Camera dei Deputati, seduta n. 434 dell’11.11.1998.
La seduta, sospesa alle 13,30, è ripresa alle 15. Presidenza del presidente Luciano Violante
Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.
Presidente. L’ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, alle quali risponderà il Presidente del Consiglio dei ministri, onorevole Massimo D’Alema.
Ricordo che, in base all’articolo 135-bis del regolamento, il presentatore di ciascuna interrogazione ha facoltà di illustrarla per non più di un minuto. Il Presidente del Consiglio dei ministri risponderà quindi immediatamente per non più di tre minuti. Successivamente, l’interrogante o altro deputato del medesimo gruppo, avrà diritto di replicare, per non più di due minuti.
Lo svolgimento delle interrogazioni è ripreso in diretta televisiva.
Interrogazioni a risposta immediata
(Sezione 1 - Pubblicità in siti Internet)
Oreste Rossi, Lembo, Cavaliere, Fontanini. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che:
gli interroganti sono venuti a conoscenza che nel sito Internet della Mondadori Http://www.Mondadori.com/libri/cover/estate 98 è pubblicizzato il libro di Giulio Mozzi, Amore [*], di carattere altamente pornografico;
in detto sito è possibile accedere alla lettura di alcune pagine del libro a carattere altamente pornografico, in cui vengono descritte scene di sesso esplicito tra adulti e bambini; il sito è accessibile a chiunque si colleghi su Internet; la pagina in questione è stata successivamente cancellata dal sito -:
quali iniziative il Governo intenda adottare per impedire che situazioni come quella descritta abbiano a ripetersi e se sia intenzione del Governo investire l’autorità giudiziaria dello specifico caso, stante la grave violazione delle norme antipedofilia che in esso è stata perpetrata. (3-03025) (10 novembre 1998).
Presidente. Cominciamo con l’interrogazione Oreste Rossi n. 3-03025
L’onorevole Oreste Rossi ha facoltà di illustrarla.
Oreste Rossi. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sul sito Internet della Mondadori, insieme ai libri pubblicizzati per l’estate 1998, erano riportate parti di un libro di Giulio Mozzi in cui venivano descritte scene di sesso esplicito tra adulti e bambini, scene esplicite che lei, signor Presidente del Consiglio, ha ricevuto in via informale perché troppo oscene per essere pubblicate su un atto parlamentare.
È inammissibile, e a nostro parere illegale, che su un sito internet accessibile a chiunque siano riportate in modo esplicito e dettagliato parti di pubblicazioni a carattere altamente pornografico e, nel caso in oggetto, pedofilo. Riteniamo che la pedofilia sia il crimine più infangante, squallido e sconcertante tra tutti i reati. Per questo pretendiamo da lei una risposta chiara e risolutiva, risposta che non ci è stata data dal suo predecessore, onorevole Prodi, nonostante l’analogo atto di sindacato ispettivo presentato il 15 settembre scorso.
Intende il suo Governo, Presidente D’Alema, tutelare i minori nei confronti di tutte le forme ...
Presidente. Grazie, onorevole Oreste Rossi. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.
Massimo D'Alema, Presidente del Consiglio dei ministri. Considero la questione posta nella sua interrogazione, onorevole Oreste Rossi, di grande valore, anche se è evidente che il Governo non può fare nulla per impedire che parti di un volume regolarmente pubblicato e non sequestrato dalla magistratura vengano propagandate tramite Internet, che è una rete internazionale. Tuttavia la questione che ella pone chiama in causa, come è evidente, la responsabilità sociale delle imprese editoriali ed il principio etico della responsabilità nei confronti dei minori. Colgo l’occasione che lei mi offre per chiedere alle case editrici di darsi, nella loro strategia editoriale, un codice etico che assuma il principio del massimo rispetto della tutela dell’infanzia, in ottemperanza alla nostra Costituzione e alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia recepita nel nostro ordinamento.
Per quanto attiene all’attività del Governo in questo campo, come lei saprà, sono state recentemente approvate la legge 23 dicembre 1997, n. 451, sull’istituzione della Commissione parlamentare per l’infanzia e dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia, la legge 28 agosto 1997, n. 285, sulla promozione dei diritti di opportunità per l’infanzia, e infine la legge 3 agosto 1998, n. 269, che contiene la norma contro lo sfruttamento della prostituzione e del turismo sessuale a danno dei minori. Abbiamo anche istituito la commissione contro gli abusi a danno dei minori. Scopo della commissione è far emanare, entro il 1998, una direttiva alle amministrazioni sociosanitarie territoriali e scolastiche, all’autorità giudiziaria, per fissare un protocollo operativo da seguire in caso di segnalazione di violenze e abusi in genere.
