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21.10.04

Permettersi una personalità

Questo articolo di Marco Lodoli pubblicato in Repubblica ha fatto parecchio discutere (c’è anche un forum). A me sembra un articolo molto onesto. Lo riporto.

Insegnare a scuola mette in contatto con le verità del giorno: è come raccogliere uova appena fatte, ancora calde, magari con il guscio un po’ sporco. Gli storici interrogano i secoli, ma in una classe di una qualsiasi periferia italiana si ascolta il battere dei secondi. Ebbene, oggi una ragazza di quindici anni, un’allieva che non aveva mai rivelato una particolare brillantezza, ha fatto una riflessione che mi ha lasciato a bocca aperta.
Eravamo negli ultimi dieci minuti di lezione, quelli che spesso si spendono in chiacchiere con gli alunni. La ragazza raccontava di volersi comprare un paio di mutande di Dolce e Gabbana, con quei nomi stampati sull’elastico che deve occhieggiare bene in vista fuori dai pantaloni a vita bassa. Io le obiettavo che lungo la Tuscolana, alle sei di pomeriggio, passeggiano decine e decine di ragazze vestite così.
Non è un po’ triste ripetere le scelte di tutti, rinunciare ad avere una personalità, arrendersi a una moda pensata da altri? E da bravo professore un po’ pedante le citavo una frase di Jung: “Una vita che non si individua è una vita sprecata”. Insomma, facevo la mia solita parte di insegnante che depreca la cultura di massa e invita ogni studente a cercare la propria strada, perché tutti abbiamo una strada da compiere.
A questo punto lei mi ha esposto il suo ragionamento, chiaro e scioccante: “Professore, ma non ha capito che oggi solo pochissimi possono permettersi di avere una personalità? I cantanti, i calciatori, le attrici, la gente che sta in televisione, loro esistono veramente e fanno quello che vogliono, ma tutti gli altri non sono niente e non saranno mai niente. Io l’ho capito fin da quando ero piccola così. La nostra sarà una vita inutile. Mi fanno ridere le mie amiche che discutono se nella loro comitiva è meglio quel ragazzo moro o quell’altro biondo. Non cambia niente, sono due nullità identiche. Noi possiamo solo comprarci delle mutande uguali a quelle di tutti gli altri, non abbiamo nessuna speranza di distinguerci. Noi siamo la massa informe”.
Tanta disperata lucidità mi ha messo i brividi addosso. Ho protestato, ho ribattuto che non è assolutamente così, che ogni persona, anche se non diventa famosa, può realizzarsi, fare bene il suo lavoro e ottenere soddisfazioni, amare, avere figli, migliorare il mondo in cui vive. Ho protestato, mettendo in gioco tutta la mia vivacità dialettica, le parole più convincenti, gli esempi più calzanti, ma capivo che non riuscivo a convincerla. Peggio: capivo che non riuscivo a convincere nemmeno me stesso. Capivo che quella ragazzina aveva espresso un pensiero brutale, orrendo, insopportabile, ma che fotografava in pieno ciò che sta accadendo nella mente dei giovani, nel nostro mondo.
A quindici anni ci si può già sentire falliti, parte di un continente sommerso che mai vedrà la luce, puri consumatori di merci perché non c’è alcuna possibilità di essere protagonisti almeno della propria vita. Un tempo l’ammirazione per le persone famose, per chi era stato capace di esprimere - nella musica o nella letteratura, nello sport o nella politica - un valore più alto, più generale, spingeva i giovani all’emulazione, li invitava a uscire dall’inerzia e dalla prudenza mediocre dei padri. Grazie ai grandi si cercava di essere meno piccoli. Oggi domina un’altra logica: chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori per sempre. Chi fortunatamente ce l’ha fatta avrà una vita vera, tutti gli altri sono condannati a essere spettatori e a razzolare nel nulla.
Si invidiano i vip solo perché si sono sollevati dal fango, poco importa quello che hanno realizzato, le opere che lasceranno. In periferia ho conosciuto ragazzi che tenevano nel portafoglio la pagina del giornale con le foto di alcuni loro amici, responsabili di una rapina a mano armata a una banca. Quei tipi comunque erano diventati celebri, e magari la televisione li avrebbe pure intervistati in carcere, un giorno.
Questa è la sottocultura che è stata diffusa nelle infinite zone depresse del nostro paese, un crimine contro l’umanità più debole ideato e attuato negli ultimi vent’anni. Pochi individui hanno una storia, un destino, un volto, e sono gli ospiti televisivi: tutti gli altri già a quindici anni avranno solo mutande firmate da mostrare su e giù per la Tuscolana e un cuore pieno di desolazione e di impotenza.

Posted by giuliomozzi at 21.10.04 00:29 | TrackBack
Comments

Due osservazioni.
1) il sentimento nichilista ormai ha abbandonato gli strati profondi dell'essere e circola in superficie. Nichilismo significa pensare che le cose del mondo e le cose concrete, e questa stanza e le stelle e le piante e gli uomini sono niente. Ecco, questo è nichilismo, pensare che le cose e le persone sono niente.
2)Io non ho la più pallida idea di come insegni Marco Lodoli. Mi limito semplicemente a constatare da questo suo articolo che il modello educativo che lui tenta di mettere in atto per convincere i ragazzi di essere in errore, è quello di tipo trasmissivo! Pensare, oggi, nella società contemporanea abitata da eccesso di comunicazione (mal intesa!) e da eccesso di informazione (assenza di comunicazione), di persuadere qualcuno dell'esattezza della propria tesi, è come giocare alla roulette russa. D'altra parte lo stesso Lodoli non sfugge al nichilismo quando dice: "Peggio: capivo che non riuscivo a convincere nemmeno me stesso".
Bisognerebbe guardare ad altre modalità di apprendimento, conoscere e praticare ad esempio la struttura maieutica reciproca (non quella socratica, che è maieutica autoritaria, trasmissiva, finalisticamente eteroindotta alla convinzione del maieuta). In altre parole, ma bisognerebbe scriverne tantissime di queste parole, la mia è una critica profonda e radicale a tutta la cultura occidentale (ormai pervasiva del Mondo intero) della trasmissione del sapere. Questo modello, oggi, è profondamente in crisi. Alcuni nomi di persone che hanno espresso questa critica in forme differenti: Dolci, Piro, Gardner, Illich, Morin, Atlan.

Posted by: luminamenti at 21.10.04 06:31

io capisco poco e in maniera confusa. so solo che ognuno deve fare la sua parte. tutti. nessuno escluso. a cominciare proprio dai professori, che devono smetterla di citare le frasi a memoria come vecchi baci perugina ammuffiti e iniziare a mettere in gioco se stessi, in maniera piena e completa. poi, il resto, verrà.

Posted by: sybil at 21.10.04 11:06

Ma a me questa non sembra roba "degli ultimi vent'anni". Da sempre ognuno ha avuto a che fare col proprio essere nessuno, e poi s'è costruito (se capace) il suo qualcuno da essere. Secondo me, se oggi uno ha il privilegio di avere a che fare con degli adolescenti, con loro non dovrebbe mai parlare delle mutande D&G: dovrebbe parlare d'altro, perché in fondo in fondo che ne sa, del perché vero della desiderabilità di quelle mutande? Citati ieri su Repubblica ha parlato della Normale facendola sembrare il castello di Hogwarts: quello può essere un modo, per esempio. E per di più non faceva riferimento a metodi di “trasmissione di saperi”: i professori raccontati dal normalista Citati sembravano appunto maghi o gnomi, messi lì apposta per sprigionare un’aura, fors’anche un odore o un brillìo di sguardo, più che per trasmettere questo o quel “sapere”. Per giunta questi “docenti” non sembravano neanche tanto rispettabili, né particolarmente benvestiti, e per niente sicuri del fatto loro.
P.S. non sono una normalista né una filologa né una maga, naturalmente, e non ho pratica d’insegnamento. Oltretutto ho un figlio ancora troppo piccolo - col quale cerco, peraltro, di non parlare dei Roteò, anche perché non saprei che cosa dire a riguardo. Non possiamo pretendere di essere sempre giovani (o peggio ancora bambini), e nemmeno vecchi saggi: siamo altro, per i più giovani di noi, siamo uomini e donne come loro ma con gusti e interessi e anche problemi diversi. E i saperi? Ce ne abbiamo forse di più di loro, ma solo per accumulo scriteriato: siamo le loro cantine, i loro magazzini, pescheranno loro quello che gli serve, se qualcosa di noi gli serve davvero (del che si potrebbe anche dubitare).
Detto fra parentesi, mi sarebbe piaciuto sentire la ragazza, ma non quando risponde a Lodoli (quello ce lo racconta lui, col suo linguaggio): dopo, a freddo, a Lodoli scomparso dall’orizzonte. Dopo che se n’è andata, ritirando di nuovo e fieramente l’elastico delle mutande oltre l’orlo dei pantaloni, o magari decidendo (chi lo sa) che la faccenda non era poi così dannatamente importante. O non tanto da farci un articolo sul giornale.

Posted by: untitled io at 21.10.04 12:21

ormai i modelli dei giovani sono i modelli.

Posted by: vitruvio polesi at 21.10.04 13:19

è difficile spiegare ai bambini e ai giovani che l'esistenza non è data dal passaggio in tv...e comunque gran parte la fanno i genitori sempre più accondiscendenti perchè sempre meno presenti. A me piace Lodoli scrittore, però mi piacerebbe vederlo professore, mi piacerebbe entrare nella sua classe e vedere come insegna, come interagisce con gli alunni... Ciao giulio.

Posted by: mammina at 21.10.04 14:33

L’argomento è stato ripreso, in questi giorni, da RadioTre. Fra i tanti pareri autorevoli (tutti abbastanza pessimistici e catastrofici) c'è stata un'email di un'ascoltatrice, la quale ipotizzava che forse il problema è nostro. Nel senso che "noi adulti" vorremmo che i ragazzi di oggi (chiedo scusa per la citazione ramazzottiana) siano come eravamo noi alla loro età. E quando non ritroviamo in loro le stesse pulsioni che, un tempo, animavano il nostro cervello e il nostro cuore adolescenti, allora li accusiamo di tante brutte cose. Fra cui anche di nichilismo.

Posted by: synesius at 21.10.04 14:53

E' un articolo che gronda triste moralismo. C'è dentro tutta l'ansia di chi teme di non essersela potuta permettere lui, una personalità, come se "avere una personalità" fosse un imperativo. E, in effetti, lo era, al tempo della gioventù di Lodoli. Ogni generazione ha avuto le sue mutande, il suo logo. Per fortuna, la ragazzina ora starà godendosi il suo struscio in D&G. Lodoli dovrebbe rileggerselo un po' per bene, e per se stesso, non per la classe, Il passero solitario di Leopardi.

Posted by: caracaterina at 21.10.04 15:10

Si vede che non avete capito niente di cos'è una personalità! e avete capito ancora meno del senso contestuale della frase: "Professore, ma non ha capito che oggi solo pochissimi possono permettersi di avere una personalità? I cantanti, i calciatori, le attrici, la gente che sta in televisione, loro esistono veramente e fanno quello che vogliono, ma tutti gli altri non sono niente e non saranno mai niente. Io l’ho capito fin da quando ero piccola così. La nostra sarà una vita inutile". In questo periodo è condensata la Storia dell'Occidente!

Posted by: luminamenti at 21.10.04 15:42

Ah, avevo dimenticato di scrivere che Lodoli, invece di fare il predicozzo alla fanciulla e al suo presupposto nichilismo, avrebbe dovuto sottoscrivere le di lei affermazioni e darle un bell'otto sul registro, ancorchè non insegni filosofia, per la proprietà e l'icasticità con cui la ragazza ha riassunto la Storia dell'Occidente (con la maiuscola, naturalmente).

Posted by: caracaterina at 21.10.04 16:07

e ije che d personalità n teng almen trè che fo? un'a possopure imprestare, è vero Giusè? :)

Posted by: trrùn at 21.10.04 16:38

mi immagino la ragazza che torna a casa.
Periferia di roma. Tram e odore di piscio.

come è andata a scuola
bbene
nun te se mica fatta pizzica'
none
...
anzi ho sgamato un otto
sti cazzi
li mortacci è vero
e chi te l'ha dato
er professore scrittore
quel froscio paraculo
llui
andevi e che i'hai detto?
du' frigacce sur monno
tipo
sui carcaitori, le veline e le mutande..
mmaddai
giuro
li mortacci
me dai quarche piotta in più ce me compro le mutande de D&G
30?
50
40 e famosele basta'

(chiedo scusa per il mio orrido romanesco...)

Posted by: demetrio at 21.10.04 17:00

L'avevo letto. Lo trovo raggelante.

Posted by: aitan at 21.10.04 17:17

Sarà che sono un insegnante (elementare), ma anche io trovo abbastanza raggelante e triste il racconto. Non mi pare che nelle parole di Lodoli ci sia gran moralismo. In ogni caso, benvenga.

