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BlogNation
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04.01.05

Li aspettavo per mettere in ordine

Qualche giorno fa. Sono a Carmagnola, al Caffè Centro. Sono le cinque del pomeriggio. Sto prendendo un caffè, seduto a un tavolino. Dietro di me, due signore di una certa età sono sedute a un altro tavolino. Sento odore di cioccolata.
"Così", dice una delle due, "capisci, se ne sono andati di colpo, senza neanche avvisare. Io me ne stavo lì, a Santo Stefano, con la casa tutta sottosopra, che a Natale ci avevo avuti i miei tre figlioli con tutti i nipotini, e naturalmente li aspettavo per mettere in ordine. Li aspetto, e non li vedo arrivare. Allora telefono, e non mi risponde nessuno. Sono rimasta lì, che non sapevo cosa fare, alla fine ho dovuto fare tutto da sola. Poi ho chiamato ancora, almeno dieci volte solo quel giorno, poi il giorno dopo, e sempre niente. E poi, sai che cosa è successo?".
"Che cosa?", dice l'altra signora.
"Che mi chiamano il ventotto", dice la prima signora, "da Roma, dall'ambasciata dello Sri Lanka, dicono loro, dicendomi di mandargli lì, con una raccomandata, in contanti, l'ultimo stipendio e la liquidazione".
"E tu glieli hai mandati?", dice l'altra signora.
"Ma figùrati!", dice la prima signora. "Che se li vengano a prendere, gli ho detto. Che vengano qui. Che li voglio vedere. Che sarà successo quello che è successo, non dico mica niente, ma tagliare la corda all'improvviso, così, io dico, non è mica modo".

Posted by giuliomozzi at 04.01.05 10:36 | TrackBack
Comments

Non per fare la stronza, o la consulente del lavoro, ma la signora ha ragione. Chi si dimette deve dare il preavviso (non so quanto in questo caso, ma credo non meno di quindici giorni). Se uno sparisce d'amblai il datore di lavoro ha diritto a trattenergli una quota di stipendio pari al preavviso mancato. Se i domestici dovevano essere in Italia il 26, e non c'erano, mi sa che il maremoto non c'entra nulla, visto che è accaduto quel giorno. Perciò: viva la gente che lavora, viva i cingalesi e gli altri popoli che vengono qui ad arricchire il nostro mondo, e a fare quello che noi non abbiamo più voglia di fare, ma viva anche la gente che si fa sentire non solo per chiederti i soldi.

Posted by: Angelita at 04.01.05 11:27

Ho come idea che a brevissimo si aprirà il solito baratro.
Penso che starò alla finestra a guardare come si sbraneranno tutti.
Sarà molto divertente.

Posted by: Filippo Macchi at 04.01.05 14:16

La Giacomelli, con la contabilità reale nascosta nell'intercapedine del muro, sull'orlo del fallimento, commissariata, guidata da consuleti ultrapagati e inutili che alloggiavano in alberghi con idromassaggio in camera, tratteneva il preavviso a chi trovava fortunosamente un lavoro e saltava giù da quel carrozzone pieno di fatture false. Molti impiegati oltre ad aver pagato la penale difficilmente otterranno tutto il tfr dovuto. W l'Italia!

Posted by: andrea at 04.01.05 15:02

peccato che la signora in questione non fosse in vacanza in sri lanka

Posted by: peccato at 04.01.05 17:53

Forse non hai letto bene, angelita, non dovevano rientrare in italia.
Sono spariti come spariresti tu se sapessi all'improvviso che nel tuo palazzo è scoppiato un tremendo incendio al terzo piano, proprio dove tu abiti assieme ai tuoi figli e tuo marito, poveretto.
Con una come te.

