Bene, adesso caffè, doccia, corsa, treno, Milano. Se volete sentire la mia voce e quella di Mauro Covacich, oggi alle 15.30 circa siamo al terzo programma di RadioRai. A parlare di che? Non è difficile indovinare. E sulla faccenda dovrebbe ritornare, con una quantità di interventi e opinioni, l'Espresso in edicola da venerdì. Parole, parole, parole...
Posted by giuliomozzi at 28.01.04 06:12 | TrackBackMa RadioRai quale? 1, 2 o 3? Ho guardato i programmi e il vostro nome non compare.
Posted by: Galvano Della Volpe at 28.01.04 09:14radio rai 3 - Fahrenheit - 28/01/2004
15.30 - IN CERCA DEL 'GRANDE ROMANZO ITALIANO'
http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/mostra_evento.cfm?Q_EV_ID=81633
Qualche settimana fa, sul settimanale "L'Espresso", lo scrittore Mauro Covacich denunciava il compiacimento e il minimalismo dell'attuale generazione di narratori quarantenni (alla quale, per altro, appartiene lui stesso), sostenendo che la maggior parte di loro non riesce a produrre altro che sofisticate provocazioni, elegie sui paesaggi, o migliaia di illeggibili pagine sul caos. Tutto questo nonostante, nella vita privata, intrattengano con la realta' sociale, con il presente del mondo, un rapporto vivo e militante. "Molti di loro", scrive Covacich, "sono veri e propri esempi di militanza letteraria. Subito dopo l'11 settembre si sono autoconvocati per discutere sulle prospettive della scrittura. Curano un sito che non stacca mai la presa sulla realta'. Insomma, non sto parlando di scrittori che raccontano di allevatori di bachi da seta dell'Ottocento o che srotolano le infinite avventure di un ispettore siciliano".
Ma allora, riferimenti a Baricco e Camilleri a parte, perche' questo presente non appare nei loro romanzi? Perche' questa realta' non riesce a diventare materia letteraria?
Su diversi giornali la provocazione di Covacich ha gia' suscitato delle repliche piu' o meno pacate. Ora, "Fahrenheit" tenta nel suo dibattito di annodare i fili del discorso, con interventi di scrittori, del critico letterario Elisabetta Mondello e dello stesso Mauro Covacich.
Le protoscelte estetiche di Mozzi: abusare del suo potere > non avventuratevi nei sotteranei con lui - essere sadico> sapete cosa vuol dire aveer il potere di pubblicazione? vita o morte... - fuggire sempre e comunque > non ha le palle per affermare le sue decisioni e fugge - torturare psicologicamente - credersi migliore, fingendo un minimalismo comportamentale di facciata - particare il narcisismo distruttivo> scrive solo per mostrare la sua incapacità di reale apertura - prendere per il culo la gente> come reagiresti a panni inversi? - prendere per il culo tutti> questo è quanto ha imparato dalla sua antica malattia.
Mozzi non t'interessa veramente la letteratura (di ricerca), più di tutto ti interessa il potere.
Ma questo lo sanno tutti.
Posted by: Gig Robot D'Acciao at 28.01.04 14:03Radiotre in diretta Real Audio:
http://www.radio.rai.it/radio3/ascolta.cfm
Sono sempre stato zitto su questo argomento. Adesso, dopo aver sentito anche il programma radiofonico, devo scrivere qualcosa: lo so, lo sento. Ma cosa?
Posted by: Roberto Tossani at 28.01.04 16:11Vi riporto il mio intervento in una email che ho scritto in maniera molto sintetica:
"Forse, la mancanza di una produzione letteraria del 'reale' è dovuta alla voglia di evadere dalla triste constatazione di tempi di passaggio dai colori grigio-neri.
La cronaca, anche tra virgolette letteraria al momento è stata lasciata nelle mani del giornalismo.
Penso, che sia una volontà del singolo scrittore scrivere o non scrivere del quotidiano in letteratura, in base alle sue esigenze, in primis e succesivamente a quelle del pubblico di lettori che lo segue.
Molto più diffusi sono i reportage narrativi, la saggistica su ciò che è realtà o la si considera come tale.
E' fuori discussione il cambiamento delle modalità di fare letteratura dagli anni '80 sino ad oggi.
Oggi sia gli emergenti scrittori che quelli già consolidati nel settore penso che prima di guardare al reale e a ciò che è esterno guardino a raccontare il proprio punto di vista o in prima persona o delegandolo ad uno dei loro personaggi.
Sicuramente, il 'reality' in letteratura è molto più diffuso come verosimiglianza che non come effettiva cronoca, romanzata o meno, di un fatto o evento accaduto.
Il reportage narrativo in un certo qual modo assolve al gap esistente tra il genere romanzesco e quello giornalistico in cui l'esperimento di ibridazione risulta favorevole al racconto e alla narrazione delle tematiche socio-culturali e politiche dei tempi in cui viviamo".
Cordiali Saluti.
mito? MITO? Se gli scrittori italiani sono così bravi a smitizzare come dici, Giulio, ordiniamone qualche dozzina, ce n'è bisogno. Se dobbiamo confrontarli con la realtà facciamo far loro qualche campagna pubblicitaria, Mauro. Non credo sia possibile per nessuno (se non in malafede) ignorare un presente +botte-cacao come quello attuale. Gli scrittori italiani staranno tirando il fiato, che volete che vi dica. Un abbraccio
Posted by: copydifiducia at 28.01.04 16:20
Peccato. Non sono riuscito a sentire la trasmissione. Ero in coda in segreteria simulando una tipica scena mozziana. Consciamente e involontariamente.
