|
|
|
|

29.10.04

Un giro in giro

Nel pomeriggio di oggi arriverò a Rimini per il convegno della Fondazione Fellini.
* Domenica sera non sarò presente alla presentazione del libro Il lavoro appeso a un filo, pubblicato dall’Arci di Padova (circolo Carichi Sospesi, via Vendramini 16, zona di piazza Mazzini, Padova, 049 850071, l’incontro sarà, credo, alle 21).
* Martedì 2 novembre, alle 21, sarò a Modena, su invito di Jonathan Sisco, presso lo Juta Shop - Degustazioni sonore food cafè, per una presentazione del libro di Dario Voltolini e mio Sotto i cieli d’Italia (via Taglio 91, 0529 219 449).
* Giovedì 4 novembre sarò a Milano in casa editrice; e non sarò invece ad Aosta, dove l’incontro è stato annullato.
* Venerdì 5 novembre alle 20.45 sarò a Casier (Tv), presso la biblioteca comunale (via Roma 2, 0422 381 504) per l’ultimo incontro del ciclo La casa sull’albero. Un’ascuola di lettura, intitolato Scrivere per leggere.

Posted by giuliomozzi at 29.10.04 11:06 | TrackBack
Comments

Vitaccia movimentata ?

Posted by: lub at 29.10.04 12:48

Fellini lo incontro a 12/13 anni nel cinema parrocchiale.
Don Antonio, così si chiamava il giovane vice-parroco con ambizioni da parroco che organizzava in cineforum di cui non ricordo il tema.
Quella sera proponeva Amarcord: io ero desideroso di vedere il film, di cui non sapevo nulla, volevo vedere. Accompagnato da alcuni amici più grandi di me dovetti subire una specie di interrogatorio da parte del don. Troppo piccolo, troppo difficile il film, troppo sesso, troppo troppo, insomma il bambnino non può capire ancora. Insomma ero già suduto al mio posto e lui mi voleva cacciare: insistetti, i miei amici con me. E così la Gradisca e la Tabaccaia presero possesso dei miei sogni.
Dopo vidi altri film di Fellini, ma quello fu il primo.
Del don che dire, grandi ambizioni, poi voci di tresche sessuali con signore della sanremo bene, pellegrinaggi in varie parrocchie del circondario, profilo basso.
Le ultime lo danno parroco in un paesino sperduto dell'entroterra ligure. Forse l'arcigna curia vescovile, non gli ha ancora perdonato il suo cedimento: permettere ad un moccioso, per giunta chierichetto, di vedere Amarcord!!!
emanuele

Posted by: emanuele at 29.10.04 17:42

A Casier ci sarò di sicuro: è un mese che aspetto!
Se per caso hai notizie del libro di Amy Lowell...

Posted by: mgrazia at 29.10.04 18:53

diario di un metalmeccanico piemontese.

oggi pomeriggio, sabato, dormo: dopo una settimana di turni dalle 6 alle 2 ci vuole il recupero. stasera pizza, poi cinema: dicono sia bello The Village.Speriamo. L'ultimo bel film che ho visto è stato L'uomo ragno. Sabato scorso, invece, mi son preso una fregatura. Ho visto Ovunque sei: ci ho capito un cazzo, però la musica, almeno quella, era bella.

domattina accompagno la mamma al camposanto. Angela non vuol venire. Non mi va che guardi di traverso mia madre: che colpa ne ha, povera vecchia, se ogni giorno è sempre più rimba?
Pomeriggio: riposo assoluto. Tuttoilcalciominutoperminuto e un po' di Dylan Dog.
Domani sera biliardo con gli amici, ma dopo la domenica sportiva (sempre che l'Inter abbia vinto).