Posted by: picchio at 05.01.05 09:11

Eh no, Picchio. Sul fatto che erano già in Italia, rileggo e trovo che è probabile tu abbia ragione. Ma il punto è che, il 26, non è affatto scoppiato un incendio a casa loro. Al massimo, può essere successo che: abbiano appreso del maremoto nel loro paese, abbiano provato a chiamare i parenti laggiù senza riuscirci, abbiano deciso di recarsi sul posto. Ecco, io a quel punto, mentre facevo il bagaglio, avrei telefonato alla signora e avrei detto "Senta, è successa questa cosa, dobbiamo partire". Poi ognuno è libero di comportarsi come crede.
Aggiungo: questa fantasia della fuga dei cingalesi come in un incendio mi ricorda i film di Tarzan, quelli vecchi, dove i selvaggi si spaventavano per un accendino. Parlare degli extracomunitari come se non potessimo chiedere loro le stesse cose che chiederemmo a un italiano... beh, è solo un modo affettuoso, autoindulgente e, ma sì, di sinistra, di tracciare un fossato fra "noi" e "loro".

Posted by: Angelita at 05.01.05 11:15

ha visto contessa / all'industria di Aldo

Posted by: sonetti at 05.01.05 12:15

“Mi scusi signora, ma noi dobbiamo partire. Abbiamo saputo che i nostri genitori sono morti e anche la sorella e il cognato di mia moglie sono stati spazzati via dall’onda. I nostri figli sono scomparsi. Un vicino ci ha detto che l’altra mattina lui li ha visti mentre andavano in spiaggia. La nostra casa, quella che abbiamo costruito con i nostri risparmi e quelli dei mie fratelli, si ricorda, quelli che lavorano a Bologna, e’ stata distrutta. Tutto e’ stato distrutto, non abbiamo piu’ niente e siamo pieni di angoscia. Per favore, ci puo’ mandare il nostro stipendio e la nostra liquidazione qui all’ambasciata? Naturalmente ci trattenga pure la quota per il mancato preavviso. Sa, sono gli unici soldi su cui possiamo contare e dobbiamo assolutamente prendere il primo aereo. Mia moglie piange in continuazione, scusi se non gliela passo, ma proprio non riesce a parlare. Ha tanta paura di non poter piu’ rivedere i nostri due bambini. La prego tanto di scusarci se non veniamo noi li’ da lei, ma cerchi di capire, le spese del viaggio sarebbero soldi buttati via in questo momento”. Hai ragione Angelita, le cose sarebbero dovute andare cosi. E che cacchio!

Posted by: domenica at 05.01.05 13:21

"Senta, è successa questa cosa, dobbiamo partire". Punto.

Posted by: Angelita at 05.01.05 14:20

Sono allibita.
Punto.

Posted by: Elena at 05.01.05 15:06

ma la signora piemontese non lo sapeva cos'era successo? doveva apprenderlo dalla loro telefonata? son cose...
mi ricorda un padrone di casa milanese che ebbe a lamentarsi con me del mancato preavviso fornitogli da un suo inquilino che si era suicidato, lasciandolo con un palmo di naso e senza l'affitto del mese

Posted by: Malfoy at 05.01.05 15:42

Cara Angelita, in ciò che scrivi m'incuriosisce una cosa. Mi sembra che nessuno, tra coloro che hanno espressa un'opinione diversa dalla tua, abbia auspicata una maggiore "clemenza" (non mi viene una parola migliore; spero di rendere l'idea) per i domestici resisi irreperibili, in quanto extracomunitari. Eppure tu hai risposto alle obiezioni come se fosse stata auspicata una maggiore "clemenza" per i domestici resisi irreperibili in quanto extracomunitari. Mi pare che, in generale, chi ha espressa un'opinione diversa dalla tua abbia auspicata una maggiore "clemenza" per i domestici resisi irreperibili in quanto era lecito presumere (salvo successiva verifica) che la loro irreperibilità fosse connessa a stati di panico, emergenza, partenze improvvise ecc. connessi alla possibile distruzione della loro famiglia, dei loro amici, del loro paese e, tutto sommato, della loro patria.
In sostanza, tu non hai risposto all'obiezione che ti è stata fatta (la sintetizzo in una domanda: "In una situazione di emergenza di notevole gravità, è lecito a un singolo violare una norma contrattuale?"), mentre hai risposto (accusando gli obiettori di fare ideologia, e quindi ideologicamente) a un'obiezione che non ti è stata fatta (la sintetizzo in una domanda: "In materia contrattuale, è lecito essere più lassisti con gli extracomunitari che con i cittadini italiani?").

