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BlogNation
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14.01.05

In punta

Ponte nelle Alpi. Salgo sul treno delle 21.50 per Mestre (Ve). A Mestre prenderò poi il treno delle 23.48 per Padova.
Appena il treno si avvia mi rendo conto che non ho timbrato il biglietto.
Comincio a percorrere il treno a caccia di un controllore.
Arrivo fino in coda.
Tutte le carrozze sono vuote.
Riparto verso la testa.
Tutte le carrozze sono vuote.
Nella carrozza di testa c'è una sola persona. E' il controllore. Raggomitolato su due sedili, dorme. Russa leggermente.
Per terra, le scarpe. Sul sedile accanto, il cappello.
Noto che il controllore porta i calzini bianchi.
Torno in punta di piedi al mio posto.
(Alla stazione di Conegliano, a scanso di guai, mi butto giù dal treno. Prima macchinetta: lucina rossa, guasta. Seconda macchinetta: lucina rossa, guasta. Terza macchinetta: lucina rossa, guasta. Il semaforo diventa verde. Quarta macchinetta: funziona. Timbro, salto sul treno mentre la porta si chiude).

Posted by giuliomozzi at 14.01.05 01:28 | TrackBack
Comments

i calzini bianchi, e la tua discrezione, rispetto ? non hai voluto interrompere il suo sonno. Le macchinette "obliteratrici" poi, il giusto corollario ad una atmosfera alla Polanski.

Posted by: cletus at 14.01.05 07:24

Plagio! Plagio! L'hai rubato da "Chiamalo sonno", di Henry Roth.

Posted by: Lucio Angelini at 14.01.05 07:31

...sbatto contro il corpaccione del controllore: "pensava di farla franca, eh?"

Posted by: massimo at 14.01.05 08:43

piaciuto... grazie

Posted by: dario at 14.01.05 09:14

mi piacerebbe avere un tuo parere sulle cose che scrivo.
ho tutto solo su computer.
non so se vale la pena salvarlo.
anzi.
stamattina non so piu' niente.
mi incontro e non mi saluto nemmeno.

Posted by: orsarossa at 14.01.05 09:53

Trenitalia dovrebbe cominciare a prendere in seria considerazione l'opportunità di assumerti in qualità di dirigente :-)
Un uomo un treno! sei un mito

Posted by: fernando at 14.01.05 10:23

Lo so, so che dopo ti sei sentito meglio.
Abbiamo questa tensione verso l'onestà, il seguire le regole, il rispettare le leggi che ci fa compiere anche alcune azioni un po' stupide.
Non è la paura della multa.
E' l'irritante, fastidiosa, insopportabile sensazione di non essere in pace con la nostra coscienza.
A meno di non decidere che per quel giorno è d'obbligo la trasgressione, consciamente e consapevolmente: stile "semel in anno ecc. ecc.".
Siamo spesso improbabilmente banali.

Posted by: Roberto Tossani at 14.01.05 10:52

Ciao Giulio,
faccio uno dei miei rari commenti. Leggendo questo testo sulle macchine obliteratrici mi viene in mente un episodio su dei morti su un autobus nel romanzo Gli sfiorati di Sandro Veronesi: "'Ma cosa vuol dire obliterare?' Qualcuno un po' più colto c'è, tra loro, un vecchio professore di latino, che sa il significato, però non vuol dire: 'Dovevate studiare, vi sta bene' ripete ridacchiando, però attento che non salga nel frattempo un controllore, perché anche se sa cosa vuol dire nemmeno lui possiede un biglietto da obliterare. 'E diccelo!', 'Non fare lo stronzo!', insistono alcuni, mentre altri si sono giá incollati ai finestrini per guardare il panorama. 'Vi darò un'indicazione' dice il vecchio. 'Obliterare è...Voi, per esempio, voi siete tutti obliterati!'. Ti saluto, Giulio, e ti comunico che l'altro ieri ti ho visto nella TV tedesca con Vitaliano Trevisan. Che sorpresa!

Posted by: Mario at 14.01.05 12:40

Scusa, Giulio, l'off topic ma visto che sei stato così cortese da segnalare il mio blog, vorrei segnalare il trasloco di casa. Ora sto in un bel loft calvinista, questo: http://lordchandos.splinder.com.
Grazie e scusami.

Posted by: gino tasca at 14.01.05 13:30

Hai rischiato una multa di venticinque euro.

*rasp*

Posted by: Raspberry at 14.01.05 14:28

Ho preso l'abitudine di venire a vedere cosa succede al mattino sui treni... In treno salgo di rado. Ricambio con il racconto del mio viaggio di novembre, postato (che brutto termine!)oggi sul mio blog...
Ciao

Posted by: megalomaria at 14.01.05 17:54

Risalita sul treno mentre le porte si chiudono... proprio una scena da "Indiana Jones dei libri"!

(OK, mi scuso, ma prima o poi una battuta sul titolo di quell'intervista qualcuno doveva farla...).

Posted by: Filter at 14.01.05 18:22

Caro Lucio, la realtà ha rubato da Henry Roth. (A proposito: a che pagina? Io non me ne ricordo).

Posted by: giuliomozzi at 14.01.05 21:27

...sarebbe stato pazzesco ritrovarsi a terra con il biglietto timbrato.
Vagando per Conegliano, mi sarei senz'altro convinto che l'uomo con i calzini bianchi avrebbe continuato a sognare fino a Mestre.

Posted by: Enrico Brizzi at 14.01.05 21:31

Sì vabbé, Enrico Brizzi...

*rasp*

Posted by: Raspberry at 14.01.05 21:59

"La realtà ha rubato da Henry Roth": giulio, una delle tue battute più belle. Potrebbe diventare il titolo di un libro. Bravo bravissimo (ti direbbe Mike Bongiorno):-)

Posted by: Lucio Angelini at 15.01.05 07:56

Sì, Lucio, ma: dov'è che trovo l'episodio simile di Roth? Hai tempo e voglia di guardarci? Perché a me non viene proprio in mente, e sono curioso...

Posted by: giuliomozzi at 17.01.05 11:37

Nel titolo, sciocchino.

Posted by: Lucio Angelini at 18.01.05 08:51
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