Lunedì son cazzi. So già che mi sveglio sverso perché il turno dalle 2 alle 10 ti ammazza la giornata. Però martedì c'è assemblea: farà un intervento, cazzo mi frega se non so parlare, perché la mensa coi precotti fa cagare (e Angela si rifiuta di preparami qualcosa di buono: più passa il tempo e più dice che ha da fare, che non riesce a seguire tutto). Sarò sverso anche per un altro motivo: in reparto con me non ci sarà più Luisa, l'hanno messa a fare giornata. Dicono che prima o poi andrà la passeranno impiegata perché la dà via. Capiscono un cazzo: se suo marito ora la accompagna e la viene a prendere fuori dalla fabbrica è perché ha scoperto dei bigliettini: sono miei. Luisa la dà a me, echecazzo. Mica potevo andare avanti con Angela, che quasi mi fa schifo quando si sveste: sempre con quelle calze smagliate. Sono peggio dei gambaletti, che ha ripreso a mettere, ma lo capisce o no che me l'afflosciano?
Giovedì poi c'è la visita per la 626. Anche lì ci sarà da litigare. In questa cazzo di fabbrica si diventa sempre più sordi, vallo a spiegare ai quei venduti e comprati dei sindacalisti. Tutti uguali bianchi, rossi, neri.
E venerdì chiudo in bellezza: al mattino devo andare a testimoniare per un incidente sul lavoro. Hanno visto in tanti quel ragazzo nigeriano cadere dall'impalcatura, ma quando è venuta la polizia solo io, pirla, ho raccontato cos'ho visto. Io, che voto per l'Umberto (speriamo si riprenda). Così venerdì lo passo in tribunale, chissà a che ora finisco: di sicuro dovrò telefonare in fabbrica, spiegare che non posso muovermi, chiedere due ore di permesso, farmi firmare una cazzo di giustifica da qualche giudice o avvocato. Però magari dico a Luisa di telefonarmi, durante la pausa pranzo. Domani le regalo un telefono nuovo, con un numero telefonico che conoscerò solo io. Poi lo so che quando la vedranno telefonare penseranno che ha una tresca con l'ingnegnere. Non avessi due figli mi sarei già licenziato.

Posted by: remo b. at 30.10.04 16:34

Ha fatto sparire dei soldi. Da quelli per la spesa. Almeno duecento euro. Avrà qualche schifosa che gliela dà. Ecco perché si gira dall'altra parte, viene a letto solo quando pensa che io dorma e se ne sta il più possibile fuori casa. Però quando c'è da sopportare la madre, che non ci sta più con la testa, allora sono buona e cara. Angelina di qua, Angelina di là. L'avevo capito, lo sapevo già, da come si guarda allo specchio, prima di uscire per andare in fabbrica. E' giù alla fabbrica, lei, sono sicura. Non posso fare niente, con i bambini piccoli e l'ultimo ha otto mesi, non posso neanche tornare a casa dei miei, mi tocca far finta di niente. Come camperei, come li farei campare questi innocenti? Lui, lasciato a sé stesso, spenderebbe tutto a vino e puttane, lascerebbe morire di fame questi angioletti. Lui non sa cosa ci vuole per far quadrare i conti. Non gli interessa che io vada a far la spesa prendendo l'autobus, con i bambini, per arrivare al discount. Scendere dall'autobus con queste creature, il passeggino e le buste della spesa è un'avventura: devo sempre sperare in anime buone che mi aiutino, tenendomi le buste o facendomi scendere i bambini. Vuole le calze sexy, lui. Quando è nervoso mi urla che con questi gambaletti non mi vuole vedere. Non lo sa, lui, che le calze si sfilano subito, almeno quelle che posso comprare io. Con i gambaletti ho anche un pò di freddo, ma almeno durano di più, sono quasi eterni. Metà della giornata va via ad infilare perle, per avere un pò di soldi in più, ma non bastano comunque per quello che lui vuole: mi vorrebbe come una modella, truccata e sexy, come riuscivo ad essere prima, quando non c'erano i bambini. Sono talmente stanca che vorrei solo dormire. Pensare che un tempo lo amavo, come nei film.


essere prima, quando non c'erano i ba

Posted by: Pamela Canali at 02.11.04 21:50

Caro giuliomozzi, ho commesso un errore da dattilografa dilettante. Perdonami (se puoi) e cancellalo, per favore.

Posted by: Pamela Canali at 02.11.04 22:05

hmm...:?

Posted by: watch me at 01.09.05 01:07
Post a comment









Remember personal info?