Arrivando a Milano, la mattina del 2 settembre 2004
Posted by giuliomozzi at 06.09.04 22:02 | TrackBack
MACIACHINI?
dalle foto non si può certo dire che sia una città accogliente. milano. chissà se a qualcuno piace :-)
Buona giornata
Posted by: Azzurrità at 07.09.04 08:16Tu non puoi saperlo, ma mi hai fatto venire una malinconia terribile con queste foto.
...
E vabbè.
Ciao Giulio.
chissà se funziona sto' coso... forse ci vuole una password che io non ho, quindi ora scriverò e poi scoprirò che è stato tutto inutile... ma passiamo all'argomento da commentare: milano... ci abito da quasi due anni, e l'adoro! la città, le persone forse un po' meno e meglio quello che diventano vivendo qui, forse anch'io... ma mi piace: e per un'immigrata di salerno, del sud è cosa rara, provate a parlare con qualche altro immigrato, nessuno sarà contento: i milanesi sono freddi, la città è cara... ma ci vivono, vivono della sua linfa e quando sono al sud trovano da ridire anche sul sud... statene pur certi...
milano è una città bellissima, come è bello il mare di salerno, la gente del sud, la pizza ecc...populismo, buonismo, chiamatelo come volete...
caro giulio ti ricordi del tuo corso di scrittura a napoli nel 2000 a luglio, libreria eva luna, beh quei napoletani non erano tutti simpatici e specie felici come non sono tutti simpatici i milanesi o i bolognesi o i padovani...
ciao giulio, complimenti per "primo amore" , un medico dei pazzi degno di totò...e tu non sei napoletano...
ciao a tutti
betta
ah, si, belle le foto dal finestrino del treno, io cercavo sempre di avere in prestito la macchinetta del capo per scattarne a dozzine...
Posted by: dario at 07.09.04 10:11Perchè lo scrittore non fa lo scrittore e il fotografo il fotografo? Vabbè che la nostra società fondata sulla televisione insegna l'arte della tuttologia ma noi pensiamo -spero- diversamente...
Posted by: geketto at 07.09.04 12:12Caro Geketto, mi fai pensare.
(a) Dici: "noi"; noi chi? Rappresenti un qualche gruppo d'interesse, una lobby (dei fotografi?), una cittadinanza, ecc.?
(b) Chi è "lo scrittore"? Immagino: "colui che *fa lo scrittore*". E chi è "colui che *fa lo scrittore*"? Immagino: "colui che fa dello scrivere una professione", o almeno "colui che ricava dei proventi dall'attività dello scrivere", oppure, cambiando completamente tipo di definizione, "colui che scrive testi generalmente o mediamente ritenuti validi sul piano estetico". E chi è "il fotografo"? Idem. Ora, io non ho mai fatto del fotografare una professione e non ho mai ricavato proventi dalle mie fotografie: quindi, non "faccio il fotografo" e pertanto non sono "un fotografo". Se ritieni che le mie fotografie siano brutte, ovvero non ritieni che siano "generalmente o mediamente ritenute valide sul piano estetico", ugualmente non sono "un fotografo". In conclusione: potresti accusarmi di voler "fare il fotografo" solo se tu ritenessi le mie fotografie "generalmente o mediamente ritenute valide sul piano estetico"; ma se non ritieni questo, non puoi portarmi tale accusa. Naturalmente tu puoi sostenere che io mi proponga velleitariamente come "fotografo": ma poiché, per l'appunto, non ho mai nemmeno tentato di ricavare proventi dalle mie fotografie, e tantomeno ho tentato di farne una professione, temo che l'accusa di velleitarismo sia difficile da sostenere.
(c) Voltando la frittata: se l'appartenenza a una categoria è determinata da un dato di fatto (scrive: è uno scrittore; fa fotografie: è un fotografo), allora non si può contestare l'appartenenza di Tizio o di Caio a tutte le categorie alle quali di fatto appartiene (non posso contestare a un noce il fatto di essere un noce); se invece l'appartenenza a una categoria è determinata da un giudizio, allora: (1) bisogna stabilire a chi, e in base a quale accordo o diritto, compete tale giudizio, nonché in quale modo tale giudizio possa essere eventualmente contestato dagli interessati; (2) qualora il giudizio sia qualitativo e non quantitativo (mezzo chilo è meno di un chilo, non c'è scampo) o specifico (si distingue agilmente una gallina da una caldaia, ma non si distingue agilmente una bella gallina da una brutta gallina: c'è sempre, quantomeno, una "zona grigia"), e quindi non determinabile con certezza (un metro è un metro, un chilo è un chilo, ma Iva Zanicchi - che pure ha fatto un libro - è forse una scrittrice? Se ne può discutere), allora bisogna sempre concedere un margine di errore (e grazie a questo margine io, imprevedibilmente, nonostante la spaventosa qualità delle mie fotografie, potrei essere considerato un "fotografo", sia pure con beneficio d'inventario).
