Cammino nel corridoio dell’albergo.
Il sensore fa: tic. La luce si accende. Io cammino nella luce.
Svolto a destra. Un altro sensore fa: tic. La luce si accende. Cammino.
Mi volto. Giusto in quel momento, la luce alle mie spalle si spegne.
Cammino: altri due passi.
Faccio un pensiero. Mi fermo.
Sto più fermo che posso.
Dopo qualche secondo, tutto si spegne.
Io sono, immobile, nel buio.
C’è luce dalle finestre, ma a quest’ora: poca.
Quale sarà, mi domando, il movimento minimo perché la luce si accenda?
Quali saranno, mi domando, i movimenti che potrò fare senza far accendere la luce?
Alzo un braccio. Tic. Luce.
Abbasso il braccio.
Aspetto venti secondi. Fine della luce.
Faccio un passo, piccolissimo, in avanti: mezzo piede.
Non succede niente.
Faccio un altro passo piccolissimo. Tic. Luce.
Aspetto venti secondi. Fine della luce.
Penso intensamente. Cerco di progettare un movimento.
Mi avvicino al muro. Tic. Luce. Mi appoggio, spalle al muro.
Aspetto venti secondi. Fine della luce.
Comincio a muovermi, le spalle la schiena il culo aderenti al muro.
Cammino come un granchio, di lato.
Non succede niente.
Il corridoio è buio, nessun sensore sembra accorgersi di me.
Mi accorgo che sto sudando. Il corridoio è molto caldo, io ho ancora addosso il cappotto.
Se mi togliessi il cappotto, il sensore si accorgerebbe di me.
Non mi tolgo il cappotto.
Striscio contro il muro.
Mi fermo.
Tutti i miei muscoli sono tesi. I muscoli delle gambe mi fanno male. Avrò percorso, così, lungo il muro, all’oscuro dei sensori, non più di quattro metri.
Che cosa sto facendo?, mi domando.
In quel momento comincio a sentire un rumore di passi concitati, un po’ confusi.
Dopo qualche istante c’è un bambino davanti a me. E’ arrivato fin qui correndo. C’è pur sempre la luce, non molta, che entra dalle finestre. Il bambino ha corso, rumoroso, e i sensori non l’hanno visto. Evidentemente i sensori non si accorgono: (a) di quelli che strisciano contro il muro, (b) dei bambini, o almeno di coloro che stono più bassi di un tot.
Il bambino mi guarda.
Io sto appiccicato al muro.
Il bambino avrà quattro anni. Abbastanza per farsi delle domande, non abbastanza per avere inibizioni al fare domande. E’ biondo, è infagottato in una giacca a vento verdolina che lo protegge fino al ginocchio.
Il bambino mi dice: “Che cosa stai facendo?”.
ahahahahah ho immaginato la scena. Bella.
Posted by: mammina at 21.11.04 09:21Il narratore scrive: (riga 9 e 10 del testo) "Io sono, immobile, nel buio. C’è luce dalle finestre, ma a quest’ora: poca".
(...) Il corridoio è buio,(riga 26).
(...) C’è pur sempre la luce, non molta, che entra dalle finestre (riga 38).
Il lettore immagina la scena. Facile immaginare le sequenze. Chi non ha vissuto una situazione simile? (parlo naturalmente di camminare in un ambiente con poca luce, non certo di strisciare contro i muri).
Il narratore conclude: riga 44 e oltre (...) Il bambino avrà quattro anni. (Il lettore: E passi). Narratore: E’ biondo, (lettore: passi) Narratore: è infagottato in una giacca a vento (lettore: passi) Narratore: verdolina (Lettore: la visione del colore, se il corridoio è buio con poca luce, non passa).
Buona domenica.
e se il tuo romanzo lo scrivessi tutto così con questo tono autoironico-comico... ti viene bene... i tuoi giri, un piccolo plot, un mistero da sciogliere, tu sei un maestro in queste faccende... pensaci
Posted by: dexter gordon at 21.11.04 09:59Bello davvero, questo. Ciao.