Per quello che riguarda i mezzi di comunicazione, è stato costituito presso il dipartimento per l’informazione il comitato per l’elaborazione di un codice di comportamento nei rapporti tra TV e minori, che ha definito un codice di comportamento firmato dalla Presidenza del Consiglio nel novembre del 1997.
Per quanto riguarda internet, come lei saprà, si tratta di un problema che deve essere regolato a livello internazionale, dato che non è una rete nazionale.
In particolar modo, per quanto attiene all’utilizzo per finalità illegali e per lo sfruttamento minorile, questo tema è stato affrontato in ambito Ocse. Il comitato per la politica dell’informazione, dell’informatica e delle comunicazioni di tale organizzazione sta esaminando una proposta belga - lei sa come il Belgio sia stato colpito da questa vicenda...
Presidente. La ringrazio, signor Presidente del Consiglio. L’onorevole Oreste Rossi ha facoltà di replicare.
Oreste Rossi. Ci aspettavamo dalla sua risposta una maggiore fermezza e condanna nei confronti di coloro che sfruttano i bambini per soddisfare le loro abitudini sessuali deviate, ma purtroppo non c’è stata.
Molte volte, dopo aver subito le violenze, i bambini vengono uccisi o minacciati per anni affinché non denuncino il loro sfruttatore. Prendiamo comunque atto delle intenzioni del suo Governo di intervenire in un settore delicato come quello della regolamentazione di Internet, un mezzo di comunicazione che, entro pochi anni, entrerà nelle case di tutti gli italiani ed è già accessibile a chiunque. Non regolamentare con leggi non solo nazionali, ma addirittura a livello europeo e mondiale l’inserimento di dati e l’accesso agli stessi in modo organico, creerà situazioni di illegalità e lo sta facendo: voglio ricordare la rete di venditori di bambini sgominata dalle forze dell’ordine pochi mesi fa, che utilizzava la rete Internet per commerciare esseri umani. Altro utilizzo illegale potrebbe essere quello relativo alla costituzione di gruppi criminosi, bande armate, tratta di organi e droga; il tutto coperto dal completo anonimato oggi concesso a chi inserisce o usa i suoi dati in Internet.
La Mondadori, a seguito dell’atto di sindacato ispettivo presentato il 15 settembre scorso, ha ritirato dal suo sito Internet le pagine contestate. Secondo lei, allora, solo perché doveva tutelare un’immagine pubblica o invece perché ha capito che ha sbagliato?
In merito al richiesto intervento di denuncia della Mondadori da parte del ministro di grazia e giustizia, le ricordo che nulla vieta al ministro stesso, grazia all’alta carica che ricopre, di esporre i fatti alla magistratura; sarà poi quest’ultima a decidere in merito.
Non si può scherzare sul più turpe reato che può essere commesso sui minori. Abusare sessualmente di un bambino può comportare un trauma che ne segnerà la vita e l’esistenza e riteniamo sia necessario che il Governo predisponga, nel più breve tempo possibile, un disegno di legge relativo alla regolamentazione del settore della comunicazione e lo presenti al Parlamento, affinché sia tramutato in legge di tutela non solo dei minori, ma di tutti i cittadini del nostro paese (Applausi dei deputati del gruppo della lega nord per l’indipendenza della Padania).
[*] Il titolo esatto del libro, pubblicato da Mondadori nel febbraio del 1998, è: Il male naturale. "Amore" è il titolo di uno dei racconti che lo compongono. Avevo pubblicato il racconto "Amore" già nel gennaio del 1997, all'interno delle pagine "Letture & Scritture", che allora curavo, del magazine in rete Nautilus. Lo si può ancora leggere qui. Era mia intenzione pubblicare in questo diario il resoconto stenografico del dibattito parlamentare l'11 novembre del 2003, quinto anniversario del dibattito stesso. Ma, come a volte succede, non lo trovavo più. Oggi l'ho trovato. [gm]
Posted by giuliomozzi at 20.12.03 02:03 | TrackBackSicuro di averlo scritto tu "amore"? Il nome in copertina mi sembrava diverso.
E l'editore non mi pare Mondadori.