Posted by: caliceti giuseppe at 21.10.04 18:28

E' moralista perchè presuppone un Bene (incarnato da Lodoli e dai suoi "giusti" propositi di salvazione affidati al Logos) che lotta ai confini dello scacco e della disillusione per strappare al Male (la società dell'Occidente giunta ai suoi limiti estremi di separatezza e alienazione reificata nel feticcio delle merci e ancora oltre, nella virtualità di un successo delle icone televisive) una povera ed innocente vittima, già afferrata dalle grinfie del Nulla (Reificazione, Massificazione, De-personalizzazione iconica). Ci sono supponenza idealistica, alterigia e ansia in questo sguardo da prof. (e non da Maestro) che vede nell'Altro un barattolo vuoto e immutandato. Non c'è rispetto per la ragazza nè per il suo sentire. Lodoli l'ha già schedata nel suo schemino, incasellata nel suo registro. C'è un pregiudizio che la ragazza, davanti al professore, si affretta a confermare ma per sottrarsi a lui, che vorrebbe dominarla così da vicino. Cos'ha lui da darle in più rispetto alle mutande? E scusate se la domanda appare così piena di doppi sensi, ma anche loro, in fondo, hanno ragione di essere percepiti. Perchè Lodoli non spinge l'acceleratore della critica sul proprio di disagio, invece di fare, anche lui, dell'iconografia?

Posted by: caracaterina at 21.10.04 18:59

Cara Caterina, a me il pezzo di Lodoli sembra onesto appunto perché esibisce il suo, di Lodoli, disagio. Pubblicando in "Repubblica" ciò che la ragazza ha detto, e dichiarando di non aver saputo che cosa rispondere, non ha forse "sottoscritte" le sue parole? ("Capivo che non riuscivo a convincere nemmeno me stesso. Capivo che quella ragazzina aveva espresso un pensiero brutale, orrendo, insopportabile, ma che fotografava in pieno ciò che sta accadendo nella mente dei giovani, nel nostro mondo"). In somma, mi pare che Lodoli faccia proprio ciò che secondo te non fa.

Posted by: giuliomozzi at 21.10.04 21:17

Ho ben letto quelle DUE frasi. DUE frasi in un intero pezzo il cui fuoco tematico è sugli "altri". Scusa, ma sembrano una foglia di fico messa lì dal pudore di un uomo troppo avveduto e intelligente per non vergognarsi a tirarsi del tutto fuori. Non a caso ho scritto che non "spinge sull'acceleratore della critica", mica che non lo tocca nemmeno. Io colgo la chiave del pezzo nell'ultima parola e noto che non è riferita a se stesso, o, in senso più generale, ad una supposta cultura del Bene.

Posted by: caracaterina at 21.10.04 22:00

Ma che significa "avere una personalità"? Perchè, i calciatori etc. hanno una personalità e gli altri no? Non serve a nulla paragonare il discorso della ragazza (cioè la differenza tra personaggi televisivi e massa informe) all'ammirazione per chi "era stato capace di esprimere un valore più alto, più generale in letteratura in politica etc.".Rispetto a quell'ideale così come probabilmente l'aveva vissuto Lodoli nella sua giovinezza, l'unica cosa che si può dire è che sia i personaggi televisivi sia la massa informe sono senza personalità. Senza QUEL tipo di personalità. Detto questo il problema rimane tale e quale.
Secondo me, l'unico modo per far breccia nella mente della ragazza è citando Se questo è un uomo di Primo Levi, e dimostrando che anche nel fango si può conservare la dignità:
""Devo confessarlo: dopo una sola settimana di prigionia, in me l'istinto della pulizia è sparito. Perchè dovrei lavarmi? starei forse meglio di quanto sto? piacerei di più a qualcuno? vivrei un giorno, un'ora di più? Vivrei anzi di meno, perchè lavarsi è un lavoro, uno spreco di energia e calore. Ma Steinlauf mi somministra una lezione in piena regola. Ho scordato ormai, e me ne duole, le sue parole diritte e chiare, ma questo ne era il senso, non dimenticato allora nè poi: che appunto perchè il Lager è una gran macchina per ridurci a bestie, noi bestie non dobbiamo diventare; che anche in questo luogo si può sopravvivere, e perciò si deve voler sopravvivere, per raccontare, per portare testimonianza; e che per vivere è importante sforzarci di salvare almeno lo scheletro, l'impalcatura, la forma della civiltà. Che siamo schiavi, privi di ogni diritto, esposti a ogni offesa, votati a morte quasi certa, ma che una facoltà ci è rimasta, e dobbiamo difenderla con ogni vigore perchè è l'ultima: la facoltà di negare il nostro consenso. Dobbiamo quindi, certamente, lavarci la faccia senza sapone, nell'acqua sporca, non perchè così prescrive il regolamento, ma per dignità e per proprietà. Dobbiamo camminare diritti, senza strascicare gli zoccoli, non già in omaggio alla disciplina prussiana, ma per restare vivi, per non cominciare a morire."

Posted by: Sanders at 21.10.04 22:29

ma perchè bisogna distinguersi a tutti i costi, ma perchè insegnate ad essere sopra gli altri, meglio degli altri, meglio di se stessi. finisce con il travolgere le proprie forze e i propri talenti ove ci sono. è per questo che poi si guarda al calciatore, senza pensare all'atleta, al sacrificio personale o al carattere. dov'è finito il maestro che insegna l'onestà? io non voglio sentirmi eva kant, io voglio essere uno stronzo come tutti, l'obiettivo dovrebbe essere quello di dormire con la coscienza a posto di notte. basta con la politica del primeggiare. ci avete rovinato tutti. rotring

Posted by: roth at 21.10.04 23:17

Adesso i ragazzi hanno zainetti firmati. Noi avevamo zaini militari, per andare il più lontano possibile con pochi soldi. Viaggiavamo in treno, facevamo l'autostop (allora era possibile), tutti possedevano un sacco a pelo e una canadese, un camper era il sogno di molti. Le nostre case condivise erano tappe e alberghi gratuiti per ragazzi di altre regioni e di altri paesi. Vestiti indiani, jeans, zoccoli e camicie americane usate erano il nostro guardaroba. Le borse erano di Tolfa per uomini e donne, potevano contenere diversi libri e giornali. I consumisti, coloro che si concedevano oggetti superflui, venivano criticati e, a volte, dileggiati. Secondo me, eravamo più belli e più felici delle generazioni seguenti, quelli dei telefonini ultimo modello, della firma obbligatoria e delle vacanze in villaggi turistici.

Posted by: Pamela Canali at 21.10.04 23:41

Accidenti, ma la tolfa ERA obbligatoria! e neanche taroccata: doveva essere l'originale. E costava.

Posted by: untitled io at 22.10.04 06:17

"Secondo me, eravamo più belli e più felici delle generazioni seguenti, quelli dei telefonini ultimo modello, della firma obbligatoria e delle vacanze in villaggi turistici", dice Pamela Canali.
Questa è la grande illusione! ma quando mai! niente di più falso. Anche il pensiero più ottimistico, felice ha tenuto nascosto il pessimismo più radicale (la parola pessimismo rende poco e si può porre oltretutto come una potente teologia negativa, la uso solo perché è più facilmente comprensibile in un uso comune della parola più esatta e rigorosa che è nichilismo! ma nichilismo certamente non nel senso che gli da per esempio Gianni Vattimo, che fa acqua da tutte le parti, pensate a pessimismo o vedete alla definizione che ho dato nel mio primo post del nichilismo) Ciò che era sotterraneo ora viene sempre più in superficie! Per fortuna! (esattamente e a rigore: è Destino della Necessità, dove la libertà, l'autodeterminazione è problema!)
Guardare alle cose con questo sentimentalismo (che niente ha a che fare con l'intelligenza delle emozioni da un lato, dall'altro che non si pone nell'ascolto del Logos e non prende le distanze dall'individuo), con le pezze sugli occhi è disastroso!
I giovani attuali hanno una presa di coscienza che prima era ancora immersa nelle ombre.
Ora le ombre vanno schiarendosi e l'uomo contemporaneo guarda più chiaramente e quello che vede è evidente che lo mette in crisi.
Già Leopardi(filosofo che pensa sempre alla felicità, a come realizzarla!), Nietzsche, Gentile avevano visto cosa sarebbe accaduto!
La coscienza si è acuita, si vuole liberare dalla contraddizione infinita. C'è una sostanziale identità tra il passato e il presente, al di là delle apparenze diverse. Ancora l'Uomo non capisce ciò che egli è. E quello che è va molto oltre di quello che la fenomenologia ha magnificamente svelato pur dentro il pensiero alienante che gli appartiene!
La nostra vita è qualcosa di estremamente più profondo e più ricco della banalità quotidiana, ossia dell'interpretazione banale della vita.
La Follia dell'Occidente non è nulla di banale però! La sua grandezza suscita stupore. Lucifero - portatore di luce - non è banale. L'Errore è avvolto da una grande luce accecante. Banale è l'incapacità di sollevarsi all'altezza del grande Errore. Bellezza, potenza, grandezza, ricchezza appartengono all'essenza del nichilismo, ma dirlo non significa negare che la bellezza, potenza, grandezza, ricchezza del nichilismo non siano bellezza, potenza, grandezza, ricchezza. Da questo punto di vista la Non-Follia è povera. Ma in questa povertà non siamo ancora capaci di entrare e di portare alla luce quanto essa custodisce.
Rimane da vedere se l'Occidente può diventare cosciente del contenuto del proprio inconscio: se così fosse diventerebbe cosciente della propria Follia: tramonterebbe davanti a se stesso! immaginate questo tramonto, il disvelamento di questa Follia e allora ecco che ogni cosa trova il suo posto. Allora diviene altamente comprensibile il fare e il pensare dei più giovani di oggi!

Posted by: luminamenti at 22.10.04 06:54

io mi chiedo solo se alla fine la ragazzetta ha comprato o meno queste benedette mutande o se Lodoli gliele abbia regalate.

d.

Posted by: demetrio at 22.10.04 08:24

Diventare cosciente? Diventare? Così dicono li maggiori tuoi?

Posted by: massimo at 22.10.04 10:58

in quest'articolo l'analisi viene compiuta da un adolescente sugli adolescenti e sulle loro difficoltà. il prof siamo noi, una spalla, lo spettatore, il tempo necessario per pensare e per fare. lodoli è talmente bravo che ho dubitato della veridicità dell'accaduto ed in fondo poco importa, quello che conta è che non ha fatto noiosa pedagogia scontata da strapazzo, è sempre facile farne, ci ha fornito un problema e una possibile chiave di lettura, senza darci la soluzione. qualcuno ha scritto che il punto potrebbe essere il fatto di insegnare a primeggiare, a distinguersi, sommato al bombardamento di notizie sui nuovi canoni dell'uomo di successo( basta il gf e diventi ricco bravo e famoso, ma ci sono decine di programmi analoghi, più in là sarà il baricco, sarà il renzo piano, sarà la lorella cuccarini più amata dagli..) diventa la regola per sentirsi già falliti ( basta essere in sovrappeso, non avere la dizione giusta e al grande fratello lo sanno bene, tant'è che ammucchiano dialetti e simpatiche ciccione in cui riconoscersi accanto a modelle e attrici). l'adolescente protagonista del racconto dice una grande verità: la generazione che vedo rappresentata e che ha successo non è reale, non ha niente a che fare con noi, è falsa. del resto perchè i miti dovrebbe essere scrittori morti esiliati con l'alito pesante o senatori novantenni o storiografi sepolti in qualche centro di ricerca o dottorati senza futuro economico ? molto bravo lodoli.

Posted by: sara at 22.10.04 11:22

Dici bene, Sara. Sono d'accordo al 100%.

Posted by: Markelo Uffenwanken at 22.10.04 21:47

Se mi trovassi (mi fossi trovato) in aula una ragazza del genere,dubito molto che mi sarei messo a dibattere per convincerla (eppoi, non saprei dire quale età è migliore per sentirsi falliti se non i 15 anni della ragazza). Piuttosto le avrei prescritto (ahimé no: suggerito) la seguente terapia:
mano nella mano con un coetaneo a sua scelta (non famoso!) per almeno trenta minuti a passeggiare lentamente in direzione del mare, o (in mancanza) di uno spazio molto aperto. In assoluto silenzio e senza guardarsi negli occhi. La passeggiata andrebbe ripetuta almeno due volte a settimana, e la terapia interrotta solo quando al termine della passeggiata la ragazza avrà più luce negli occhi e avrà capito.
(La terapia è clinicamente testata, aut. min. con.)
(Per invogliare la ragazza a seguire la terapia, sarebbe meglio se in cambio il docente indossasse per tutto il periodo del trattamento le mutande D&G, ma per questo, mi rendo conto, ci vuole un fior di docente).

Posted by: massimo at 22.10.04 22:04

Caro Massimo, perché me lo chiedi? lo sai o non lo sai? L'hai letto (tutto) o non l'hai letto? o lo hai solo chiaccherato?