Posted by: giuliomozzi at 05.01.05 16:08

caro giulio,
ti prego, dimmi che ti sei inventato anche questo raccontino, come tuo solito, perché neanche nei miei peggior viaggi sulla linea verona-venezia se ne trovan di simili, credo. No. spero.

Posted by: etty at 05.01.05 17:07

Giulio, mi fai domande complicate. Ho provato a rileggere le obiezioni, ma mi sembra che nessuno mi abbia chiesto qualcosa di simile a "In una situazione di emergenza di notevole gravità, è lecito a un singolo violare una norma contrattuale?". Se lo avesse fatto, avrei risposto "Sì! Ci mancherebbe altro. Non dico certo che uno non debba correre a salvare la famiglia per rispetto delle pulizie di Santo Stefano".

Il punto è che non riesco a immaginarmi, nella vita reale, gente tanto sconvolta dalla preoccupazione da riuscire a organizzare un viaggio ma non a telefonare per dire che se ne va. Soprattutto se, si presume ancora preoccupata, poi riesce a telefonare per la liquidazione. Credo che questo, grosso modo, fosse il punto di vista della signora del tuo racconto. Poi tu magari le avrai sentito dire altre cose ma, nel racconto, mi sembrava che non meritasse la figura da stronza che le facevi fare.

Del lassismo con gli extracomunitari non ho parlato (non credo esista, o almeno vedo in giro soprattutto gente che vorrebbe prenderli a legnate). Ho parlato del rappresentare gli extracomunitari come fossero "poveretti". Descrivere la gente come impressionabile mi sembra un modo di sminuirla. La rappresentazione di certe categorie come deboli ha una lunga tradizione (pensa ai cliché sulle donne), e l'ho intrasentita nell'obiezione di Picchio, dove affermava che per i cingalesi, in quel momento, era come avere un incendio in casa. Anzi, se noti la sottigliezza, Picchio li paragonava a come io, una donna, avrei reagito a un incendio in casa (preoccupata per il marito e i figli!). Picchio avrebbe detto la stessa cosa di un istitutore svizzero? Chi lo sa, forse sì. Magari Picchio vorrà precisare.

Tutto qui!

Ciao e grazie per lo spazio che mi sono presa, brutalmente.

Posted by: Angelita at 05.01.05 17:40

Ops, un'ultima cosa: sì, mi è capitato di vedere gente sconvolta dalla preoccupazione nella vita reale.

Posted by: Angelita at 05.01.05 17:42

Bah, io avrei scritto solo: volevo far sapere a tutti che esiste un nuovo blog, e ci scrivo anch'io.

