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28.09.04

Apordenonehannoletto

Bene. Allora. A Pordenonelegge domenica pomeriggio sono saliti sul palco e hanno letto, portando lì il proprio corpo e la propria voce, tutti quelli che dovevano esserci: Al3sim di Libidomeccanica, Brekane, buffa persona z, Criscia di Lunadigiorno, Dadaumpa, Diego del 9 9mbre Merdaday, Louie, Kimota, Palomar, Papino. Non in questo ordine, ma fa lo stesso. Se la domanda è: Com’è andata?, queste sono le prime risposte: di Mammina (che ovviamente era lì a fare il tifo perché Papino non s’impappinasse), di Louie e di Criscia. Papino ha postato anche un fotoreportage.
Il pubblico (abbondante all’inizio; poi si è diradato; non perché la cosa fosse pallosa, credo; ma perché in giro per le piazze e i cortili c’era dovizia di altri appuntamenti - David Grossman, per dirne uno) era un pubblico normale; con una densità di blogger decisamente sotto la media. E, questo è il punto, non abbiamo parlato di blog. Non m’interessava che si parlasse di blog. Con gli invitati alla prima parte dell’incontro (Francesca Mazzucato, Giuseppe Caliceti, Sergio Maistrello, Loredana Lipperini, Tiziano Scarpa) si è parlato di diario, di scritture nelle quali ci si espone e ci si mette in pericolo - e ognuno si sceglie il medium, l’interfaccia, che meglio gli permette di fare ciò che vuole fare e meglio, insieme, lo protegge. Il blog è uno di questi medium.
Mi interessava che queste persone abituate alla cmc, come la chiamano (credo) i sociologi (ossia: Comunicazione Mediata dal Computer), provassero un’altra mediazione. Essere su un palco, con il proprio corpo e la propria voce in bella in mostra, è un’esperienza tutta particolare. C’è chi ci sguazza e chi no. Io la trovo a volte divertente, a volte adrenalinica, a volte penosa. Loro non so (mi piacerebbe saperlo).

Aggiunte successive a questo post:

** Il racconto della cosa nel blog di Francesca Mazzucato (e poi anche, più ampio e dettagliato, in MenteLocale).

** Kimota pubblica un fotoreportage in più parti: prima, seconda, terza, quarta e quinta.

** Al3sim confessa di non essere stato lui.

** Arcobaleno ha una foto magnifica.

** Palomar ne pubblica un’altra, come dire?, indicativa.

** buffa perzona z finalmente fornisce la sua versione dei fatti.

** Pop Life mi ha scritta una lunga lettera assai critica, che ho inserita anche qui sotto nei commenti, e alla quale Al3sim ha risposto puntigliosamente in Pordenoneleggerebbe?.

Posted by giuliomozzi at 28.09.04 14:22 | TrackBack
Comments

Io posso solo ringraziarti per l'occasione e le sensazioni provate lassù. Ringrazio anche tutti gli altri che si trovavano li domenica e hanno condiviso le stesse emozioni. Ciao!

Posted by: al3sim at 28.09.04 15:21

be', ma cosa vi siete detti sul "diario" e le "scritture nelle quali ci si espone e ci si mette in pericolo"?

Posted by: monica at 28.09.04 15:34

Mi aggrego ai ringraziamenti di Al3sim. Per me è stata proprio una bella esperienza: divertente, adrenalinica e anche stancante.
Mi sarebbe piaciuto essere un po' più lucido, non tanto per il leggere, quanto per l'ascoltare gli altri, ma le salite e i cali di tensione fanno brutti scherzi...

Posted by: dada at 28.09.04 15:56

Ascoltando chi mi precedeva e aspettando il mio turno cercavo di ricordare quando fosse stata l'ultima volta e per quale occasione. Un salto indietro di circa otto, nove anni. Non è andata male. A parte la salivazione azzerata non mi sentivo a disagio. Ecco, forse avrei preferito sedermi. Avrei preferito non dover pensare che la mostra della pimpa stava per chiudere e correvamo il rischio di scontentare i piccoli se ci chiudevano fuori. Volevi farci provare una nuova mediazione: una trappola quindi! Beh, grazie a mammina in versione guastatrice io mi sono anche divertito. Anche altri credo.
Saluti.

