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02.11.04

Bagno

Troviamo un posto da sederci nel sesto caffè dove entriamo. Occupiamo il tavolino, mettiamo giù ombrelli, borse, giacche.
Vado al bagno.
C’è un antibagno piccolissimo con un lavandino. Ci sono due porte con su scritto: Donne, Uomini. La porta con scritto Uomini è socchiusa. Busso per sicurezza. Silenzio. Entro.
Faccio quello che devo fare. Ci metto pochissimo.
Quando esco, c’è una signora nell’antibagno. Avrà sessant’anni, i capelli bianchi un po’ scompigliati e appiccicati dalla pioggia, un soprabito sul braccio.
Mi giro per lavarmi le mani nel lavandino.
“E’ occupato?”, dice la signora.
“Io ho finito”, dico.
Guardo per terra. Ci sono due pedali. Ne premo uno. Esce un’acqua bollente.
“No, dico”, dice la signora, “è occupato il bagno delle donne?”.
“Signora”, dico, “io sono appena uscito di lì”, e indico il bagno degli uomini.
Provo l’altro pedale. L’acqua è altrettanto bollente.
“Ma quanti saranno lì dentro?”, dice la signora.
“Eh?”, dico.
Mi rassegno. Scotto le mani, tiro giù una goccia di sapone, comincio a insaponarmi.
“Saranno uno o due lì dentro?”, dice la signora.
Faccio un calcolo a mente. La signora sta aspettando sicuramente da meno di un minuto.
“Che cosa intende dire, signora?”, dico.
Premo uno dei due pedali a caso, metto le mani sotto l’acqua bollente.
“Eh, lì dentro”, dice la signora, “che cosa staranno facendo da un’ora”.
Tiro via le mani dall’acqua, comincio ad agitarle in aria per raffreddarle.
“Ma signora”, dico, “lei sta spettando da un minuto. Forse un minuto e mezzo”.
“Quando c’è bisogno”, dice la signora, “c’è sempre chi se ne approfitta”.
Afferro il lembo di carta asciugante, nel tentativo di srotolarne quanto me ne basta senza strappare. Mi viene in mente il pensiero che mi viene sempre in mente: la carta asciugante si strappa se la tiri con le mani bagnate, ma solo se hai le mani bagnate hai bisogno di tirare la carta asciugante.
Poi penso: adesso dirà qualcosa sui giovani d’oggi.
“Eh, voi giovani”, dice la signora, “siete sempre pronti a giustificare tutto”.
Le mie mani sono asciutte in misura accettabile. Mi volto verso la signora per dirle qualcosa di definitivo. In quel momento la porta del bagno delle donne si apre e ne esce, camminando con un certo impaccio, una signora piuttosto anziana, con un vestito nero a pallini azzurri e i capelli bianchi raccolti in una crocchia sopra la testa.

Posted by giuliomozzi at 02.11.04 08:24 | TrackBack
Comments

M'è piaciuto. Forse quella signora avrebbe dovuto darsi all'"uscita di sicurezza". ;-D

Saludos

Iannox

Posted by: Iannox at 02.11.04 11:37

Meraviglioso. Ti leggerei all'infinito. Ciao!

Posted by: Azzurrità at 02.11.04 12:13

Se non riesco a farti infuriare adesso, penso che potrò ritenermi salvo per sempre.
Perché sto per chiederti questa cosa: sei sicuro di non aver decisamente svicolato verso il "bozzettismo"?
Io, poi, avrei anche una citazione da una lettere di Flaubert che potrebbe giustificare alla perfezione questa tua ultima scrittura ma non te la dico perché serve a parare il culo a me.
Perché ho scoperto che la rete è spesso un luogo molto poco generoso che fortifica le peggio passionacce a scapito della gioia.

Posted by: gino tasca at 02.11.04 13:12

..In quel momento la porta del bagno delle donne si apre e ne esce, camminando con un certo impaccio, una signora piuttosto anziana, con un vestito nero a pallini azzurri e i capelli bianchi raccolti in una crocchia sopra la testa.
La signora sessantenne fa un passo indietro e si appoggia alla porta di ingresso dell'antibagno.
"Che cosa stava facendo?" dice la signora sessantenne alla signora col vestito nero.
"Eh, scusi?" avvicinando la mano destra all'orecchio.
"Che stava facendo là dentro?"
"Ma che sta dicendo?"
"Ma che è sorda?"
"Avevo capito la domanda e le ripeto: cosa sta dicendo? Sono affari miei su cosa stavo facendo..e poi cosa vuole che si faccia lì dentro?" dice la signora più anziana indicando il bagno delle donne con la mano tremolante.
"E' un'ora che aspetto, signora mia, non si fa così.."
"Signora" intervengo io" sono entrato due minuti fa e lei non c'era. Come fa a sapere quanto abbia impiegato la signora? E poi stiamo stretti qua dentro, la faccia finita e ci faccia passare"
"Non mi dica così, eh! Lei è un maleducato!"
"Signora, ci faccia passare." dice la signora anziana, tutta rossa in viso.
"Anche lei, sa?" dice la signora sessantenne" non si fanno i porci comodi là dentro"
"Signora, la faccia finita. Sta esagerando. Davvero." ribadisco io.
La signora sessantenne scorre lungo il muro ed entra nel bagno delle donne.
"Siete tutti uguali, noiosi, maleducati, voi..voi giovani e vecchi!" dice la signora sessantenne prima di chiudere la porta del bagno.
Spalanco la porta dell'antibagno.
"Prego, signora."
"Ci avrò messo tre minuti, sa? E ho anche il cinto per l'ernia.." mi dice la signora anziana implorando comprensione.

Posted by: Toni at 02.11.04 13:17

Ebbravo Toni!

Posted by: Raspberry at 02.11.04 14:34

Caro Gino, credo che "bozzetto" sia una parola adatta a descrivere questo genere di storielle.
La citazione da Flaubert?

Posted by: giuliomozzi at 02.11.04 14:34

Va be' - ma non farla leggere a nessun altro.

Flaubert, a Louise Colet, lettera del 1852.
“libro su niente, senza alcun appiglio esteriore” capace di reggersi da sé, con la sola “forza del suo stile”.

Posted by: gino tasca at 02.11.04 16:01

lavarsi le mani? e addirittura col sapone! ve l'immaginate nel bel mezzo delle manipolazioni col batacchio fiondarsi in bagno mormorando: "scusa cara, ma devo andare a lavarmi le mani"? a meno che nelle nostre mani, quando siamo lì a fare quello che dobbiamo fare, mettendoci pochissimo (citazioni d'autore), non cada il fiotto dorato (ma escludiamo simili derive scatologiche)... no, le mani no, caro giuliomozzi, uno spreco d'acqua ingiustificato... e di acqua ce ne sarà sempre più di bisogno, anche più della letteratura

Posted by: Robeh? at 05.11.04 15:31
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