Posted by: mbrt at 21.11.04 12:35i sensori vedono solo quello che sono ammaestrati a vedere. i sensori sono solo un filtro. i bambini e gli uomini giocosi che decidono di camminare strisciando contro i muri sono fuori dallo spettro delle possibilità contemplate, evidentemente. è bello pensare che uscire dalle possibilità contemplate porti alla contemplazione... :-) ma tu cosa hai risposto al bambino?
Posted by: manu at 21.11.04 14:36X Nicoletta
Infatti la giacca a vento del bimbo era, in realtà, gialla, la scarsità della luce dava l'impressione che fosse verdolina. Non bisogna analizzare pedissequamente le affermazioni di un racconto.
Sei mica stata a scuola da Baricco?
Vabbe', se ci mettiamo a vedere il pelo nell'uovo, pero'...
Posted by: Rasp-berry at 21.11.04 16:42No, Romick, non sono stata a scuola di Barrico, (se la cosa ti può consolare). E neppure ho mai presenziato in nessun’altro corso di scrittura creativa. (Sperando che questo non indichi un problema).
Sul fatto che non bisogna leggere “analizzando pedissequamente le affermazioni” è senz’altro un modo di leggere, che però, in genere, soprattutto quando trattasi di testo breve, non è il mio. (Ogni particolare, soprattutto se il testo è spiccio, ritengo sia fondamentale per comprendere bene il pensiero, o meglio sarebbe dire, il messaggio che chi scrive vuole trasmettere a me lettore).
Mi scuso, comunque, se ciecamente mi sono permessa di immergermi tra le righe che stavo leggendo. Se nel farlo mi sono accorta che non sarebbe corretto segnalare un colore che al buio, ma neppure al semi buio, si può individuare. Se da profano, quale sono, intendevo suggerire, a chi è senz’altro molto più bravo di me, che forse sarebbe meglio sostituire l’aggettivo “verdolino” con qualche altro epiteto, più vago, meno specifico, tanto per non falsificare l’atmosfera di scarsa visibilità che in più riprese era stata sottolineata precedentemente.
Che poi, il narratore, il colore della giacca a vento del bimbo la abbia senz’altro vista, tanto da memorizzarne il colore, e scrivercelo (quando per una mossa sua o del piccolo si è accesa la luce) siamo tutti d’accordo, ma dubito fortemente che lo spirito del racconto fosse quello.
Oh mi sbaglio?
mozzi, te le tiri, ste cose.
comunque, veramente molto divertente.
mi piacerebbe sapere come va avanti.
mi ha ricordato di un posto in cui vado per lavoro qualche giornata al mese. lì hanno i cessi con i sensori. io non lo so se son tarati male, ma oltre a non vedere i bambini e i mozzi contro il muro non vedono neanche me, che sto lì, fermo, in piedi, a pisciare. ed è terribile dover agitare le braccia mentre cerchi di mantenere la direzione del getto. uno rischia d'allagare il locale.
Che Giulio
mi presti un pò di soldi del tuo anticipo che me pago el mutuo
Ho un po' di paura
Posted by: Una at 21.11.04 21:06Ma dove vai, Giulio? Perchè ti trovi sempre in situazioni del genere? Te le cerchi o cosa?
Invece sarebbe interessante se raccontassi di trovarti con una pistola a un palmo dalla tua faccia. Sembra qualcosa di stradetto, ma ai più, per molta fortuna, non è mai capitato. E se un giorno una persona conosciuta, in Italia, ti puntasse un'arma contro... quali pensieri passerebbero nella tua mente?
E' qualcosa che ho intenzione di scrivere. E non è poi tanto banale.
stefania
Bello. Muoverti sempre così: sotto il tiro di due o tre sensori. Why not.
Posted by: untitled io at 21.11.04 23:32Per puro divertimento, provo ad immaginare il dialogo successivo.
Bambino: che cosa stai facendo ?
GM: chi io ?
B. si, certo tu, chi altro ?
GM: beh, volevo vedere se è proprio vero che devo dimagrire.
B. e come ? mettendoti addosso al muro come una lucertola che fa
la verticale ?
GM si, anche cosi.