Posted by: papino at 28.09.04 17:08

Credo che sarebbe bello riproporre una lettura del genere in giro, magari provandola prima. Il palco mi agita, ma in definitiva mi piace: mi piace leggere a voce alta. Ciao, grazie.

Posted by: brekane at 28.09.04 18:01

tutti i blogger-lettori a me facevano una gran tenerezza...il palco non mi fa paura mi piace...ma si sa, io sono uno schiacciasassi!@brekane: secondo me provandola prima perderebbe quella timorosa eccitazione che vi ha fatto gustare l'esperienza a pnlegge! (p.s. ehi, giulio, papino è strabravissimo anche senza di me come ultrà!)

Posted by: mammina at 28.09.04 20:33

Sono uno di quelli che è rimasto fino all'ultimo.
E' stato stupendo sentire come leggono i loro pezzi i blogger, ognuno con la sua voce e il suo corpo. Ho scoperto che dietro ad ogni nick si nasconde una persona bellissima. Saluti a tutti
P.S. Quell'inchino finale era da foto negli annali!

Posted by: Raffaele P. at 28.09.04 21:46

Beh, ragazzi, per me è stato -issimo tutto!!
Giulio-coniglio poi... ;-)
Un abbraccione,
Glo

Posted by: pennastilo at 28.09.04 22:38

Non posso fare a meno di ringraziare Giulio per avermi chiamato a far parte di questa splendida esperienza e ringraziare tutti gli altri blogger che scherzando sulla mia fifa blu mi hanno fatto arrivare fino alla fine.
Mammina, le prime parole che mi hai detto le ricorderò per tutta la vita.

Posted by: Louie at 29.09.04 08:42

Brekane è bravissimo (parlo del blog).

Posted by: andrea at 29.09.04 10:10

bravi ragazzi! bravi tutti, anche gli accompagnatori e gli organizzatori :-)

Posted by: criscia at 29.09.04 10:19

Sono uno di quelli che se ne sono andati via a meta' dell'evento per andare ad ascoltare grossman.
Ma dopo aver letto i vostri commenti mi spiace non essere rimasto.
ciao.

Posted by: walter at 29.09.04 11:39

Sono rimasto anch'io fino a Kimota, poi sono scappato tra la folla di Grossman... Ho capito meglio il tuo intento solo oggi, Giulio.
Ma quanto il raccontarsi, la diaristica, coincide con la passione per la scrittura? Tutto ciò che scriviamo per diletto non è forse "autobiografia", in una forma o nell'altra?

Posted by: MrWhite at 29.09.04 15:12

non dimenticherò mai tutte le croci d'oro che ho visto chiacchierando con te, domenica mattina. :-) ti abbraccio.

Posted by: manu at 29.09.04 18:29

... io invece non c'ero nella prima parte perché c'erano Cavalli e Zeichen un po' più in là (e Odifreddi, ma non si entrava); poi sono arrivato più o meno a Kimota, ma, ehm, mi sono un pochino annoiato -solo un pochino, eh!- (ma di più le amiche che erano con me, poco avezze al tema blog e quindi meno ben disposte). Poi posso apprezzare l'esperimento in sé, tenendo presente che leggere prosa in pubblico non è cosa semplice.

Posted by: Vincenzo at 30.09.04 09:20

cavolo, lo sospettavo, e ora ne ho la conferma: ho fatto da boa! :)

Posted by: kimota at 30.09.04 13:41

a parte l'impatto iniziale - ma era quello che temevo: il brutto rapporto col microfono. Tanto che avrei voluto nonchalantemente scaraventarlo via, e tentar la nuda voce. Odio la mia voce elettronicamente processata, non ci posso fare nulla - devo smettere con trattini così distanti tra loro. E' stato formidabile. Molto molto molto tempo che non provavo una sensazione pre-prolasso così. Più che altro, non era il pubblico né leggere - anzi! - né le orde di ninfomani sedicenni che avrebbero potuto inseguirmi per Pordenone, dopo, a farmi paura. Era la consapevolezza di aver puntato su post - e in genere su una "conduzione" - piuttosto buffa. E se facevo le battute e non si capivano? Magari per colpa del mio rapporto col microfono?
Grazie, comunque, Julius!

