Sono tornato a casa. Ho trovato, che mi aspettavano:
- 93 messaggi (più una trentina di spam) nella posta elettronica, tra i quali: 3 romanzi "con preghiera di giudizio" ecc., 8 auguri con animazioni che per principio non ho aperto (temo i virus travestiti da animazioni), 4 newsletter, una proposta del tipo: "la mia vita è un romanzo, se mi anticipa 5.000 euro gliela racconto in esclusiva", 3 richieste di informazioni su corsi e laboratori di scrittura, un pettegolezzo da leccarsi i baffi,
- 7 biglietti d'auguri in carta, di cui uno bellissimo,
- 9 plichi, provenienti da sconosciuti, contenenti dattiloscritti "con preghiera di un giudizio" ecc.; e 2 provenienti da persone conosciute,
- 3 libri in omaggio [uno che leggerò con curiosità: Gasparo Gozzi, "Col più devoto ossequio". Interventi sull'editoria (1762-1780), a c. di Mario Infelise e Fabio Soldini, Marsilio; uno che mi ha riempito di gioia: Corrado Costa, Cose che sono parole che restano, antologia a cura di Aldo Tagliaferri, Diabasis; e uno che mi ha molto sorpreso: Francesco Permunian, Cinque notturni per un amico scomparso. In memoria di Mario Giacomelli, anch'esso Diabasis],
- 2 avvisi di raccomandate,
- 1 bolletta del telefono portatile (già pagata: ho l'addebito sul conto corrente; non ho guardato l'importo, non voglio saperlo),
- un assegno da 250 euro in pagamento di un lavoro che ho fatto nel marzo 2003,
- il conto del lattaio (13,72 euro),
- 2 fax, entrambi non per me (mentre non è arrivato quello che attendevo).
Buon anno nuovo.
Francesco Permunian è una bella scoperta, anche se non è una scoperta. Molto bravo e competente.
Posted by: luminamenti at 04.01.04 10:12buoni i canederli?
Posted by: luciano laremi at 04.01.04 10:31Permunian pubblica da parecchi anni, anche se solo da poco in maniera visibile (http://nautilus.inews.it/9703it/letture/mozzi1.htm#r6). La "sorpresa" per me è stata la scoperta dell'amicizia tra Permunian e Giacomelli: che è uno degli artisti che più amo.
Posted by: giuliomozzi at 04.01.04 10:32Be', anche io sono tornato, sarà il caso fortunato o la sfortuna, non lo so, ma sono tornato, così mi si deve subire, nel bene e nel male. ;-) Di nuovo a casa. Però, ti assicuro, che non mando virus travestiti da animazioni: così, adesso, mi tocca farti gli auguri, nuovamente, ma in modo meno originale, cioè tipo Buon Anno Nuovo, Buon 2004. Per leggere questo, tranquillo, caro Giulio, non hai bisogno di aver su nessun firewall, solo tanta (santa!) pazienza. Io nella buca delle lettere, 5 raccomandate da persone che non conosco, che però mi toccherà andare a prendere in ogni caso; la casella di posta elettronica - mon dieu - è ancora piena di messaggi che devo leggere, troppi davvero, e visto che io mi leggo anche lo spam, direi proprio che son messo male; le bollette, quelle una brutta storia, meglio soprassedere; poi c'è la pubblicità, tanta, in buca, che però ho già smaltito e affidato alle amorevoli cure dello spazzino, e altri piccoli fastidi. Ma anche soprese piacevoli. Tutto questo perché volevo arrivare a un punto che ho dimenticato, quindi ancora auguri a tutti/e, e che questo mio messaggio non sembri un racconto di Guido Ceronetti, perché non sono così in gamba, e di cui ho letto ultimamente i suoi Nuovi Ultimi Esasperati Deliri Disarmati e che consiglio vivamente. In edizione MeridianaZero, consiglio vivamente Hughes Pagan, La notte che ho lasciato Alex, Quelli che restano e il superbo Dead End Blues. Boh, questo è tutto. Ciao,
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 04.01.04 10:46Io nella buca delle lettere ho trovato tanta pubblicità , mascherata da offerte imperdibili o speciali,come volete voi.Solo due lettere piacevoli. E ho letto solo Il gioco preferito di Leonard Cohen, Fazi. Bello ma , come dire, un vero romanzo di formazione.