O forse le fonti dei parlamentari sono (erano) le stesse di Luttwack e di Frattini, di cui si parlava su questo blog qualche settimana fa.
Male che vada ti aspetto a Trento per un bel processo, ci è passato anche Busi...
un caro saluto max
Come sempre, Giulio, riesci a non esplicitare mai quale sia veramente l'intento del tuo post, lasciando ai commentatori il compito di tentarne un'interpretazione. Non conoscevo quel racconto e l'ho appena letto. Tra l'altro fa il paio con "La presa di Maccallè" di Camilleri, che ho terminato giusto ieri sera. Entrambi i testi sono crudi e, per molti versi, sconvolgenti, soprattutto per uno come me, di educazione paracattolica (poi rinnegata) e di ideali borghesemente di sinistra (non tanto, però; solo quel che conviene). L'interrogazione parlamentare di cinque anni fa era sicuramente strumentale e, pertanto, lo scrittore Giulio Mozzi è stato tirato in ballo solo in quanto causa necessaria e sufficiente a dare il via a un dibattito parlamentare (che non so se ci sia effettivamente stato, ma comunque avrebbe potuto). Però, secondo me, è giusto che il tema del dualismo tra realismo/verosimiglianza ed etica/morale venga affrontato. Non si tratta di censura o autocensura. Molto più semplicemente, mi chiedo quanto sia giusto che il dovere di scrivere per trasmettere messaggi efficaci o "per edificare" (anche solo per confronto a contrasto) ovvero per altri scopi propri dell'autore, abbia il sopravvento su quello di trasmettere messaggi positivi, intendendo per positivi quei messaggi che, conducendo a emulazione, determinano un miglioramento della nostra specie fin troppo animale. O almeno a un suo non peggioramento. Ecco, questo è il mio dubbio
Posted by: mauro at 20.12.03 09:23ma che bella ragazza, Laura Pugno, giu', infondo alla pagina.
Posted by: cletus a.a. at 20.12.03 09:23non credo che la scrittura possa indurre alla pedofilia, così come non credo possa indurre all'omicidio. all'amore forse sì, ma è più una sensazione che una convinzione. "il male naturale", caro giulio, come ti ho già scritto in una mail, è uno dei libri che più ha fatto crescere la mia coscienza nello scrivere. so che questo libro non ti è particolarmente caro, ma dopo averlo letto ho trovato il coraggio e la voglia di scrivere tutto quello che so. senza autocensure. colgo l'occasione per ringraziarti di nuovo. ORA volevo segnalare a chiunque si avventuri nei commenti di questo post i prodotti delle edizioni topolin che ho linkato anche sul mio blog. per chi non volesse venire a trovarmi questo è l'indirizzo delle topolin: http://www.topolin.it/ . la casa editrice topolin è stata chiusa ( e poi riaperta) per motivi analoghi a quelli postati qui da giulo mozzi. tra i vari titoli segnalo la serie di "brian the brain", i volumi "psycopatia sexualis", "snuff 2000" e "the space between". buona lettura. ciao giulio.
Posted by: francesco at 20.12.03 09:49Dopo aver letto il racconto, non l'ho trovato particolarmente "shockante" nei suoi contenuti. Non sono d'accordo con chi afferma però che non ci debbano essere dei limiti. Credo fermamente nella decenza.
Posted by: *Federico* at 20.12.03 10:47parlando di scrittura cos'è la decenza? non credo nella censura in genere, ma limitando il discorso alla scrittura vorrei sapere cosa si intende per decenza. ESISTONO libri da censurare? io mi accontenterei delle fregature. cioè di quei libri che sembravano belli in libreria ma che dopo trenta pagine li chiudi perché non ti interessano. certi scritti male dopo un poco danno pure fastidio. scrivere di sesso non è per nulla facile. farlo senza annoiare intendo. cosa c'è di decente nel sesso? (a proposito avete visto dogville?) parlando d'altro, cos'è la decenza? non mi hanno mai infastidito le foto di oliviero toscani sui cartelloni di benetton. né le donne nude sparate ovunque. insomma, non sono un tipo fastidioso. ora divento retorico: è decente produrre carriarmati? è decente che nel cattolicissimo asilo che frequenta mio figlio, in occasione della recita, a recita finita, tutti si avventino sul rinfresco travolgendo qualche bambino (mio figlio, tre anni, vestito da stellina)? è decente dire che non si devono usare i preservativi? mio figlio frequenta un asilo cattolico perché non credo all'indecenza. credo sia importante conoscere e sapere. credo sia importante conoscere soprattutto il nemico. credo che la decenza sia spesso animata da fantasmi, paure ingiustificate, mancanza di chiarezza, mancanza di conoscenza, mancanza di cultura e ipocrisia… . mio figlio guarda i cartoni animati giapponesi, quelli violenti, li guardiamo assieme e poi facciamo la lotta, una lotta finta come il cartone animato, mio figlio si diverte e si sfoga, io mi diverto e mi sfogo, ridiamo parecchio. mio figlio non vede il tg da solo. sono decenti i tg? sto diventando prolisso e mi pare di essermi spiegato… invito nuovamente alla lettura delle topolin, ma stavolta in particolare di "psycopatia sexualis" e "snuff 2000". in ogni caso questo non ha niente a che vedere col racconto di mozzi e me ne scuso.
