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27.11.04

Le auguro di sparire dalla scenetta

Ho ricevuta, indirizzata presso la casa editrice per la quale lavoro, la seguente lettera anonima:

Egregio Mozzi,
le scrivo per esprimerle alcune mie considerazioni attorno alla sua persona, magari potrebbero tornarle utili per il futuro.
Qualche giorno fa mi è rivenuto sotto gli occhi il suo nome e mi sono detto che era necessario che qualcuno le esprimesse la sua opinione senza remore e ipocrisie.

Ho letto qualcosa scritta da lei e ho avuto come la sensazione che abbia molto poco da dire. Pubblica infatti la maggior parte dei suoi scritti con un editore per esordienti proprio perché oltre a non essere mai decollato come scrittore, effettivamente la sua prosa e la sua narrazione è da esordiente, ma di un esordiente che non maturerà mai, vista la sua età e la sua esperienza presunta.

Poi si è inventato di fare il “professore” in una materia che dovrebbe vederla per anni e anni come discente, la scrittura creativa. E anche se per mangiare tutto è lecito, meglio avrebbe potutto esprimersi, credo, in un lavoro manuale, come ad es. il panettiere, o il calzolaio. Ma la grande aspirazione, lontana da qualunque presa di coscienza, è propria del mediocre che tutto fa pur di affermarsi. E lei, scrittore scadente e “professore” improbabile, ha tentato la carta dell’editore, vuoi vedere che… E invece anche in questo campo ha mostrato tutti i suoi insuperabili limiti. Ha avviato una Casa editrice che dopo pochi mesi è già defunta, sparita com’è da ogni pagina di recensioni, nonostante la grande accoglienza riservatale inizialmente.

A questo punto chiunque si sarebbe preso un attimo di riflessione, lei invece continua per la sua strada: sono certamente gli altri a non capirla. Il genio incompreso procede senza macchia. Ma la vuole smettere? La smetta di dare il suo indirizzo di casa a tutti, il suo cellulare, i tempi delle sue vacanze e la località delle stesse, o il programma della sua settimana in giro per l’Italia. Ma chi vorrebbe che la cercasse? Quel talento straordinario che lei non è e che mai ha scoperto (neppure ordinario)? O forse aspira a interessare a qualche bella ragazza? Farebbe prima a cercarsela direttamente, mi creda.

Lo so che queste parole serviranno a molto poco, ma non si sa mai…

Le auguro di sparire dalla scenetta della narrativa italiana e di ritirarsi a vita privata, che il suo nome sia felicità per pochi intimi e assoluta indifferenza per tutti gli altri: non c’è bisogno della sua estrema intelligenza, si rassegni.

Si tratta di una lettera privata. Per pubblicare una lettera privata occorre, di norma, il consenso dell’autore o autrice. Poiché l’autore o autrice non si firma e non lascia indirizzo, non posso chiedergli il consenso alla pubblicazione. Presumo che l’anonimato si possa intendere, tra l’altro, come implicita autorizzazione alla pubblicazione (in quanto è una rinuncia a godere dei diritti propri dell’autore).

Posted by giuliomozzi at 27.11.04 11:22 | TrackBack
Comments

Giulio, se te la sei scritta da solo per verificare le reazioni di questa piccola comunità telematica (o avviarci un libro, del genere di FICTION, con i suoi finti contributi di persone inesistenti), devo dire che LE PENSI PROPRIO TUTTE:-)

Posted by: ihihi at 27.11.04 12:06

FANTASTICA!!!!!!!!!!!!!!!!!! Posso pubblicarla sui Miserabili, Giulio? Posso dire che è uno sbaglio, era indirizzata a me ed è finita nella tua posta?

Posted by: giuseppe genna at 27.11.04 12:09

Vediamo quanti polli ci cascano.
Per ora siamo a quota due su due.
Due su tre anzi.

Posted by: nick at 27.11.04 12:33

mmh, non può essere un falso confezionato da giulio perché contiene troppo inesattezze. se giulio dovesse fingere una lettera denigratoria anonima, baderebbe a inventarsi un mittente maniacalmente preciso nei dati di realtà e molto più geniale nella denigrazione. eh, eh, eh

Posted by: paola at 27.11.04 13:13

come non essere d'accordo

Posted by: sticazzi at 27.11.04 13:16

Hai riconosciuto le tue colpe.
ora non ti resta che rimboccarti le maniche e fare qualcosa per gli altri.
malati terminali,anziani dementi.
....su prega che Dio ti aiuterà
molte saranno le bestemmie ma alla fine...

