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21.03.05

L'uomo dal culo enorme

L'uomo dal culo enorme terrorizza i passeggeri degli eurostar che collegano Venezia e Milano.
L'uomo dal culo enorme ha completi neri spiegazzati, camicie bianche, cravatte sgargianti, una grossa borsa di cuoio nero, un impermeabile nero sempre sotto il braccio - e, naturalmente, un culo enorme.
L'uomo dal culo enorme non ha capita la faccenda dei posti prenotati. Quando l'eurostar per Milano si ferma al terzo binario della stazione di Padova, l'uomo dal culo enorme sale a bordo dalla porta più vicina, senza badare né alla classe né al numero della carrozza. E, una volta a bordo, si siede sul primo posto libero che trova.
L'uomo dal culo enorme, quindi, è costretto continuamente a spostarsi. Perché i treni eurostar della linea Venezia-Milano sono sempre completi. Così, ogni volta che lui si siede in un posto, dopo poco arriva qualcuno che gli dice: "Scusi, ma questo posto è mio".
L'uomo dal culo enorme è gentile, e lascia il posto senza discutere. D'altra parte, non gli passa nemmeno per l'anticamera del cervello di raggiungere il suo proprio posto prenotato.
Così, durante tutte le circa due ore e un quarto del viaggio tra Padova e Milano, l'uomo dal culo enorme continuamente percorre gli stretti corridoi dell'eurostar, spostandosi da un posto all'altro, portando l'impermeabile sotto il braccio, trascinando la grossa borsa nera, fermandosi spesso per tirare il fiato e per asciugarsi il sudore del viso (l'uomo dal culo enorme, come molte persone dal culo enorme, suda moltissimo). I suoi spostamenti, benché frequenti, sono lentissimi: la taglia del suo culo enorme è inadeguata agli stretti corridoi degli eurostar, e di quarto d'ora in quarto d'ora la sua interminabile marcia si fa più lenta, a causa della stanchezza, e più ricca di soste, a causa della sudorazione.
Chiunque viaggi a bordo degli eurostar del mattino da Venezia a Milano, sa che deve temere l'uomo dal culo enorme. Il suo lento transitare provoca ingorghi interni, code che si prolungano di carrozza in carrozza, improvvisi smottamenti di viaggiatori. Raggiungere la carrozza bar o il bagno, se l'uomo dal culo enorme sta transitando nel tratto compreso tra il viaggiatore e la sua meta, può essere un'impresa difficilissima. Così come alzarsi dal proprio posto per fare quattro chiacchiere con l'amico o il collega o il cliente o il fornitore riconosciuto in viaggio quattro o cinque poltrone più in là, può riservare tristissime sorprese.
Eppure, l'uomo dal culo enorme non è cattivo. E' un uomo buono. Ha qualche difficoltà con i numeri. La differenza tra la carrozza otto e la carrozza undici è per lui incomprensibile. Perché non si possa occupare il posto quarantasette, visto che al momento non c'è seduto nessuno, è cosa che gli sfugge. Tuttavia l'uomo dal culo enorme ha capito che il problema è suo. Quindi si comporta gentilmente, lascia il posto a chi glielo chiede, sorride, ogni volta nuovamente raccoglie le sue cose e si avvia, goffamente, lentamente, con il culo che striscia contro sedili braccioli gomiti spalle, verso - verso dove? - verso l'ignoto.

Posted by giuliomozzi at 21.03.05 09:32
Comments

Fate qualcosa, aiutatelo. Organizzatevi: appena sale indicategli il suo posto. Vi prego, mi fa una tenerezza infinita.

Posted by: gianni biondillo at 21.03.05 10:15

un enorme culo metafisico, eh

Posted by: kimota at 21.03.05 11:49

per favore cedetegli il posto, in nome di tutti gli uomini dal culo enorme o che si sentono tali, vi prego.

Posted by: sara at 21.03.05 13:23

commovente, magnifico...

Posted by: Francesco at 21.03.05 21:40

lo vedo, come uno disegnato da Botero. simpatico.

Posted by: cletus at 21.03.05 22:22


Complimenti a Giulio,
mi sembra di vedere la scena, come in un vecchio di film di Totò.

Posted by: Anonimo at 21.03.05 23:01

grazie giulio,
il tuo "uomo dal culo enorme" mi ha appena regalato un sorriso.

Posted by: anonimo at 23.03.05 13:51

Bellissimo!, questo "L'uomo dal culo enorme".