Posted by: bpz at 30.09.04 18:16

(Ho ricevuta la lettera che segue; ho chiesto e ottenuto il permesso di pubblicarla. gm)

Giulio, decido di scrivere a caldo una serie di cose, senza aspettare che il mio lato saturnino vada a dormire. la rabbia è una sensazione sensata, anche se ormai desueta, sia negli ambiti borghesi [di fatto sempre poco predisposti alla rivolta e al rinnovamento] che in quelli di cui si disquisiva a pn pochi giorni fa, ovverosia i blog, i diari in rete. la rabbia non sembra
avere grande parte nel racconto di sé. chissà, probabilmente, nonostante le buone ragioni che ci sarebbero, ci siamo dimenticati come essa sia stata una componente integrante degli impulsi umani, e come sarebbe preziosa in molte circostanze.
parlo di rabbia culturale, e non di squallidi sbotti violenti da tifosi allo stadio [sia chiaro, sono io stessa tifosa ed amo il calcio ma questa è un'altra storia] o di azioni irrispettose, radicali e reazionarie da cui
siamo ormai tristemente circondati.
rabbia significa [significherebbe] uscire dalla passività culturale.

non volevo prenderla così alla larga in verità, solo appoggiare qui per te alcuni pensieri sulle due ore faticose trascorse a pordenone durante
l'intervento dedicato ai diari di cui sei stato -se non sbaglio- curatore.
non mi pronuncio sulla prima parte perché di fatto è stata una presentazione di autori e di progetti [priva peraltro di un qualsiasi interazione tra il pubblico degli uditori e coloro che sedevano sul palco.] - ma per ciò che
riguarda la seconda ora, dedicata alla lettura dei titolari di blog, non posso trattenermi dall'esprimere la mia irritazione.
l'interesse per i diari mi accompagna da molti anni e quindi è comprensibile che mi abbia incuriosita l'intervento programmato in merito all'interno della rassegna pordenonese. devo aggiungere che è piuttosto difficile che io
mi alzi e me ne vada prima della fine di un evento, per la speranza sempre viva che qualche cosa di magico succeda, che mi si rivelino aspetti preziosi in grado di sovvertire le prospettive.
ma domenica pomeriggio [avrei voluto in realtà ascoltare garlini leggere alcune pagine del suo palomar] non ho saputo resistere, mi è toccato un
supplizio non da poco, a dover ascoltare giovani ragazzi su un palco leggere parole del tutto insignificanti e private di quel minimo di significanza residua da una lettura inascoltabile.
non sono arrabbiata con loro, che anzi hanno suscitato in me simpatia e tenerezza, per la semplicità con cui hanno affrontato la cosa e l'umiltà nel presentare le loro note quotidiane. lo dico a te, in quanto curatore, a
difesa di un pubblico che ha il diritto di ricevere qualche cosa di buono, ha diritto alla qualità.
pur avendo aperto e curato due blog su splinder [anche se a dire il vero il mio primo diario su livejournal risale al 2001] -blog chiusi questo inverno per una serie di ragioni che ora sarebbe troppo lungo spiegare [ne parleremo in seguito se vorrai-] non sono una grande letterice in rete. seleziono molto, il più possibile, dato che il tempo è poco e prezioso, e di letture buone da affrontare sulla carta ce ne sono sempre molte che restano indietro.
quello che so per certo, è che in rete di validi esempi di scrittura ce n'è.
non molti ma alcuni [anche su splinder e non solo], che sarebbero stati sufficienti a produrre materiale per l'incontro di domenica. sono andata
quindi a rileggere a posteriori qualche paragrafo dai blog selezionati per capire la tua scelta, e mi hanno stupita per l'assoluta assenza di
caratteristiche di rilievo che li rendessero speciali rispetto a migliaia di altri [per qualità di scrittura, o impostazione grafica, per le belle foto, o altro ancora].
capisco poi il tuo desiderio di farli partecipare in prima persona, ma la lettura delle loro parole da parte di una persona capace di rispettare il
suono stesso delle parole ed il loro ritmo sarebbe forse stata sufficiente... perché la rete di fatto è parole senza presenza, aloni
verbali che [come si è dimostrato, sic.] fuori dal loro contesto perdono gran parte dello spessore.
ti chiedo cosa possa aver imparato il pubblico da questo: pensa a un bambino che vede ragazzi più che ventenni in difficoltà a leggere poche righe,
oltretutto non povere di insulsaggine, misere righe decontestualizzate e stridenti, fuori dalle paginette web cui erano umilmente destinate.
se è vero che c'è del talento in loro, non è altrettanto vero che si tratti sempre di un talento di scrittura. più probabile che siano questioni diverse legate a vari aspetti della loro intelligenza e della personalità. O che si
tratti di un valore di gruppo, riconosciuto da una ristretta cerchia di persone in virtù di un meccanismo di socializzaizone.
non capisco perché, tu che sai scrivere e conosci il suono delle parole, non hai voluto o saputo mettere insieme una serie di scritti che dessero atto ai blog di produrre ANCHE letteratura. perché poi non chiamare qualcuno che fosse in grado di restituire a quelle stesse parole una dignità musicale attraverso una lettura dignitosa?
perdonami se puoi la durezza di questa lettera. mi preme dire la verità, perché trovo importante che certe occasioni non vadano sprecate. soprattutto che certi fenomeni trovino un dimensionamento reale; perché se è vero che
con i blog tutti scrivono di più, è vero anche che la stragrande maggiornaza di loro scrive male e scrive per coprire un nulla di pensiero che troverebbe una risposta sicuramente migliore nella lettura, anziché nell'esternazione
incondizionata quanto incosciente.
non voglio denigrare ciò che sta succedendo, anzi. partecipo con curiosità e una certa dose di entusiasmo nel sostenere la buona scrittura e la
divulgazione delle idee. ma allo stesso tempo non posso pensare di non pormi criticamente dinanzi allo spreco, alla svalutazione ed alla
sopravvalutazione, che sembrano essere sport abbastanza comuni di questo tempo, non solo per ciò che concerne le parole, ma anche relativamente alle immagini e sopra ogni altra cosa, per il senso che si va disperdendo.
so che organizzare eventi non è semplice, ma mi domandavo cosa sia meglio: se fare le cose penalizzando il messaggio complessivo, come è successo domenica, oppur se aspettare fintanto che non si è sicuri di riuscire a valorizzare ciò che si ama attraverso l'evento in questione.
sono discorsi lunghi e si finisce spesso per affermare le solite banalità: nel tentativo di non farlo mi aiuto con la musica, o con percorsi verbali di qualità: servono da boe [colorate e saporite!] nel mare troppo spesso insipido dei media.