Posted by: luminamenti at 23.10.04 05:13

Te lo chiedo perché lo scrivi (l'ho letto, ma non tutto, e non si sa mai)

Posted by: massimo at 23.10.04 06:53

Ho letto in giro per i blog cose del tipo: è il solito disprezzo degli intellettuali sinistrorsi radical chic per la gente “normale”: leggi: che male c’è ad essere omologati, a stare nella massa, ad avere il culto dei migliori, nella migliore tradizione della piccola borghesia italiana.
Secondo me, i giovani “normali” di oggi non sono tutti dei nichilisti o peggio degli idioti. Non servono breviari di moralismo per dire che la responsabilità del vuoto culturale e morale è da attribuire alla società. Nella cultura-palcoscenico manca il senso del percorso e del progresso civile, come ha ben sottolineato Lodoli.
Da non sottovalutare inoltre l'influenza delle televisione italiana berlusconiana, grandefratellesca e costanziana nel diffondere modelli culturali improntati all'estetismo più facile e alla popolarità (con relativo disimpegno politico sociale), diffusi ora anche sulle televisioni pubbliche.
Ci sono delle precise scelte e delle precise responsabilità in questo senso, e senza le scuse alla Costanzo che la televisione segue le tendenze di una presunta mass culture.

Posted by: Sferapubblica at 23.10.04 18:39

Giorni fa parlavo con un muratore. Mi raccontava che la figlia, studentessa liceale, lo tormenta con richieste di oggetti costosissimi e naturalmente firmati, ad esempio scarpe da duecento euro, che lui non può permettersi di acquistare. Anche molto anni fa c'erano giovani che desideravano oggetti costosi, per dare un valore aggiunto alla loro esistenza, vuota di affetti, ma ne ho conosciuti pochi. Negli ambienti dell'estrema sinistra si passava da una riunione all'altra, si viveva molto in gruppo, si mettevano in comune problemi e spesso soldi (chi aveva un lavoro fisso metteva in comune, purtroppo per lui, anche le sigarette), c'erano molte case in condivisione che erano dei porti di mare, aperte agli amici, i viaggi in autostop ed in treno si facevano con gli amici, durante questi viaggi si conoscevano nuove persone, nuovi possibili amici. I rapporti umani erano importanti, l'amicizia era un valore, una ricerca che per molti non è mai cessata. Amicizia significa accettare ed amare l'altro per quello che è, non per quello che possiede. C'è stato, in quegli anni, un grande contagio, un grande benessere, un grande calore. Concentrati come eravamo sui rapporti con le persone, davamo meno importanza agli oggetti, che dovevano essere possibilmente gradevoli, ma non status symbol. Lo status, quando si sta bene con gli altri, non ha più alcuna importanza. Avere rapporti affettivi penso che sia salute mentale ed il contrario del nichilismo. Per anni ci siamo riusciti in tanti, una gran massa di giovani. Alla fine di quel periodo, i più fragili si sono ammalati o rifugiati nella droga. Il gruppo, gli amici, sono venuti a mancare, non c'è stata la forza di alimentare i sentimenti. I ragazzi di oggi probabilmente mancano di un collante, di occasioni per stare insieme. Sono vissuti in case-prigione, costretti davanti ad un televisore o, al contrario, caricati di impegni ed attività fino a non lasciare più spazio allo scambio ed alla conoscenza, si incontrano in discoteca, luogo alienante, dove è impossibile parlare. Non mi meraviglia che mitizzino veline e calciatori.
Cara untitled io, la mia borsa di Tolfa era rigorosamente ed autenticamente taroccata (vale a dire non proveniente dal paesino di Tolfa) e doveva avere un prezzo abbordabile e conveniente, se la possedevo.

Posted by: Pamela Canali at 24.10.04 07:56

eh, buon dio, a me pare che qui si stia dando un bel po' di carne a uno stereotipo immortale, che si titola: eh, gioventù scalcagnata, ai miei tempi sì che... (o anche: se avessi 20 anni di meno, vi farei vedere io). onestamente, da madre 40enne di figlio 16enne, vi dico che questi pensieri sono all'ordine del giorno. salvo poi - ad avere occhi per guardare e non solo per giudicare con il mio autoreferenzialissimo metro - essere smentita dalla vita di questi ragazzi. qui non si discute il molto di sconcertante che c'è nella quotidianità dei nostri figli, ma è anche vero che non eravamo meno sconcertanti noi. e non tutti siamo finiti "bene". insomma, a conti fatti, credo di essere assai vicina alle sensazioni di caracaterina, su questo articolo. molta molta coda di paglia. (a parte il fatto che quella di épater les bourgeois è una divertita aspirazione dei ragazzotti e delle ragazzotte non meno diffusa di quanto sia la tendenza a stracciarsi le vesti da parte di noi anzianotti...)

Posted by: paola at 25.10.04 08:04

Caro Massimo, sì, così dicono, come "tu" li chiami, i maggiori miei, con la forza del logos. Solo l'eterno può divenire (Oltre il Linguaggio, Adelphi). Su questa questione, al momento attuale delle mie conoscenze e letture, non trovato nulla di più rigoroso e profondo dello studio di Enrico Tommaso Spanio con il suo testo "Il tempo della scienza e il tempo della coscienza", con il sottotitolo Bergson e i modelli interpretativi dello spazio-tempo, edito da il Cardo/Biblioteca, 1996, dove si sviluppa un discorso sul pensare il divenire in senso non nichilistico. Leggere accanto a questo un vecchio testo ma importantissimo come Legge e Caso di Severino non guasterebbe.
A proposito, se non l'hai letto ti consiglio anche la lettura di Julian Barbour,La fine del tempo.La rivoluzione fisica prossima ventura.Traduzione di Lorenzo Lilli, Simonetta Frediani, Einaudi.
«Ben pochi pensatori, nelle epoche successive, hanno preso sul serio le idee di Parmenide; io invece sosterrò qui che l'eterno fluire eracliteo forse non è che una radicata illusione. Vi condurrò in un punto in cui il tempo finisce».
Julian Barbour

Una volta Richard Feynman disse che il tempo è ciò che accade quando non accade nient'altro. Julian Barbour non è d'accordo: se non accadesse niente, se tutto restasse immutato, anche il tempo si fermerebbe. Il tempo non è altro che cambiamento. Ciò che percepiamo di quanto accade attorno a noi è il cambiamento, non il tempo. Di fatto il tempo non esiste.
In questo libro Barbour presenta le prove della non esistenza del tempo, spiegando la struttura di un universo privo di tempo e mostrando come nonostante ciò il mondo venga esperito come un fenomeno temporale. Si tratta di un libro che arriva al cuore della fisica moderna, che solleva dubbi sul più grande contributo di Einstein - il continuo dello spaziotempo - ma che propone anche una soluzione a uno dei più grandi paradossi della scienza contemporanea: la distanza tra la fisica classica e la fisica quantistica. Barbour sostiene che l'unificazione della relatività generale di Einstein con la meccanica quantistica può determinare la fine del tempo. Il tempo non avrà più un ruolo centrale nei fondamenti della fisica.
Scritto con chiarezza e lucidità, il libro di Barbour prende le mosse dai filosofi greci, Eraclito e Parmenide, discute le idee di giganti della scienza come Galileo, Newton e Einstein e arriva a esaminare il lavoro di fisici contemporanei come John Wheeler, Roger Penrose e Steven Hawking. Lungo il cammino, l'autore ci svela squarci affascinanti sui misteri dell'universo e ci presenta idee accattivanti sull'esistenza di mondi multipli, viaggi nel tempo, immortalità e, soprattutto, l'illusione del moto.
Capovolgendo la nostra comprensione della realtà, La fine del tempo è un libro accattivante e rivoluzionario.

In tutti i commenti a questo articolo di Lodoli, continuo a notare l'incapacità di sapere guardare lontano, e vedere che il passaggio da un epoca di valori, a un epoca di cambiamento di valori a una di dissoluzione di valori è un unico processo, una bella maschera!!!

Posted by: luminamenti at 25.10.04 09:11

Date un paio di sberloni al momento giusto, ai vs figli viziati. Funziona davvero. Altro che mutande. Prima le botte, poi il rispetto.
Vuoi il motorino? Vai a lavorare. Vuoi la roba firmata? Vaffanculo.;-)

Posted by: Markelo Uffenwanken GmbH & Co.KG at 25.10.04 19:40

ne butto li un'altra. e se queste esigenze (gli indumenti firmati...) fossero indotti proprio dai genitori ? Me lo chiedo perche' mia figlia ha il potere di allibirmi, con il suo disarmante candore. Papa' ma sono scarpe anche quelle, perchè costano cosi tanto allora le altre ? Capito ? Non buttiamogli addosso colpe che nemmeno hanno. Spesso, e puo' far male accorgersene, sono le nostre ansie a rovinarli, i figli.

Posted by: cletus at 25.10.04 21:36

Cletus, dai un bacio a tua figlia. La mia, la prima, ha quattro anni ed è ancora immune. Ma non si sa mai

Posted by: massimo at 26.10.04 09:04

Cletus, tu tua figlia l'hai allevata bene. Quello che dici secondo me è vero. Se i figli fanno i capricci spesso è colpa di genitori irresponsabili. E' più semplice mettere la mano al portafoglio che tirare una centra e poi spiegare pazientemente (e con amore) il motivo di quella centra.
P.s: centra= sberlone.

Posted by: Markelo Uffenwanken GmbH&CoKG at 26.10.04 10:30

Citare senza capire quello che si cita espone a brutte figure. Leggo ora l'ultimo intervento di Luminamenti, dove si legge "Una volta Richard Feynman disse che il tempo è ciò che accade quando non accade nient'altro". A dire il vero, nel paragrafo 5-2 del primo volume delle sue lezioni di fisica, Feynman discute di come si potrebbe definire il tempo, proponendo, tra le altre possibilità, "Perhaps we should say: 'Time is what happens when nothing else happens.' Which also doesn't get us very far." [Forse bisognerebbe dire "Il tempo è ciò che accade quando non accade nient'altro". Il che non ci porta molto lontano.] Ad ogni modo, Feynman conclude dicendo "What really matters anyway is not how we define time, but how we measure it." [Ad ogni modo, ciò che importa non è come definiamo il tempo, ma come lo misuriamo]

A proposito del libro "La fine del tempo" di Julian Barbour, Luminamenti scrive: "In questo libro Barbour presenta le prove della non esistenza del tempo." J.B. intervistato da Matin Durrani nell'Ottobre 1999 su Physics World, dice, molto umilmente, che sebbene abbia raccolto molti elementi a supporto della sua congettura, non ha "nowhere near anything that's remotely approaching a proof". E conclude che "it will take a much better mathematician and theoretical physicist than me to put substance into my conjectures." D'altronde se il punto forte del libro fosse soltanto sollevare "dubbi sul più grande contributo di Einstein - il continuo dello spaziotempo" non si capirebbe la rilevanza del libro, visto che da vent'anni la teoria delle stringhe propone la quantizzazione dello spaziotempo.

Si potrebbe anche obiettare che l'idea di spaziotempo (continuo come lo si poteva concepire prima dello sviluppo della meccanica quantistica) non è nemmeno un "contributo di Einstein" ma di Hermann Minkowski, che introduce il concetto di uno spazio affine con metrica Lorentziana per tre dimensioni spaziali ed una temporale nei suoi "Grundgleichungen für die elektromagnetischen Vorgänge in bewegten Körpern" del 1908. Nello stesso anno, nella sua conferenza di Colonia intitolata "Raum und Zeit" [Spazio e tempo], Minkowski pronunciò la celebre frase "Von Stund an sollen Raum und Zeit für sich völlig zu Schatten herabsinken, und nur noch eine Art Union derselben soll Selbständigkeit bewahren" [D'ora in poi, spazio e tempo a sé stanti sono destinati a ridursi a pure ombre, e solo una sorta di unione dei due potrà mantenere un'esistenza indipendente].

Ah, il nome di Hawking è Stephen, non Steven.

Posted by: Pensieri Oziosi at 26.10.04 10:40

per la cronaca...Lodoli era adesso in tv..su RAI UNO nella striscia dopo il TG. Peccato che una telefonata, con un cliente rognoso, m'abbia privato del piacere di ascoltarla.