Posted by: francesco at 20.12.03 11:52Ricordo quel periodo, si era scatenata un'autentica caccia alle streghe. Regnava la confusione più totale tra la pedofilia e il crimine sessuale, tra l'erotismo e la pornografia, tra la pornografia e il semplice scrivere/raccontare il sesso. Avevo scritto qualche articolo su questo argomento, proprio su Nautilus (http://nautilus.ashmm.com/9703it/attualita/porno.htm). Ora la caccia alle streghe si è placata, l'argomento non va più di moda, non so se la confusione sia diminuita...
Posted by: Antonella Di Martino at 20.12.03 12:05Siete dissenterici nei post. Pijateve 'na spremuta de limone che ve strigne!
Posted by: don giovanni at 20.12.03 12:52Ecco Francesco, ero certo che qualcuno avrebbe risposto esattamente come hai fatto tu.
Sei scivolato nella retorica, in effetti. Ma come vedi hai ammesso tu stesso, portando degli esempi, che esiste il concetto di decenza. Tra le righe si capisce cosa consideri decente e cosa indecente.
E' quello che intendevo. Non sopporto il "tutto è relativo" o il "dipende" della mia generazione.
Sarebbe più bello scontrarsi sul COSA riteniamo decente e cosa meno, ma non sul ESISTE o NON ESISTE la decenza. Perchè quella esiste eccome.
Ok corro a prendermi una spremutina di limone :)
Federico
Posted by: *Federico* at 20.12.03 13:03Vediamo: cercherò di essere ultraveloce (disse il relatore, perdendo già un po' più di tempo nel dirlo). In queste cose vige una regola assoluta: o si scrive di tutto o non si scrive di niente. Decenza è un concetto scivoloso e indeterminabile come l'ora di rientro a casa di tuo figlio: mezzanotte è decente ma mezzanotte e cinque minuti non lo è più? Ridicolo. Secondo: notato il titolo del racconto? Qui si parla dell'amore e della sua (eventuale?) oscenità. Secondo bis: è un racconto d'innocenza. Terzo: notata strana censura di Giulio nel nominare il cazzo che nobilita al più raffinato "sesso". Quarto: una scrittura è porno se te lo fa rizzare. Quinto: io, se leggo di un pompino, mi si rizza. Sesto: leggendo il racconto di Giulio non mi si è rizzato. Settimo: vuol dire che, se dio vuole, non sono un pedofilo. Basta?
Posted by: uno at 20.12.03 14:05caro federico, torno ora dal pronto soccorso, mio figlio non ha nulla di grave e sono contento. sono tornato qui per vedere se avevi replicato e infatti ho trovato il tuo commento. evidentemente entrambi siamo prevedibili. ho trovato quello che mi aspettavo di trovare. credo che quando si parla di decenza (tout court) si parli di una cosa sola. non credo ci siano tanti tipi di decenza, ma solo quella comune. quella del vocabolario (ho un devoto oli). il concetto di decenza esiste, certo che esiste, ed è proprio questo concetto ad essere retorico. la decenza esiste e mi fa schifo, è la matrice della censura. quello di decenza è un concetto oggettivo che fa riferimento alla morale comune. tu parli di una decenza privata, una cosa da ridefinire a seconda del proprio sentire. una cosa da ritenere più o meno in essere. scusa ma questo mi sembra proprio "tutto relativo" e "dipende". io non mi sono chiesto se ESISTA la decenza, ma se ESISTANO libri da censurare. per questo ho segnalato cose che sono state censurate e spero che la mia segnalazione produca qualche lettura. sono diventato retorico proprio perché mi sono messo a cercare ciò che poteva o meno essere attribuito a un concetto retorico. era inevitabile credo. almeno per me che sono prevedibile. di fatto credo che sia decente produrre carriarmati, vietare i preservativi e travolgere i bambini alle recite. è proprio quella la decenza. pure i tg sono decenti. non vorrei però che questa diventasse una "guerra di parole". credo di avere capito quello che intendi, la parola decenza ti piace e io la odio. forse il problema sta tutto lì. ora spero che tu abbia capito quello che intendo io. non mi faccio la spremuta di limone perché il limone mi fa schifo. quando mio figlio mi offre una foglia della sua insalata condita col limone io mi butta a terra urlando e mi contorco come una biscia schiacciata. mio figlio ride. è per quello che mi offre l'insalata condita col limone.