Posted by: Marco at 23.03.05 16:57

Caro Giulio, non avertene a male, ma l'entusiasmo di (quasi) tutti i commenti ai tuoi "brillanti" exploit narrativi (per lo più a tema ferroviario) mi inducono a pensar male (lo so che si fa' peccato, ma spesso, ecc. ecc.), cioè che si tratti di piaggeria bella e buona. Non è che i commentatori sono autori di cui tu hai in mano i destini letterari?? C'è troppo entusiasmo per essere autentico.

Posted by: za' la mort at 24.03.05 02:39

Caro Za': è evidente che questo "entusiasmo" ti infastidisce perché tu sei un autore che mi sono rifiutato di pubblicare.
[Se è vera la tua affermazione ("C'è troppo entusiasmo per essere vero") allora è vera anche l'affermazione che io ho appena fatta. Ma, per quel che ne so, l'affermazione che ho appena fatta non è vera].

Posted by: giuliomozzi at 24.03.05 08:37

Infatti, non è vera! Caro Giulio hai toppato! Fortunatamente (per me) non ho ambizioni letterarie, con i chiari di luna che vedo in giro. E poi non è l'"entusiasmo" che mi infastidisce, ma proprio la piaggeria smaccata, che gronda da troppi commenti su questo blog. Per cui è evidente che si tratta di commenti "interessati". Leggo abitualmente diversi blog e devo dire che tu scrivi benino (il diminutivo è per alcune "licenze" dialettali, ecc. che ogni tanto ti prendi e di cui abbiamo già avuto modo di discutere in passato). Scrivi meglio degli altri e i tuoi raccontini sono per lo più gustosi, anche se il tema ferroviario, francamente, mi sembra ormai abusato. E' vero che, da quanto capisco vivi più in treno che altrove, però urge rinnovare. Mi permetto, comunque, di ricordarti un distico di Catone (il censore!) "Noli tu quaedam laudanti credere semper: exigua est tribuenda fides, qui multa locuntur" (Non credere sempre a chi ti loda: bisogna avere poca fiducia in chi parla molto). (Visto che cultura!): Ciao.
Za' la mort

Posted by: za' la mort at 24.03.05 18:28

Caro Za', non capisco. Io ho scritto che l'affermazione "Questo 'entusiasmo' ti infastidisce perché tu sei un autore che mi sono rifiutato di pubblicare" non è vera; tu confermi che non è vera; come fai a dire che "ho toppato"? Dovresti invece dirmi: "Ci hai preso!".
Poi:
Se critichi il mio modo di scrivere, è evidente che lo fai per invidia.
[Se è vera la tua affermazione ("è evidente che si tratta di commenti 'interessati'") allora è vera anche l'affermazione che io ho appena fatta. Ma, per quel che ne so, l'affermazione che ho appena fatta non è vera.]
Poi:
Mi inviti a non dare credito ai piaggiatori. Perché, ti pare che dia loro credito? Dove, quando, come ho dato loro credito?
Poi:
Dici che il "tema ferroviario" ti sembra "ormai abusato". Non discuto l'affermazione. La mia opera letteraria pubblicata (in carta, in scena, in rete) consiste in qualche migliaio di pagine. Di queste, quelle che parlano di treni sono un'assai piccola frazione.

Posted by: giuliomozzi at 24.03.05 19:11

Caro Giulio, sei forte nel girare la frittata!
1. E' ovvio che se tu dici che una tua affermazione è, al tempo stesso, vera e falsa hai sempre ragione. Quindi "ci hai preso", visto da destra e "ci hai toppato" visto da sinistra (o viceversa).
2. Non invidio certamente il tuo modo di scrivere, mi limito a criticare - come ho già fatto altre volte - alcuni tuoi scivolamenti su un italiano non corretto, dialettale, sgrammaticato, ecc. (ovviamente a mio modo di vedere); uno è proprio in questa tua risposta: "ci hai preso" per me non è corretto.
3. La tentazione di tutti a dar credito ai piaggiatori è vecchia come l'umanità. Da parte tua mi sarei aspettato, almeno qualche volta, una risposta un po' pepata, ironica, tagliente, sottile, mordace, sdrammatizzante (fai tu) ai piaggiatori più smaccati, laddove la lode è chiaramente indirizzata a captare la tua benevolenza.
4. Il tema "ferroviario" riguardava solo questo blog. Per il resto so benissimo - perchè ti leggo in varie sedi, perfino sul "Giornale" tanto esecrato a sinistra - che scrivi anche altre cose belle ed interessanti (e questa non è piaggeria perchè non ho alcuna velleità letteraria). Ciao.
Za'

