“Nun me va”, dice il tipo.
Il tipo è un tipo sui trent’anni, trentacinque, alto, grasso, i capelli ricci, la barba lunga, le braghe di una tuta da ginnastica rosse, una maglietta di cotone bianca che lascia una bella fetta di pancia fuori, un gilè da pescatore verde smeraldo.
Siamo sulla metropolitana di Roma. Sono le cinque del pomeriggio, lo sciopero generale dei trasporti urbani è appena finito. Io sono salito sul primo treno che è passato per la stazione di San Paolo, dove la metropolitana corre sopraelevata, e ho trovato a bordo questo tipo qui, che parla ad alta voce nel telefono portatile.
“Nun me va, Robbe’”, dice il tipo. “Io so’ ritardato mentale, so’ andicappato, dice che gli andicappati e i ritardati mentali se devono reinseri’ nella società, ma a me nun me va, Robbe’, io so’ ritardato mentale, io nun me voijo reinseri’, io voijo sta’ a casa a guarda’ la televisione, Robbe’, io so’ ritardato mentale, io nun me voijo reinseri’, so’ andicappato, c’è ca’ che ce sputo sopra, Robbe’, c’è ca’ che ce sputo sopra, io voijo sta’ ‘n pace, io so’ ritardato mentale, so’ andicappato, mi’ moije cià un cancro vaginale, Robbe’, cià un tumore alla vagina, io so’ ritardato mentale, Robbe’, siamo la coppia più bella del mondo, dice che i ritardati mentali se devono reinseri’ nella società, che se devono reinseri’, ma a me nun me va, Robbe’, mi moije cià un cancro vaginale, un tumore vaginale, un cancro alla vagina, Robbe’, c’è ca’ che ce sputo sopra, io nun me voijo reinseri’, Robbe’, io so’ ritardato mentale…”.
Il treno si immerge sottoterra.
“Robbe’, Robbee’?, io nun te sento più, Robbe’, io nun me voijo reinseri’, capito?”.
Scendo alla stazione Cavour.
perfetto, ma io non sarei sceso,
amo i viaggi desueti
ieri, dopo due settimane di attesa, è arrivato alla libreria Tarantola di Udine, che ne era sprovvista, "Il suicidio di Angela B." che avevo ordinato.
Posted by: corrado at 22.10.04 23:53cazzo, mi cugino ! ;-)
Posted by: cletus at 23.10.04 07:13cazzo, il cugino di cletus!
Posted by: sara at 23.10.04 08:47SIC VIVE CUM HOMINIBUS TAMQUAM DEUS VIDEAT, SIC LOQUERE CUM DEO TAMQUAM HOMINES AUDIANT.
Posted by: Iannox at 23.10.04 08:55questo tipo m'ha ricordato me stesso, accento a parte ;)
Posted by: eiochemipensavo at 23.10.04 18:24Il problema del reinserimento nella società da parte dei diversamente abili.
Reinserirsi: bisogna vedere se ciò giova alla propria sopravvivenza.
Società: ma chi può dirsi "fuori" dalla società, o meglio... chi può dirsi "dentro"?
Diversamente abili: cioè tutti noi.
Poi qui ometto un'allusione letteraria personale che tanto capiremmo solo tu ed io.
Ciao Giulio.
(mica tanta voglia di scherzare, oggi: chiedo scusa a tutti)
Per quello che può servire, una considerazione off topic: ho davvero apprezzato le "chiacchierate" per Stilos di Giulio Mozzi e lo ringrazio per averle rese disponibili.
Posted by: GiusCo at 24.10.04 20:47Secondo me, la cosa migliore che hai scritto (di quelle che ho letto).
Posted by: Raspberry at 25.10.04 00:58Un frammento di conversazione di una bellezza e pregnanza IMPAGABILI. Questa volta devo complimentarmi con Giulio per averlo saputo cogliere e sottrarre alla Gran Marmellata del Bla Bla Bla Cosmico. Un consiglio? Prepara un intero libro di Conversazioni Rubate.
Posted by: ihihi at 25.10.04 09:58
hmm...:?