Posted by: cletus at 26.10.04 13:08

Pensieri Oziosi mi cita ma è chiaro che non sa leggere. E'evidente che, come ho scritto, quando dico che "Barbour presenta le prove della non esistenza del tempo" chi parla in prima persona non è Barbour ma è qualcun altro: il curatore dell'edizione einaudi. E sappiamo tutti come si tenda a pompare nella presentazione. D'altra parte non c'è da stupirsi se poi Barbour nell'intervista riportata da pensieri oziosi tenda a puntualizzare la differenza tra congettura e prova. D'altra parte leggendo il libro si hanno indicazioni importanti in questa direzione. Queste congetture per me sono già estremamente importanti in relazione al discorso che fa Emanuele Severino sul tempo e l'eternità.
Ma ci sono molti altri studi sulla fisica del tempo. Sono cioè una ottima base di partenza per mettere in discussione le idee sul tempo, come già Prigogine aveva messo a suo tempo bene in evidenza e aggiungerei Arcidiacono, Fantappiè e in parte lo stesso Todeschini.
In quanto al citare senza capire, come sostiene pensieri oziosi, purtroppo è lei che non ha capito nulla di Richard Feynman e delle sue lezioni e non riesce a distinguere tra le definizione essenziale e concettuale del tempo data da Feynman e ciò che nei limiti della pratica d'uso ci porta a defninirlo. D'altra parte la lettura di tutte le lezioni di Feynman chiarisce limpidamente tutto ciò!
Inoltre, non mi stupisco che Pensieri Oziosi dica questo, dato che tutto il resto che dice sullo spazio-tempo oltre che superato è sbagliato storicamente e concettualmente e lo dico, io, da persona che non capisco quello che cito avendo una specializzazione in fisica del tempo. Infine, non dimenticherei gli importanti lavori di Ervin Lazlo.
Le cose scritte da Pensieri oziosi mi hanno fatto sorridere, per il modo con cui ci si riempe la bocca senza sapere masticare la materia.

Posted by: luminamenti at 26.10.04 13:46

Scusa, Emanuele, vuoi dire che i tuoi interventi li copi dalle quarte di copertina dei libri?

Posted by: giuliomozzi at 27.10.04 09:51

Mai attribuito a Barbour stesso la frase "In questo libro Barbour presenta le prove della non esistenza del tempo." Io ho attribuito la frase a te, Luminamenti. Oltrettutto, lo stile sembrava il tuo [1]. Invece, a quanto pare, la frase è riportata da note editoriali. Benissimo. Posso soltanto suggerire a Luminamenti una riflessione critica che vada oltre la quarta di copertina [2]. D'altronde chi le lezioni di Feynman le ha lette davvero, la citazione sbagliata di Feynman l'avrebbe notata subito, proprio per l'ovvio fatto che Feynman è molto chiaro al proposito, come citato sopra.

Per quanto riguarda la questione dello spazio-tempo, ebbene mi dispiace, ma quanto scritto da me è proprio la versione storicamente accurata: fu proprio Minkowski a introdurre il concetto di spaziotempo. Invito Luminamenti ad andare in biblioteca all'Università di Palermo, a controllare le fonti [3-5]. Naturalmente la definizione datane da Minkowski è oggidì superata, e io non ho mai scritto il contrario. Per quanto riguarda la quantizzazione dello spaziotempo, si vedano i lavori citati [6-7] ed i riferimenti al loro interno.

Io non ho altro da aggiungere: non è mia intenzione tenere un corso di fisica sulle pagine di questo diario, visto che sarebbe di per sé un lavoro a tempo pieno. Naturalmente se Luminamenti ha bisogno che gli spieghi i dettagli, sarò ben lieta di prestargli i miei servizi professionali.

[1] a dire vero manca il punto esclamativo in fondo e tempo è scritto con l'iniziale minuscola, avrei dovuto capire...
[2] J. Butterfield, "The End of Time?", The British Journal for the Philosophy of Science, 53 (2002), p. 289-330.
[3] A. Einstein, "Zur Electrodynamik Bewegter Korper", Ann. Phys., 17 (1905), p. 891-921.
[4] H. Minkowski, "Die Grundgleichungen für die elektromagnetischen Vorgänge in bewegten Körpern", Nachr. Ges. Wiss. Göttingen, 53 (1908).
[5] A. Einstein, J. Laub, "Über die im elektromagnetischen Felde auf ruhende Körper ausgeübten ponderomotorischen Kräfte", Ann. Phys., 26 (1908), p. 541-550.
[6] J. H. Schwarz, "Recent Progress in Superstring Theory", hep-th/0007130 (2000).
[7] J. M. Isidro, "The Geometry of Quantum Mechanics", J.Phys. A35 (2002) p. 3305-.

Posted by: Pensieri Oziosi at 27.10.04 11:00

Caro Giulio il libro l'ho letto e l'ho commentato accuratamente in un corso universitario. Non copio i miei interventi dalle quarte di copertina. In ogni caso avresti dovuto usare il singolare. Dato che il tema era una sollecitazione di discorso sul divenire a me richiesta da Massimo, mi sono limitato a fornirgli una serie di indicazioni bibliografiche e ho riportato la quarta di copertina del testo per fornire a Massimo un orientamento del tema del libro. Non dovevo mica parlare in Permettersi una personalità del Tempo! Non mi sembrava il testo di Lodoli un argomento per disquisire di un libro divulgativo di fisica del tempo. Ho risposto a una richiesta indiretta di Massimo che mi chiedeva del divenire della coscienza! In quanto a Pensieri Oziosi posso dire che mentre lei sostiene, a torto, che io avrei citato senza capire, Lei, cita Barbour senza avere neanche letto il libro, dato che se l'avesse letto si sarebbe ricordata del testo riportato nella quarta di copertina del testo einaudi e le sarebbe venuto il dubbio che forse è saltata una virgoletta di contrassegno e quindi avrebbe escluso o tenuta una riserva sulla presunta paternità del testo.
Per quanto riguarda le altre annotazioni di Pensieri Oziosi posso dire:
1) la riflessione critica del libro l'ho fatta all'università mentre tu non puoi farla visto che il libro non l'hai letto dato che mi hai attribuito la paternità di un testo che non era mia e se avessi letto il libro avresti dovuto farmelo notare!
2) Su Feynman ho già risposto e vedo che non hai risposto e non hai capito niente.
3)In quanto alla prosopopea sui servizi professionali che Pensieri Oziosi vorrebbe offrirmi, posso solo invitarla al prossimo convegno internazionale ad Erice sulla storia della fisica dello spazio-tempo e con umiltà stare ad ascoltare. Se vuoi venire sarà un piacere averti come ospite, è sufficiente che mi mandi una email privata e ci sentiamo telefonicamente. In quanto al contenuto tecnico del tuo intervento purtroppo è inesatto! La paternità nella scienza la si assegna a ciò che è comprovabile sperimentalmente. Può darsi che anche l'homo austrolopitecus abbia fantasticato sullo spazio-tempo. Altra cosa è formulare una teoria da mettere alla prova dei fatti. Cmq, lo ripeto, puoi sempre venire ad Erice ad ascoltare.

Posted by: luminamenti at 27.10.04 11:34

Forse chi dovrebbe avere un po' di umiltà è proprio Luminamenti. Sinceramente io non mi sposto per venire ad Erice. Con tutto il rispetto per le attività promosse dalla Fondazione Majorana, le conferenze cui partecipo io sono di ben altro livello.

D'altronde, un momento importante è quello della discussione, e, sinceramente dubito di avere interesse a discutere con una persona il cui spettro dialettico varia da "non hai capito niente" a "non sai leggere".

Io non ho letto il libro di Barbour, ne ho mai detto di averlo letto [1]. Non l'ho letto perché è dichiaratamente un libro divulgativo, adatto ad un pubblico profano. Ed infatti non ho nemmeno espresso commenti sul libro, ma sulla "nota editoriale", facendo riferimento ad un'intervista all'autore, che ho letto a suo tempo perché apparsa su una rivista del settore, ed una critica, che invece ho letto perché quella sì è scritta per gli addetti ai lavori.

[1] E se lo avessi letto, di sicuro non l'avrei letto nella traduzione italiana, giusto per evidenziare la fallacità dei ragionamenti di Luminamenti.

Posted by: Pensieri Oziosi at 27.10.04 12:51

E' evidente che Pensieri Oziosi oltre non capire nulla di Fisica, non sa nulla di quello che accade ad Erice, né gli interessa confrontarsi serenamente. Ed è evidente che lei è di un livello che si evidenzia da solo dato che proprio non sa leggere e ignora quello che ho detto e conferma lei stessa l'impossibilità di confronto dialettico dato che non osserva:
1) il discorso sulla mancata virgoletta
2) l'accusa che citerei senza aver capito quando lei neanche l'ha letto il libro tanto da attribuirmi la paternità di quanto scritto!
3) e sopratutto non legge, dato che ho detto che ho consigliato un libro divulgativo a un frequentatore del blog di Mozzi, di cui non posso sapere anticipatamente il livello di preparazione in fisica, per cui gli ho consigliato un testo ovviamente di carattere divulgativo, e in lingua italiana non avendo idea delle conoscenze linguistiche dell'interessato.
4) in quanto al discorso sullo spettro dialettico la zappa sui piedi Pensieri Oziosi se la butta da sola addosso, dato che il livello di Erice è quello del Nobel della Fisica e delle più importanti cattedre universatarie e centri di ricerca! E poi mica deve ascoltare me, può ascoltare quello che altri hanni da dire e se è capace prendere la parola.
5) non c'è più, adesso, interesse personale al confronto dialettico, perchè dovrei presupporre che Pensieri Oziosi abbia basi minime di fisica, mentre da quanto ha scritto in questo ultimo post ne emerge la totale assenza oltre alla fifa.
6) manca proprio di capacità di lettura, dato che era evidente che ho consigliato un libro a un presupposto profano (non conosco le sue conoscenze di fisica).
7) ma il testo contiene bibliografia per addetti ai lavori, che evidentemente Pensieri Oziosi non conosce perché deve ancora leggere la termodinamca del vecchio Amaldi, sì perchè lei legge in inglese e crede che sia l'unica a farlo
6) era evidente che il mio invito ad Erice era una provocazione; come Pensieri Oziosi potrebbe ascoltare se prima non torna al liceo?

Posted by: luminamenti at 27.10.04 14:04

Luminamenti, non sai quello che dici. Taci, fai una figura migliore.

Posted by: Pensieri Oziosi at 27.10.04 14:14

Io non me la prenderei tanto e non tirerei giù dei massimi sistemi quando una crista sedicenne si caccia addosso una mutanda D&G; che parli, che faccia, che dica tanto più o meno tutti a quell'età cechiamo di appartenere ad una tribù e ne indossiamo quindi le insegne.
Uno dei miei figli faceva un casino per avere un bomber, adesso lo brucerebbe.
Poi si cambia.
Fisicamente, la testa, il ventre, le gambe etc.
E si cambiano le idee e spesso gli atteggiamenti.
Una volta io andavo in giro con "eskimo innocente" dettato solo dalla mia voglia di essere come i miei amici rivoluzionari.
Però il paltò non mi piacque più
e non ne comprai più uno ch'è uno.

Certo condivido la posizione di lumanimenti sulla maieutica sua particolare.
Io non ho, pressochè, mai imparato nulla da insegnanti barbosi, annoiati, ripetitivi, disinteressati alla loro materia.
Ho imparato molto dai pochissimi lucidi, chiari, interessati, appassionati, caldi e veementi.
Ho imparato ad amare la poesia non dai vari professori di italiano ma da Ferdinando Borio, insegnante di greco e latino, che girava per la classe con un cappello in testa alzando la voce recitando, declamando Orazio, mimando Menadro, sbracciandosi per Giovenale, ammicando e sussurando per Stesicoro.

Posted by: Mario Bianco at 27.10.04 17:01

Dato che non so quello che dico lo faccio dire a qualcun altro (ma potrei postare molto altro su ogni punto che ho indicato e con cognizione di causa) se il livello di erice è più o meno all'altezza dei luoghi sacri (senza nome) che frequenta Pensieri Oziosi dove il livello della fisica oscura i premi nobel! Capisco perché vorrebbe che tacessi!