Posted by: Giovanna at 27.11.04 13:20

Giovanna la Cazza, ti vedrei bene abbinata a Nick. Siete sulla stessa onda. Perché non vi date un Randèll-Buh!?

Posted by: ihihi at 27.11.04 13:50

Ma non sapete riconoscere uno "stile"?
E poi anche l'idea è tipicamente mozziana.
Ribadisco: siete dei polli.

Posted by: nick at 27.11.04 14:06

La realtà supera la fantasia a patto di sapere distinguere l'una dall'altra. Non solo la lettera ma anche i post sono stati "confezionati" dallo Stesso. La felicità terrena come schizofrenia.

Posted by: Giulio at 27.11.04 15:30

secondo me la lettera è autentica
e se non lo è, è comunque un collage di lettere autentiche

penso infatti che l'unico modo che Mozzi potesse concepire per esorcizzare le critiche
fosse quello di fingere di essersi stroncato da solo

Posted by: anonimo veneziano at 27.11.04 15:56

oh raga, BELLA DI PADELLA A TUTTI, sono tornato dall'isola, volete venire a una mega festa lunedì a casa mia? siete tutti invitati. vi lascio l'indirizzo. Via S. Calocero, 35 Milano.
v'aspettoooooooooooooooooooooooooooooooo!

Posted by: dj francesco at 27.11.04 16:16

Io non ho assolutamente scritto nessuna lettera!!
e giulio...
perchè non rispondi?

Posted by: Giovanna at 27.11.04 19:21

tra divertimento e sconcerto.

Posted by: mf at 27.11.04 21:05

Giulio, accidenti... l'avevo scritta per Giuseppe (Genna) ma ho sbagliato indirizzo e l'ho spedita a te, scusa. Comunque: potevi avvertirmi che la pubblicavi, no?

Posted by: gianni biondillo at 27.11.04 21:45

Questa lettera mi ha fatto stare male. Spero non sia vera.

Posted by: Gabriele at 28.11.04 01:03

Star male poi...
Anche per me la lettera è di Mozzi. E' lunga e l'autore non sbraca. Un vero invidioso dovrebbe farlo (a meno che non sia stata censurata)

Posted by: Dunque at 28.11.04 02:38

In questo caso, sempre dal buon vecchio Baccini:

"Giulio ti salvero' u-uo u-uo
saro' il tuo don chisciotte eh eh
Giulio ti difendero' u-uo u-uo
sarai la mia mascotte
e come fece balilla che un giorno perse il controllo
le malelingue io lapidero'-o e
a mani nude
io ti, io ti,io ti,
Giu, giu, giu, giu', giu-li-o
Giu, giu. giu. giu, giu le mani
Giu',giu', giu', giu',giu-li-o
Giu', giu', giu', giu, giu-li-o"

Saludos.

Iannox

Posted by: Iannox at 28.11.04 09:33

Siete pronti al colpo di scena? Questa lettera l'ho scritta io.

Posted by: Marco Candida at 28.11.04 10:16

posso capire che qualcuno trovi fantastica questa lettera. in effetti mi pare lo sia nel senso più stretto del termine. poco fantasiosa magari, ma sicuramente fantastica. sono comunque allibito e disgustato dalle sue parole e da tutti quelli che credono sia una messa in scena (o in scenetta). che dire? non so… spero che tu giulio ne abbia riso molto a patto che poi non ti trovi col terzo coltello puntato alla pancia… di pazzi c'è sempre più pieno

Posted by: francesco at 28.11.04 10:34

Anche questo mio intervento l'avrà scritto Giulio Mozzi?

Posted by: Mauro Smocovich at 28.11.04 10:42

Una cosa che non ho mai capito è perché, chiunque, (e dico chiunque giacché sono in tanti, forse i più, quelli che si comportano così) quando devono contraddire, criticare, “smerdare” qualcuno, si soffermano a guardare l’effetto e non a determinare la causa di quello che (forse) non va o quantomeno a loro non è confacente.
In altre parole, mi domando: Il Signor/Signora che anonimamente si è permesso di sentenziare, (probabilmente invidiare, altro se fatto in questo modo non mi viene da pensare) la posizione di Giulio Mozzi, perché ha spedito la sua lettera (codarda) personalmente al Signor Giulio, e non ha invece agito firmandosi con nome e cognome, perché questa fosse pubblicata da terzi, in modo da dissuadere i lettori o i frequentatori di questo signore a seguirlo nei suoi molteplici spostamenti?
Un po’ troppo semplicistico, bambinesco e particolarmente psicopatico, (seppur atteggiamento comune) cercar di eliminare chi ha il coraggio o la fortuna di potersi esporre. E non infierire invece su chi veramente deterrebbe il vero potere, (in questo caso il lettore).

