Potevano svegliarsi prima: Luzi era istituzionalmente venerabile anche vent’anni fa, settantenne. Nominare uno senatore a vita quando ha novant’anni è un’operazione di crudele ironia, scrive in Miserabili Giuseppe Genna. Sono d’accordo. Sono d’accordo anche quando scrive: Considero Mario Luzi un poeta minore del Novecento. Non sono d’accordo su svariate altre cose, ma su queste due sì.
Posted by giuliomozzi at 17.10.04 23:33 | TrackBackCaro Giulio, metto anch'io come Genna (e te, suppongo) Zanzotto davanti a Luzi. Non so se Luzi sia un minore. Però da Genna e da te, che il quadro della poesia italiana ce l'avete assai più ricco e ampio di me, si vorrebbe sapere perché e percome Luzi sia un minore, invece di disquisire (Genna) sul fascismo di ogni istituzione, o sull'ironia della nomina a novant'anni (sulla cui crudeltà non sono affatto d'accordo, perché i tempi di una nomina a senatore non devono necessariamente osservare i tempi della eventuale intronizzazione poetica, e perché non mi pare che Luzi stia soffrendo questa nomina come uno sberleffo). Insomma, ce lo dite o no perché Luzi è un minore? E chi sono i maggiori, e perché lo sono?
Posted by: massimo at 18.10.04 00:16Mi sembra che Genna su I Miserabili dia le sue ragioni sul perché lo consideri minore. Naturalmente andrebbe valutato anche il discorso dell'innovazione della lingua poetica, nel senso che è solo uno dei parametri di valutazione. Non credo ci siano dubbi che in questo senso Zanzotto sia andato oltre (ma non solo nel senso dell'innovazione linguistica). In quanto alla carica di senatore a vita, dato che la carica di senatore è una carica per concetto di rappresentanza democratica, penso che bisognerebbe darla (se proprio deve esistere la nomina diretta a senatore a vita, ma potremmo anche istituirne una a tempo determinato, eventulmente rinnovabile a scadenza)a personaggi popolari, che hanno alti ascolti e seguito, quindi personaggi televisivi o del cinema o della canzone ect...Insomma, i numerosi fans di Jiovanotti o Vasco Rossi o Mina avrebbero molto da ridire! Loro sono molto più numerosi!
L'arte letteraria è in minoranza!
Penso che essere un poeta minore sia meglio che essere maggiore.
Penso anche che maggiore e minore nella società industriale contemporanea siano criteri quantitativi. Chi vende di più è maggiore! E' anacronistico oggi che maggiore e minore siano categorie della critica letteraria, che si dovrebbe occupare solo di spiegare la letteratura, piuttosto che appioppare giudizi. Quando si mettono insieme 15-20 critici italiani e mi dicono che quel tale artista è il più grande, mentre di un altro che giudicano minore o scadente vi sono molte più letture e vendite, mi sembra che il fascismo stia dalla parte della critica letteraria, perché tenta di influenzare l'opinione con la presunta arma della competenza e autorevolezza, con l'istituzione del premio letterario, con la convegnistica universitaria e non ect...
Preferisco decisamente Zanzotto perchè è abbondantemente minore rispetto a Luzi.
Quando sono letto e capito - subito - da molte persone, mi vengono seri dubbi sulla qualità e il valore di quello che ho pensato! Penso si capisca almento che non ho una bella idea del consenso di massa!
Chi vende di più ha ragione. E io non sto dalla parte della ragione! La ragione è dominio!
Io sono per il potere!
Capita che la critica letteraria si organizzi per tentare di fare diventare un minore (secondo il criterio che ho indicato) un maggiore. Che guaio, che disgrazia se dovesse riuscire!
Luminamenti
Non può funzionare in questo modo, Giulio! Devi dire non ciò su cui sei d'accordo, ma quello su cui discordi! L'istituzione dell'antistituzione ti costringe a questo! :-)
Posted by: giuseppe genna at 18.10.04 08:34
Caro Giulio, sabato pomeriggio sono andato a Palazzo Magnani, qui a Reggio Emilia, con il mio amico Arturo per assistere all’incontro con uno dei più grandi poeti inglesi viventi, Roger McGough. E’ stato uno splendido incontro. Roger, presentato dal suo traduttore italiano, il reggiano Franco Nasi, è veramente un talento. Presentava un suo libro italiano pubblicato da Medusa, che si intitola “Eclissi quotidiane” e consiglio vivamente a tutti gli internauti di “Pubblico/Pivato”. Il tratto caratteristico delle sue poesie, per adulti e per bambini, è senz’altro l’ironia. Mentre lo ascoltavo pensavo che Mario Luzi, in Italia, ha avuto la nomina di senatore a vita dal presidente della repubblica. E pensavo che McGough, che vive a Liverpool, nel 2004 ha ricevuto dalla regina Elisabetta la prestigiosa onorificenza di “Commander of the British Empire”. E pensavo, ancora, che se fosse stato italiano, probabilmente le sue poesie non sarebbero state neppure pubblicate dai grandi editori e nessun presidente della Repubblica l’avrebbe nominato senatore a vita. E poi pensavo all’amico di Roger McGough, Tom Raworth, che conobbi una ventina di anni fa a Mulino di Bazzano insieme a Corrado Costa e Adriano Spatola.
Io e te, una poesia di Roger McGough tradotta da Franco Nasi
Io spiego con calma. Tu
mi senti urlare. Tu
provi un’altra strada. Io
sento vecchie ferite riaprirsi.
Tu vedi entrambi i lati. Io
vedo i tuoi paraocchi. Io
sono conciliante. Tu
sospetti un nuovo egoismo.
Io sono una colomba. Tu
riconosci il falco. Tu
offri un ramo di ulivo. Io
sento le spine.
Tu sanguini. Io
vedo lacrime di coccodrillo. Io
indietreggio. Tu
barcolli per l’impatto.
Io credo fermamente nel "meglio tardi che mai" :)
Posted by: Federico at 18.10.04 17:25Roger McGough "uno dei più grandi poeti inglesi viventi"? Ma se da che mondo e mondo il fenomeno dei "liverpool poets" è stato unanimemente considerato moda effimera e priva di poetico peso specifico! Ma i vari Hofmann, Armitage, Maxwell, O' Brien, Bhatt, Shapcott, McKendrick, Greenlaw cosa dovrebbero dire? Perché qui da noi arriva sempre qualcuno che dice che il "brocchetto" straniero è un fuoriclasse?
Posted by: luca at 18.10.04 17:28Considerando Ungaretti e Montale, nel Novecento Luzi è necessariamente un "minore". Maggiori e minori sono sempre relativi.
Quanto all'istituto dei senatori di nomina "regia", vorrei tanto che fosse abolito. Anche gli ex presidenti della repubblica, sarebbe bene che prendessero una pensione e si ritirassero dalla vita politica.
Ed è un grande tuffo nella noia, profonda noia, come disquisire se più profondo Luzi o non so chi altri.
Stessa spiaggia, stesso mare in cui affogare. Ma ci si può sempre trarre in salvo, purché s’abbia forza nelle braccia, nelle gambe, nel corpo. Nuotare: solo questo conta, a questo punto.
Iannox
Posted by: Iannox at 21.10.04 11:08