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23.12.04

R

Sono sottoterra, nel piano interrato del Megastore Ricordi-Feltrinelli in Galleria a Milano. Nello zaino ho sei dattiloscritti, una bottiglia d'acqua da mezzo litro, una bottiglia di collutorio, mezzo pacco di biscotti McVities, due regali di Natale ricevuti in giornata, il libro che non ho letto stamattina in treno (ho dormito).
C'è calca. Raggiungo a fatica l'ingresso della libreria.
Mi serve un libro di Lalla Romano. Mi aggiro tra la gente, di sala in sala, cerco di capire dov'è che, in questa libreria, tengono i libri.
Finalmente mi appare la parola: Letteratura.
Seguo la A, la B, la C, raggiungo la M, mi disoriento, riacchiappo la sequenza lungo un'altra parete, N, O, aggiro un carrello da supermercato pieno di libri da rimettere negli scaffali (suppongo), Q.
C'è una parete insormontabile: tre pile di tre scatoloni, in cima ai quali sono appoggiati: una stampante a getto d'inchiostro, due faldoni, tre lattine di Coca-cola. Le tre pile bloccano il passaggio tra la parete e un tavolo delle Informazioni. Al tavolo delle Informazioni c'è ressa.
La R, è lì dietro.
Tra cappotto e zaino, sono un po' impacciato. E pure accaldato. Mi metto in coda dietro la ressa.
Quand'è il mio turno dico al ragazzo: "Mi serve un libro di Lalla Romano, Le lune di Hvar. Dev'essere lì dietro", e indico la parete alle sue spalle dove, effettivamente, nel momento in cui ci guardo, vedo il libro, "ma non ci arrivo".
"Come, non ci arriva?", dice il ragazzo.
"Non ci arrivo", dico. "Il libro è lì. Guardi", e indico. "Me lo può prendere?".
"Come s'intitola il libro?", dice il ragazzo.
"Le lune di Hvar", dico, cercando di far sentire bene la 'H' e facendo una 'r' roulée, alla francese (è l'unico modo in cui riesco a fare una specie di 'r').
"Di Rabàl, ha detto?", dice il ragazzo.
"No", dico. "E' un libro di Lalla Romano. E' lì, su quello scaffale lì", e torno a indicare. "Si intitola Le lune di Hvar", stessa performance vocale. "Lo vede? Me lo può prendere, che io non ci arrivo?".
"Vediamo se è disponibile", dice il ragazzo voltandosi verso il pc.
"E' disponibile", insisto. "E' lì. Lo vedo. Lo vede anche lei, se ci guarda".
Il ragazzo ha un'esitazione.
Devo cogliere l'attimo, mi dico.
"Guardi lì. Guardi", continuo. "Lo vede? E' uno di quei cinque-sei libri Einaudi rilegati, bianchi, col titolo in nero... C'è scritto Le lune di Hvar, vede? Lì, dove sono i libri di Lalla Romano, Lalla Ro, ma, no, vede?".
Il ragazzo guarda il mio dito. Segue la direzione indicata. Si gira, alza il braccio destro, punta lo sguardo verso lo scaffale, si avvicina alla mèta, dà ancora un'occhiata rapida al mio dito, allunga il braccio destro.
Contatto!
Tira giù il libro.
"E' questo?", dice.
"Sì, è questo, grazie", dico.
"E' sicuro?", dice.
"Certo", dico. "Volevo proprio questo".
"Ah", dice il ragazzo, illuminandosi. "Ma allora lei lo conosceva già".

Posted by giuliomozzi at 23.12.04 10:58 | TrackBack
Comments

Perchè sono tutti così i commessi delle librerie?
Sono sempre sospettosi con quelli decisi. Se avesse fatto la ricerca sul computer, ti avrebbe detto: "E' fuori catalogo".
andrea

Posted by: andrea at 23.12.04 11:35

i commessi che strane creature. l'altro giorno ero in un negozio di hi-fi, dovevo prendere una radio sveglia da regalare. L'avevo già scelta dietro lo scaffale a vetri, ma mi serviva un commesso per farmela prendere, va a sapere se aprendo con le chiavi la vetrina, o ritirandola proprio dal magazzino. Inizio la ricerca di qualcuno in grado di soddisfare questa elementare richiesta (aggiungo che era subito dopo l'ora di pranzo e il negozio non era proprio pieno di gente, anzi...). Chiedo al primo..."no guardi deve chiedere ad uno del reparto..."come lo individuo ?" "stanno qui, in giro per i banchi...". Ho dovuto fare la stessa domanda a sei, dico sei, persone (commessi). Da tutti ottenendo più o meno la stessa risposta. Alla fine sono uscito, "non avranno bisogno anche dei miei soldi..." ho pensato. :)

