In Perceber è pubblicata la prima parte di un saggio di Leonardo Colombati intitolato: Il silenzio, il bianco, lo zero.
In vibrisse c'è:
- una lettura di Grazia Deledda e Maria Giacobbe scritta da Giovanna Zoboli,
- una lettura di La notte della cometa di Sebastiano Vassalli fatta da Paola Borgonovo,
- una segnalazione di Da Rimbaud a Rimbaud fatta da Azzurra D'Agostino,
- e per finire una divertente satira sui corsi di scrittura scritta da Giuseppe Braga. Più vari annunci e informazioni.
[Portate pazienza: ma anch'io, come la madre dei Gracchi, devo accudire i miei gioielli].
Posted by giuliomozzi at 17.12.04 17:44 | TrackBack"Il silenzio, il bianco, lo zero", un saggio formalmente bello, ricco di citazioni, colto e cult, coi riferimenti giusti, ma... finora non si intravvede la malta, il collante che tiene insieme tutte quelle osservazioni, la prospettiva teorica che le inquadri. Perché se la morale è che nell'uno (o grado zero direbbe il buon Roland) è racchiuso il molteplice, o che il molteplice converge nell'uno, beh, allora mi pare un po' pochino...
Posted by: robeh? at 19.12.04 17:47Colombati parla dello zero, non dell'uno.
Posted by: ?herob at 19.12.04 20:41lo zero può essere uno (o "viceversa"), anche se la matematica potrebbe opinare, ma per fortuna che la filosofia è una scienza meno esatta, comunque, zero o uno nulla cambia se ne facciamo il Grande Contenitore, il Punto (d'arrivo o di partenza), il, per l'appunto, "grado zero"
Posted by: robeh? at 20.12.04 11:38