Presentazione:
Il tempo dell'uomo è stato sempre scandito dalle sue conoscenze. La grande avventura comincia con i Greci che "pensando" cercano di scoprire le leggi fondamentali della Natura. Il tentativo, come si sa, non ebbe molto successo. Solo Galileo Galilei, con un atto di coraggio, sfida tutti e si mette a studiare le pietre per capire le leggi di colui che ha fatto il mondo. Fino ad allora si pensava che lo studio di cose volgari, e quindi delle pietre, non portasse a nessun risultato.
Questa seconda tappa comincia con Galilei e finisce con Einstein. Il grande fisico tedesco veramente ha capito come è fatto il mondo stabilendo una volta per tutte che le colonne portanti della nostra esistenza sono spazio, tempo, massa, energia e carica. Il sogno di Einstein era quello di mettere tutto insieme, ma qui fallisce. Gli ultimi 35 anni della sua esistenza li passa cercando inutilmente di inglobare la carica in tutto il resto. Il suo errore di partenza era quello di considerare un'unica carica, la gravitazionale, e tutte le altre come conseguenza di questa. Quando comincia la fisica nucleare, infatti, va in crisi. Ma stava proprio in questa complicazione la strada per capire come è fatto veramente il mondo. Paul M. Dirac la percorre, scopre un'altra equazione e va oltre supponendo che se esiste il mondo, esiste anche l'antimondo.
E' questa la vera grande rivoluzione dei nostri tempi, la grande apertura verso un mondo che non esiste ma che c'è, altrettanto vero delle cose che vediamo. La cosa ancora più affascinante è che la scienza scopre cose sempre verificabili e infatti, nonostante non ci sia in natura, in laboratorio si produce l'antimateria nucleare, così come Dirac ha previsto.
E adesso quale è la nuova frontiera della Scienza? La supermateria, il superspazio, il supermondo. La grande avventura di Einstein fallì perché la sua matematica lavorava in uno spazio fatto solo di quattro dimensioni, mentre in effetti noi siamo fatti con almeno 42 dimensioni. La cosa straordinaria è proprio questa: tutta la fisica moderna è fatta di cose che non si possono né toccare né vedere. Sorge legittima la domanda: ma allora, in quali posti si studiano queste cose? Non è semplice rispondere perché in effetti non c'è posto fisico dove si studia il Supermondo. Con l'espandersi delle conoscenze umane, l'Università non è più il fulcro delle nuove cose: oggi le frontiere della scienza si sono spostate in grandi laboratori aperti, dive periodicamente gli studiosi si incontrano per confrontarsi e mettere a punto le strategie di ricerca. Uno di questi posti è il Centro Internazionale di Cultura Scientifica "Ettore Majorana" di Erice.
Qui il fisico Antonio Zichichi, nel 1963, comincia a realizzare la sua grande utopia che è quella di riunire, senza distinzione di razza e di ideologie, scienziati provenienti da ogni parte del mondo per proseguire insieme il cammino verso una Scienza pacifica senza frontiere. Da Erice la Scienza è riuscita, con fatica, ad imporre la distensione in tempi di guerra fredda tra Est ed Ovest e, successivamente, a coinvolgere i paesi del Terzo Mondo in un progetto di collaborazione planetaria su temi di grande attualità ed interesse sociale. Da Erice sono passati oltre quarantamila scienziati di tutto il mondo e di ogni disciplina.
Dal mio osservatorio privilegiato ho potuto osservarli da vicino, cercando di capire soprattutto quale "molla" li spingeva ad andare avanti, quali uomini si nascondevano dietro la facciata ufficiale dello scienziato. Ve ne presento una carrellata, alcuni famosi altri un po' meno: quanti, tra quest'ultimi, saranno insigniti del premio Nobel? Tra i frequentatori abituali del Centro Majorana ci sono ben 32 Nobel e molti di questi debbono le loro idee più originali ai contatti ad Erice.

Salvatore Vassallo

Indice:
Prefazione
di Antonio Zichichi

Introduzione
di Salvatore Vassallo

Parte prima. Einstein e la guerra.
Il fuoco nucleare (Albert Einstein)

Parte seconda. I padri italiani della fisica moderna.
Le onde gravitazionali (Edoardo Amaldi)
L'antimateria (Emilio Segrè)
Il grande transfuga (Bruno Pontecorvo)
Il genio (Ettore Majorana)

Parte terza. La fisica Duemila.
La fusione fredda (Fleischmann - Pons - Jones)
La meccanica quantistica (Venzo De Sabbata)
L'Origine dell'Universo (Norma Sanchez)
La massa mancante dell'Universo (Sheldon Glashow)
Le "stringhe" (Sergio Ferrara)
I rivelatori di particelle (Antonio Zichichi)
Come nascono le previsioni del tempo (Carlo Finizio e Alfonso Sutera)
Gli elaboratori del futuro (Anna Maria Scheggi e Vito Di Gesù)
I nuovi Materiali (Giorgio Benedeck)

Parte quarta. Non solo Fisica.
La cosmetica (Marino Nicolini)
La fecondazione assistita (Ettore Cittadini)
L'oncologia (Danilo Mainardi e Stefano Parmigiani)
La chirurgia delle mani (Renzo Mantero)
L'eutanasia (Salvatore Mangione)
Le catastrofi (Michele Colofato)
I terremoti (Enzo Boschi e Salvatore Mozzarella)
L'edonismo siciliano (Salvatore Parlagreco)
La nascita del pensiero democratico cristiano (Angelo Capitummino)
Il virus dell'AIDS (Robert Gallo)
Il "Sacharov cinese" (Fang Li Zhi)
Il manifesto di Erice

Posted by: luminamenti at 27.10.04 19:49

Pensieri Oziosi, perdonami, ma con Luminamenti proprio non ce la puoi fare, è impossibile. E fisicamente, e matematicamente, e logicamente, e filosoficamente, e letterariamente, proprio non ce la puoi fare. Sei amica di Giulio e forse avendo avvertito in Giulio un certo fastidio per alcuni interventi di Lumina, hai pensato bene di giungere in suo soccorso (del quale soccorso, per inciso, Giulio bisogno non ha), invano. Sei stata sommersa.

Posted by: Fabio Ciofi at 27.10.04 22:54

Dato che io leggerei libri profani, e tanto perché devo tacere, principio di ispirazione democratica di Pensieri Oziosi, amante del confronto dialettico in fisica non conoscendola, vorrei ricordarle che ho indicato in un post un libro di altissimo livello tecnico: Il tempo della scienza e il tempo della coscienza. Bergson e i modelli interpretativi dello spazio-tempo, di Enrico Tommaso Spanio. Pensieri Oziosi è capace di discuterne? (concedendole, ben inteso, il tempo per tornare a scuola, riprendere a studiare e leggerselo!).
Ma devo continuare?

Posted by: luminamenti at 28.10.04 02:50

Per un approfondimento al livello sub-atomico della fisica del tempo si possono leggere in inglese i lavori di C. Monroe (anche il MIT suppongo non è luogo sacro per Pensieri Oziosi):

Faculty

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Christopher Monroe

Professor

Office: 4231 Randall
Email: crmonroe@umich.edu
Phone: 615-9625

http://monroelab2.physics.lsa.umich.edu/

Additional Information:
Labs: 4472 Randall, SB288 Randall

Education: Massachusetts Institute of Technology S.B. 1987; University of Colorado, Boulder Ph.D. 1992.

Research Field: Atomic, Molecular & Optical Physics

Research Focus: Atom and Ion trapping, quantum computing, quantum measurement and decoherence

Professor Monroe is an experimentalist in the area of atomic, molecular, and optical physics, with interests in cold atoms, lasercooling, and quantum information science and quantum computing. His research group specializes in the confinement and manipulation of individual atoms with electromagnetic and laser fields. This extreme isolation of atoms from the environment allows the study of a variety of fundamental quantum phenomena.

The field of quantum information science exploits the strange features of quantum mechanics for enhancements in information processing. By storing superpositions of numbers, a quantum computer can perform massively parallel computations in a single device. Work in Professor Monroe’s group centers on the use of trapped atomic ions, currently one of the most attractive candidates for a future quantum computer. In his group’s laboratory, individual atomic ions are trapped in free space with electromagnetic fields and laser-cooled nearly to rest, involving advanced optical and radiofrequency techniques.

Long-term goals include the development of complex quantum logic gate structures and large-scale quantum computers. His broader interests include the phenomenon of quantum superposition, quantum entanglement, and quantum measurement, and how these concepts relate to quantum decoherence and the apparent borderline between quantum and classical behavior.

Professor Monroe is the 2001 recipient of the I.I. Rabi Prize in Atomic, Molecular, and Optical Physics, the 2000 International Quantum Communication Award, and the 1997 Presidential Early Career Award.

Selected Publications

Observation of Entanglement Between a Single Trapped Atom and a Single Photon, (B.B. Blinov, D. L. Moehring, L.M. Duan, and C. Monroe), Nature (2004).

Sympathetic Cooling of Trapped Cd+ Isotopes, (B. Blinov, L. Deslauriers, M.P. Lee, M. Madsen, R. Miller, and C. Monroe), Phys. Rev. A 65, 040304 (2002).

Quantum Information with Atoms and Photons, (C. Monroe), Nature 416, 238 (2002).

Architecture for a Large Scale Ion-Trap Quantum Computer, (D. Kielpinski, C. Monroe, and D. Wineland), Nature 417, 709 (2002).

A Schrödinger Cat Superposition State of an Atom, (C. Monroe, D. Meekhof, B. King, and D. Wineland), Science 272, 1131 (1996).

Demonstration of a Universal Quantum Logic Gate, (C. Monroe, D. Meekhof, B. King, W. Itano, and D. Wineland), Phys. Rev. Lett. 75, 4714 (1995).

Very Cold Trapped Atoms in a Vapor Cell, (C. Monroe, W. Swann, H. Robinson and C. Wieman), Phys. Rev. Lett. 65, 1571 (1990).

Randall Laboratory
500 E. University Ave.
Ann Arbor, Michigan 48109-1120
Phone: (734) 764-4437 -- Fax: (734) 763-9694
Questions or Comments: physics.web@umich.edu
Copyright © 2001 Regents of the University of Michigan

Posted by: luminamenti at 28.10.04 03:08

Caro Fabio, ti ringrazio per averci spiegato tutto. Il problema non è se uno parli a vanvera o no; il problema è di chi è "amico".
Non ti sfiora nemmeno il sospetto che Tizio possa essere "amico" di Caio e provare poca simpatia per Sempronio, *proprio perché* Caio dice cose sensate e sa relazionarsi decentemente con le persone, mentre Sempronio delira e non sa relazionarsi decentemente con le persone.
Che è poi la ragione per cui con Sempronio "non ce la si può fare".

Posted by: giuliomozzi at 28.10.04 09:47

Mi dispiace fare la voce grossa, ma Luminamenti, tu di pubblicazioni accademiche ne hai? Hai mai pubblicato qualcosa su qualche rivista "peer-reviewed"? Nello specifico, hai delle pubblicazioni sulla Physical Review? Hai mai partecipato a congressi (e qui non si parla delle scuole di Erice, o di workshops, ma di "conferences": spero che tu sappia la differenza)?

Altrimenti, scusa, ma ti mancano proprio i titoli per poter parlare di fisica con me.

Posted by: Pensieri Oziosi at 28.10.04 12:36

Quindi Luminamenti Delira?

Posted by: Fabio Ciofi at 28.10.04 14:06

Cara Pensieri Oziosi, la risposta alle tue domande è sì! e il fatto che me lo chiedi e non lo sai già è più che sufficiente a indicare quanto ti occupi di fisica. Ma mi sembrava di averti domandato se avevi letto un libro nel mio precedente post e non hai risposto e non sei evidentemente capace di discuterne. Cmq, per educazione e formazione rispondo per prima io anche se tu non rispondi alle mie domande ma pretendi che io risponda alle tue! E non ti ho solo chiesto se hai letto un testo che ho indicato, ma ti ho fatto altre domande. E non hai risposto a nessuna. Come mai?
Vieni a trovarmi a Erice che mi presento e ti presento qualcuno!(non è una provocazione)
In quanto a Te Giulio io non credo proprio di delirare e quando ti rivolgi a qualcuno rivolgiti in presa diretta se conosci la buona educazione! Inoltre, al posto tuo, guarderei bene, prima, ai tuoi deliri, che più di una volta hai mostrato. E' chiaro che hai (ma solo tu non certo io) il dente avvelenato per delle figuraccie che ti ho fatto fare in passato e per le tue insufficienze che mal digerisci (ma le abbiamo tutti).
In quanto alla questione del mio presunto delirio in questi post a Permettersi una personalità ti faccio notare che mi sono limitato a rispondere con cognizione di causa a una persona ignorante e presentuosa che mi ha detto in maniera offensiva: "Citare senza capire quello che si cita espone a brutte figure"
Ma da quale presupposto è arrivata a questa conclusione? e forse Pensieri Oziosi non conosce maniera più educata e civile per rivolgermi un'eventuale suo dubbio? Poteva farmi domanda e chiedermi eventualmente una spiegazione più dettagliata. E' arrivata subito a esprimere da persona arrogante un giudizio di merito senza tra l'altro argomentarlo. E' semplicemente ridicola questa sua affermazione, dato che non ha nemmeno letto il libro! Ma questo è ovvio pure a un bambino!
Inoltre, mi ero semplicemente limitato a fornire a una domanda di Massimo, alcune informazioni.
Non sono certo io che con la prosopopea dell'esperta di fisica arriva ed offende, ed è chiaro che ho reagito con la mia consueta calma e lucidità argomentativa e di competenza di materia (per inciso: ho una competenza in fisica riconosciuta: è la mia materia per eccellenza!) che evidentemente vi dà fastidio perchè siete, talvolta, privi di oggettività e capacità argomentativa.
Caro Giulio, prima di giudicare guardati dentro un pochino più a fondo. E sii più cauto nell'uso degli aggettivi alla mia persona se non vuoi ripetere per l'ennesima volta una dimostrazione di mancanza di capacità serena di analisi esponendoti nuovamente a una disamina ancora più accurata della tua e di pensieri oziosi mancanza i obiettività d'anlisi. Per parte mia posso chiudere qui la questione o viceversa aprirla e fare di tutto ciò che ho scritto adesso solo una semplice introduzione! D'altra parte la tua battuta: "Scusa, Emanuele, vuoi dire che i tuoi interventi li copi dalle quarte di copertina dei libri?" era chiaramente denigratoria e affermativa e non interrogativa e mirata a raccogliere serenamente una informazione.
Il punto è che non aspettavi altro che arrivasse la prima occasione per tentare di infangare la validità di tutti i miei interventi!
Ma, naturalmente, sai benissimo, così come possono verificarlo anche gli altri, che nonho bisogno, né copio le quarte di copertina, del resto lo si evince leggendo i miei interventi.
E' chiaro che ti premeva offendere. Non è questo delirio? Almeno io il tuo delirio te lo sto argomentando! Purtroppo per te la tua domanda denigratoria non è rimasta senza risposta e ho ampiamente mostrato la sua insussistenza e la sua malevole gratuità!

