"Non capisco", dice l'uomo con il cappotto nero.
"Lei non ha il biglietto", dice il controllore. "Facendolo a bordo, c'è l'esazione di otto euro".
"Perché ho preso il treno al volo", dice l'uomo con il cappotto nero. "Con tutta questa neve, l'autobus ci ha messa una vita a portarmi in stazione".
"Vede", dice il controllore, "all'azienda importa solo che lei non ha il biglietto. Non importa il perché e il percome".
"Si tratta sempre di trasporti pubblici", dice l'uomo con il cappotto nero.
"In che senso?", dice il controllore.
"L'autobus è un trasporto pubblico", dice l'uomo con il cappotto nero. "Il treno è un trasporto pubblico. Se i trasporti pubblici non funzionano, se con due dita di neve vanno in tilt, devo rimetterci io?".
"Ma l'azienda dei trasporti urbani è una cosa", dice il controllore, "e le Ferrovie sono un'altra".
"Sono trasporti pubblici", dice l'uomo con il cappotto nero. "Servizi al cittadino".
"No", dice il controllore. "Sono aziende. Aziende orientate al profitto".
L'uomo con il cappotto nero guarda il controllore.
Il controllore abbassa gli occhi.
"Non che mi piaccia", dice il controllore. "Tutto posso dire, ma non che mi piaccia".
"E allora...", comincia l'uomo con il cappotto nero.
"E allora", lo interrompe il controllore, "il fatto è che il compito di dire che è cambiato tutto, che non ci sono più servizi, che ci sono solo aziende che fanno i profitti, il compito di spiegare questa schifezza a tutti, sa a chi tocca? Sa a chi tocca?".
"A chi tocca?", ripete automaticamente l'uomo con il cappotto nero.
"Tocca a noi", dice il controllore. "Al personale. A noi che siamo in mezzo alla gente. Mica a loro".
"A loro chi?", ripete automaticamente l'uomo con il cappotto nero.
"A loro", dice il controllore puntando l'indice della destra verso l'alto. "A loro. A quelli che comandano. Loro fanno fare gli spot in televisione. E poi mandano noi a dire che non è vero".
Bellissimo. Un frammento di vita bellissimo. grazie, giulio. A. P.S. Esiste ancora il sentimento delle cose...
Posted by: Azzurrità at 29.01.04 09:41E' proprio così: i controllori (non solo FS) non sono convinti di quello che fanno, e lo dicono: lo so che questa multa è ingiusta, io non vorrei dartela, ma devo farlo, e quindi te la do, ma intanto la colpa è di quelli che hanno deciso che sia così, e questa è una schifezza, ma io non c'entro.
Questo non c'entra niente col sentimento delle cose, ma è pura ruffianeria, tipicamente italiana, e riguarda tutto il settore pubblico. Magari è opportuno ricordare che se nessuno paga i servizi, questi tendono a fare schifo (come infatti accade), ma questo non turba le anime belle, per cercare di smuovere le quali potrei richiamare i controlli in campo edilizio: nessuno li fa, tutti ruffiani, ma mezza Italia abusiva.
Ma che male c'è se mia zia voleva due camerette in più? Poverina, è tanto buona.
E in altro campo: agente, abbia pazienza, ma ho dovuto parcheggiare nel posto degli handicappati perchè non c'erano altri posti liberi.
Quando quelli che comandano decideranno di licenziare il controllore, non sarò molto dispiaciuto.
Amico Giuseppe, avrai i tuoi buoni motivi per pensare certe cose. Ma per controllare quento ne sei veramente convinto non scriverle su un blog: dille in faccia a un controllore.
Posted by: mauro at 29.01.04 11:51Amico Mauro, ho buoni motivi per pensare certe cose (motivi né miei né tuoi, motivi e basta). Grazie per il suggerimento, ma le ho già dette in faccia a un controllore. Il tuo espediente retorico di utilizzare un tono paternalistico per sminuire le mie affermazioni suona po’ vecchiotto, non credi?
