Un momento di distrazione, stanotte (alle tre meno un quarto): e mi sono chiuso fuori di casa.
Ach!
Bene, vado in Università. I ragazzi mi aspettano.
*Chiudersi fuori* è una bella immagine, sembra chiarire che ci sono solo vari livelli di "dentro". Dovrebbe essere più naturale dire: Ho mancato di chiudermi in casa. -Chiudersi fuori- quasi fa pensare più alla volontarietà che all'infortunio. Un doppio lapsus.
Posted by: Katacresi at 01.06.04 09:22o più semplicemente, qualcuno "te la manda",fatti regalare un cornetto rosso,prendila a ridere e concentrati su quello che stai facendo, fai troppe cose e sei invaso da troppa gente, dimenticare la chiave di casa è il meno che ti può succedere, ma perchè non provi, ogni tanto a chiuderti in casa, invece che hiuderti fuori?.sto parlando troppo e sto dicendo sciocchezze.come sempre concludo : fa' chello che vuo'.arcobaleno1
Posted by: arcobaleno1 at 01.06.04 10:09Mah, anche a me è capitato di rimanere chiuso fuori di casa: m'è toccato dormire sullo zerbino, e il caffè l'ho preso quando la portinaia m'ha svegliato con mocio vileda bagnato sulla faccia. Ah, che giorni belli erano quelli della giovinezza ribelle che faceva le ore piccole e poco se ne fregava del tempo che passava!
Cari saluti,
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 01.06.04 10:15be', forse sei stato colpito profondamente, interiormente, dal pezzo di simone battig. mi ricordo che nell'invettiva, ti mandava affanculo perché, a suo dire, vivi chiuso nella tua stanzetta. non a caso, ti ci sei chiuso fuori, stanotte...
Posted by: don giovani at 01.06.04 10:21In fondo si temono sempre le chiusure.
E si amano i paradossi.
e' stato piu' facile aprire la casa prestata da Candida...chiavi o non chiavi. Ma, davvero, la prima sera, ho temuto andasse a finire cosi. :-)
Posted by: cletus at 02.06.04 06:07