Posted by: luminamenti at 28.10.04 14:33

Luminamenti, come già detto se tu vuoi discutere di fisica con me ti posso offrire la mia consulenza alle normali tariffe di mercato. Su queste pagine non ho intenzione di proseguire discorsi in materia.

Comunque, tu dici di avere delle pubblicazioni accademiche. E' opportuno fare un po' di riscontri: fuori la lista.

Posted by: Pensieri Oziosi at 28.10.04 14:47

Domanda a Pensieri Oziosi: che cosa ha pubblicato e confermato sperimentalmente Monroe,C.,et al. in merito al gatto di Schroedinger? e come lo ha confermato? è una domanda semplice semplice che smentisce ciò che credi di aver detto su Feynman (per altro, un genio sicuramente)!

Posted by: luminamenti at 28.10.04 14:51

Ma io non voglio discutere con te di fisica perché non l'ho vista la fisica! non è certo citandomi Minkowski che mi stai dicendo granché! nozione da studente e inesatta! Per la comprensione del termine inesatto-esatto ti rimando (veramente ti boccierei) al metodo della quasi-analisi di Goodman.
E poi: perché mai dovrei proprio andare a controllare all'Università di Palermo? cosa c'entra l'Università di Palermo? Per fortuna che sei informata! Ma perché, a Palermo si fa fisica del tempo e c'è una biblioteca aggiornata? Ahimé, i luoghi dove si fa fisica, la si conosce e si sperimenta sono quasi tutti fuori! Ne sa qualcosa il più grande genio siciliano della fisica! Continui a non saper leggere! come ho già stradetto, ho risposto a una domanda di Massimo e gli ho fornito qualche spunto. Tutto qui! Il tema proposto da Giulio sulla lettera di Lodoli non implicava capovolgimenti tematici (che non ho provocato io. Ma giulio non era quello che in passato insisteva sull'aderenza al tema? come mai ora sbadiglia?). Invece sei arrivata con la pretesa di parlare di altro e con competenza e competentemente offendendo!
Sei tu che vuoi discutere di fisica con me, visto che sei spuntata su questo blog, dove l'argomento ero altro, con l'evidente intenzione di denigrare, (data la brutta figura che ti ho fatta fare in passato come tu sai, ma per colpa solo tu, dato che sparli ma neanche avverti la persona di cui stai sparlando. Chimiamolo pettegolezzo, ciarla).
Vedo che tu vuoi che io legga quello che tu scrivi e risponda alle tue domande ma Tu non hai risposto a ogni singola domanda che ti ho posto! Come mai? (anche questo, se non lo capissi, è una domanda).
Impara prima la prima regola del confronto dialettico e dell'educazione: rispondere a chi ti ha posto, per primo, domande, argomenti e obiezioni!
Non puoi arrivare e ordinarmi di rispondere a una domanda quanto tu per prima le hai evase tutte! sei comica!
Dopo che risponderai a ogni singola domanda avrai la lista e di più! e in più un invito personale al prossimo convegno di Erice, così potrai vedere con i tuoi occhi e sentire con i tuoi orecchi.
A proposito: MIT e Max Planck Institute vanno bene? Ginevra va bene? dove ti trovo? Ti faccio l'elenco delle domande a cui ancora non hai risposto?
Non ti sei neanche accorta che ho (astutamente) inserito alcune risposte alle tue domande! A conferma di quanto avevo detto! ahahaha!!!
La tua competenza in fisica non basta dichiararla dicendo (tue parole) questo:
1)"Altrimenti, scusa, ma ti mancano proprio i titoli per poter parlare di fisica con me".
Dov'è la fisica in questa tua affermazione? (anche questa è una domanda se non lo sai!)
2)"Luminamenti, come già detto se tu vuoi discutere di fisica con me ti posso offrire la mia consulenza alle normali tariffe di mercato. Su queste pagine non ho intenzione di proseguire discorsi in materia".
Bene, potevi anche non iniziare! ma non vuoi neanche continuare altrove, neanche vuoi venire ad Erice, che hai paura che ti picchio? sono non violento! Guarda che sono tranquillo, io non porto mai rancore, m'interessa il sapere. Se vuoi sapere ascolta anche altri con umiltà! e trai poi le conclusioni. La fisica è una cosa complessa, non è un giochetto. Le incomprensione tra i fisici, come tra i matematici sono note.
Poi, per scegliermi te come consulente dovrei avere qualche informazione in più! non credi? (anche questa è una domanda!)
Ma dovrei sentirne l'esigenza! Chi frequento già mi soddisfa per titoli e sostanza!
Altra domanda (questa mia, ma te l'ho già fatta!): hai letto, conosci, hai studiato, hai discusso (le famose conferenze) il testo Il tempo della scienza e il tempo della coscienza. Bergson e i modelli interpretativi dello spazio-tempo? E' la seconda volta che te lo chiedo! e se non lo hai letto, come mai? come mai chi vuole offrirmi la sua consulenza non è a conoscenza di un libro (non per profani) fondamentale per addetti ai lavori?
Prigogine, come è noto, prima di osare dire qualcosa sul Tempo, ha avuto il buon gusto, l'attenzione, la cura di leggersi tutto Aristotile per esempio, che pone questioni molto complesse sul tempo. Questo solo per dire che con le chiacchere non si fa ricerca!
E conosci i lavori del gruppo di Osaka?
come mai ancora non mi hai riconosciuto, mia consulente?
Ma se vuoi insisti pure, ma attenta al boomerang!
p.s
tutto ciò che ha un punto interrogativo, almeno questo, è sicuro che era una domanda.
Ma le domande, possono essere deducibili anche senza il punto interrogativo!

Posted by: luminamenti at 28.10.04 15:56

Non ho letto l'ultimo tuo commento, visto che a quanto pare non è una lista delle pubblicazioni.

Allora, questa lista? C'è o non c'è?

Posted by: Pensieri Oziosi at 28.10.04 16:46

NON HO LETTO LA TUA DOMANDA VISTO CHE NON HAI ALCUNA PREROGATIVA PARTICOLARE O SPECIALE PER POTERMELA CHIEDERE (mentre io ti avevo invitato, educatamente, ad Erice per giudicare e verificare il chi, il cosa, e con chi!)E PER POTER GIUDICARE il CONTENUTO DATO CHE NEANCHE LEGGI I LIBRI SULLA FISICA DEL TEMPO, NE'CONOSCI LE RICERCHE IN QUESTO CAMPO, NE' LE FAI. INTANTO VAI A LEGGERE ESSERE E TEMPO CHE SI STUDIA ANCORA AL DIPARTIMENTO DI FISICA DEL MIT!
HO RISPOSTO!!!ancora non hai capito? Capisco perché non capisci! semplicemente non leggi quanto ho scritto! Ho già risposto, ma solo per cortesia (possibile davvero che non te ne sei accorta?) mentre tu no (e di Domande te ne ho fatte parecchie!) . Rileggi quello che ho scritto e rispondi!
Non voglio discutere con te di fisica perché non l'ho vista la fisica! non è certo citandomi Minkowski che mi stai dicendo granché! nozione da studente e inesatta! Per la comprensione del termine inesatto-esatto ti rimando (veramente ti boccierei) al metodo della quasi-analisi di Goodman.
E poi: perché mai dovrei proprio andare a controllare all'Università di Palermo? cosa c'entra l'Università di Palermo? Per fortuna che sei informata! Ma perché, a Palermo si fa fisica del tempo e c'è una biblioteca aggiornata? Ahimé, i luoghi dove si fa fisica, la si conosce e si sperimenta sono quasi tutti fuori! Ne sa qualcosa il più grande genio siciliano della fisica! Continui a non saper leggere! come ho già stradetto, ho risposto a una domanda di Massimo e gli ho fornito qualche spunto. Tutto qui! Il tema proposto da Giulio sulla lettera di Lodoli non implicava capovolgimenti tematici (che non ho provocato io. Ma giulio non era quello che in passato insisteva sull'aderenza al tema? come mai ora sbadiglia?). Invece sei arrivata con la pretesa di parlare di altro e con competenza e competentemente offendendo!
Sei tu che vuoi discutere di fisica con me, visto che sei spuntata su questo blog, dove l'argomento ero altro, con l'evidente intenzione di denigrare, (data la brutta figura che ti ho fatta fare in passato come tu sai, ma per colpa solo tu, dato che sparli ma neanche avverti la persona di cui stai sparlando. Chimiamolo pettegolezzo, ciarla).
Vedo che tu vuoi che io legga quello che tu scrivi e risponda alle tue domande ma Tu non hai risposto a ogni singola domanda che ti ho posto! Come mai? (anche questo, se non lo capissi, è una domanda).
Impara prima la prima regola del confronto dialettico e dell'educazione: rispondere a chi ti ha posto, per primo, domande, argomenti e obiezioni!
Non puoi arrivare e ordinarmi di rispondere a una domanda quanto tu per prima le hai evase tutte! sei comica!
Dopo che risponderai a ogni singola domanda avrai la lista e di più! e in più un invito personale al prossimo convegno di Erice, così potrai vedere con i tuoi occhi e sentire con i tuoi orecchi.
A proposito: MIT e Max Planck Institute vanno bene? Ginevra va bene? dove ti trovo? Ti faccio l'elenco delle domande a cui ancora non hai risposto?
Non ti sei neanche accorta che ho (astutamente) inserito alcune risposte alle tue domande! A conferma di quanto avevo detto! ahahaha!!!
La tua competenza in fisica non basta dichiararla dicendo (tue parole) questo:
1)"Altrimenti, scusa, ma ti mancano proprio i titoli per poter parlare di fisica con me".
Dov'è la fisica in questa tua affermazione? (anche questa è una domanda se non lo sai!)
2)"Luminamenti, come già detto se tu vuoi discutere di fisica con me ti posso offrire la mia consulenza alle normali tariffe di mercato. Su queste pagine non ho intenzione di proseguire discorsi in materia".
Bene, potevi anche non iniziare! ma non vuoi neanche continuare altrove, neanche vuoi venire ad Erice, che hai paura che ti picchio? sono non violento! Guarda che sono tranquillo, io non porto mai rancore, m'interessa il sapere. Se vuoi sapere ascolta anche altri con umiltà! e trai poi le conclusioni. La fisica è una cosa complessa, non è un giochetto. Le incomprensione tra i fisici, come tra i matematici sono note.
Poi, per scegliermi te come consulente dovrei avere qualche informazione in più! non credi? (anche questa è una domanda!)
Ma dovrei sentirne l'esigenza! Chi frequento già mi soddisfa per titoli e sostanza!
Altra domanda (questa mia, ma te l'ho già fatta!): hai letto, conosci, hai studiato, hai discusso (le famose conferenze) il testo Il tempo della scienza e il tempo della coscienza. Bergson e i modelli interpretativi dello spazio-tempo? E' la seconda volta che te lo chiedo! e se non lo hai letto, come mai? come mai chi vuole offrirmi la sua consulenza non è a conoscenza di un libro (non per profani) fondamentale per addetti ai lavori?
Prigogine, come è noto, prima di osare dire qualcosa sul Tempo, ha avuto il buon gusto, l'attenzione, la cura di leggersi tutto Aristotile per esempio, che pone questioni molto complesse sul tempo. Questo solo per dire che con le chiacchere non si fa ricerca!
E conosci i lavori del gruppo di Osaka?
come mai ancora non mi hai riconosciuto, mia consulente?
Ma se vuoi insisti pure, ma attenta al boomerang!
p.s
tutto ciò che ha un punto interrogativo, almeno questo, è sicuro che era una domanda.
Ma le domande, possono essere deducibili anche senza il punto interrogativo!

