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20.12.04

Racconti di Natale

Questa sera, a Padova, alle 21, al teatro San Carlo (in via Agostini, all'Arcella; accanto alla chiesa di San Carlo), ci sarà una serata di racconti e poesie di Natale. Condurrà Marco Bellotto, leggeranno (oltre a lui) Marco Franzoso, Massimiliano Nuzzolo, Umberto Casadei, Romolo Bugaro, giulio mozzi. Il maestro Omar Francescato suonerà la fisarmonica.
Quanto a me, temo che leggerò la mia solita poesia di Natale.

Posted by giuliomozzi at 20.12.04 10:14 | TrackBack
Comments

Ciao Giulio
ho letto la tua poesiadinatale e i commenti dell'anno scorso.
Mi è piaciuto tutto questo.
Sta bene
El_

Posted by: Elzeard at 20.12.04 15:27

Caro giulio, anch'io ho pensato a un raccontino alternativo di Natale. Molto noir e piuttosto dissacrante. Spero ti piaccia...

Ho ammazzato Santa Claus

Dopo il secondo colpo il tizio disteso sul pavimento ha smesso di muoversi. Io non volevo farlo, davvero, ma lui mi ci ha costretto! Mettetevi nei miei panni: non ero preparato ad un'evenienza del genere. Adesso, che sono calmo, mi sono ricordato di lui. L’avevo già visto prima, in tivù. Il problema è che non l’ho riconosciuto. Sai come sono quelli che fanno le pubblicità, degli eccentrici. Arrivano come se fossero a casa loro ed io mi sono lasciato prendere dal panico. Forse troppo, d’accordo, visto che adesso l’omone vestito di rosso è lungo disteso nel mio salotto.
L'ho colpito alla testa con l'asta del camino. Due volte, ma non tanto forte. Davvero. Lui però c'è rimasto secco. Ora che lo guardo con calma ne sono proprio sicuro: è quello della tivù.
Sono colpevole, lo ammetto, ma a mia discolpa posso dire che nelle pubblicità si comporta in maniera diversa. Suona alla porta, parla coi bambini e, alla fine, si cucina un piattone di quattro salti in padella. Tutto qui. Che novità è quella di buttarsi giù dal mio camino?
Dopo averlo steso mi sono seduto al suo fianco e gli ho sentito il polso. Il suo cuore non batte proprio più, così ho frugato nel sacco che aveva con sé e ci ho trovato quel nuovo cellulare Umts che desideravo tanto. Che bella sorpresa! C’è anche un sacco di altra roba, sopratutto giocattoli. Bene, mi son detto, prima o poi, se trovo una donna ed avrò dei figli, torneranno utili.
Quello che più mi preoccupa, ora, è come sbarazzarmi del cadavere. Mica facile: il tizio è un ciccione non indifferente, almeno cento chili. Non ho ragione quando dico che uno si deve davvero preoccupare a vederlo infilato dentro la propria cappa fumaria?
Testimoni non ce ne sono. Vivo solo e non viene mai nessuno a trovarmi. Per sicurezza ho comunque dato un'occhiata fuori dalla finestra. Ha nevicato ed è tutto bianco. Niente in vista, però ho sentito dei rumori provenienti dal retro della casa. Con circospezione mi sono diretto verso l’uscita posteriore e ho sbirciato dallo spioncino. Non potreste mai immaginare cosa ho visto: un paio di bestie ruminanti attaccate ad una specie di calesse.
Vuoi vedere che sono del vecchio?, mi sono detto. Meglio farle sparire. Così, a scanso di equivoci, ho pensato di metterle in garage. Dopo ho guardato sull'enciclopedia interattiva e ho scoperto che sono renne. I Lapponi se ne fanno delle gran scorpacciate, pare. Mi sa tanto che domani provo a vedere se riesco a ricavarne qualche prosciutto.
Disfarmi del carretto è stato più facile. Scivolava sulla neve come una slitta. Mentre lo spingevo verso la rimessa degli attrezzi ho notato la targhetta col nome. Santa qualcosa, c’era scritto. I casi sono due: o il ciccione se l’era fregata quella specie di slitta oppure il mio amico in rosso portava un nome da donna. Da non credere. Ho chiuso il carretto nella rimessa e l’ho coperto con un telo. E’ bello, tutto in legno: brucerà bene nel camino.
Dopo lo sforzo sono ritornato in casa a riscaldami con un cognac. Pensa e ripensa sono riuscito a trovare anche una soluzione per disfarmi del vecchio.
Verso le tre di notte, quando per le strade non c'era più nessuno, l’ho trascinato fuori dalla casa tenendolo per i piedi. Non è stato un percorso lungo. Da dove sto io al ponte saranno sì e no duecento metri. Il ciccione scivolava sulla neve come una pattinatrice sulle punte. Giunti a destinazione gli ho infilato una bottiglia mezza vuota di grappa in una tasca. Un vero colpo di genio. Gli ho dato uno spintone e lui ha fatto un mega tonfo nell’acqua.
Quando lo ripescheranno penseranno senz’altro ad un suicidio. Sotto le feste, si sa, c’è un sacco di gente che cade in depressione. Figurarsi un vecchio grassone che invece di starsene a casa al caldo se ne va a spasso con un carretto e due renne al guinzaglio. Bah, lo prenderanno per uno dei tanti svitati che ci sono in giro. C’è da scommetterci.
(www.roversiplanet.com/dblog)

Posted by: paolo roversi at 20.12.04 15:59

hmm...:?

Posted by: watch me at 01.09.05 02:10
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