Padova, stazione di Padova. Arriva, con un quarto d’ora di ritardo, l’eurostar delle 06.54 per Milano. Salgo.
Il treno è abbastanza pieno. Cerco il mio posto: carrozza sette, numero ventotto. Lato corridoio.
Nel mio posto c’è un signore con gli occhiali neri, i baffi, un basco in testa e una camicia a quadri, perlopiù rossi.
Ho il biglietto in mano. Controllo. E’ giusto.
“Mi scusi”, dico. “Questo è il mio posto”.
Il signore non si accorge di me.
Ripeto: “Mi scusi. Questo è il mio posto”.
Il signore alza la testa, mi guarda per due o tre secondi. Poi devia di un poco lo sguardo.
“C’è un sacco di posti liberi”, dice.
Non un sacco, ma qualcuno sì.
“Ho prenotato questo posto”, insisto.
Il signore ruota la testa.
“Quel posto lì è libero”, dice, indicando con la mano.
“Senta”, gli dico, “io ho fatta la prenotazione, e questo è il mio posto”.
Il signore abbassa la testa. Non mi guarda più.
Aspetto un momento.
“Se non mi lascia il posto”, dico, “chiamo il controllore”.
Il signore alza la tsta. Mi guarda ancora, per qualche secondo. Non vedo i suoi occhi dietro le lenti scure.
“Lei è uno stronzo”, dice.
All’improvviso tutti si muovono. La signora seduta davanti al signore (una signora sulla cinquantina, con un vestito a fiori gialli su fondo blu), dice stizzita: “Ma come si permette!”.
Il signore abbassa la testa, la guarda, dice: “Cosa vuole lei?”.
I due giovanotti in completo grigio che stanno seduti l’uno difronte all’altro, lato finestrino, sobbalzano. Abbassano i loro giornali e dicono in coro: “Lasci subito il posto, se non è il suo!”. E rialzano immediatamente i giornali.
Il signore con gli occhiali scuri ruota la testa. Guarda i giornali.
“Non sono cazzi vostri”, dice.
“Come si permette!”, ripete la signora col vestito a fiori.
“Uffa”, dico io.
Il signore con gli occhiali scuri torna a guardarsi in grembo.
“Chiami subito il controllore!”, mi dice la signora col vestito a fiori.
Il signore con gli occhiali scuri si alza in piedi. E’ un alzarsi in piedi piuttosto macchinoso, lento. Mi rendo conto che è altissimo.
Esce dal suo posto.
Si allontana senza guardare nessuno.
Mi siedo nel mio posto.
“Grazie per la comprensione”, dico ai tre vicini.
La signora con il vestito a fiori comincia tutto un discorso sul fatto che la gente al giorno d’oggi.
“Signora”, dico, “lasciamo perdere. E’ stata una cosa spiacevole, cerchiamo di non prolungare il dispiacere”.
La signora continua a dire che sui treni non è più come una volta al giorno d’oggi.
“Mi scusi, signora”, dico, “capisco la sua irritazione; ma devo leggere delle cose per lavoro, devo leggerle prima di arrivare a Milano”.
I due giovanotti in completo grigio sono completamente nascosti dai loro giornali.
Tiro fuori il dattiloscritto che devo leggere.
La signora continua a dire che una volta non si permetteva nessuno al giorno d’oggi invece.
Comincio a leggere. Mi concentro più che posso.
La signora continua a dire che il rispetto la buona educazione al giorno d’oggi.
A Verona non resisto più. Faccio come se dovessi scendere, prendo su la mia roba, saluto. Mi incammino. La carrozza undici è abbastanza vuota. Trovo un posto libero. Mi siedo.
Un minuto dopo, sventolando le mani come quello che è stato in bagno e sta cercando di asciugarsele, arriva il signore con gli occhiali scuri.
Mi si ferma accanto.
“Guardi che questo è il mio posto”, dice. “O ce l’ha con me?”.
Giulio, bellissimo. Fattelo dire: sei proprio un vecchio marpione! ;-)
Posted by: gianni biondillo at 29.07.04 15:08Non so se questo aneddoto te lo sei inventato, comunque lo trovo - purtroppo - realistico!
Quasi ogni weekend prendo il treno per recarmi a Vittorio Veneto e faccio certi incontri....L'ultima volta un tizio ha iniziato a blaterare, senza che gli avessi rivolto la parola, ed è arrivato a chiedermi, con assoluta naturalezza, quanto prendo di stipendio!
Ce ne sarebbero da raccontare...
E poi, Giulio, è assodato, tu non sei uno stronzo!