Posted by: luminamenti at 28.10.04 19:39

SYLVIE COYAUD
Una fisica senza prima né dopo
Da settant'anni i fisici cercano di far quadrare i conti e non ci riescono: la materia sulla piccola scala degli atomi si comporta secondo le regole della meccanica quantistica e quella su grande scala dell'universo secondo quelle della fisica classica e della relatività di Einstein, nonostante l'universo sia fatto di atomi. Per uscire da questa contraddizione, dicono, ci vogliono pensieri audaci. Al fisico teorico inglese Julian Barbour non mancano e li ha ora raccolti in The End of Time (Weidenfeld & Nicolson) in cui unifica le due teorie, sostenendo che il tempo "che nella fisica classica rientra dalla finestra... viene ucciso dalla teoria quantistica" se la si interpreta correttamente. Non c'è: è soltanto una nostra deduzione davanti al cambiamento, a tracce di apparenti sequenze, "capsule di tempo che spiegano l'impressione prepotente che lo scorrere del tempo possa prodursi in un mondo che ne è privo".
È una decisione radicale, già presa dal matematico inglese Peter Landsberg in The Enigma of Time (A. Hilger, 1982) e lo stesso Einstein sosteneva che "per noi fisici, la distinzione tra passato, presente e futuro non è che una testarda illusione". Nel libro, Barbour la giustifica ripercorrendo i concetti di tempo nella storia della fisica e confutandoli con un universo matematicamente coerente, costruito in collaborazione con Bruno Bertotti dell'università di Pavia e chiamato Platonia in cui tutte le configurazioni probabili delle particelle coesistono in svariati Adesso tra cui uno, più probabile di altri, ci contiene. Per eliminare la quarta dimensione, "un fenomeno locale del nostro Adesso" nato dalla percezione del moto, delle distribuzioni non arbitrarie della materia che la nostra mente interpreta come una "storia" per un bisogno umano di senso e di ordine, Barbour toglie il tempo dalla funzione d'onda di Schrödinger (il cui famoso gatto, qui a configurazioni multiple, risulta così sia vivo che morto) e riprende l'equazione di Bryce De Witt e John Wheeler di trent'anni fa che fornisce la probabilità di un universo per una configurazione data anche se nell'equazione il tempo non figura. In Inghilterra, The End of Time è uscito a novembre e sui supplementi domenicali dei grandi quotidiani ha avuto recensioni dettagliate che ne elogiavano la potenza della visione, la scrittura felice e la profondità filosofica. John Gribbin è fra quelli che si è lasciato irretire. John Barrow è rimasto affascinato e ha apprezzato l'audacia del pensiero da conoscitore, avendo egli stesso ipotizzato da poco che nei primissimi secondi del Big Bang, la luce avrebbe viaggiato a una velocità superiore al suo limite massimo. Non è del tutto persuaso, forse perché The End of Time liquida il principio antropico debole di cui è stato uno dei sostenitori. Nonostante l'eloquenza dell'autore, la dimostrazione non gli sembra abbastanza elegante per competere con "il concetto che ci ha fornito la più grande semplificazione immaginabile per dar un senso al mondo". Prima di fare a meno del tempo, anche Barbour ammette che occorrerà risolvere le difficoltà della perfida equazione di De Witt-Wheeler, irta di variabili come un istrice di aculei. Ci stanno provando in molti, di paesi e persuasioni diverse. Il guaio - uno dei tanti - è che ognuno ne riceve la risposta che più gli piace. Permette a Michael Green dell'università di Cambridge di ripulire la teoria delle superstringhe da fastidiose possibilità infinite e di semplificare i calcoli della cromodinamica quantistica.
Astrofisici del CNR di Bologna la usano per determinare gli effetti sull'evoluzione della materia della fluttuazione primordiale pre-Big Bang, matematici di Varsavia per ottenere una teoria quantistica della gravità.
Lee Smolin (Pennsylvania State) e Carlo Rovelli (Pittsburgh) le hanno fatto chiarire interazioni tra elettroni e gravità. Con la strabiliante conseguenza che in particolari circostanze, da queste interazioni emerge proprio il tempo sua sponte, invece di dover essere inserito appositamente nelle variabili dell'equazione. Ci sono ancora parecchi dettagli da rifinire e forse Barbour ha ragione di non preoccuparsene.

Posted by: luminamenti at 29.10.04 02:39

Vedi Luminamenti ex/grege,
io a volte sono proprio contento di leggerti, posso anche comprendere che tu ti senta provocato da questa signora dai pensieri oziosi.
Io non ne capisco molto.
Ma mi sembra fuori luogo che tu continui ad occupare spazio e cheneso su temi di alta fisica in un blog, diciamocosì, letterario,
ecco,
è tutto,
però mi piacerebbe, a quest'ora, dopo anni che ti leggo, sapere chi sei e perchè tu ti celi dietro le luminescenze di questo pseudonimo.

Posted by: Mario Bianco at 29.10.04 09:18

Dopo anni che mi leggi? Grazie, sei gentile. Ma allora dovresti sapere, se mi hai letto, che chi sono (mi riferisco alla carta d'identità ovviamente) è di dominio pubblico anche su internet, cioè, per essere più chiari, non è mai stato da me celato, né occultato il mio nome, il mio cognome, la mia nascita ed età e parte delle cose che faccio professionalmente. Il nick è solo un pseudonimo che ha per me valore puramente affettivo e di gioco di autoironia (Lumina Menti, che poi ha a che fare con pezzo musicale, tra l'altro e altro ancora).
Se poi vuoi sapere di più di me e vuoi soddisfatte le tue curiosità e hai interesse a relazionarti con me in maniera più personale e amichevole, mandami una email privata e ti darò il mio numero ed esaudirò ogni tuo desiderio. E' chiaro penso. Non è che quando uno incontra un'altro per strada gli racconta la sua vita, gli fa vedere la carta d'identità e gli mostra il curriculum senza prima stringere un qualche rapporto! Ma così ho sempre fatto con tante altre persone sconosciute e conosciute tramite internet e incontrate personalmente e sentite telefonicamente. Non ho nessuna difficoltà a svelare ciò che è già svelato! Non pensavo di essere oggetto di tanta curiosità! penso che quello che sono emerge, ovviamente solo in parte, da ciò che dico, poi c'è a chi piace e a chi no!
Mi sembra questo modo di relazionarsi molto più visibile che limitarsi a blaterare intorno al presunto occultamento dietro un nick, dato che non basta scrivere un nome e cognome su internet per avere la garanzia che Mario Bianco sia Mario Bianco (ti ho preso solo ad esempio, ovviamente).
In quanto al mio curriculm professionale, di cui sono molto orgoglioso, lo fornisco solo a persone con cui ho rapporti più che occasionali, ad amici e ovviamente per ragioni di lavoro, non casco nei giochetti sciocchi di Pensieri Oziosi che ha spostato la questione su latro nel momento in cui ha fatto una figuraccia, dato che non ha risposto a nessuna mia osservazione.
Se era più serena, accettava il mio invito ad Erice (tra l'altro non semplice ad ottenere) e sarebbe stata una occasione per chiarire e per presentarsi alla pari. Invece da sola, ha continuato a fare una figuraccia, perché pretende da me delle informazioni come sei Lei fosse titolata ad esaminarmi. Ma Lei non ha fornito nessuna qualifica per ottenere ciò da me! Se si deve giocare, bisogna conoscere le regole del gioco e non barare!
Credo che lo spazio lo abbia occupato molto di più Pensieri Oziosi, dato che io mi ero limitato a fornire delle indicazioni a Massimo. A quel punto è arrivata Lei, offendendo! E' normale la mia reazione. Se aveva qualcos'altro da ridire avrebbe dovuto dirmelo privatamente via email, come tra l'altro l'avevo invitata.
Il mio conportamento è stato ineccepibile!
Ma, come giustamente tu dici, non è il caso di continuare qui discussioni di fisica, anche perché non ce ne sono state!

Posted by: luminamenti at 29.10.04 10:18

No, Emanuele, il tuo comportamento non è stato ineccepibile. Ciò che mi spaventa, è proprio che tu lo creda ineccepibile.

Posted by: giuliomozzi at 29.10.04 11:46

Sì Giulio, confermo che è stato ineccepibile. Quello di pensieri oziosi e tuo no!
Ciò che mi spaventa (ma supererò la fifa che invece sembrerebbe non farti dormire evidentemente. Ma che diavolo vuole significare "mi spaventa" ? Demagogia di basso livello Giulio! tu ti preoccupi per me? ti preoccupi per te? ti rendi conto di fare ridere con queste affermazioni banali e insinuanti? manchi proprio di sincerità e capacità di essere diretto), inoltre,è che il tuo comportamento è ancora peggiore di quello di pensieri oziosi (aggravato dal fatto che io l'ho pure spiegato perché il tuo comportamento, oltre quello di pensieri oziosi, non è ineccepibile, mentre tu ti limiti ad affermare che il mio comportamento non è ineccepibile senza spiegare perché. Perché l'unico scopo del tuo post era infilarci la parola "mi spaventa")
Che differenza c'è tra dire: No, emanuele, il tuo comportamento è ineccepibile e la frase: no, Giulio, il tuo comportamento non è ineccepibile.
Non c'è differenza, a meno che non si spieghi il perchè un comportamento non è ineccepibile e si sia in grado di discuterne. Io l'ho già spiegato! tu no! Chi si legge tutti i post può già valutare. Mi sento a posto e quando leggo qualcosa che mi convinca di avere fatto un errore, lo dichiaro e faccio autocritica.
Da parte tua, adesso, come in passato, non ho mai notato, letto nulla di autocritico da parte tua. Per capirsi basta essere corretti fino in fondo nei ragionamenti. Già altri, adesso, come in passato se ne sono accorti.
Ci vuole ben altro che quello che hai scritto per rendersi credibili.

Posted by: luminamenti at 29.10.04 13:19

Sarebbero ineccepibili queste frasi?
Pensieri Oziosi: "Citare senza capire quello che si cita espone a brutte figure" (detto da persona che ha dichiarato di non avere neanche letto il libro per giunta!)
Questa frase è da persona maleducata.
Giulio Mozzi: "Scusa, Emanuele, vuoi dire che i tuoi interventi li copi dalle quarte di copertina dei libri?"
Questo sarebbe ineccepibile?
Perché, forse non lo sai che non è così? E sai che il plurale è completamente fuori luogo;
e sai anche cosa ho scritto in merito a questa quarta di copertina che ho riportato e perché l'ho inserita!
Ma naturalmente queste cose a te non interessano, però Ti sei tanto premurato di intervenire con il tuo commento. Ma come mai? come mai? come mai tanta premura e attenzione da farti intervenire? chissà perché! MISTERO! (che però c'è chi ha compreso bene. Non sempre ciò che appare mostra tutto ciò che appare).

Posted by: luminamenti at 29.10.04 13:36

Emanuele, Giulio tiene molto alle sue amicizie. Tutto qui. Ed anch'io ci tengo molto. Alla tua. Come al solito, ripeto, hai "subissato" il tuo interlocutore di argomenti validi e pertinenti ai quali non ha saputo rispondere, ma quel che è più grave, qualcuno ti ha accusato di "delirare" e questo mi appare davvero scorretto...

Posted by: Fabio Ciofi at 29.10.04 13:59

Caro Fabio, permettimi di puntualizzare. Agli argomenti di Luminamenti non voglio rispondere. Parlare seriamente di fisica, richiede tempo, tempo quantificabile pecuniariamente e che non mi va di regalare ad un personaggio come Luminamenti.

A proposito del quale, è vero che non sono sicura della sua identità, però, insomma, anche il modo come tu ti rivolgi a lui, fanno sospettare che un certo Emanuele Giordano di Palermo sia dietro a questo pseudonimo. Naturalmente potrei sbagliare.

Però nel mondo della fisica, questo E. Giordano non esiste. Non vi sono tracce di lui in alcun database bibliografico. Per curiosità, si trovano invece un genetista Ennio Giordano a Napoli [1], un biochimico Emanuele Domenico Giordano a Bologna [2], ed un filologo Emilio Giordano a Salerno [3]).

Quindi sostanzialmente Luminamenti è un soi-disant "esperto" ma in realtà è completamente ignorato dal resto del mondo scientifico.

Ah, ho telefonato alla Fondazione Majorana, e chi mi ha riposto non sapeva dirmi nulla a proposito di una scuola sulla storia della fisica dedicata al tempo, del quale per altro non vi è nemmeno traccia sul loro sito [4]. Magari è una semplice disorganizzazione.