Posted by: cletus at 23.12.04 11:38

Questa cosa dell'ordine alfabetico ogni volta mi fa impazzire, soprattutto nei negozi di musica. Se cerchi un gruppo che inizia per 'Q', per esempio, è sicuro che lo scaffale che stai seguendo finisce alla 'R', e ci vuole un quarto d'ora soo per capire dove riprende l'ordine.
Dico, allora molto meglio il caos.

*rasp*

Posted by: Raspberry at 23.12.04 12:28

talvolta i commessi delle librerie mi sembrano come il correttore ortografico molesto di word, quello che corregge pasolini con pisolini... l'altro giorno (dopo le infruttose ricerche sullo scaffale con gli autori in ordine alfabetico) ho chiesto dove trovare Tuo figlio di Villalta. la commessa ha cercato di indirizzarmi a un inesistente romanzo Villa alta di Carofiglio... sigh... paola

Posted by: paola at 23.12.04 12:43

Quasi kafkiano.

Posted by: Bandini at 23.12.04 13:26

se dicevi BRUNOVESPA te lo portava sul tappeto rosso il libro

Posted by: bando at 23.12.04 15:38

Devo dire che alla Feltrinelli di Palermo la professionalità è elevata: competenza, logistica, disponibilità ect...
Lo stesso non posso dire della farmacia che frequento per gli integratori. E' fornitissima (ci sono più integratori che libri al mondo)in questo senso, ma non sanno mai dove hanno riposato quella marca, quell'altra ect...per cui appena chiedo specifico anche dove si trova, grazie al mio speciale dono (o arte)di visione diciamo impropriamente telescopica (che ho anche per i libri)

Posted by: luminamenti at 23.12.04 16:33

o il ragazzino era il figlio del padrone della libreria. o il ragazzino era stanco per la calca di gente. o era semplicemente imbecille.
ciao
m

Posted by: mb at 23.12.04 19:25

Oi, non mi piace tanto questo prendersela con i commessi. E' in parte colpa mia. Ma immaginavo che l'affaticamento e lo stordimento di un commesso di libreria tre giorni prima di Natale fossero facilmente immaginabili...

Posted by: giuliomozzi at 23.12.04 21:34

giulio, scusa, non puoi scrivere un post mettendo in evidenza lo stato confusionale e - in modo più sottile - l'incompetenza di un commesso in libreria e poi sorprenderti dei commenti sulle inettitudini dei commessi. Se lanci l'amo, i tuoi fedelissimi lettori abboccano (come vuoi tu). Non far finta di niente: sembri uno che ha fatto la spia e poi nega l'evidenza ;-)

Posted by: giulias at 23.12.04 22:46

Per Luminamenti: fai attenzione a non innescare il punto 18 della legge di Murphy(vedi post qui sotto)! Mi dispiecerebbe che la bella Feltrinelli di Palermo si convertisse in una "Speedy-Pizza"...

Posted by: Toni at 24.12.04 08:18

Cara giulias, Ho messo in evidenza lo stato confusionale, sì. Ma, ripeto: "immaginavo che l'affaticamento e lo stordimento di un commesso di libreria tre giorni prima di Natale fossero facilmente immaginabili". Non credo di aver messa in evidenza l'incompetenza. Ho fatto notare come ciò che io dicevo fosse poco comprensibile.
E, scusa, ma non mi sento uno che lancia l'amo perché altri abbocchino. In questo modo si descrive l'attività di un venditore di pentole.

Posted by: giuliomozzi at 24.12.04 08:19

Correggo refuso del mio commento: dispiacerebbe.

Posted by: Toni at 24.12.04 08:25

Eh, qualche volta "venditori" lo siamo un po' tutti, a parte i venditori di pentole. Auguri.

Posted by: giulias at 24.12.04 11:10

E' il risultato della scuola dell'obbligo dopo che hanno tolto il latino e prima della Moratti!
Ciao Giulio e tanti Auguri di Buon Natale. Io pago le cattiverie che ti ho scritto con una bella influenza natalizia.

Posted by: Za' la Mort at 24.12.04 20:58

Chi la fa, sia circospetto. :-)

Posted by: giuliomozzi at 25.12.04 19:52
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