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BlogNation
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28.01.05

Telefono

Sono in studio. Suona il telefono. Rispondo.
"Ciao, sono Manuela", dice Manuela.
"Ciao Manuela", dico.
"Senti, non ce la faccio più con Roberto", dice Manuela.
"Cos'è successo?", dico.
"Roberto ti ha raccontato?", dice Manuela.
Conto fino a tre.
"Mi ha detto che, dopo quello che era successo, voleva lasciarti", dico.
"E ti ha raccontato che cosa è successo?", dice Manuela.
Ovviamente, penso, questi due non si parlano più.
"Be'", dico. "Sì. Me l'ha raccontato. Dal suo punto di vista".
"Bene, senti", dice Manuela. "Io la sera prima ero andata al ristorante cinese. Hai presente quello in ghetto?".
"Quello che dal Duomo si prende per il cinema, e poi si va a destra e poi a sinistra, sotto i portici?", dico.
"No", dice Manuela, "quello non c'è più. Intendo quello che da via Roma, venendo dal centro, è la prima o la seconda a destra, subito dopo l'edicola".
"Ah", dico, "ho capito".
"Bene", dice Manuela. "Insomma, io la sera prima ero andata in questo ristorante cinese, da sola, con un inizio di depressione, anzi una depressione già abbastanza pronunciata, Roberto era via per lavoro come al solito, e mi sono mangiata ravioli di carne al vapore, riso al curry, misto di verdure e manzo con la cipolla, con mezzo litro di bianco".
"Complimenti", dico.
"Poi ho chiesto il biscottino della fortuna", dice Manuela.
Oh no, penso.
"E nel bigliettino c'era scritto: Smetti di cercare la felicità. E' davanti a te", dice Manuela.
Mi viene un pensiero osceno.
"Allora sono andata a casa", continua Manuela, "Roberto non era ancora arrivato, ho dormito come un sasso, mi sono svegliata, Roberto era già andato via, mi ero presa la mattina libera dall'ufficio perché doveva venire l'idraulico, e quando l'idraulico è arrivato gli ho fatto vedere le tette".
"Così, subito?", dico, un po' stolidamente.
"Sì", dice Manuela. "E lui mi ha fatto vedere l'attrezzatura".
C'è una pausa.
"E allora?", dico.
"Be'", dice Manuela, "un'attrezzatura coi fiocchi".
Ma questi qui, penso, che film guardano?
"Però non ti aspettavi che Roberto rientrasse", dico.
"Sì", dice Manuela, "ma questo non ha importanza".
"Ah", dico.
"Il fatto è che poi Roberto ha passato tutta la giornata a gridare, a dire che non mi voleva più, che dovevo andare via di casa, tutte cose così".
"Be'", dico, "Mi sembra una reazione emotiva comprensibile".
"E allora io la sera mi sono preparata da dormire sul divano", continua Manuela, "e infatti lui non ha detto niente, si è chiuso in camera e stop".
Dovrei dire qualcosa?, penso.
"Solo che poi", continua Manuela, "quando già dormivo, sento che qualcuno mi maneggia, mi si struscia addosso".
Oh no, penso di nuovo.
"Allora apro glio occhi", continua Manuela, "mi giro, e c'è Roberto tutto nudo, con la faccia stravolta e un'erezione pazzesca".
Non devo dire niente, penso.
Invece dico: "E tu che cosa hai fatto?".
"Cosa volevi che facessi?", dice Manuela. "L'ho lasciato fare".
"Ah", dico.
"Guarda", dice Manuela, "è stata una cosa strepitosa".
"H", dico.
"Ti dico solo che sono venuta sei volte", dice Manuela.
"E lui?", domando.
"Quattro volte", dice Manuela.
"Però", dico.
"Be', sai", dice Manuela, Roberto si è sempre mantenuto bene, alimentazione regolata, palestra due volte la settimana, gite in montagna, medicina solo omeopatica...".
"Certo", dico.
"Ecco", dice Manuela.
Questo è il momento chiave, penso.
"E allora?", dico.
"Allora, ero tutta contenta", dice Manuela. "La felicità era davvero davanti a me, pensavo. Bastava lanciare un'esca, una provocazione".
"Bene", dico.
"Bene un corno", dice Manuela. "Adesso ho Roberto che non mi molla più".
"Come sarebbe?", dico.
"L'altra sera si è addormentato sopra di me sul divano", dice Manuela, "e quando ci siamo svegliati ha voluto rifarlo tre volte".
"M", dico.
"E poi io sono andata in ufficio", continua Manuela, "e alla pausa pranzo me lo vedo capitare".
"G", dico.
"Io volevo andare almeno nei bagni", continua Manuela, "ma lui ha voluto farlo sotto la scrivania, perché diceva che era più eccitante".
"P", dico.
"Poi questo pomeriggio alle cinque sono tornata a casa", continua Manuela, "e lui era già lì, con il Kamasutra in mano".
"Kamasutra è un eufemismo?", domando.
"No", dice Manuela, "era proprio il Kamasutra. Era lì che guardava le figure, che provava le posizioni da solo".
"Q", dico.
"Allora dopo che l'abbiamo fatto due volte sul tappeto mi sono rifugiata in bagno", dice Manuela, "e lì mi sono rivestita, ho preso la rincorsa, e sono scappata di casa".
"Lui ti ha inseguita?", dico.
"Non oltre il pianerottolo", dice Manuela. "Tieni conto che era nudo".
"E che cosa pensi di fare?", dico.
"Non lo so", dice Manuela. "Ti telefonavo per chiederti un parere".
"Secondo me gli passerà", dico.
"Ah sì", dice Manuela. "Gli passerà. Ma vorrei essere ancora viva quando gli sarà passato".
"Non hai torto", dico.
"Senti", dice Manuela, "ti va se ci vediamo?".
"Va bene", dico. "Tra un paio di giorni, però, che sono in giro".
"Sì, sì", dice Manuela, "non preoccuparti. Tanto io qui mi sono sistemata".
Ho l'impressione che mi esploda la testa.
"Scusa, Manuela", dico, "dove ti sei sistemata?".
"Io?", dice Manuela. "Ah: qui, dall'idraulico".