Sarebbe stato piacevole, sentirla. Ciao a mozzi e a covacich. E a tutti.
Leggo dal titolo del post:"Mozzi vs. Covacich". Non so bene perché Giulio abbia deciso di metterla così, ma ho sentito l'intervento per radio e posso dire che, se di uno scontro si è trattato, allora ha decisamente vinto Mozzi. Rinnovo la mia stima e tutto a Giulio Mozzi, sempre più sicuro che a starlo a sentire non sto perdendo tempo.
Posted by: Marco Candida at 28.01.04 17:11Giulio, potevi darci un pò di preavviso. Lo hai saputo all'ultimo anche tu? Non penso. Eppure saremmo stati in molti a sentirlo più che volentieri, se solo lo avessimo saputo. Per di più ora ci si mette marco - candida - a dire che hai stravinto nella battaglia contro covacich. In effetti: covacich è proprio il classico scrittore che non riesce a rappresentare la realtà. Basta leggersi A perdifiato, che potrebbe essere un film con abattantuono tra i protagonisti. Ad ogni modo sono felice che ci siano dibattiti accesi in radio. Però, Giulio, faccelo sapere prima!
Posted by: Azzurrità at 28.01.04 17:31Cara Azzurrità, no. No. Non ho detto che Giulio ha stravinto. Non ho detto che Covacich non sa rappresentare la realtà, né lo volevo sottintendere. Covacich è un ottimo scrittore e, sentendolo parlare, sono sicuro che sia anche un'ottima persona. Però Mozzi è uno dei maggiori esperti in Italia di Scrittura e di Letteratura e, oggi, per radio, si è capito.
Posted by: Marco Candida at 28.01.04 17:49io da giulio mozzi, pretenderei indietro, qualora non mi ritenessi soddisfatto, euro 14,94. Il motivo ? E' il corrispettivo di due volumi rispettivamente di Federigo Tozzi(Con gli occhi chiusi), e di Mario Benedetti (L'umana gloria ), comprati oggi piu' o meno alla stessa ora che andava in onda il "match", alla radio. Resto dubbioso se estendere a Genna il reclamo dell'importo del prezzo di copertina della Pasqua Rossa di A.Bevilacqua (sebbene l'autografo dell'autore sulla prima pagina induca a piu' miti pretese). E' un piacere leggervi !
Posted by: cletus a.a. at 28.01.04 18:15ho seguito il dibattito alla radio, e mi sembra che covacich si sia difeso molto bene. partite prevenuti nei suoi confronti: è un peccato. comunque: vorrei chiedere a mozzi, se possibile, di sviluppare il concetto espresso oggi alla radio: "il narratore italiano ha la smitizzazione nel sangue". è una cosa che mi interessa molto. grazie!
Posted by: amelio at 28.01.04 18:21vorrei chiarire una cosa per chi il dibattito non l'ha seguito, alla radio. non si è trattato di un match, non è stata una cosa aggressiva (credo sia risaputa la stima reciproca di covacich e mozzi; e dubito che qualcuno si aspettasse che si azzannassero in diretta). e poi anche il conduttore non è di quelli che cerca l'audience !! il clima è stato molto sereno, e gli interventi molto equilibrati. mozzi ha detto cose interessanti, e altrettanto ha fatto covacich.
Posted by: amelio at 28.01.04 18:31la parola match era virgoletta apposta. (ndb: nota del blogger) :-)
Posted by: cletus a.a. at 28.01.04 18:35Candida, a volte sembri proprio un lecchino. Capisco la stima, ma a volte dai proprio questa impressione. Senza offesa.
Posted by: Mah at 28.01.04 21:17cletus, è un piacere per i librai che tu legga! :-)... Però dimmi poi se la spesa è valsa a qualcosa... Sono pronto a un effettivo rimborso, a patto che tu passi da me, nel caso non ti fossero piaciuti quei libri: giuro. :-)
Posted by: giuseppe genna at 28.01.04 21:42Sì, è stato interessante. Ma, ditemi se ho sentito male, possibile che Covacich abbia detto di cercare nei romanzi "IL SENSO DELLA VITA" ?
Se così fosse, gli consiglio di leggere:
"Il senso religioso" di Luigi Giussani, o "I grandi amici" di Rajssa Maritain, oppure "Il piccolo principe".
Alè, vai con gli insulti gratuiti.
Posted by: Marco at 28.01.04 23:15Oddio! Ma io dico sul serio.
Posted by: Marchenoir at 28.01.04 23:21Caro Azzurrità, Mi hanno telefonato dalla Rai, per fissare la cosa, nel pomeriggio del 27.
Posted by: giuliomozzi at 29.01.04 00:35Caro Marchenoir, Marco Candida non rispondeva te. Si riferiva a un altro "commento".
Posted by: giuliomozzi at 29.01.04 00:43Molto bene, Marco Candida. Sono concorde col tuo parere, nel senso che mozzi ha una prospettiva molto più aperta di quanto la possa avere covacich. E proprio per questo avrei ascoltato con molto piacere i nostri in radio. Spero che a questo punto si organizzi un dibattito a milano o da qualche altra parte in tempi brevi. Ok, giulio? Sarebbe molto bello, vero?
Posted by: Azzurrità at 29.01.04 08:36Ma, intanto vediamo che cosa esce domani nell'"Espresso". Che dovrebbe esserci una quantità di "risposte" a Covacich.
Posted by: giuliomozzi at 29.01.04 08:55Bene, e a noi le vere risposte chi ce le dà? forse l'espresso preso al bar domattina!
Posted by: express at 29.01.04 23:28