[1] http://www.docenti.unina.it/docenti/web/index.php?id_prof=761
[2] http://www.unibo.it/Portale/Strumenti+del+Portale/Rubrica/paginaWebDocente.htm?UPN=emanuele.giordano@unibo.it
[3] http://www.dilas.unisa.it/index.php
[4] http://www.ccsem.infn.it/

Posted by: Pensieri Oziosi at 29.10.04 17:36

Naturalmente, le cose non stanno così!
E fino adesso Pensieri Oziosi è solo Pensieri Oziosi! Non è che abbia dimostrato nulla!né di sé, né intorno alla fisica! e capisco che si affanni a spostare l'attenzione altrove, dimentincandosi della sua maledicazione e di rispondere, Lei, alle domande. Ma non abbocco!!! Qualcosa io invece ho mostrato in termini di competenze. Non devo però dimostrare a Pensieri Oziosi le mie, non fornisco dati personali (che tra l'altro non mi piace fare circolare su internet. Do sempre il rifiuto al trattamento personale dei dati, dato che da informatico so bene quello che succede con le informazioni lasciate circolare su internet. Fornisco quelle minime indispensabili) a chi si pone in questi termini e non sa rispondere.
Cmq, tanto per puntualizzare, e non perchè debba dimostrare, non ho mai parlato di una "scuola" sulla storia della fisica del tempo (avevo ragione quando parlavo di inesattezza, cosa che per una esperte di fisica è cosa grave!). Mi sembrava di averla invitata (le ho offerto un contatto telefonico) a uno degli incontri dove si parlerà con studiosi della materia della questione indicata. E'chiaro che se ha chiesto di una scuola la scuola non c'è. Le scuole sono altrove e capisco che pensieri oziosi ne ha bisogno! Ma ad Erice vengono i migliori delle migliori scuole! (naturalmente dando per buono e veritiero il fatto che Pensieri Oziosi abbia telefonato ad Erice, il che è una concessione puramente ipotetica, visto che Pensieri Oziosi sin dall'inizio mi sembra considerasse Erice luogo infame per la fisica. Ma anche ad Erice si tengono vere conferenze. Ma chi glielo ha raccontato che non se ne fanno? Ci sono seminari che durano settimane e per periodi molto lunghi e più lunghi di quelli che si fanno in altri posti internazionali, perché certo è un posto internazionale. Lo sa forse che ci vengono premi nobel?
In quanto al database bibliografico è ovvio che in quello che hai cercato non ci sia! I database non sono mai esausstivi. Non è un database universale, né completo, come tutti sanno.
Tanto per dirlo, ci sono invece un professore di lettere antiche, un biofisico, un professore di micromassaggio estremo-orientale, un ricercatore di fisica quantistica del SPIFMO, un docente formatore di formatori dell'AIF, un consulente del Institute of Advanced Thinking nel Maine, un professore a contratto di fenomenologia delle emozioni, un insegnante di filosofia delle organizzazioni (management), un programmatore di PNL e AT, un formatore dell'Enneagramma (a proposito: Prigogine vi ha dedicato studi riservati basati sulla matematica dei frattali), un professore di fisiologia (che frequenta discretamente un importante organizzazione Zen), un imprenditore e un esperto di elearning, un critico letterario che scrive su riviste tedesche, un programmatore di scacchi, un consulente del Systems Engineering Society, Cina,
un consulente di sistemica (sai cos'è?), uno studioso del Calligaris, un preparatore atletico, un futuro laureando (la terza)
Ma chiedo a Pensieri Oziosi: visto che io non esisterei da nessuna parte (mentre tu hai dimostrato eccome i tuoi titoli, i luoghi sacri che frequenti solo tu, le tue competenze professionali), questo dovrebbe renderti la vita più facile, cioè dovrebbe facilitarti il compito di SAPER RISPONDERE ALLE OSSERVAZIONI DI COLUI CHE RITIENI UN DILETTANTE E INCOMPETENTE DI FISICA! MA ALLORA come mai non hai saputo rispondere? e non mi dire che il motivo è dato dal fatto che questo non è il luogo per parlare di fisica, visto che stai continuando a postare e scrivere su cose che non sono per nulla pertinenti al suo contesto originario.
Non era meglio che utilizzavi più intelligentemente il tuo tempo e rispondevi ad alcune osservazioni sulla fisica del tempo che ho postato? Hai detto che qui non si parla di fisica, mentre di quello di cui stai parlando sì?
Sul tuo sito va bene? in un forum di fisica va bene? Ancora non mi hai detto nulla in merito alle domande bibliografiche che ti ho posto, né di un noto esperimento di fisica!
Ma se io non so nulla di fisica e sto delirando come mai non mi dici nulla di quello che altri, sicuramente più visibili di me (perché sicuramente anche più competenti di me) hanno detto e dicono sulla fisica del tempo? Come per esempio Barrow, che ha parlato in più di una conferenza delle idee di Barbour in maniera molto positiva? Ho pure riportato in questi post un articolo firmato!
Naturalmente le questioni sulla fisica del tempo sono apertissime, non ho mica detto che ormai abbiamo in mano tutte le spiegazioni.
Ma non mi puoi dire che non ho capito quello che cito, perché ho competenza in materia vastissima, nata tra l'altro, se lo vuoi sapere, da quando lessi tanti anni fa un libro per me decisivo: La struttura Originaria.

Posted by: luminamenti at 29.10.04 19:50

Ah, dimenticavo, visto che Pensieri Oziosi sa fare bene le ricerche. Su Internet, ahimé, c'è pure qualcosa di me che è relativo a un convegno nazionale e che avrei preferito per ragioni private non ci fosse! niente di grave, ma mi dà fastidio

Posted by: luminamenti at 29.10.04 19:59

Una persona che si è preoccupata per me, e che non è mai intervenuta su queste cose oziose, mi ha invitato a lasciarti perdere Pensieri Oziosi.
La sua dimostrazione di affetto mi ha, irrazionalmente, persuaso. Per me, questa conversazione è finita definitivamente. Continuatela da sola, ho altro da fare.
Sputa pure tutti i venefici che ti rimangono.
Io sono soddisfatto da quanto è emerso!

Posted by: luminamenti at 29.10.04 20:49

Luminamenti ha ragione quando dice che il database che ho adoperato non è esaustivo, consta infatti di tre indici (Science Citation Index Expanded [1], Social Sciences Citation Index [2], Arts & Humanities Citation Index [3]) che coprono rispettivamente 6381, 1810 e 1139 riviste [4]. Quindi, è vero, i Rendiconti della Sezione di Fisica dell'Accademia delle Scienze di Canicattì non fanno parte di questa lista. Le riviste che contano sì, però.

Piccola spiegazione legale a margine: il trattamento dei dati personali non ha nulla a che fare con i database bibliografici. Questi infatti raccolgono gli estremi delle "pubblicazioni", tra cui i nomi degli autori (e di solito le loro affiliazioni).

Naturalmente continuo a non essere sicura della tua identità. Visto che comunque non sono stata smentita, continuerò a sfruttare l'ipotesi di lavoro che dietro a Luminamenti vi sia Emanuele Giordano di Palermo. Ebbene tutte le pubblicazioni a firma E. Giordano sono ascrivibili ai tre autori citati nel mio precedente commento.

Ora, veniamo ad Erice, che non ho mai considerato un luogo infame per la fisica. Ad Erice vi si svolgono attività periodiche, come le scuole [5], ed eventi una tantum, come edizioni di conferenze internazionali, che tipicamente vengono ospitate in luoghi diversi ogni anno [6]. Quando si parla di "Erice" e basta, non ci si riferisce a quest'ultimo caso visto che è il nome della conferenza quello che importa, bensì al primo. Pensavo quindi che dicendo "Erice", Luminamenti si riferisse ad una scuola (quindi rivolta principalmente a dottorandi o comunque a chi è nuovo in uno specifico campo di ricerca), specificamente ad una delle Scuole di Storia della Fisica, che vengono tenute regolarmente. Effettivamente, devo ammettere che mi domandavo come mai avessero preso un relatore che non ha neanche una pubblicazione seria, ed infatti, Luminamenti conferma che non si tratta nemmeno di una scuola [5].

Allora, questo evento cui tu Luminamenti hai fatto riferimento, che non so più come chiamare ("colloquio", forse?), quando e dove si tiene?

Per quanto riguarda la telefonata non è necessario fidarsi della mia parola. Il numero di telefono è presente sulla pagina del sito della Fondazione [7], e chiunque può chiamarlo.

[1] http://www.isinet.com/cgi-bin/jrnlst/jloptions.cgi?PC=D
[2] http://www.isinet.com/cgi-bin/jrnlst/jloptions.cgi?PC=J
[3] http://www.isinet.com/cgi-bin/jrnlst/jloptions.cgi?PC=H
[4] Luminamenti sembra avere poca familiarità con le ricerche bibliografiche, pensava forse che avessi cercato il suo nome su Google?
[5] Leggendo il commento precedente capisco ora che Luminamenti ignora che nel gergo accademico "scuola" significa anche "corso" . Luminamenti sembra interpretare scuola nel significato 3a del De Mauro: http://www.demauroparavia.it/105067
[6] Un'altra evidenza della scarsa familiarità di Luminamenti con il lessico del mondo della ricerca è data dalla frase "Ma anche ad Erice si tengono vere conferenze. Ma chi glielo ha raccontato che non se ne fanno? Ci sono seminari che durano settimane e per periodi molto lunghi e più lunghi di quelli che si fanno in altri posti internazionali, perché certo è un posto internazionale." Conferenze e seminari, "scuole" in gergo, sono cose ben diverse: una conferenza è un congresso in cui i ricercatori presentano i frutti della loro ricerca, e non supera mai la settimana (anzi, di solito sono tre-quattro giorni). Una scuola invece è un corso, quindi con finalità didattiche, che dura una o due setimane.
[7] http://www.ccsem.infn.it/

Posted by: Pensieri Oziosi at 30.10.04 01:03

Torno qui per la curiosità di vedere come è andata a finire e scopro questa impressionante querelle. In effetti, visto il titolo del post, è evidente che chi è delirante si getti ghiottamente sull'occasione di potersela permettere, 'sta strasudata personalità.

Posted by: caracaterina at 01.11.04 19:44

Vedi, Emanuele: se c'è un mistero, e se tu l'hai compreso, perché non lo spieghi a tutti?

Posted by: giuliomozzi at 01.11.04 22:16

Posto questo articolo che mette in evidenza alcune cose che avevo appena accennato in relazione ad alcuni testi importantissimi che avevo indicato. Il nichilismo, come avevo accennato, pone il problema della relazione tra Essere e Tempo. Il Nichilismo identifica L'essere con il tempo. L'essere sarebbe Tempo.
Questa la tesi di fondo di tutta la cultura occidentale. E' il pensiero di fondo sostenuto e contestato dalle analisi filosofiche che Emanuele Severino conduce sin dal lontano 1958 nel testo la Struttura Originaria, che ha trovato poi delle risposte in Destino delle Necessità e sono culminate con La Gloria (2001), ultimo testo.
Severino contesta che L'Essere sia Tempo!
L'articolo del fisico Carlo Rovelli puramente divulgativo, si muove proprio in questa una nuova direzione (e sottolinea l'importanza del rapporto tra fisica e filosofia).
Consiglio a chi vuole - avendo a disposizione almeno qualche base di conoscenza della fisica - approfondire (seppure ancora in superficie)la questione i testi Filosofia della fisica e Filosofia del Tempo editi da Bruno Mondadori. E il testo Futuro aperto e libertà. Un'introduzione alla filosofia del tempo di Dorato M. edito da Laterza.

Qui sotto l'articolo.

Con i «loop», dopo mezzo secolo si sta riallacciando il dialogo tra fisica e riflessione filosofica

Senza spazio né tempo

di Carlo Rovelli
Conseguenze della Meccanica quantistica e della Relatività generale. Gli «anelli» non hanno bisogno di un contenitore. Sono tutt’uno con esso, così come i fili di una maglia costituiscono la maglia.

La scienza è una esplorazione continua di nuovi modi di pensare il mondo. È un processo in cui anche le strutture di pensiero più elementari vengono messe in discussione. Per quasi tre secoli, la fisica Newtoniana ha rappresentato una struttura concettuale per capire il mondo fisico, e molta tecnologia moderna si fonda su di essa. Ma nel corso del XX secolo la fisica è stata attraversata da sconvolgimenti profondi, che hanno mostrato i limiti della costruzione Newtoniana e hanno permesso uno sguardo nuovo e più profondo sul mondo fisico.
Ricerche sperimentali e teoriche dell'inizio del XX secolo hanno portato a due teorie che hanno cambiato il nostro modo di pensare. La Relatività Generale, trovata da Einstein nel 1915, ha modificato la nostra comprensione dello “spazio” e del “tempo”. La Meccanica Quantistica, sviluppata da Schrödinger, Heisenberg, Dirac e altri negli anni 20, ha modificato la nostra comprensione della “materia”. Queste teorie hanno quasi un secolo di vita e sono alla base di molta tecnologia, come i computer. Non sono ancora arrivate ad influenzare il modo di pensare comune, ma questo non deve sorprendere: la rivoluzione Copernicana, ad esempio, ha atteso ben più di un secolo, prima di dispiegare la sua immensa influenza culturale.
La rivoluzione scientifica aperta da queste teorie, tuttavia, è non è ancora conclusa. Il motivo è che le due teorie appaiono in contraddizione stridente: ciascuna è formulata come se l'altra non esistesse. Da un punto di vista pratico questo non è grave, perché regimi fisici dove intervengono entrambe esistono, ma sono casi estremi (i primi istant