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28.11.04

Formaggi

Sono le tre e cinque. Sto giù, fuori della porta del Caffè Pedrocchi. Il convegno comincia tra venticinque minuti. Fumo una sigaretta. In sala ci sono già due o tre persone. Sono un po’ agitato, com’è normale: abbiamo organizzata ‘sta cosa; ci abbiamo spesi dentro parecchio tempo e qualche soldo; nell’ultima settimana c’era un incidente al giorno (la sala cambiata, il proiettore d’immagini che non c’è…); adesso siamo sull’orlo, e la domanda è: interesserà a qualcuno, andrà tutto bene, tra qualche ora saremo contenti?
Mi si avvicina una signora piccolissima con un cappotto nocciola e un’enorme borsa da spesa, vuota, appesa alla spalla destra.
“E’ qui che fanno la cosa dei formaggi?”, dice la signora piccolissima.
Ho un attimo di smarrimento.
“Dei for-mag-gi?”, chiedo cautamente.
“Sì”, dice la signora piccolissima. “La cosa dei formaggi”.
Sono stato sciocco a non capire. A cinquanta metri dal Pedrocchi, in Piazza Cavour, c’è effettivamente una cosa di formaggi e salumi. Un lungo banco a L con alimenti vari, possibilità di assaggio, esposizione di vecchi attrezzi agricoli, e sonorizzazione delirante con suoni di bosco, campi e stalla. Cinguettii e muggiti.
“E’ lì”, dico alla signora piccolissima, indicando.
“Grazie”, dice la signora piccolissima.
Si avvia.
Io continuo a fumare la sigaretta. C’è gente che arriva, imbocca la porta, sale. Persone che non conosco, persone che conosco. Saluti. Strette di mano. “Andate, andate su. Prendete posto”.
Finisco la sigaretta. Faccio due passi, la butto. Mi volto per entrare.
“Senta, senta”, dice una voce alle mie spalle.
Mi volto. E’ la signora piccolissima.
“Non è mica gran che”, mi dice.
“Che cosa?”, dico.
“La cosa lì, dei formaggi”, dice la signora piccolissima.
“Eh, pazienza”, dico.
“Tutta roba che si trova anche al supermercato”, dice la signora piccolissima.
Io non so che cosa dire.
“E qui che cosa fate?”, dice la signora piccolissima.
“Un convegno”, dico. “Sul paesaggio. Sulla descrizione del paesaggio. Con fotografi, scrittori, architetti”.
“Ah”, dice la signora piccolissima. Mi guarda come se dovessi aggiungere altro.
Io comincio ad avere freddo, sono uscito in giacchetta.
“Mah”, dice la signora piccolissima. “Il paesaggio, il paesaggio… Con questo freddo… Fate bene a stare al chiuso”. Agita una mano. “Buon pomeriggio”, dice.
“Buon pomeriggio”, dico io.
La signora piccolissima si volta, si avvia.

Posted by giuliomozzi at 28.11.04 10:15 | TrackBack
Comments

Le cose interessanti del convegno:
- le foto alla Piet Mondrian di Kimota (ragazzone enorme dallo sguardo pulito e quasi privo di peccato originale) in cui, per altro, Padova c'entrava niente: potevano essere qualsiasi luogo modularmente posto nell'essere.
- la notazione di Giulio sull'inchino che - secondo Guidi - va reso alle cose: io ci starei anche per una prosternazione.
- l'intervento sulle mappe - con foto che sembravano dei Pollock.
- la fatuità degli scrittori.

Posted by: gino tasca at 28.11.04 14:10

Dimenticavo: una giovane donna che mi ha avvicinato chiedendomi se ero gino tasca e io ero già pronto a firmarle un autografo per poi scoprire che avevamo partecipato ad uno stesso corso di Giulio Mozzi.

Posted by: gino tasca at 28.11.04 14:12

tutto notevole:
- l'argomento
- i relatori
- il luogo
Però la bellezza del luogo mi ha distratto non poco.

Posted by: paolo macchi at 29.11.04 07:55

mi sono accorta che molti autori mettono in scena canzoni musiche e arte, ma bisogna essere veramente bravi per scrivere i luoghi, che in fondo sono sempre stati considerati una scenografia e non i protagonisti.

Posted by: sara at 29.11.04 15:12

ci sono stato al caffé pedrocchi! ci ha cantato una mia amica quest'estate. mi ricordo che un caffé costava due euro o qualcosa del genere. pazzi malati.

Posted by: thomas at 29.11.04 15:46

"e qui che cosa fate ?" sta domanda, sarebbe stata appropriata anche rivolta a questo blog. no ? ;-)

Posted by: cletus at 29.11.04 18:59

hmm...:?

Posted by: watch me at 01.09.05 02:33
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