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31.01.05

L'arte di dar da mangiare

Tiriamo a sorte: tocca a me fare la coda alla cassa, mentre L. e T. si aggirano per la sala in cerca di un tavolo che si liberi.
La coda non è molto lunga. Mangiare alle fiere è sempre un'attività pericolosa. Ma noi siamo stati bravi, e all'una meno cinque eravamo già in cerca del bar.
(Ricerca non facile, peraltro. Vorrei sapere chi ha inventata la segnaletica interna dell'Artefiera di Bologna).
Arriva il mio turno. Dico alla cassiera: "Due panini numero otto, una piadina numero quattro, una macedonia, mezza minerale".
La cassiera mi dà tre scontrini. Uno per i due panini e la piadina, uno per la macedonia, uno per la mezza minerale.
Mi volto verso il banco. Lo osservo.
Mi rendo conto che le bevande vengono dispensate all'estremità sud. Al centro danno via i panini, le insalate e le macedonie. All'estremità nord ci sono le pizze. Le piadine non si capisce bene: stanno al confine tra centro e nord.
Mi guardo intorno. L. e T. si sono impossessati di un tavolino verticale (cioè un tavolino dove si sta in piedi). Mi fanno ciao con la manina, da lontano.
Bene. Vado al banco centrale. Mi servono subito. Chiedo: "Due panini otto e una piadina quattro". "Con cosa i panini?", dice la ragazza, "che con i numeri non mi capisco". "Bresaola e rucola", dico. La ragazza mette a scaldare i panini. "Poi?", domanda. "Poi una piadina quattro. Con prosciutto crudo". La ragazza si volta verso una collega. "Maria", dice, "chi le dà, le piadine?". "Quelli delle pizze", dice la collega. "Ecco", dice la ragazza rivolta a me, "la piadina la prende al banco delle pizze".
Al banco nord, quello delle pizze, ci sono almeno venti persone in coda. Vado al banco sud, prendo l'acqua, porto l'acqua a B. e T., torno al banco centrale, ritiro i panini scaldati, li porto a B. e T., vado a fare la coda al banco nord.
La coda è immobile.
Le ragazze del banco nord gridano alla cassiera: "Solo margherite, adesso! Solo margherite!". Mi rendo conto che non stanno servendo nessuno. "Per le pizze dovete aspettare!", gridano le ragazze alle persone in coda.
Mi lancio. "Io ho una piadina", dico.
"Deve aspettare lo stesso", dice la ragazza.
"Perché?", dico. "Le pizze mancano, ma le piadine ci sono".
"Non posso servirla prima dei signori", dice la ragazza, accennando alle persone davanti a me.
"Ma non porto mica via il posto a nessuno", dico. "Tanto, se loro aspettano le pizze, le pizze non ci sono. Se lei mi scalda una piadina, che problema c'è?".
"Abbiamo disposizioni", dice la ragazza. "Dobbiamo servirvi in ordine".
"Allora fate due code", suggerisco. "Una per chi vuole la pizza e una per chi vuole la piadina".
La ragazza mi guarda. Si volta. Confabula con l'altra ragazza del banco nord. Si mettono d'accordo.
"Signori!", gridano. "Per piacere, fate due code! Una coda per le pizze e una coda per le piadine. Per le pizze qui! Per le piadine qui!".
La coda si agita. Si scopre che ci sono ormai trenta persone che aspettano un trancio di pizza, mentre per le piadine siamo solo in due: io, e una tipa altissima tutta vestita di nero, davanti a me.
"Che piadine volete?", dice la ragazza.
"Quattro", dice la tipa altissima.
"Anch'io", dico.
La ragazza prende su due piadine quattro, le mette sulla piastra.
"Non è giusto, però", dice un signore con il foulard rosso e la giacca viola.
"E' vero, non è giusto", rincara un signore in doppiopetto blu e berretto di lana peruviana.
"Visto?", dice la ragazza del banco. "Abbiamo fatto come voleva lei, e adesso i signori protestano".
"Ma scusate", dico, "le pizze si fanno nel forno, le piadine si scaldano sulla piastra. Sono due distinte linee di produzione. Chiedendo le piadine, non rubiamo mica tempo alla produzione delle vostre pizze".
"E' una questione di principio", dice un giovanotto con una giacca rosa pelosissima e gli occhiali da nerd. "Se bisogna aspettare", continua alzando la voce, "aspettiamo tutti".
"Ha ragione!", grida dal fondo della coda un signore basso e pelato tutto uguale a Fanfani. "Ha ragione!", grida dal centro coda una signora con una giacca di velluto nero sopra un pareo bordò con ricamati elefanti in oro. "Ha ragione!", tuonano in coro quattro galleristi in completo grigio e cravatte fantasia. "Ha ragione!", gridano ormai tutti in coro.
"Visto?", dice la ragazza del banco. "L'avevo detto io".
"Non l'aveva detto", dico.
La ragaza mi ignora, va alla piastra, prende le due piadine, le rimette tra le altre nel banco, guarda me e la tipa altissima, e dice: "Riprendete i vostri posti in coda".
Vado al banco centrale, deserto, prendo un panino con la mortadella (stesso prezzo della piadina) e raggiungo L. e T.