Posted by: Giusto Pernon at 05.01.05 18:23

Cara Angelita, hai scritto: "Non riesco a immaginarmi, nella vita reale, gente tanto sconvolta dalla preoccupazione da riuscire a organizzare un viaggio ma non a telefonare per dire che se ne va".
Fai dunque l'ipotesi che i domestici resisi irreperibili stessero già "organizzando un viaggio". E se fossero stati in un Phone Center a cercare di telefonare a casa? Se fossero stati in Questura o in Prefettura in cerca di notizie? Se fossero partiti per Roma, in cerca di notizie all'ambasciata, pigliando al volo il primo treno disponibile? Chiameresti questo: "organizzare un viaggio"?
Poi dici: "Soprattutto se, si presume ancora preoccupata, poi riesce a telefonare per la liquidazione". Fai dunque l'ipotesi che i domestici resisi irreperibili avessero in tasca i soldi necessari per sopravvivere a Roma un tempo indeterminato, comprare all'improvviso un biglietto d'aereo per lo Sri Lanka (se a questo servivano loro i soldi), mandare tutti i soldi disponibili ai familiari sopravvissuti (se a questo servivano loro i soldi), ecc.
Alla domanda: "In una situazione di emergenza di notevole gravità, è lecito a un singolo violare una norma contrattuale?", rispondi: "Sì". Ora, mi pare che si possa dire che i domestici resisi irreperibili hanno, in una situazione di emergenza di notevole gravità, violata una norma contrattuale. Perché, dunque, nel tuo primo intervento, hai scritto che "la signora ha ragione"? (Gli interventi di Andrea, Picchio, Domenica e Malfoy rispondono appunto "Sì" alla domanda in questione).
In un altro intervento hai scritto: "Parlare degli extracomunitari come se non potessimo chiedere loro le stesse cose che chiederemmo a un italiano è solo un modo affettuoso, autoindulgente e, ma sì, di sinistra, di tracciare un fossato fra 'noi' e 'loro'." Avendo letto il tuo primo intervento, nel quale si chiedeva il rispetto delle norme contrattuali, ho capito che quel "chiedere" significasse: "chiedere il rispetto delle norme contrattuali".
Non credo che le mie domande e osservazioni siano complicate. Sono pedanti, se vuoi.

Posted by: giuliomozzi at 05.01.05 21:36

No, Giulio, non sono pedanti, è che non capisco perché debba essere l'unica a dare una versione articolata delle mie posizioni. Perché non chiediamo a Malfoy che c'entra l'inquilino suicida? A me non è chiaro. O a Domenica perché deforma il mio argomento? E' un modo malizioso di discutere. E, tu stesso, perché non spieghi, con ordine e nei dettagli, cosa trovi di riprovevole nel comportamento della signora? Nel tuo racconto lasci emergere un giudizio morale. Da che nasce? Dalle ipotesi che hai fatto? Quelle possono essere vere o no. Io trovo scorretto giudicare una persona sulla base di ipotesi. E tu?

Comunque:

"Chiedere": no, non era riferito alle norme, era riferito al chiedere di avvertire.

Le ipotesi: sei uno scrittore, e senz'altro hai più immaginazione di me, e però sai che dico? fra la stazione e la questura, la prefettura e il Phone Center, riesco a immaginarmi che ci infilo una telefonata a una persona che so che mi aspetta.

"La signora ha ragione": per i motivi che ho detto, ha diritto a sentirsi delusa. A norma di legge, non è tenuta a spedire la somma intera. Io lo avrei fatto, ma sentendomi un po' cretina: non posso biasimare una persona che decide altrimenti.

Ecco.

Posted by: Angelita at 05.01.05 23:15

Lunedì 27 Dicembre 2004, 15:39


Maremoto: Cingalesi a Milano, Ore Di Paura e Speranza (2)
Di (Cri/Opr/Adnkronos)

(Adnkronos) - ''Abbiamo fatto decine di tentativi con il cellulare -prosegue nel suo racconto Prianga- ma non riuscivamo a metterci in contatto con nessuno. Allora abbiamo provato dalle cabine. Solo dopo altri innumerevoli tentativi siamo riusciti a prendere la linea in un call center. Abbiamo parlato con papa' e mamma che ci hanno detto che stavano bene, di non preoccuparci. La linea pero' e' caduta subito. Solo molto dopo mia sorella Manori e' riuscita a parlare con suo figlio''.

29 dic 2004. Si stima che oltre mezzo milione di famiglie cingalesi abbiano abbandonato le proprie abitazioni.

«Ora dobbiamo essere messi in condizione di poter fare qualcosa - dice Vijith Deekiri da Brescia - non ha senso partire da soli ma se si formano gruppi di intervento con medici e infermieri io sono a disposizione». La sua associazione ha lanciato un appello rivolto al movimento antiliberista che è stato raccolto da molte federazioni del Prc, e, tra l'altro, dal SinCobas, dal Tavolo Migranti dal Coordinamento Immigrati della Cgil di Brescia e da molte associazioni di migranti provenienti da paesi non coinvolti nella sciagura.