sperando di non esser stata offensiva ma solo sincera
un saluto

POP LIFE - www.tracciamenti.net

Posted by: giuliomozzi at 01.10.04 09:37

Kimota: non ci siamo capiti, sono arrivato durante la tua performance (con questo intendo dire che non hai fatto da boa, ma non che non mi sia annoiato nemmeno un pochino durante la tua parte ;-).
Pop Life descrive senza pietà almeno una delle ragioni della fuga (per me). Una lettura amatoriale diventa accettabile solo compartecipando dello sforzo e delle intenzioni.

Posted by: Vincenzo at 01.10.04 10:23

Non condivido del tutto, perchè mi pare che lo scopo fosse diverso: non quello di mostrare che anche nel blog si può fare letteratura, quanto discutere la questione di una scrittura diaristica che viene resa pubblica (era intorno a questo che ruotava anche la conferenza precedente).
Noi servivamo a far capire cosa c'è in un blog, che cosa ci si trova, non cosa si potrebbe trovare nel caso che qualcuno vi scrivesse con grande maestria. Insomma non si stava parlando di letteratura, ma di diari, di semplici diari di cui noi ne rappresentavamo un campione abbastanza vario, ma comunque fedele. E la nostra lettura impacciata entrava nel gioco, il nostro imbarazzo significava anche la difficoltà di rendere pubbliche alcune righe di un diario.
A leggere ad alta voce ho sempre avuto problemi fin da quando ero piccolo, però mi pareva che questa volta mi fossi impappinato meno del solito; probabilmente mi sarò sbagliato. In ogni caso, non mi pare che ci fossero tanti bambini all'ascolto, quindi non credo di essere stato troppo nocivo (anche se non ho capito per che cosa; vedendo dei giovani più che ventenni che non sanno leggere cosa succede ad un bambino? non vuole leggere più? non studia più? diventa cattivo? cresce male? si ammala?). Anzi, una delle cose che ho letto credo sia anche educativa in un qualche modo.