Posted by: za' at 27.03.05 01:17

1. Caro Za': ma non ho scritto da nessuna parte che le mie affermazioni erano vere. Ho scritto invece che, per quel che ne so, sono false; sarebbero vere solo se fossero vere le corrispondenti affermazioni tue: ma di queste ho scritto che, per quel che ne so, sono false.
Quindi non ho voltata alcuna frittata.
Mi sono limitato a esibire le potenzialità dell'argomento complottistico: secondo il quale, se una persona afferma una cosa, necessariamente ha un secondo fine.
Il che non è: non è necessariamente.
E tu, con il tuo disinteresse, sei la prova vivente che non è necessariamente.
2. Se vuoi parlare di italiano corretto e non corretto, parlami un po' di quel "lo so che si fa' peccato" che hai scritto sopra, con tanto di accento (o apostrofo?) dove proprio non ci va. O di quel "C'è troppo entusiasmo per essere autentico" (in questa forma "per essere", il predicato retto dal verbo essere è riferito, mi pare, al soggetto della frase reggente, che quindi non può avere un verbo impersonale; come forma corretta propongo: "L'entusiasmo è troppo per essere autentico" o "C'è troppo entusiasmo perché sia autentico"). Stando al De Mauro Paravia in rete (non so che dizionari tu abbia in casa, faccio riferimento a questo che sicuramente puoi consultare: www.demauroparavia.it), l'"hai toppato" (che hai usato tu) è forma "colloquiale", mentre il "ci hai preso" (che ho usato io è forma "familiare"): mi pare quindi che siamo pari. Sei sicuro che sia corretta la forma "la tentazione a dar credito"? Non sarebbe più corretta la forma "la tentazione di dar credito"?
3. Dici che "La tentazione di tutti a dar credito ai piaggiatori è vecchia come l'umanità". Questa è un'affermazione generale che andrebbe provata con un numero di casi particolari sufficiente all'induzione. Tu la adoperi come se fosse già provata a sufficienza, e la usi per provare un caso particolare: il che mi sembra arrischiato. Esempio: "Per tutti i maschi la tentazione di andare a puttane è vecchia come il mestiere più vecchio del mondo: quindi tu vai a puttane".
A coloro che mi sembrano piaggiatori non dò risposte pepate. Li ignoro. (Di questo argomento s'è parlato più volte. Vedi ad esempio lo scambio con Nicoletta nei commenti a questo post: http://www.giuliomozzi.com/archives/2005/02/una_risposta_no_1.html ).

Posted by: giuliomozzi at 27.03.05 11:06

che tristezza queste scaramucce. Quello che vedo è invece un bellissimo racconto degno di Rodari. Bravo Giulius!

Posted by: livio at 27.03.05 17:44

e posso dire un'altra cosa? Fa bene Mozzi a fare le pulci all'italiano immondo di questi che si spacciano per scrittori e fini conoscitori delle belle lettere. Ja.

Posted by: livio at 27.03.05 19:11

Livio, Za' non si è spacciato per "scrittore".

Posted by: giuliomozzi at 27.03.05 21:49

Beh, se uno invia un manoscritto a una casa editrice, una qualche idea di sé come narratore ovvero poeta dovrà pur coltivare, immagino.

Posted by: livio at 27.03.05 22:22

ok ok. Egli dice che non nutre di queste ambizioni. Bene. Ma non credo ne nutrano manco tutte le persone che lasciano commenti in questo blog, suvvia! Saremmo messi davvero male, se un tale congerie di uomini e donne, piuttosto che leggere, appunto: scrivesse manoscritti. Comunque propongo una multa, da ora in poi, per tutti coloro i quali mettono l'accento su po' inteso come elisione di 'poco'. Tanto per cominciare. Non so. Una bella multa da immaginare insieme. E a chi usa verbi quali "toppare", "asportare" & oscenità similari.

Posted by: livio at 27.03.05 22:28

Giusto, Livio. Bisogna asportare dai blog quelli che toppano con l'italiano. Non avere neanche un pò di pietà.

Posted by: giuliomozzi at 27.03.05 22:34

Fantastico! Giulio sei davvero fantastico! Scrivi affermazioni e ... affermi che non sono vere! Degno di Jonesco!
Parto dal fondo, sui piaggiatori. Parlando dello spirito con cui gli scrittori accolgono le recensioni dei critici, John Steinbeck affermò con ironia: "Nulla è accettabile, tranne l'elogio senza riserve".(!!!)
Mi scuso, naturalmente, per l'apostrofo scappato sul fa. Sul "troppo per essere" trovo, invece, alla voce "troppo" del De Mauro/Paravia da te gentilmente indicato questo esempio: ""Avv. in correlazione con per o perché introduce una proposizione correlativa: è t. bello per essere vero, perché sia vero; è t. orgoglioso per chiedere scusa"" (http://www.demauroparavia.it/123616).
Ciao.
Za'

Posted by: Za' at 28.03.05 07:44
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