Posted by giuliomozzi at 28.01.05 11:28 | TrackBack
Comments

Se di notte voglio amore,
c'è una sola donna
che lo fa: Manuela.

La sua vita in una stanza
dove l'innocenza
non entrò, Manuela.

Lei non dice mai parole,
odia il vento e il sole.
E' così Manuela.

Occhi grandi come il mare,
prendere o lasciare:
questo è lei, Manuela.

E se ho un appuntamento,
io non penso ad altro
perché lei, Manuela,
è una parte d'infinito
perché solo io capito
l'importanza dei sui baci
e l'amore immenso
che mi da Manuela.

(Manuela) (Manuela)

E' così la mia avventura:
a principio, un gioco;
ora è lei, Manuela.

Solo vivo, solo penso,
solo so che esisto
se c'è lei, Manuela.

Se mi dà un appuntamento,
io non penso ad altro
perché lei, Manuela,
è una parte d'infinito,
perché solo io ho capito
l'importanza dei suoi baci
e l'amore immenso
che mi da Manuela.

E' una parte d'infinito,
perché solo io ho capito
l'importanza dei suoi baci
e l'amore immenso
che mi da Manuela
(J. Iglesiasi, da Manuela a pensami, 1979)

Posted by: massimo at 28.01.05 12:11

magari lo conosce già ma prova a mandare questo link a Manuela...
http://utenti.lycos.it/semeterapia/

Posted by: Mister No at 28.01.05 13:40

Bel film... ma godono troppo...
saluti
and

Posted by: andrea at 28.01.05 14:02

Vedi cosa significa avere una tetta da mostrare? Domani vado all'Auchan e ne compro una.

Posted by: Diego at 28.01.05 14:24

bello. Perchè sono sempre gli idraulici a capitarci in queste situazioni? Ciao Rob

Posted by: roberta at 28.01.05 15:40

trovo il tuo modo di dipingere questa povera donna in crisi di nervi, identità e sessualità di mezza età francamente deprimente, misogeno, maschilista e.....
ops..scusate, mi suona il campanello, devo andare..è l'idraulico!!!
Giusi

Posted by: Giusi at 28.01.05 15:41

Ossignur...
il giuliomozzi porno mi fa scompisciare...
...
sicuro che quando si troverà davanti a Manuela non si metterà a farfugliare: "C Q Z Z"?

Posted by: Roberto Tossani at 28.01.05 16:43

Questo pezzo è merda pura.

Posted by: hio at 28.01.05 17:12

M

Posted by: gianni biondillo at 28.01.05 17:44

sono daccordo con hio

Posted by: andrea at 28.01.05 17:55

scrivi sempre meglio... sei proprio bravo!