Per chiarire: io non mi sento uno scrittore e non mi interessa diventarlo, nè fare quindi letteratura, anche se amo comunque la lettura.

Una cosa con cui proprio non sono d'accordo: il pensiero non passa solo dai libri e non si può affinarlo soltanto leggendo. Chi deve imparare a pensare deve anche andare fuori all'aria aperta, discutere, osservare, farsi bene e farsi male, avere le sue sfortune e le sue fortune. La vita insegna a forza di bastonate e carezze che non sempre si possono verbalizzare.

Posted by: dada at 01.10.04 11:53

vincenzo: avevo capito, mi pareva divertente il fatto di essere citato in due commenti quasi di seguito. E poi lo sapevo, avrei dovuto leggere la parte del dentista, che era piena di azione sadomasochistica :)

Posted by: kimota at 01.10.04 12:30

Dada mi ha preceduto nel dire le stesse cose che avrei detto anch'io. E cioè che anche secondo me lo scopo era quello di un carotaggio dei diari in rete, con più o meno pretese e velleità letterarie. Da parte mia posso dire di aver letto male, e di dispiacermi di questo. Ho avuto, come al solito, un eccesso di confidenza in me stesso, oppure un'incapacità di prendere sul serio la questione del palco, se non troppo tardi. (prendere sul serio il palco significa prendere sul serio la propria scrittura diaristica, e, per quanto io la prenda sul serio - cioè non appena mi metto a scrivere provo a dare il meglio di me, limitatamente ai miei umori e le mie capacità - so che non sto scrivendo capolavori, od oggetti che cambieranno il mondo) Eppure il dilettantismo che abbiamo dimostrato (io per primo) mi è sembrato bello e genuino, cioè il correlativo vocale del nostro dilettantismo di scrittura: abbiamo cercato di presentarci al pubblico così come ci presentiamo in rete, con timidezza o con fiducia, a seconda dei caratteri. Mi dispiace che vi siate alzati prima della fine: Palomar (che non è Garlini, per quanto ne so) e Diego del Merdaday hanno dato una prova sublime delle proprie capacità narrative e attoriali. in più, sarò di parte, ma alcuni dei testi proposti mi sono sembrati LETTERARIAMENTE belli. Certo, non possiamo essere tutti Montale, o Calvino, nè vogliamo esserlo. A me è sembrato che dessimo una visione abbastanza oggettiva, anche se molto parziale, di ciò che si può trovare in rete.

Posted by: brekane at 01.10.04 13:46

poplife: insomma, ti è sembrato un disastro. Dei dislallici che hanno letto una paccottiglia di idiozie, in virtù di un paio di conoscenze giuste. E pure andando a leggerne i blog, non si trova nulla di alcun rilievo. Se è poi vero che c'è del talento in noi (ma chi lo sa), vallo a pigliare dove è.
Per la questione voce, che viene citata anche in altri commenti: se voglio sentire una buona dizione vado a teatro. Se mi reco a una lettura svolta dall'autore, ci vado per la voce dell'autore, con tutto quello che ne consegue. Uno degli interessi della lettura di domenica era sentire la realizzazione fonetica, incerta, troppo veloce, spezzata, tremolante di voci fino a quel momento solo virtuali. Faticosa da seguire, irritante - certo - ma quella, esattamente quella.
Dalla tua lettera, mi sembra di capire, avresti voluto che la lettura di domenica fosse stata un'occasione per sdoganare i blog verso un pubblico più vasto, di ufficializzarne il fenomeno nell'ambito di un festival letterario, canonizzando certi aspetti del blog rispetto ad altri (nello specifico: blog che producono letteratura). E che quindi si sarebbe dovuto farlo con tutti i crismi: selezione dei pezzi migliori dei blog migliori, e loro lettura affidata a qualche professionista.
Perché in fondo la tua maggiore e fondamentale osservazione è che per un'ora si siano sentite solo delle insulsaggini. Non sono d'accordo. Palomar ha letto un pezzo strepitoso. Brekane e Al3sim sono stati molto interessanti. Ora, i pezzi di quali blog avresti voluto sentire?