SILENZIO
B. senti, ma tu che lavoro fai ?
GM. lo scrittore, fra l'altro.
B. e poi ?
GM. pubblico anche i libri degli altri.
B. e hai mai pubblicato un libro scritto da un bambino ?
GM. no, ma potrei provarci, tu hai qualche idea ?
B. io ? siiii conosco un sacco di storie, io. Sai ?
GM. me ne racconteresti una ?
B. quando ? adesso ?
GM. perché no ?
B. ma la mia mamma se non mi vede arrivare si preoccupa,
non è tardi ?
GM. si, in effetti.
B. vabbe' te ne racconto una, ma veloce, che poi devo andare a nanna.
GM. sentiamo…
B. allora c'è un tizio che scrive non male e che ha un blog, ah a proposito,
tu sai che cosa è un blog ? Beh, questo qui ama girare per gli alberghi, treni,
posti cosi…e incontra un sacco di gente….e
[chi continua ?]
Cara Stefania Pagano, non mi è mai successo di trovarmi con una pistola puntata in faccia. Mi è successo di essere in una banca (con trentacinque milioni in contanti in tasca: non miei, ma della libreria per la quale lavoravo) durante una rapina a mano armata. Due volte mi è stato puntato un coltello alla pancia.
Posted by: giuliomozzi at 22.11.04 09:28Caro Paolo popi@tin.it, due settimane fa sono stato per la sesta volta in una banca, a vedere se mi fanno il mutuo. Per la sesta volta mi hanno detto: no, signor mozzi, ci spiace; il suo reddito è troppo variabile, troppo incerto. Il mutuo non glielo possiamo fare. (Nella banca numero quattro mi avevano detto: mozzi, il suo reddito è incomprensibile).
Posted by: giuliomozzi at 22.11.04 09:31Hai provato a proporre loro di pagare le rate del mutuo con laboratori di creatività per il personale?
Posted by: ihihi at 22.11.04 09:41ho vissuto in un piccolo paese in inghilterra per un breve periodo, in una piccola villetta. Allora non potevo fumare in casa perchè scattava l'allarme antincendio, non potevo uscire in giardino perchè si accendevano le luci antiladro di tutti i giardini adiacenti e del mio, non appena cadeva un pò d'acqua per terra scattava l'allarme antiallagamento...
Posted by: tess at 22.11.04 10:07Stavi allenandoti per fare il topo d'albergo?
Posted by: walter at 22.11.04 10:24Senta, signor Mozzi Giulio, noi non possiamo mica starle troppo dietro, ma se lei, senza pudore, spiffera tutto sui suoi movimenti, beh allora ... e se questo è un gioco, un passatempo, uno scherzo di fine serata può anche andare bene. Ma se si tratta di un suo personalissmo modo di allenarsi a evitare sistemi d'allarme e ogni altra diavoleria che ci mette in movimento tutte le sere, io un pensierino a smettere ce lo farei, sa?! E' un giochino un tanticchio pericoloso. Giusè qui ringhia ('sta volta un po' di naso, è raffreddato, ma è stagione, si sa) e dice che questo è il suo antifurto, il ringhio, assolutamente naturale. Poca tecnologia e tanto fiuto. In effetti, basta passargli vicino a Giusè, senza neanche agitarsi troppo e ... tac, scatta il ringhio. E non c'è altezza bambino che tenga! Se lo ricordi signor Mozzi Giulio e intanto ... documenti, favorisca
Posted by: andrew at 22.11.04 10:55in tema di banche, allegro giulio !, c'era bertold brecht, mi pare, che diceva..."chi è piu' criminale ? chi fonda le banche o chi le sfonda ?". Non male...sopratutto dopo la bagatella della parmalat...
Posted by: cletus at 22.11.04 13:55ma che te ne fai del mutuo,mozzi?
in un post precedente hai detto di essere già ricco di famiglia...
Era ironia, caro fifone: sottilissima ironia.
Posted by: giuliomozzi at 22.11.04 23:39oh, ma quante volte facciamo cose assurde e passano solo perché nessuno ci vede? provate a pensarci...
Posted by: gunther at 24.11.04 22:12
hmm...:?