Risultato particolarmente ironico: l’arma che il carnefice voleva usare per uccidere è stata intelligentemente usata dal condannato.
La storia si ripete! Quanti i libri che narrano di vicende così?
(Ma a cosa serve la letteratura se nessuno da quello che legge trae ciò che dovrebbe trarre?)
Povera Italia!…Come siamo presi male.

E se fosse lo scrittore stesso a scrivere ciò che abbiamo letto (come qualcuno ha insinuato)?
Bè, se fosse lo scrittore stesso ad aver scritto ciò che abbiamo letto, poco male. I conti, di solito si fanno sempre alla fine., e i nodi vengono prima o poi al pettine. Tempo al tempo (disse qualcuno).
In poche parole, se è stato lo scrittore stesso ad auto-scriversi la lettera …parole…, bè in quel caso penso che parole sia inutile sprecarne. Come sosteneva giustamente Carver: “Le parole sono tutto quello che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste”.

Posted by: Nicoletta at 28.11.04 10:45

Se gli Italiani non leggono è perché sono solitamente troppo impegnati a scrivere, per lo più lettere come questa.
Forte delle numerose puntate di X Files in cui Moulder faceva le sue analisi, posso dedurre che l'autore deve essere un uomo sui 55/60 anni, di limitata cultura, di origine lombarda o al massimo emiliana, senza alcuna propensione per la tecnologia, sicuramente aspirante scrittore di romanzi ispirati alla sua vita, sposato a una donna manesca.
Sarà qualcuno che si è visto rifiutare una pubblicazione da parte di GM?
O è il solito professore di Lecce, il solito pizzaiolo romano, il solito studente dei Navigli che, stanchi delle mie non-risposte, han deciso di passare a Mozzi (e forse procedono in ordine alfabetico. Dovremmo informarci se Lucarelli o Monina hanno già ricevuto posta).
Caro Giulio, sono un destinatario abituale di missive simili, anche più insultanti e sgrammaticate di questa, per lo più dedicate al fatto che "faccio la bella vita mentre fuori la gente muore", che "sono un lurido fascista", che mi "occupo di frivolezze", che sono "invidioso di chi ha più successo di me" (praticamente dovrei essere invidioso del mondo, allora!).
Sulle prime mi innervosivo e le pubblicavo sul sito oppure insultavo di rimando il mittente. Adesso le cancello alla seconda riga e utilizzo il mai troppo celebrato comando "Blocca mittente" di Outlook Express.

Posted by: Tommaso at 28.11.04 10:52

Nicoletta pure tu dubiti sulla veridicità del testo. Ci sono due cose per le quali Giulio Mozzi mi ha sempre colpito: l'onestà e la limpidezza. Lo dico senza essere suo amico e senza avere mai ricevuto da lui alcun plauso (tanto per chiarire: quello che scrivo io non gli piace per niente). Mi pare strano che queste due qualità di Giulio Mozzi non siano a tutti evidenti. È impossibile che questa lettera l'abbia scritta lui, anche se magari, dopo questo mio post, avrebbe voluto averla scritta lui ;) visto il leggero imbarazzo che queste mie parole gli potrebbero creare…

Posted by: francesco at 28.11.04 10:56

Caro Francesco, io non dubito di niente. La mia era solo una analisi. Una analisi che si basava su delle riflessioni che ho fatto e che da sempre faccio su questo pazzo mondo. (E credimi, il pazzo mondo purtroppo non è solo quello letterario).
Nessuna ipotesi si può scartare, almeno secondo me, quando si fanno delle analisi. O quanto meno io il dubbio o la possibilità delle varie spafettature che può avere l'episodio, le metto comunque in preventivo. (Chiamiamola autodifesa per quella che è la mia sensibilità nei confronti di qualcosa che mi sta particolarmente a cuore, in questo caso il senso della scrittura).
Anche l'auto-scriversi è una possibilità oggettiva, seppur la persona in questione è un onesto e un sincero. Una possibilità che per quanto possa non piacere, però esiste. Ecco spiegato il perchè, magari alla fine, ma ne ho parlato. Amo molto l'obiettività, (è genetica tramandatami da mia madre) non posso fare altrimenti.
Simpaticamente.
P.S. Che tipo di libri scrivi?