Posted by: kimota at 01.10.04 13:46

Dada, Brekane Kimota: non avevo visto i vostri commenti ma mi sono unito a voi con un intervento su pordenoneleggerebbe?

Posted by: al3sim at 01.10.04 14:53

vi ringrazio di aver tenuto in considerazione le mie parole. ora mi tocca, ed è giusto così, rispondere alle domande e in qualche modo esser presente, rispetto alle perplessità che hanno suscitato in alcuni di voi le mie note “acidule”.

innanzitutto, a titolo di premessa, spero che sia chiaro che la rabbia di cui parlo nella lettera non è da confondersi con il rancore. la stessa tenerezza che traspare dalle vostre note qui sopra l’ho provata anch’io, nell’ascoltarvi, e mi pare anche di averlo scritto chiaramente nella mail per giulio.

la prima cosa che mi viene in mente è questa: vi siete messi per un momento nei panni di chi acoltava senza esser parte di quel gioco che vi rende quotidianamente complici e affini e che in qualche modo arricchisce di sfumature e toni un’operazione che per altri diventa di incomprensibile decontestualizzazione? l’ascolto concepito per un pubblico neutro [che di blog non sa nulla, o che di voi non sa nulla, o che si aspetta di capire da zero o quasi] dal mio modesto punto di vista forse avrebbe dovuto seguire un percorso di sviluppo diverso, partendo dal presupposto che ho cercato di rimarcare nella mail, che un diario sceglie una sua struttura alla quale si adegua nei toni e nello stile ed a cui rimane coerente.
vale a dire che trovo debole il senso di trasportare la vostra scrittura su un palco, oltretutto in virtù dell’appartenenza a una cerchia di persone che già quotidianamente [da quel che ho capito, correggetemi se sbaglio] sono in contatto tra loro. come scrive vincenzo: “una lettura amatoriale diventa accettabile solo compartecipando dello sforzo e delle intenzioni”. in virtù di questo decade anche la teoria del “carotaggio” di cui parla brekane, che dovrebbe essere effettuato per essere efficace su un campione maggiormente eterogeneo.

nell’ascoltarvi ho cercato di rimanere il più possibile neutrale e di difendere una serie di principi che tengo stretti nel momento in cui affronto [o tento di affrontare] criticamente le situazioni. ho bisogno di pensare che all’inerno di certi ambiti sia garantito un passaggio di cultura e di qualità. con questo non voglio decretare [non ne ho né il diritto né le competenze, e nemmeno la certezza assoluta!] che i vostri blog siano “scadenti”; ma solo azzardare l’impressione che quell’esperienza di lettura non abbia reso giustizia a uno strumento espressivo ed ai risultati che può dare, trasportandovi [voi “scrittori-lettori”] in un ambito avulso dai presupposti di partenza: l’immaterialità, l’assenza di voce, l’ubiquità, etc. [sintetizzando: il blog si legge di fronte a un monitor, non è una chat, né una telefonata e nemmeno un sms; tantomeno si tratta di una lettura porta-a-porta o di un libro]

queste sono le poche note a giustificazione di ciò che penso ed ho scritto a giulio. come ho già detto non intendevo essere offensiva nei vostri confronti e le mie annotazioni erano di fatto rivolte al curatore e non a voi autori. in ogni caso credo sia un mio diritto poter riconoscere di non esser rimasta soddisfatta da quell’esperienza e forse una critica sincera vale più di un silenzio [spero!].
quanto ai blog che apprezzo particolarmente, sul mio sito trovate una ridotta selezione nella sezione link. a volte mi capita di segnalarne anche qualcuno nel diario, ma succede di rado

un saluto a tutti
pop life

ps:per chi volesse su tracciamenti trovate un indirizzo mail per mettervi in contatto con me.