Posted by: Attenzione! at 29.07.04 15:26Paul Auster ci avrebbe costruito su un romanzo. Sprecone.
Posted by: gino tasca at 29.07.04 15:41dio, che gran rompicoglioni che sei...
Posted by: giuseppe at 29.07.04 15:56come dire: chi di prenotazione ferisce...
Posted by: davide at 29.07.04 16:22caro signor mozzi, lei è un adulto e questo è un monndo difficile, l'ho capito ora, appena mi sono reso conto di esistere, e mi chiedo: cosa ci posso fare? speo di saper rispondere.
Posted by: fetonellaplacenta at 29.07.04 16:28A quel punto, tu diventi quello che guarda fisso davanti a sé, facendo finta di niente. Solo dopo un po', dopo che il signore con gli occhiali scuri minaccerà di chiamare il controllore, tu alzi lo sguardo verso di lui, dandogli dello stronzo.
Posted by: Bandini at 29.07.04 16:29Dovrebbero farti testimonial delle pubblicità ferrovie dello stato. Una volta si e una no ti capita qualcosa.
A parte gli scherzi: bravo giulio. Ci dimostri sempre che le storie sono dappertutto: basta saperle vedere. E raccontare.
Posted by: Azzurrità at 29.07.04 16:52"No, non ce l'ho con lei. Anzi, guardi, per sotterrare l'ascia di guerra ho deciso di cedergli proprio il posto che avevo prenotato. Ora può tornarci. E di fisso nessuno la disturba più fino a Milano".
Posted by: lycas at 29.07.04 16:53Domani può farci la continuazione signor Mozzi? Stavo cascando dalla sedia dalle risate! Non solo negli eurostar, a me una volta è successo al cinema, in una multisala (motivo in più per scegliere sempre il buon vecchio cinema di don Andrea...)
Posted by: fosfeni at 29.07.04 17:47gustoso...
Posted by: sonetti at 29.07.04 18:02Ho letto il post. Ho visto: 11 commenti. Ho cliccato. Però non c'è più la Vecchia Guardia, Dov'è la Vecchia Guardia? Marziller, Iannox, Talpa, Pamela, Cletus, dove siete? E persino Luminamenti? Dove sei, Luminamenti? Anché Roberto Tossani, che all'epoca promise con lingua di marinaio levantino che mi avrebbe dedicato una statua (ma vedi tu!) latita spesso e volentieri. Egli è solo citato - vorrei dire inutilmente evocato - in un post. Leggo e mi diverto. Ma mi sento un po' solo.
Posted by: mauro at 29.07.04 18:19Ma "rompicoglioni" perché? Che ho fatto di male? Cafone.
Posted by: gino tasca at 29.07.04 19:49A meno che non lo dicessi a Giulio e resteresti, allora, lo stesso un gran cafone.
E a meno che tu non gli sia così amico da poterti permettere queste confidenze e, allora, cade ogni mio discorso: ma non se ti rivolgevi a me, ovvio.
Io ci sono, ma mi sono distratta ed intenerita per il fetonellaplacenta, che già rilascia commenti, come pippobaudo da feto già presentava. Volevo chiedergli: ma papà ti manda solo? E' proprio vero, i feti di oggi sono più svegli.
Posted by: Pamela Canali at 29.07.04 20:15e cecilia deni?
la storia di gm: mi sembra "finita male"
Caro Gino, credo proprio che l'epiteto fosse per me. E, devo dire, non lo trovo del tutto ingiustificato.
Posted by: giuliomozzi at 29.07.04 22:18Per il prossimo viaggio ti consiglierei un aliante. Siamo anche nella bella stagione :-)
Posted by: oiraid at 30.07.04 00:38La vecchia guardia, dice Mauro.
Mi pare che siamo tutti qui, chi più chi meno transitiamo
su queste pagine. Certo, ricreare il clima da
"blog-rodeo inconsapevole" che si venne a creare magicamente a fine agosto, primi di settembre, dell'anno scorso, con le nostre gustose "additional lirics" alle storielle di giulio,
e' ben altra cosa. Ma non dispero. Le intelligenze, o più
semplicemente, la voglia di far casino, non e' sparita,
magari ha solo voglia di andare un po’ in vacanza anche lei.