Posted by: francesco at 20.12.03 14:52mozzi, tuo padre che dice: pensa che sei pedofilo?
Posted by: von kleist at 20.12.03 15:18Ok... Probabilmente stiamo costruendo un sofismo sul termine "decenza".
Premesso il fatto che non ho trovato il racconto così scomodo o sconvolgente da richiedere un'interrogazione parlamentare, ho però preso spunto da questa vicenda per criticare l'atteggiamento che vuole la società svincolata da un controllo dei suoi contenuti e dei suoi comportamenti.
D'accordo con te sul fatto che i racconti segnalati (e in primis quello del bravo MOzzi) non debbano essere "bloccati".
Non sopporto però il discorso "tanto se uno vuole non lo legge" oppure "tanto se uno non vuole cambia canale".
Questo giustifica un infarcimento di schifezze ed espone anche le masse ad esempi negativi che, tremendamente, ci prospettano un brutto futuro.
Immagina tuo figlio che si imbatte nello scritto sbagliato o nel programma sbagliato.
Credo che esista un limite a tutto, anche alla decenza.
Penso di aver capito quello che pensi. E forse non siamo poi così lontani.
mi chiedo perchè mai hai voluto riprendere questa vecchia diatriba. sto appunto leggendo "Il male naturale", confesso che pur non essendo puritana, sono rimasta choccata da quel racconto e incuriosita dall'origine dello stesso,oltretutto non capisco il tuo sentire nello scriverlo e che significa per te definirti cattolico, ripudiando il comunista a cui il giudizio di chi lo afferma è accomunato, quando poi scrivi un racconto come quello. sono un'ex nevrotizzata da educazione gesuitica, ho stentato e sofferto per venirne fuori, e leggere quel racconto mi ha sbilanciato.
Boh! meno male che sono in psicoterapia...
A volte, non ti capisco proprio. Maria L
[Ho cancellato il testo postato qui da Von Kleist, in quanto conteneva un insulto. Alcune recenti sentenze trattano il "conduttore" d'un blog alla stregua d'un direttore di periodico; ossia lo considerano responsabile, civilmente e penalmente, di tutto ciò che viene pubblicato, anche non da lui, nel blog stesso. Ciò anche in un caso in cui il contratto stipulato dal "conduttore" con il "fornitore del servizio" prevedeva che la "proprietà letteraria" di quanto pubblicato nel blog fosse del "fornitore del servizio". Ossia: io scrivo qui, ho un "sistema aperto" in cui chiunque può scrivere, non sono nemmeno proprietario delle mie stesse parole, però posso essere condannato in sede penale e civile se qualcuno nei commenti si prende il lusso di insultare Tizio o Caio. gm]
Posted by: von kleist at 20.12.03 17:05"Il male naturale" secondo me è il più bel libro di Giulio. Ci penso e lo cito spesso e ho voglia di rileggerlo, anzi me lo metto subito sul comodino. Tempo fa su Vibrisse ho letto un racconto che si calava nella mente di un pedofilo assassino, che sta cercando di compiere l'ultimo infanticidio di tanti. E' stato un pugno nello stomaco, sono stata presa dall'angoscia per tutto il giorno, ma sono immensamente grata all'autore, che purtroppo non ricordo. I pedofili sono pazzi, io credo, sono dei malati mentali. Si, ma come, perché? Credo che sia importante capire, che qualcuno ci aiuti a capire o provi a farlo, perché i pedofili sono ovunque. Personalmente ne ho incontrati diversi, li ho visti in azione sugli autobus, un paio li ho incontrati da bambina, senza conseguenze, per fortuna, senza che mi rendessi conto. Io non ho figli ma quando vedo pedofili in azione, cerco di difendere i bambini. Purtroppo noto che la maggior parte della gente non fa caso a strane manovre nei confronti dei bambini. Credo che un nemico che possa arrivare ad essere mortale va conosciuto il meglio possibile e così come lo scrittore può indagare in altri campi oscuri della psiche umana, può e deve farlo