Posted by: POP LIFE at 01.10.04 14:57

NOn ho molto da aggiungere ai commenti dei miei colleghi, mentre leggo POP LIFE posta un seguito alla sua mail, rispondendo a ciò che gli altri blogger di Pordenone hanno scritto.
Mi va di dire comunque la mia.
Quando ho ricevuto l'invito, mi sono posto alcuni problemi. MI sono chiesto perché Giulio mi avesse invitato, mi sono chiesto cosa leggere, mi sono chiesto come dovevo prendere tutta la manifestazione.
Alla prima domanda ho risposto: Vabbé, lo saprà Giulio perché mi ha chiamato.
All'ultimo ho risposto con la tensione e il terrore di parlare in pubblico.
Alla domanda centrale ho risposto leggendomi tutto il blog e cercando alcuni dei commenti più dignitosi, che non prendessero troppo a pugni la lingua italiana e che soprattutto fossero comprensibili di per se stessi. Delle unità autonome.
In non posso star lì ad analizzare la portata dell'evento, essendo coinvolto nella faccenda è quasi logico che mi senta ancora euforico e che sia convinto di aver partecipato a qualocosa di immenso. L'evento di per se non mi cabierà la vita, scrivere nel blog non mi farà diventare uno scrittore, non mi farà scrivere meglio, ma ciò che ho fatto, assieme agli altri, a Pordenone è stato appagante.
Sbagli quando dici che forse non ci siamo messi nei panni degli spettatori, ti dico che sbagli perché io per primo, ma anche altri, ci siamo posti il problema della comprensibilità di ciò che dovevamo leggere.
Se tu sei venuta a sentirci, convinta di trovare una fonte culturale e di assistere ad una lettura di narrativa, mi spiace, ma probabilmente sei venuta con delle aspettative non conformi alla realtà.
Non so Giulio che idea avesse in testa, non so cosa volesse dimostare Domenica, io posso solo dire di aver compreso quanto sta dietro ai blog che leggo, l'umanità che sta dietro a quelle frasi.
Non mi importa se nessuno a parlato di libri, se nessuno ha letto poesie o stralci di qualche racconto, io ho imparato molto da quanto vissuto.
Poi, sono il primo a dirti che leggo male ad alta voce e che scrivo anche male, ma nello specifico non importa. Almeno a me, che sono uno, non importa.
Ognuno di noi avrà vissuto l'evento in maniera diversa, io l'ho vissuto così, gli altri non so.
A me dipiace, sinceramente, che tu non abbia apprezzato (ma non è una colpa, direi più una questione di gusti), la nostra buona volontà e la buona volontà di Giulio.
Credo di non aver detto nulla, ma l'ho detto.

Posted by: Louie at 01.10.04 15:17

E' qui lo sportello reclami? :DD E' un lavoro noioso quello del capro espiatorio, lo diceva anche Pennac. Vabbé sig. Mozzi, qualcuno lo dovrà fare.
Poplife: avrai tante qualità ma la sintesi non è tra queste. Ho l'impressione che tu sia venuta a quell'"evento" carica di aspettative. Ma se aspetti che i blog o chi per loro salvino il mondo e la letteratura sappi che dovresti perlomeno retribuirli. O almeno regalare una tutina come quella di superman. Se si può io lo vorrei color glicine o lilla. Ciao ciao.

Posted by: Diego at 01.10.04 16:22

al3sim: visto e letto :) // poplife: ho capito. Certo che è un tuo diritto l'esprimere di non essere rimasta soddisfatta dell'evento, anzi - grazie per aver concesso la pubblicazione della mail, che ha portato a risposte, riflessioni e precisazioni utili prima di tutto a chi è stato su quel palco.

Posted by: kimota at 02.10.04 02:39

grazie al3sim per questo messaggio che mi solleva dall'atmosfera un po' più tesa delle tue parole su pnleggerebbe. grazie anche a giulio per aver ospitato le mie osservazioni. un saluto a tutti.


POP LIFE

Posted by: POP LIFE at 02.10.04 10:23

ERRATA CORRIGE: ringrazio kimota per il post di cui sopra e spero che al3sim rifletta sulle mie parole come sulle sue osservazioni pubblicate ieri su pnlegge-rebbe. mi scuso per la confusione.

POP[ped!] LIFE

Posted by: POP LIFE at 02.10.04 10:30

POP LIFE: non preoccuparti, rifletto e vorrei sdrammatizzare anche 'sto clima. E' che mi sono sentito preso in causa (come credo anche gli altri) anche se la lettera era indirizzata a Giulio. Beh, almeno se ne è parlato di questo evento, no? :-)

Posted by: al3sim at 02.10.04 21:52

...e tutti i salmi finiscono in gloria!!!

Posted by: dada at 04.10.04 12:31


hmm...:?

Posted by: Meridian at 16.08.05 21:00
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