Lasciamo il tempo e li guardiamo dormire,
si decompongono e il cielo e la terra li disperdono.
Non abbiamo creduto che fosse così:
ogni cosa è al suo posto,
le alopecie sui crani, l'assottigliarsi, avere male,
sempre un posto da vivi.
Ma questo dissolversi no, e lasciare dolore
su ogni cosa guardata, toccata.
Qui durano i libri.
Qui ho lo sguardo che ama il qualunque viso,
le erbe, i mari, le città.
Solo qui sono, nel tempo mostrato, per disperdermi.
[Mario Benedetti, Umana gloria, Mondadori 2004 ("Lo specchio"). Questa è la poesia che apre il libro].
Posted by giuliomozzi at 27.01.04 21:30 | TrackBackCaro Mozzi,
Complimenti. La pagina che ha scelto è stupenda, e colpisce soprattutto per il senso di precarietà e di poetico declino che alimenta l'atmosfera e l'immaginazione del lettore, alla luce di un io narrante consapevole e struggente. Volevo complimentarmi con lei per la scelta: ogni notte questo suo diario mi aiuta veramente a chiudere la giornata, dando uno spunto fertile per pensieri sempre nuovi e profondi. Grazie ancora, un caro saluto. (Luigi La Rosa)
Posted by: Luigi La Rosa at 27.01.04 22:23Mario Benedetti, uno dei migliori...
Posted by: luminamenti at 27.01.04 23:04Credo stia iniziando una catena poetica tra i blog: ho postato, oltre che su i Miserabili, una poesia di Mario Benedetti anche su Carmilla. Chissà, magari domani Macchianera, magari poi Wittgenstein: è più vero ed emozionante di un poetry slam... :-)
Posted by: giuseppe genna at 28.01.04 00:50Certo fa pensare questa così forte presenza di poeti friulani. Ma forse è meglio dire del nord-est. Un nord-est “poetico”? C’entra qualcosa - oltre che la qualità - la capacità di “fare gruppo”? Forse anche i poeti del nord-est (oltre che i narratori, e i narratori-poeti) mangiano la pizza insieme? Va bene, siamo seri… È vero, c’è Zanzotto, ma basta a spiegare questa “fioritura”? E poi qui c’è una lingua diversa. Il verso lungo, questo lessico così essenziale e schivo. Un tempo lontano, lento. Le storie appena accennate. Il racconto dei paesaggi, le case, i campi. E su tutto il silenzio, un silenzio profondo. Non è solo il silenzio degli uomini, è il silenzio del cielo, della terra, dell’orizzonte… Di Benedetti ho letto finora troppo poco. Ricordo soprattutto una poesia sul padre, straordinaria. Comprerò il libro. Il fatto che sia pubblicato sullo Specchio di Mondadori servirà senz’altro a rendere meno clandestino Benedetti (è già successo a Dal Bianco).
Posted by: uvizeta at 28.01.04 07:20e' quasi migliore del suo omonimo, ma lui era narratore, uruguagio.
Posted by: cletus a.a. at 28.01.04 08:32A chi fosse interessato, domani 29 gennaio, alla libreria Utopia di Milano (via Moscova 52), Mario Benedetti e Maurizio Cucchi leggeranno poesie nell'ambito degli incontri "Parole Urbane", organizzati da Stefano Raimondi. Interverrà anche il sociologo Alessandro Dal Lago.
Posted by: Luisa Pianzola at 28.01.04 11:54Dimenticavo: l'incontro è alle 18.
Posted by: Luisa Pianzola at 28.01.04 11:58Mario Benedetti è proprio bravo. Ho postato anch'io, nel mio piccolo, una sua poesia. Ah, il Benedetti sudamericano scrive anche poesie, che a volte vengono messe in musica da cantautori del posto, ed è bravo pure lui.
Posted by: Enzzz at 28.01.04 15:06Beh, per l'appunto: ho postato una poesia di Mario Benedetti - proprio quella sul padre, che tanto era piaciuta a uvizeta - su Macchianera: http://www.macchianera.net/archives/2004/01/28/blog_e_catena_p.html ...
Posted by: giuseppe genna at 28.01.04 21:57Ma che è sto mbaradan su queso Benedetti... Domani veno in Moscova e glilo chiedo. Che è sto mbaradàn su queso Benedetti, io gli chiedo così propio. Che è sto mbaradan... Buonanote.
Posted by: l'uruguagio at 28.01.04 22:58Grazie Genna :). E grazie anche per come e quanto tratti la poesia contemporanea sui Miserabili [ma sia chiaro, va benissimo anche Dante!! :)]
Posted by: uvizeta at 29.01.04 07:18UN TESTIMONE
Sulla rosa delle direzioni
vittima e carnefice
non hanno giostrato il loro ruolo
fino in fondo....
è rimasto un superstite
col suo grumo di pena
stretto
fra la fessura delle palpebre
l'esperienza ha il suo corpo
annusante a raggrinzito
imbavagliato
dall'insignificanza della parola
che per orrore
non osa restituire la memoria
E' rimasto un testimone
consapevole
che quanto è gia successo
può essere la prova
di ciò che succederà
Carla Paolini
Posted by: Lin Pao at 30.01.04 18:52Vi ringrazio davvero per i commenti, o forse meglio vi rinraziano le parole che Giulio Mozzi ha qui pubblicato (e quanto di me avete letto), il mondo che esse abitano ed hanno espresso. Metto una e-mail finta, come è d'uso ed ha il suo nome. Ma quello che ho scritto, per chi vuole, non è clandestino.
Posted by: Mario Benedetti at 30.01.04 23:51