, non è necessario.

Posted by: giuliomozzi at 08.04.05 21:18
Post a comment









Remember personal info?