O mi sbaglio?
In soldoni: caro Geketto, rivendico per me, come per tutti, il diritto di tentar di comunicare con tutti i mezzi a disposizione: e quindi il diritto all'esperimento non riuscito, alla goffaggine, al dilettantismo.
Perché (a tal proposito?) non dare un'occhiata al mio "manifesto"...
Posted by: Raspberry at 07.09.04 13:42mi piacciono la terzultima e l'ultima. il cielo di milano. baci sara
Posted by: sara at 07.09.04 14:40Che palle, ormai non si può fare più nulla. Ora se vorrò fotografare mia figlia in spiaggia dovrò rivolgermi ad un professionista. Manco le avessi esposte in una galleria d'arte!
In ogni caso: il "buco" di Albini, nella metrò Centrale, nella sua assoluta semplicità, è un puro colpo di genio. Interna l'esterno, meteorizza le viscere, richiama al sacro, al classico, scardina la sezione, modella lo spazio.
Ciao, ci si legge, G.
Posted by: gianni biondillo at 07.09.04 14:46Caro Giulio, nel tuo ultimo commento secondo me sei stato un tantinino prolisso.
Non è da te.
Forse ha ragione Genna: è proprio vero che è arrivato il momento di scrivere un gran bel romanzone...
:-)
Caro Roberto, sono sempre stato pedante. Ma i romanzieri pedanti sono illeggibili.
Posted by: giuliomozzi at 07.09.04 15:06mi piacciono. tutte. indistintamente. e mi rendono Milano molto più simpatica di quanto non la trovassi prima di averle viste. grazie. I.
Posted by: Ipanema at 07.09.04 15:18Quando vedo Milano penso alla polvere, strati di polvere che coprono le cose e le divorano per poi farle scomparire del tutto. Ma è solo un impressione. Belle le foto!
Posted by: al3sim at 07.09.04 15:41arrivarci in treno, a Milano, non è cosa da niente. il treno, il tuo, viaggia su un binario. uno solo, da qualunque parte tu venga. poi, insieme con la periferia, cominciano i primi scambi e i binari danno inizio alla loro moltiplicazione. non so se c'è una formula matematica che la descriva. intanto guardi fuori dal finestrino e cerchi di indovinare su quale finirai. c'ho giocato un po' della mia paghetta settimanale da ragazzino ad indovinare in quale budello ci saremmo infilati e se saremmo riusciti a fermarci al riparo delle arcate di vetro e acciaio. altri tempi: tempi che a Milano in agosto a colazione mangiavo pane e anguria sul balconcino dell'appartamento degli zii, all'ottavo piano, appena a metà altezza del condominio, affacciato su un cortile da niente, soffocato tra edifici della stessa altezza, dello stesso colore. pane e anguria la mattina, niente di meglio mentre l'afa sale per le scale e, dove c'è l'ascensore, lo usa per arrivare in cima prima.
la vuole italiana o americana l'anguria, quella rotonda, verde, scura scura, o quella lunga a strisce chiare? faccia lei, ma c'è differenza di prezzo? no, sono sempre 5 lire la fetta. Posso bussarci su per sentire se suona bene? se vuole le faccio anche il tassello, così può anche assaggiarla.
è che a me di Milano mancano le foto. andrew
Giluio, non ti ho dato del pedante, ma del prolisso. Benchè i significati siano simili, la mia accentazione puntava più sulla lunghezza del commento che sulla meticolosità noiosa dell'esposizione. Sono cose queste da puntualizzare, se non ci si vuole fraintendere. E anche per fare un commento, io sì, pedante e non prolisso.
:-)
Le foto di giuliomozzi mi piacciono molto.
Trovo che la stazione di Milano vista da quella parte non sia cambiata da più di trent'anni.
hmm...:?