|
|
|

21.12.04

Poeti

Sono le otto e mezza. Io sto davanti all'ingresso del teatro della parrocchia di San Carlo, dove alle nove abbiamo la lettura di racconti e poesie di Natale.
C'è un bel freddo.
Non c'è nessuno.
Si avvicina, camminando cautamente, una signora sulla settantina. Ha una pelliccetta, un berretto di pelo, guanti di lana, borsa enorme, sciarpa bianca attorno al collo.
"Fa freddo, eh?", dice la signora.
"Eh sì", dico.
Le conversazioni sul caldo e sul freddo non sono il mio forte.
"Proprio un bel freddo", dice la signora.
"Eh sì", dico. "Spero che si sbrighino ad aprire".
La signora si guarda intorno.
"Ma non c'è nessuno!", dice.
"Signora", dico, "la lettura è alle nove. Sono le otto e mezza. C'è tempo".
La signora mi guarda.
"Sì", dice. "Ma non c'è nessuno. Con questo freddo, non verrà nessuno".
Si sfila uno dei due guanti. Comincia a frugare nella borsa.
"Ma no", dico. "Basta avere un po' di pazienza".
La signora estrae un pacchetto di sigarette. Quelle sigarette sottili sottili.
"Con questo freddo", ripete, "non verrà nessuno".
Torna a frugare nella borsa.
"Vuole da accendere?", dico.
"Grazie", dice la signora.
Estrae una sigaretta sottile sottile dal pacchetto. Fa sparire il pacchetto dalla borsa. Mette la sigaretta in bocca. Torna a infilare il guanto di lana. Estraggo l'accendino. Le accendo la sigaretta.
Già che ci sono, me ne accendo una anch'io.
Meditiamo, silenziosi, sulle prime tirate.
Dove sono i miei soci? Avranno capito dov'è il posto? Non si saranno persi nella nebbia? Non saranno finiti fuori strada per il ghiaccio? Non si saranno dimenticati? Non saranno imbucati in qualche bar caldo caldo a bere spritz e a discutere col primo malcapitato dei massimi sistemi? Non avranno avuto un imprevisto?
Dovevano essere qui venti minuti fa.
"Eh", dice la signora, "fa proprio freddo. Non verrà nessuno. Per dei poeti, poi".
"Quali poeti?", dico.
"I poeti", dice la signora. "Questa sera ci sono i poeti che dicono le poesie di Natale".
"No", dico. "Ci sono degli scrittori che leggono dei racconti di Natale".
La signora fa un gesto con la mano che tiene la sigaretta. Come dire: poeti, scrittori, tutti della stessa risma; non sottilizziamo.
"Vedrà", dice. "Con questo freddo, per dei poeti, non viene mica nessuno. Io sono venuta solo perché mi ha portato mio cognato".

Posted by giuliomozzi at 21.12.04 09:59 | TrackBack
Comments

Bisognerebbe un giorno farle incontrate tutte insieme, queste simpatiche signore in cui ti imbatti!

Posted by: massimo at 21.12.04 11:01

Come no? Potremmo fare un congresso. Bisogna interessare le Massaie...

Posted by: giuliomozzi at 21.12.04 11:13

..."Vedrà", dice. "Con questo freddo, per dei poeti, non viene mica nessuno. Io sono venuta solo perché mi ha portato mio cognato".
"Ah", dico. "E perchè suo cognato è interessato a questa serata?"
La signora fa un tiro alla sigaretta prima di rispondere. "Lui scrive", e intanto fa un gesto identico al precedente, inserendo anche suo cognato nel calderone degli scrittori e poeti. Si guarda intorno, poi mi guarda e sussurra: "Ma non ci si capisce niente. Lui poi porta le sue poesie, i suoi racconti la domenica a pranzo e ce li legge ad alta voce. Io glielo avevo detto a mia sorella che si sarebbe trovata male. E lei niente, testarda come un mulo."
"Ma scusi" dico "perchè è venuta anche lei?"
Si guarda di nuovo in giro.
"Ho bisogno di soldi. Devo chiedere un prestito a mio cognato; anche se non è un buono a nulla, è ricco di famiglia, lui. E anche se è ricco - ah, ma io gliel'ho detto a mia sorella - io non l'avrei mai sposato, e infatti lui la tratta male. Ma che stavo dicendo? Ah sì, ho bisogno di soldi. La concessione edilizia per la ristrutturazione, sa? E magari stasera è la serata buona per chiederglieli..Mi ha detto che vuole conoscere una persona, forse se la conosce è contento."
Si gira di scatto. " E' quello lì, non dica nulla, però."
"Stia tranquilla, signora" La guardo serio in volto, una specie di garanzia del mio silenzio.
Si avvicina un signore con una specie di colbacco in testa, cappotto blu scuro; mi guarda fisso attraverso i suoi occhiali spessi come dei fondi di bottiglia.
"Buonasera." dico, e lui continua a guardarmi in silenzio.
"Ma lei...Maria, ma lo sai con chi stavi parlando? Io sono venuto solo per lei, lo sa? Guardi, ho qui dei racconti, niente di che, però se gli desse un'occhiata.."

Posted by: Toni at 21.12.04 11:23

Il cognato era un poeta?

Posted by: jorma at 21.12.04 11:33

e poi sono venuti? :-)

Posted by: manu at 21.12.04 12:25

le Massaie? qualcuno ha detto 'Massaie'? in effetti mi fischiavano le orecchie...

Posted by: la Massaia di Avesa at 21.12.04 12:32

…sì, mio cognato fa il poeta, poeta da strapazzo, non sa distinguere un avverbio da un aggettivo, ha fatto la quinta elementare poi ha preso la licenza media alle serali, ma non glielo dica che gliel’ho detto, potrebbe arrabbiarsi, lui dice che fa il poeta naif, che la sua è poesia d’appartenenza, appartenenza all’ignoranza dico io, ble ble ble, fanno così le sue poesie. Ne vuole sentire una? No, eh?! Non la vuole stare a sentire, ma non si preoccupi stasera la sentirà, io gli vado dietro perché son vedova, non so che fare, non ho da fare, e anche lui lo è, vedovo voglio dire, e non ci sta neanche tanto col cervello, ma con questa storia che vuol fare il poeta ha trovato un po’ di sirenità, ma forse precisi precisi i poeti non sono e neanche mio cognato lo è, preciso con la testa voglio dire, in questo è proprio un poeta. Ma che freddo stasera, non verrà nessuno, mi sa che saremo in tre, io, lei e mio cognato. Sentirà che poesie…ble ble ble... sentirà...

Posted by: la vecchina at 21.12.04 22:05

Come dice ? I poeti ? Naaa, qui si serve da bere, no ?
A me interessa solo quello, fa mentre le vedo fare un
Gestaccio con la mano guantata, passandosela velocemente
Sotto il naso a raccogliere del muco giallognolo che le fuoriesce.
Da dei colpi di tosse, che al confronto un Harley Davidson a 6 cilindri
Ha la grazia di un coro di voci bianche. Sa, tutte queste sigarette…
Dice mentre fa vorticare nell'aria il simil spinello che ha estratto poco
Prima dalla borsa e che io, incautamente, ma in ossequio a dei ben
Radicati insegnamenti, ho contribuito a farle accendere.
Silenzio…Il freddo, se possibile, si fa ancora piu' intenso…come
Un altro odore, strano, che mi ricorda gli anni della giovinezza…
Mi guarda, sorniona e ammiccante…."vuole un tiro ?".

Posted by: cletus at 21.12.04 23:31
Post a comment









Remember personal info?