Veramente io, caro cletus, ieri avevo avuto la visione, a seguito dell'ingestione di una busta gigante di patatine, che come è noto favoriscono la veggenza. Si trattava del faraone giuliomozzen e del suo trono (posto prenotato fin dalla nascita), del caposacerdote o capocameriere dal tipico basco e occhiali neri, del mitico regno di Libia, dove il capoqualcosa viene esiliato e relativo trono, della sorella o moglie, non è chiaro (le visioni non sono mai precise), del faraone, vestita come al solito di fiori gialli su fondo blu, che non sta mai zitta. Il commento si è cancellato, dopodichè non riuscivo più ad andare su internet e mi sono anche spaventata. Ho concluso che giuliomozzi non deve sapere, che il suo percorso karmico sarebbe ostacolato dalla conoscenza delle sue vite precedenti. Inoltre, bisogna stare attenti ai discorsi che si fanno, in presenza di feti minorenni, che potrebbero inseguire la veggenza tramite patatine per il resto della loro vita, fetale e non.
Posted by: Pamela Canali at 30.07.04 06:51Canali, erano lisergiche quelle patatine ?
Posted by: cletus at 30.07.04 07:27Caro cletus, mi piace che mi chiami per cognome, è più intimo. Le patatine, più che lisergiche erano liturgiche, rituali. Ho seguito un corso per corrispondenza per veggenti e, dopo le prime lezioni, non c'era più bisogno della corrispondenza, bastava guardare la sfera di cristallo ed apparivano per magia le lezioni. All'inizio, ho ricevuto un pacco con tutto l'occorrente: patatine, birra, cioccolato fondente con nocciole incorporate e l'indirizzo di questo blog, che non aveva ancora la veggente ufficiale.
Posted by: Pamela Canali at 30.07.04 08:48Yappi! Intendevo proprio questo.
Posted by: mauro at 30.07.04 09:34Ehm... Yuppi! Scusate
Posted by: mauro at 30.07.04 09:35Ciappi! Arf.
Posted by: Fido Bau at 30.07.04 11:26Della serie "a me invece è successo". Salgo a PD su IC. Mi siedo. Arrivano delle yankees capeggiate da una kapò che cerca di farmi alzare: i posto sono prenotati. Yes, my love, cerco di contraddirla in inglese scolastico, ma la prenotazione parte da VR, qui essere Badova. Niente, kapò incalza. Riingleseggio indicandole i talloncini di prenotazione. Nulla. Cedo e mi alzo con un please. Le yankees depongono la loro ciccia transgenica e ridacchiano di me. Questi italiani sono proprio stronzi, italiani ruba. Locus communis. Ma perché cazzo non sono salite a VR?
Posted by: Skatt at 30.07.04 16:32Caro Skatt, non è detto che quelle persone fossero le stesse che avevano prenotato da Verona in poi. Comunque, hai poco da protestare. Alzandoti, hai dato loro *oggettivamente* ragione. Gli hai chiesto di esibire la prenotazione? Tu, avevi prenotato il posto? In somma, hai fatto il rompicoglioni (cito Giuseppe) fino in fondo?
Posted by: giuliomozzi at 31.07.04 08:52Caro Giulio, mi riesce più facile fare il rompicoglioni in italiano che il ballbreaker (?). Inoltre le tipe, per quanto debordanti, erano comunque di sesso indubbiamente femminile, cosa vuoi, ho pensato che anche se si erano sbagliate non c'era problema. Il punto però è un altro (che frase idiota), la questione è surreale: e se avessero ridacchiato perché geniali 'balltakers'? Potrebbero aver usato proprio la loro debolezza (non parlare in italiano) per far smammare un tipo così, gratuitamente. Artiste della presa per le gonadi. E questo a fronte di un evidente adynaton: Badova non essere Verona.
Certo che essere presi per il culo da delle americane
Caro Skatt, non capisco. La questione non è di lingua o di sesso, ma di diritto. Se tu ritenevi che queste non avessero il diritto di farti alzare, perché ti sei alzato? Perché hai riconosciuto loro un diritto che ritenevi non avessero, creando così un precedente in favore di chiunque altro voglia accampare un diritto che non possiede? Ti rendi conto della rilevanza giurisprudenziale del tuo gesto?
Posted by: giuliomozzi at 01.08.04 08:17Caro Giulio, ora temo sinceramente di avere commesso un errore madornale: qualcuno verrà ingiustamente sfrattato dal proprio posto per causa mia. Credi che sgozzandole tutte, o almeno sgozzando kapò, le cose sarebbero andate diversamente? Ho sbagliato ancora, come con la donna del mio cuore che inseguo sul tuo blog! Lo sapevo che dovevo sgozzarle con una mano e mostrare Carta Amicotreno con l'altra, giuro che lo sapevo. Qui Skatt promette: mai più creerà un precedente giurisprudenziale! Grazie!
Posted by: Skatt at 02.08.04 23:29Hello! Good Site! Thanks you! ciusefnypnh
Posted by: uofuqnefkz at 06.07.07 12:01