Posted by: lucialugaresi at 04.01.04 11:03oy giulio, bentornato! ho una curiosità: nei dattiloscritti che effetto ti fa la "preghiera di un giudizio"? a me sembra molto umana, un disperato tentativo di contatto, viste le difficoltà che tutti quelli che scrivono incontrano a farsi leggere. nelle tue parole invece leggo una sorta di freddezza, forse dovuta all'abitudine, data la mole di dattiloscritti che ti arrivano. la stessa freddezza del chirurgo quando taglia. credo infatti tu debba "tagliare" parecchio. puoi soddisfare questa mia curiosità "psicoanalitica"? ciao.
Posted by: francesco at 04.01.04 11:07Caro Francesco, la mia reazione dipende molto dai modi del "tentativo di contatto". Ad esempio: c'è chi mi scrive chiedendomi se può spedirmi qualcosa da leggere. Basta questa piccola attenzione (chiedere: "Posso?") per mettermi in una disposizione d'animo favorevole. C'è invece chi mi manda un riassunto del suo lavoro in dieci righe e conclude: "Se le interessa, glielo mando". Questo mi mette in una disposizione d'animo non favorevole: perché se rispondo: "Spedisci", mi metto nella condizione di colui che ha chiesto di leggere, e quindi è tenuto a rispondere dettagliatamente anche nel caso in cui il testo si riveli orribile. C'è poi chi spedisce e basta, e spesso la lettera accompagnatoria contiene una frase del tipo: "Non pretendo che lei prenda in considerazione il mio lavoro per pubblicarlo; mi basterebbe un suo giudizio, magari qualche consiglio". Chi scrive questo non si rende conto che esprimere un giudizio è molto più oneroso che decidere se pubblicare o no un testo. Se dopo aver lette dieci pagine mi rendo conto che chi scrive non ha idea di come si racconta una storia o di come funziona la sintassi italiana, la mia scelta è fatta: quel testo non è da prendere in considerazione per pubblicarlo. Ma per esprimere un giudizio su quel testo e dare qualche consiglio (magari: "Lascia perdere"), dovrei leggerlo fino in fondo; e non mi basterebbero sei vite per leggere tutti i dattiloscritti fino in fondo. La mia esperienza (dal 1998) è che su mille dattiloscritti presi in considerazione, una decina sono davvero degni d'interesse; e uno o due sono da pubblicare. *** Ogni tanto leggo in giro, o sento dire, che io porterei alla pubblicazione solo le cose scritte dagli "amici". Che è esattamente il contrario di ciò che accade. Le mie amicizie nascono tutte dalla scrittura. Quasi tutti i miei amici, li ho conosciuti prima sulla carta e solo poi di persona; oppure li ho incontrati in qualche corso o laboratorio di scrittura. E ho desiderato che fossero miei amici perché mi sembrava di trovare del valore nella loro scrittura.
Posted by: giuliomozzi at 04.01.04 11:32(pss, ehi, Giulio, scusa, una domanda: nel dettagliato inventario della posta che ti aspettava, non citi il mio libretto di poesia - ti è arrivato?, grazie e ciao, Luisa P. )
(.... accidenti, un dubbio atroce mi assale: hai detto "parlo solo di ciò che mi interessa"... forse hai già censurato così, sul nascere, cioé sull'arrivare, il libretto?...)
grazie giulio per la risposta. io ti ho spedito su consiglio altrui in base a una vostra amicizia (non faccio nomi, ma forse ricordi). forse la cosa ti ha infastidito e me ne scuso. sono da tempo convinto che il mio scritto non ti interessi e sto provando altre strade. spero che quest'anno sia per me un buon anno in tal senso. ciao e ancora grazie.
Posted by: francesco at 04.01.04 11:48Leonard Cohen, "Il gioco preferito", uno dei romanzi che maggiormente amo, di vera formazione. Cribbio! Saper scrivere come Cohen, un sogno.
Cari saluti,
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 04.01.04 12:04E del "Giovane adamo" di Alexander Trocchi che ne dici Iannozzi? Lo consigli? Scusa giulio se ho approfittato del tuo blog.
Posted by: scusa mozzi at 04.01.04 13:34...e : La Vigna di Salomone di Jonathan Latimer?..