Posted by giuliomozzi at 31.01.05 12:13 | TrackBack
Comments

Sabato da mediaworld sono in coda all'isola per le informazioni che fa anche da cassa per quelle persone che devono fare grossi acquisti (rate, finanziamenti e quelle cose lì) e persone (come me) che devono sostiuire un prodotto.
Ci sono due casse, e quindi ci sono due file, ma c'è un'unica persona dietro al bancone. Tutte e due le casse sul display hanno scritto APERTO o IN FUNZIONE, non ricordo. Il problema è che la signorina è una sola, le casse aperte due e le file due.
Lei serve prima una fila e poi passa all'altra, cosa che a me pare ragionevole.
"Ma no c'ero prima io del signore?" dice una signora dai capelli rossi-ramati-tinti.
"Signora sto facedno prima uno e poi l'altro" risponde la signorina (o signora, boh?).
"Fate un'unica fila no?" aggiunge la sinorina (o signora boh?).
Il signore che doveva essere servito e che invece ha perso il posto a causa dell'intervento della donna ramata, si rifiuta di convogliare nell'altra coda e testardamente, non servito rimane nella sua coda.
E dice come per giustificarsi: "signorina, ma siamo italiani".

Posted by: wino at 31.01.05 13:13

Anche la mamma dei rompicoglioni è sempre incinta, a quanto pare....

Posted by: pamela at 31.01.05 13:17

ben ti sta: sei il solito rivoluzionario :)

Posted by: sara at 31.01.05 13:22

A me sembra tutto molto assurdo. Anche al supermercato c'è la cassa per chi ha solo pochi articoli no? perchè devo farmi una fila di ore se c'è in qualche modo la possibilità di evitarla? diciamo solo che è stata in primis, la mancanza di organizzazione del banco bar, ma in secondo luogo e non di minore importanza, i quattro imbecilli che hanno avuto da dire! :(

Posted by: Belynda at 31.01.05 14:12

Mi pare un terrificante apologo sulla genetica attitudine degli italiani alla controrivoluzione.

Posted by: alderano at 31.01.05 15:38

La segnaletica di Arte Fiera, come tutto il resto della comunicazione, è dei signori di FABRICA; sì, Toscani. Quella gente lì.

Posted by: Medo at 31.01.05 15:51

...Vado al banco centrale, deserto, prendo un panino con la mortadella (stesso prezzo della piadina) e raggiungo L. e T.
Vedo la ragazza altissima che si rimette in coda e dice al ragazzo con la giacca rosa: "Hijo de puta".

Posted by: Toni at 31.01.05 16:05

Toscani, se non sbaglio, non c'entra più con Fabrica: da anni.

Posted by: giuliomozzi at 31.01.05 16:08

... a Ingegneriafiera certe cose non succedono :-)
Ciao

Posted by: Luca at 31.01.05 16:32
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