Posted by: francesco at 28.01.05 19:05

Si dice "misogeno" o "misogino"?
(Bravo Giulio, proprio divertente)

Posted by: qfwfq at 28.01.05 19:10

Carine queste telefonate. Complimenti per la facilità dell'invenzione e per il grande mestiere, anche in assenza di cose da dire...

Posted by: megalomaria at 28.01.05 20:29

Per chi non lo avesse ancora capito, il cornuto è Tossani.


Posted by: pippo at 28.01.05 20:45

TELEFONO

Sono le 06.42. Sono nel mio studio. Suona il telefono. In anticipio di un minuto sull'orario abituale. Rispondo.
"Il dottor giuliomozzi?", dice una voce di uomo.
Ho uno strano presentimento.
"Sono giulio mozzi", dico "ma non sono dottore"
"Allora è lei giuliomozzi?" mi domanda.
"Credo di si, se con giuliomozzi intende giulio mozzi", dico.
"Comunque scrive" dice la voce "ed ha pure un blob, giusto?"
"Si chiama blog. E si, scrivo", dico.
"Allora è giuliomozzi, il dottore!", dice trionfante.
"Ma lei chi è?", dico.
"Sono l'idraulico", mi risponde la voce.
"Allora ha sbagliato casa. Non ho chiamato idraulici." dico.
C'è una pausa. Troppo lunga, penso.
"Sono l'idraulico di Manuela", dice l'idraulico." So che lei è al corrente di tutto."
Non devo ammetterlo, penso.
"Si, conosco la storia" ammetto.
"Lei sa che Manuela in questi giorni non va a lavoro e si è sistemata qui da me?" dice l'idraulico.
"Si, lo sapevo." dico io.
"Dottor giulimozzi, sono preoccupato", dice lui "di Manuela!"
"Capisco", dico "sono situazioni particolari"
"No, lei non può capire. Non è la situazione" dice lui " Io domani mattina sono fuori per lavoro."
Ho come la sensazione che il terreno mi stia franando sotto i piedi.
"Non vedo il nesso" dico.
" E'che io per domani aspetto l'elettricista", dice l'idraulico.

Posted by: Lucis at 29.01.05 01:48

incrociate le dita ragazzi, stamattina vado a fare uno sgombero

Posted by: andrea at 29.01.05 05:28

Pippo, sei sagace di uno scherzo.
Complimenti!

Posted by: Roberto Tossani at 29.01.05 08:06

A nome dell'intera categoria ringrazio il dottor giuliomozzi per l'inattesa pubblicità.
Saluti

(anche da Manuela)

Posted by: l'idraulico at 29.01.05 09:17

ih che bello: un sequel. :))

Posted by: cletus at 29.01.05 09:33

davvero divertente

Posted by: mimmo at 29.01.05 10:44

Tossani, non comprendo.
Gran bella idea quella di usare gli aggettivi come sostantivi, ma non sempre rende la frase chiara.
Riformula, se vuoi io capisca.

Posted by: pippo at 29.01.05 10:50

come s'è ridotto mozzi, a scrivere queste cacatine. con lui lei l'idraulico. poveretto...

Posted by: lou at 29.01.05 12:24

Sinceramente al di là di ogni commmento didascalico e moraleggiante, confesso che a me queste telefonate hanno divertito: le ho lette col sorriso in volto. Certo che il presupposto da cui parte il mio divertimento è che per quanto "canonica" la cosa non sia un'invenzione del nostro, ma cosa realmente accaduta seppur romanzata al punto giusto. A questo proposito una curiosità: ma gli amici non si incazzeranno per questo sputtanamento della privacy? che precauzioni hai preso per non farli incazzare ed evitare il conseguente linciaggio da parte loro? oppure sono così spiritosi e sopra le righe da fregarsene? saluti

Posted by: Mr Arkadin at 29.01.05 20:19

Nessuna violazione della privacy.

Posted by: giuliomozzi at 29.01.05 21:20

Cioè mi sti dicendo che loro sono felici e contenti così o che te sei inventato tutte de sana pianta?

Posted by: Mr.arkadin at 29.01.05 23:54

dov'è il problema ? :)

Posted by: cletus at 30.01.05 01:27

Nessun Problema, ero solo curioso!

Posted by: Mr Arkadin at 30.01.05 19:07
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