Ieri sera, alla lettura di racconti e poesie di Natale, Marco Bellotto ha letto tra le altre cose due pagine di un romanzo o racconto di Paul Auster. Un romanzo o racconto che non conosco e che, da quel che ho capito, è all'origine del film Smoke. Ma questo non c'entra. C'entra che la storia raccontata è più o meno questa: un giornalaio o tabaccaio insegue fuori della sua bottega un ragazzino che gli ha fregato un paio di giornaletti porno. Dopo un po', sfiatato, desiste dall'inseguimento. Però raccoglie da terra una cosa caduta di tasca al ladruncolo: una bustina, un portafoglio, contenente non soldi ma la patente del ragazzo. Con nome, cognome e indirizzo.
Il giornalaio o tabaccaio si dice: "Vabbe', erano solo due giornaletti. E lui è solo un ladruncolo. Uno di questi giorni gli riporto la patente. Così magari gli dico due paroline, a lui o ai suoi genitori".
Passa un giorno, passa l'altro, e il giornalaio o tabaccaio non si decide. Arriva il giorno di Natale. Quel giorno il giornalaio o tabaccaio pensava di passarlo in compagnia di una coppia di amici. Che però, improvvisamente, si mettono in viaggio per raggiungere la figlia, caduta ammalata.
Succede allora che, la mattina di Natale, il giornalaio o tabaccaio decide di andare a restituire la patente al ragazzino. S'incammina, trova il posto, suona il campanello. "Chi è", domandano da dentro. "Sono venuto a restituire il portafoglio di Peter", dice il giornalaio o tabaccaio (mettiamo che il ragazzo si chiamasse Peter; io non mi ricordo).
La porta si apre. Il giornalaio o tabaccaio si trova difronte una vecchia. Cieca. Che gli dice: "Peter! Da non crederci! Sei venuto a trovare nonna Ethel il giorno di Natale!". (Mettiamo che si chiamasse nonna Ethel; io non mi ricordo).
Il giornalaio o tabaccaio decide, impulsivamente, di stare al gioco. "Sì", dice, "cara nonna Ethel, sono venuto a trovarti per Natale".
I due vanno in salotto, chiacchierano a lungo, poi il giornalaio o tabaccaio scende in rosticceria a comperare qualcosa da mangiare, mangiano insieme; in somma, fanno tutto come se fosse vero, anche se è chiaro, anche a nonna Ethel, che è tutto per finta.
Così i due trascorrono un bellissimo giorno di Natale.
Non vi racconto la fine della storia.
Vi racconto invece questo: stamattina alle otto, a Padova, in via Siracusa, davanti al civico 24, ho raccolto da terra un libretto (uno di quei raccoglitori a buste di plastica) contenente documenti di un autoveicolo, carte varie, bolle di accompagnamento, Viacard, tessere, appunti di lavoro. Ho cercato il nome del possessore: Tizio Caio, via Tale. Ho chiamato il 412. Ho avuto il telefono. Ho chiamato. Mi ha risposto la signora Tizia Caia. "Io devo andare, le ho detto, ma qui c'è un bar, le posso lasciare tutto al bar".
Mentre spiegavo alla signora l'esatta posizione del bar, mi si è avvicinato un gruppo di ragazzi down. Erano quattro. Io avevo il telefono in una mano, il raccoglitore nell'altra. I ragazzi down hanno cominciato a dirmi: "Buon Natale! Buone feste!", e cercavano di stringermi la mano. Ho messo il raccoglitore sotto l'ascella, ho stretto qualche mano, ho detto: "Auguri!". "Auguri anche a lei", diceva la signora Tizia Caia nel telefono, "ma non ho ancora capito dov'è il bar". Intanto i ragazzi down hanno cominciato a baciarmi. Mi hanno baciato una volta ciascuno, stringendomi tra loro, e poi hanno ricominciato a baciarmi di nuovo.
"Buon Natale!", dicevano. "Buone feste!".
Mozzi come sei candido (con la "o"). Quel racconto lo conoscono tutti. Uscì per Panta, poi lo ripubblicò Auster in un suo libro, e poi diventò il finale di Smoke. Lo conoscono tutti.
Posted by: don giovanni at 23.12.03 14:22ci vuoi suggerire che il natale si può trascorrere in tanti modi? e che sarebbe auspicabile se riuscissimo a scambiarci auguri sinceri con la semplicità di cuore dei ragazzi down?
Mi chiedo dove è il senso di queste feste che sottolineano sempre di più le differenze.
Oi, don giovanni, si può mica saper tutto. Io dell'Auster ho letta solo mezza "Trilogia di New York". E "Smoke" non l'ho visto, perché vado al cinema due volte l'anno. Ci ho dei limiti, e anche seri.
Posted by: giuliomozzi at 23.12.03 18:07Allora leggi l'Invenzione della solitudine. L'unico che vale.
ps: Perché non vai al cinema? Claustrofobia? Tabagismo? Sindrome delle gambe senza riposo?
Posted by: don giovanni at 23.12.03 19:25natale è natale. auguri signor mozzi.
Posted by: Stefano Somma at 23.12.03 19:52buon natale, giulio.
Posted by: calix at 23.12.03 20:17Caro don giovanni, vado poco al cinema perché gli orari dei miei lavori e gli orari dei cinema sono poco compatibili. E non mi piace guardare i film negli schermi piccoli.
Posted by: giuliomozzi at 24.12.03 00:59Natale è natale leggo. Sì, nel senso che è ridotto a un nome e poche conversioni. Oppure nel senso, ma positivo della ripetizione, dello sforzo di Sisifo, che per i Greci invece era dannazione. Non la pensava così il nobile Kuki Shuzo in Propos sur le temps. Dopo natale si può cmq poi ritornare a essere se stessi.
Tuttavia continuerò a pensare e avere fede nella natura illuminata e buona di tutti gli esseri senzienti. L'impulso decisivo allo sviluppo della dottrina della natura illuminata fu di Kukai (Kobo Daishi) (744-835), l'iniziatore della scuola Shingon. In un suo trattato si legge:
"Se alberi e piante conseguono il risveglio, come non potrebbero gli esseri che provano sentimenti?"
La buddhità degli esseri insezienti è asseverata anche nella Trasmissione del Segreto Tesoro
Beh, ci siamo arrivati. Anche per quest'anno, ancora poche ore e staremo nel nostro grasso grosso natale, vagamente dubbiosi, di esserci cascati, incerti ma sicuri di aver speso un altro bel po di soldini in ossequio di una convenzione dura a morire. Me lo dico ogni anno. Non lo faccio mai: prossimo anno destino il mio misero budget (invero ci camperebbe una famiglia dello Zaire per un paio di lustri), a qualche associazione umanitaria. Fotocopiando la ricevuta (eh si, carta canta…) la allegherei ad uno scarno bigliettino d'auguri, debitamente firmato e affrancato (e m'affrancherei anch'io dal traffico di una citta' come questa), e tornerei a casa, accenderei il camino, alzerei il telefono e ordinerei (a noleggio) uno stainway laccato bianco a coda, ma in subordine anche un vecchio petrof non andrebbe male, e un menu' natalizio (pre cotto) dal mr. heinz beck della pergola (chef fra i piu' quotati), sistemerei il catino con i sali per un godurioso pediluvio e tenterei di finire di leggere NOTIZIE DALLA FINE DEL MONDO di Anthony Burgess. Buon natale bloggers !!!
Posted by: cletus a.a. at 24.12.03 09:32