Ma c'è l'altra faccia della medaglia, quella di un ragazzo che piange appoggiato alla porta d'ingresso di un call center. «Io non ho il permesso di soggiorno e al telefono non risponde nessuno».

4 gennaio 2005. I contatti telefonici sono impossibili, le linee sovraccariche, qualche notizia arriva via radio. Ho molti amici disperati. Hanno paura a partire, le notizie sulle disposizioni del ministero dell'interno non sono chiare e temono di non poter rientrare. Eppure il fax inviato dalla Direzione centrale del Servizio Polizia delle frontiere ai dirigenti di zona in data 27 dicembre parla chiaro. La possibilità di partire e di rientrare legalmente, anche se si è in possesso soltanto del cedolino che attesta l'avvenuta richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno - ritenuta di per sé valida per le ferie - è estesa per chi proviene dai paesi su cui si è abbattuta la catastrofe. Il limite di rientro è fissato per il 15 febbraio».

Posted by: Toni at 06.01.05 01:05

Cara Angelita, hai scritto: "Perché non chiediamo a Malfoy che c'entra l'inquilino suicida? A me non è chiaro. O a Domenica perché deforma il mio argomento? E' un modo malizioso di discutere". Ti giro la domanda: perché non hai chiesto a Malfoy che c'entra l'inquilino suicida, visto che non ti è chiaro? Perché non hai spiegato come Domenica deformi il tuo argomento in modo malizioso?
(Tra parentesi: chi è il "noi" soggetto del verbo "chiediamo"?).
Poi scrivi: "'Chiedere': no, non era riferito alle norme, era riferito al chiedere di avvertire": ma il dovere di avvertire esiste in quanto è stabilito dal contratto. "Chiedere di avvertire" e "chiedere di rispettare il contratto che stabilisce il dovere di avvertire" mi sembrano, almeno in questo caso, due frasi equivalenti.
Infine scrivi: "Nel tuo racconto lasci emergere un giudizio morale". Ne sei sicura? Sapresti dire qual è il "giudizio morale" che "emerge"? Sapresti dire dove, in quali frasi, da quali parole, da quali pieni e/o vuoti del discorso "emerge" questo "giudizio morale"?
(Tra parentesi. Scrivi anche: "non capisco perché debba essere l'unica a dare una versione articolata delle mie posizioni". No, non *devi*. Non hai il *dovere* di rispondere alle mie o d'altri osservazioni e/o domande. Se accetti la discussione, è per tua libera e cortese scelta).

Posted by: giuliomozzi at 06.01.05 11:51

Cara Etty, ero al caffè con la penna in mano e il quaderno aperto davanti. Stavo riordinando i miei appunti, di ritorno dalla visita a un museo tipografico, prima di andare in biblioteca. Ho trascritta una parte della conversazione che avveniva alle mie spalle.

Posted by: giuliomozzi at 06.01.05 11:53

Non ho chiesto nulla a Malfoy e a Domenica perché so già che chi discute così poi non risponde. E, ovviamente, leggo e vedo che non rispondi neppure tu. Se non vuoi farlo, non occorre che dica che sei libero. Ma perché continui a interrogarmi col tono di un prete che vuole farmi prendere coscienza dei miei errori? Io sono una persona adulta, come te. Sei capace di aprirti alla discussione, invece di proteggerti con distinguo da gesuita sulle parole che uso? Su, dai, adesso chiedimi: "Ma *gesuita* in che senso?", "dove, esattamente, trovi che il mio tono sia da prete"? Mi spiace essere scortese, visto che sono a casa tua, ma questa che chiami pedanteria mi sembra solo inettitudine a confrontarti con chi ha convinzioni diverse dalle tue.