Posted by: patrizia at 04.01.04 15:30Caro Scusa Mozzi, che dico di Alexander Trocchi? Direi che almeno almeno l'ottimo "Cain's Book" (Il libro di Caino, Edizioni Fandango) è da leggere, tra l'altro è ottimamente tradotto da Leonardo Giovanni Luccone. E' un libro autobiografico, ma lisergico, per usare aggettivo abusato, à la W. S. Burroughs. “Young Adam” è anche un buon romanzo, forse superiore a Cain’s Book, anche se io preferisco quest’ultimo. Peccato che Trocchi abbia avuto modo di portare a termine solo due romanzi: penso che avrebbe potuto regalarci ancora impareggiabili romanzi. In definitiva, consiglio di leggerlo, sì. Anche se più giusto dire che consiglio di leggere tutto quello che Trocchi ha scritto. Era un mezzo genio rovinatosi con e per colpa della droga. Ma era bravo davvero.
Ne parlerò in maniera più esaustiva, prossimamente, sul mio blog-zine.
Cari saluti,
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 04.01.04 15:38Jonathan Latimer con la sua vigna: da quanto, quanto tempo non sentivo più il nome di Latimer, il titolo di un libro che per me ha rappresentanto molto, e penso non solo per me. Ma è ancora pubblicato "La vigna di Salomone"? Io ho una edizione risalente a tanti tanti anni fa. Non ho idea se sia stato ristampato. Ad ogni modo, cara Patrizia, se ti capita sottomano, è sicuramente una lettura interessante. E' forse un po' come Boris Vian, un dissacratore Latimer, uno che anche lui amava sputare sulle tombe altrui.
Cari saluti,
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 04.01.04 15:44Caro Giuseppe. La Vigna è fuori edizione. Io ne ho una di Edgar edizioni....Di Latimer molto bello anche La Dama Della Morgue..
Posted by: patrizia at 04.01.04 16:06Cara Patrizia, non è stato ristampato, immaginavo che così fosse. Un vero peccato, perché è un libro che merita. Io ho una edizione InternoGiallo, penso abbastanza rara. Molto bello anche "La Dama Della Morgue" come mi fai gentilmente notare: dovrebbe esser stato ristampato di recente se non vado errato.
Cari saluti,
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 04.01.04 16:10Grazie Iannozzi.Chiedevo a te perchè conosco la tua passione e la tua competenza per i romanzieri della beat generation.Ed inoltre so che sei sempre molto disponibile.Riguardo a Trocchi in verita',sotto pseudonimo,ha scritto anche altri romanzi-roba pornografica penso-che pero' sono irreperibili in Italia.Saluti e buon anno
Posted by: scusa mozzi at 04.01.04 17:07io invece al mio non-ritorno non ho trovato nulla nella cassetta della posta! bontà divina(?)
Posted by: LoScrittoreFantasma at 04.01.04 17:38Caro Scusa Mozzi, be', grazie. Un po' imbarazzato, ma ringrazio. Effettivamente Trocchi ha scritto anche molto porno, difficilmente reperibile in Italia. Però sono essenzialmente dei racconti brevi o medio-lunghi, quasi tutti pubblicati su Merlin, la rivista che aveva fondato e che vide tra l'altro anche la pubblicazione di De Sade, Miller e Nabokov.
Ancora buon anno. Cari saluti,
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 04.01.04 18:59"Le mie amicizie nascono tutte dalla scrittura. Quasi tutti i miei amici, li ho conosciuti prima sulla carta e solo poi di persona; oppure li ho incontrati in qualche corso o laboratorio di scrittura. E ho desiderato che fossero miei amici perché mi sembrava di trovare del valore nella loro scrittura". non so perchè ma ci trovo una stranezza in questo. un'ossessione, non direi, una leggera manìa, forse. vorrei aggiungere qualcosa di mio : penso che ci siano degli scrittori così come degli architetti ( io sono un architetto che cerca di frequentare il minor numero di arch. possibile) che sono autentici pezzi di merda eppure grandissimi nel loro mestiere, e poi ci sono degli scrittori non eccelsi, o architetti che non disegnano come botta eppure io desidererei, per le loro qualità d'animo, che fossero miei amici. non è che si dà un valore un po' troppo romantico alla scrittura? ehm, giu' senti...beh buon anno. mi sono voluta fermare a padova tornando dall'austria, perchè non ero mai stata nella tua città, è splendida e ci ho trovato qualcosa dei tuoi racconti. saluti sara
Posted by: sara at 04.01.04 23:59hmm...:?
Posted by: watch me at 01.09.05 01:40