Posted by: Nicoletta at 28.11.04 11:24

Avrei potuto fare altro. Divertirmi a calunniare gente qualsiasi, le mie conoscenze, i miei colleghi. Troppo rischioso, prima o poi queste cose si risanno. Quando vedo la gente felice, serena, che ha trovato la sua strada, non posso farne a meno. Dico la verità, a volte mi concedo di farlo, non resito. Battutine acide, illazioni, ricami, denigrazioni. Il successo, la gente di successo, mi fa imbestialire. Che cos'hanno loro più di me, per meritare tutto quel successo? Sono intelligenti, determinati e sereni. Io non sono intelligente, non sono determinato e non sono sereno, ma anch'io ho diritto alla mia parte di successo. Loro hanno lavorato per essere come sono, per fare quello che fanno, avranno fatto anche dei sacrifici che io non sono disposto a fare, ma queste non sono buone ragioni. Io voglio quello che hanno loro. Sono una persona sgradevole, lo so, nessuno vuole parlare con me, essere mio amico. Ho imparato a fare a meno della gente, di ogni tipo di relazione. Sento il mio cervello che qualche volta gira a vuoto, i pensieri si incasinano, sono frammentari, insignificanti. Dentro di me c'è un grande vuoto. Questo vuoto io devo riempirlo in qualche modo. Gli oggetti non sarebbero sufficienti, i soldi non sarebbero sufficienti a riempirlo. Io voglio prestigio, amore, io voglio creare. Ma non so come si fa. Allora li attacco. Da quando mi diverto a lasciare commenti offensivi, a scrivere lettere anonime, spargo meno veleno intorno a me, nel mio ambiente. Non sogno più di uccidere alcuni miei colleghi e conoscenti, non tento più di danneggiarli fino a screditarli, farli licenziare, anche se mi dà ancora ai nervi la loro aria tranquilla, di chi sa quello che vuole dalla vita. Adesso c'è il web, è più sicuro.

Posted by: Pamela Canali at 28.11.04 16:57

Non è interessante che giuliomozzi non smentisca le accuse di auto-calunnia a fini letterari?

Posted by: ihihi at 29.11.04 08:26

Giulio, non ti arrabbiare, ma trovo i commenti assolutamente più interessanti e divertenti del post.
Sei in grado di scatenare una serie di considerazioni che secondo me Pistarino dovrebbe prendere ad esempio quando scrive i testi con Panariello.
Inizio la giornata sentendomi proprio bene.

Posted by: Roberto Tossani at 29.11.04 08:55

E.., ora?

Posted by: monica at 29.11.04 09:02

Signor Mozzi Giulio, cribbio! E dico cribbio per non dire di peggio, e lo dico io perchè se parlasse, cioè ringhiasse, Giusè ... Ma insomma, lei riceve una lettera anonima, dico una lettera anonima!, vagamente minatoria e non ci dice nulla? E che ci stiamo a fare noi? Che ci significa che le chiediamo i documenti, che la seguiamo negli spostamenti notturni e poi lei ci lascia fuori da un atto, vogliamo dirlo?, criminoso. Signor Mozzi Giulio, lei non collabora. Già omise denuncia, testimonianza e altro ancora in altre occasioni. Ora, come crede ci sentiamo io e Giusè, tutori dell'ordine? E la lettera e le impronte e il timbro postale: così lei ci toglie il pane di bocca. L'osso, precisa ringhiando Giusè. Per non parlare dei colleghi della scientifica: appena si toglieranno la mascherina, il camice e i guanti di dosso, chi li sente a quelli! Sa che si fa, mo? Noi si procede d'ufficio. Giusè dice che a quello della lettera, appena lo trova, e lo trova, prima gliela fa ingoiare, la lettera, e poi gliela fa vomitare, pulita pulita. Un bel foglio bianco e candido. E' così che si ricacciano in gola le calunnie, ringhia Giusè. Tempo 'na settimanata e l'anonimo di disanonima, abbia fede in Tonino e Giusè.

Posted by: andrew at 29.11.04 09:39

Concordo con Tommaso quando dice: "Sulle prime mi innervosivo e le pubblicavo sul sito oppure insultavo di rimando il mittente. Adesso le cancello alla seconda riga e utilizzo il mai troppo celebrato comando "Blocca mittente" di Outlook Express"

Posted by: emmina at 29.11.04 12:35

hmm...:?

Posted by: watch me at 01.09.05 01:13
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