Posted by: Angelita at 06.01.05 12:50

Vorrei solo aggiungere che non so se la datrice di lavoro è stronza ma di sicuro è DISONESTA:
1) Che questo non sia il caso di risoluzione immediata per giusta causa (senza obbligo di preavviso) mi sembra almeno dubbio;
2) Se anche dovesse esservi il pravviso, la trattenuta sullo stipendio è pari ai giorni di preavviso dovuti (15, oppure 30 nel caso di anzianità di lavoro di almeno 5 anni), quindi la signora doveva una somma, se non altro quella del tfr, ai lavoratori, e doveva pagarli con le modalità che indicavano loro (rispondendo "vengano a prenderseli" è inadempiente e causa un danno ingiusto da risarcire;
3) la signora deve anche ai domestici l'indennità di anzianità commisurata a quindici giorni di retribuzione in denaro, per ogni anno di anzianità sulla base dell'ultimo stipendio (che molto probabilmente copre abbondantemente la somma a lei dovuta per il preavviso).

Posted by: andrea at 06.01.05 14:22

Stavamo giocando a monopoli e ad un certo momento ha preso il tabellone e lo ha rovesciato. Così.
E poi ci ha puntato contro uno sguardo di sfida, con la bocca piegata tra il ridere ed il piangere.

Posted by: Edi Reche at 06.01.05 15:07

Cara Angelita, io non trovo riprovevole il comportamento della signora. Non trovo riprovevole nemmeno il comportamento dei domestici. Non so nulla della situazione della signora, non so nulla della situazione dei domestici. Nel racconto che ho fatto mi sembra che non ci sia alcun giudizio morale.
Ma tu sostieni che un giudizio morale c'è. Bene. I casi sono due. (1) Io rispondo: "No, non c'è", e la discussione finisce qui. (2) Tu cerchi di mostrare che il giudizio c'è, e allora (2a) io mi rendo conto che tu hai ragione, e di nuovo la discussione finise, oppure (2b) cerco di mostrare che tu hai torto, e la discussione continua.

Posted by: giuliomozzi at 06.01.05 15:19

Mammamia. Magari la stessa signora ha anche donato un euro con il telefonino. Ma le sfugge l'entità dell'aiuto concreto che poteva dare a due persone colpite, anche se indirettamente, da una sciagura così grande.

Milioni di datori di lavoro se ne fottono quotidianamente delle norme contrattuali, e l'unica che le rispetta e chiede che vengano rispettate deve essere la sciura che aspettava i domestici con la famiglia forse sterminata per rimettere a posto?

Ma per favore.

Posted by: Giulia at 08.01.05 23:19

Non giudico mai. Posso solo sapere come mi sarei comportata io nella medesima circostanza:
sarei stata molto preoccupata per loro e per la loro famiglia, quindi contenta di saperli vivi in Italia o laggiù; avrei mandato non solo la liquidazione ma, potendo, anche di più. I "perchè e i per come" non fossero già rientrati potrebbero essere stati giusti o sbagliati ma passano comunque in secondo piano. Ma io sono una fessa (felice di esserlo)!

P.S. Complimenti per il sito

Posted by: Bianca at 16.01.05 01:05

straordinario. nessuna compassione, nessuna umanità, nessun sentimento. solo una casa sporca il 26 dicembre e l'irritante, inutile attesa dei servi che debbono pulirla. nessuna scusante: io non posso pulirmi la casa da sola e dopo anche pagare, fosse anche che un maremoto ha seppellito i loro figli ed altre 200.000 persone. da un punto di vista contrattuale: perfetto. umanamente: miserabile. l'importante è non sembrare di sinistra, non farsi fottere i SOLDI.

o certe cose si sentono dentro, o spiegarle è inutile. le persone non hanno tutte la stessa sensibilità. per fortuna.

Posted by: paolo z. at 04.02.05 23:16

hmm...:?

Posted by: watch me at 01.09.05 01:02
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