Posted by: Giuseppe at 29.01.04 12:07No, non credo. Credo, invece, che ci sia gente che per vivere è spesso costretta a fare anche cose che non condivide, e per poter campare deve anche mandare giù rospi belli grossi. Abbi pazienza, Giuseppe: aziendalismo, privatizzazione,profitto e mercato sono termini che non riesco a fare entrare nel mio vocabolario. La distruzione dello stato sociale mi provoca insonnia; ogni volta che sento un mio collega dire: "Basta col pubblico, voglio mettermi sul mercato" mi chiedo se sappia di essere un uomo oppure creda di essere una vacca da fiera zootecnica. L'ideologia del mercato a tutti i costi ha seppellito quella socialista e dato il colpo di grazia anche all'ideale cattolico. Anche i buoni (insomma!) vecchi anarchici fanno una figura barbina se osservati sotto un'ottica "di mercato" e "di target". Purtroppo l'onnipresente mercato detta regole alle quali tutti (anche io, perbacco!) dobbiamo piegarci. Ma non vuol dire che si debba per forza condividerle e trovarle sacrosante. Quanto al fatto che un controllore possa criticare e sputare sulle norme che pure applica, direi di limitare la discussione al comportamento umano: non facciamone il paradigma di un'ideologia.
Posted by: mauro at 29.01.04 12:40"Se nessuno paga i servizi, questi tendono a fare schifo" è un'affermazione incontestabile, credo. Per quali servizi sia preferibile il pagamento "a prestazione" (o prevalentemente "a prestazione), e per quali altri sia preferibile la "mutualizzazione" (o la parziale "mutualizzazione"), è cosa di cui si discute ormai da anni. Ad esempio, le biblioteche sono considerate servizi totalmente "mutualizzati". Conosco molte biblioteche assai malmesse, o accessibili solo a certe categorie (professori e studenti dell'università, ecc.) o addirittura inaccessibili, "per mancanza di soldi". Così come pago il biglietto per salire sull'autobus, non mi dispiacerebbe pagare il biglietto per entrare in biblioteca. Tra non avere la biblioteca, o averla malmessa o inaccessibile, e avere la biblioteca col biglietto, preferisco la seconda. *** Detto questo, fare il controllore è un mestiere assai faticoso. Un mestiere che consuma i nervi.
Posted by: giuliomozzi at 29.01.04 13:06Totalmente d'accordo con Mozzi; e per Mauro, le mie non sono affermazioni ideologiche, ma mere constatazioni di uno sfascio da cui questo Paese non sembra in gado di riprendersi senza cure drastiche.
Le biblioteche a pagamento, in linea di principio, sono una follia, un'aberrazione, una cosa indegna di una società evoluta. Eppure, purtroppo, concordo con Mozzi.
Giuseppe, Giulio, il fatto che se molti non pagano per un servizio allora questo, con ogni probabilità, è destinato allo sfascio, è incontestabile. Infatti non è questo il principio che contesto. Contesto l'idea che l'unica società possibile sia quella dove tutto ha un prezzo e un corrispettivo. Sarò anche folle e visionario, o semplicemente ingenuo (che è più probabile) ma quando sento applicare il principio servizio = costo mi cala un velo rosso davanti agli occhi. Soprattutto quando si parla di sanità e istruzione. Ci passa poco, in linea di principio, tra la deontologia professionale di un tranviere e quella di un infermiere. Se questa affermazione vi sembra azzardata forse è perché non sapete (ma dubito che non lo sappiate) che i criteri in base ai quali si sceglie un dirigente dei trasporti pubblici sono gli stessi in base ai quali si selezionano i manager delle aziende sanitarie: efficienza, efficacia, ECONOMICITA'(le tre E della Bassanini). Soprattutto economicità. In virtù dell'ossequio alla regola delle tre E (e, ma sono maldicenze senz'altro, annusando l'odore di un mercato in potenziale espansione) qualcuno ha spinto per la concessione di sovvenzioni alle scuole private e diminuire gli stanziamenti per la pubblica istruzione e la sanità. Per cui, viva i tranvieri che contestano le regole che pure applicano. Ciao
Posted by: mauro at 29.01.04 15:20Confesso che il mio commento di prima è partigiano. Leggere certe cose (vedi su http://robestrane.splinder.it) mi mette in agitazione, e mi mostra ogni giorno di più quali sono i risultati dell'applicazione pedissequa delle logiche e tecniche "di mercato".
Posted by: mauro at 29.01.04 16:09a me quando vengono queste cazzate le butto...
anzi non le scrivo proprio...
aq te le scrivi e ti dicono pure che sei bravo... mah
bravo giulio mozzi