anche in questo. Sono grata a Giulio per aver scritto questo racconto, che sono sicura gli è costato un'enorme sofferenza. Uno scrittore, secondo me, non deve porsi limiti. Il suo compito non è di adeguarsi al linguaggio e ai temi correnti, ma di indicare, se può, cosa si nasconde dietro le apparenze, con tutti i mezzi che ritiene opportuni. Parlare di decenza o meno, a proposito di questo racconto, è fuori luogo. Nel ventennio fascista erano censurate notizie di cronaca che riguardassero i pedofili, come tante altre; il perché non lo so o non lo ricordo, forse per un malinteso senso di decenza. Solo ultimamente se ne parla apertamente e diffusamente. Vent'anni fa io ho visto una coppia alle prese con questo problema: avevano un bar e uno dei frequentatori molestava i loro bambini. Questa coppia di sprovveduti non sapeva che fare, non sapevano che il pedofilo stava compiendo un reato e non pensavano di andare a denunciarlo. Ogni tanto il marito lo costringeva ad allontanarsi, lo minacciava di picchiarlo e poi quasi si giustificava con gli altri avventori per questo comportamento. A quel tempo neanch'io, che leggevo i giornali tutti i giorni, ho saputo consigliarli: di queste cose non si parlava e non si scriveva. Il tutto avveniva nella civilissima Milano, in pieno centro.
Posted by: Pamela Canali at 20.12.03 18:11Sono OT, ma Buone Feste a Tutti/e. Non ho altro da aggiungere. Buone Feste, come Voi le preferite.
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 20.12.03 19:11Per esempio von kleist è un imbecille. Ma ha un'attenuante: sa di esserlo. Dunque perdoniamolo. E poi, come ci ricorda il facondo Iannozzi, tra pochi giorni è Natale. Dobbiamo essere tutti più buoni. Feste-Farina-Forca, promettevano i Borboni.
Posted by: uvizeta at 20.12.03 23:09Si può parlare di pedofili, di violenze sui bambini, ma di pompini no. Siete proprio messi male...
Posted by: von kleist at 21.12.03 00:36von kleist mi ricorda certi compagni di scuola del primo anno del liceo, quattordicenni bruttini e sgraziati, nonché molto stupidi, ignorati ed evitati dall'universo femminile. Solevano sfogare le loro frustrazioni tormentando con affermazioni e domande simili noi compagne di classe, incapaci di difenderci in quanto all'epoca non sapevamo neanche di cosa stavano parlando. Mi domando se ci sia un modo efficace di difendersi da una simile gratuita violenza. Curioso che si accanisserro sulle più belle. Laura Pugno è molto bella, molto più che nella foto.
Posted by: Pamela Canali at 21.12.03 07:25A Von Kleist.
Perchè non ci mostri la tua di faccia, se ce l'hai. Se sta attaccata al collo e non al fondo schiena. Se riesci a ripulirla da tutta quella merda che riesci a proporre..
Caro Von Kleist, la fisiognomica è una disciplina pseudoscientifica, ossia falsamente scientifica. Pertanto le affermazioni fisiognomiche dicono molto su chi le fa, nulla su chi ne è oggetto.
Posted by: giuliomozzi at 21.12.03 09:56Da una mia vecchia lettera a Giulio Mozzi del 1999.
"... Mi ha colpito la nudità con cui hai composto Il Male Maturale: il tuo essere nudo mentre le parole uscivano, per poi accorgersi che la pelle altro non è che un ennesimo vestito per coprire le viscere. Ci sono anche quelle, intendo le viscere, ma cose se fossero prima, anche se non so bene prima di che (del cuore? del cielo voltato a testa in giù? del freezer dove se ne stanno congelate "prima" del sacro rituale antropofago?), comunque le ho sentite, sempre prima, perché durante lo svolgimento di ogni singolo racconto si andavano via via perdendo (cristalizzando) per lasciar posto all'assenza dell'assenza del corpo. Anche questo mi ha colpito: una corporalità così ossessivamente presente tra una riga e l'altra, tra una parola e l'altra (dove non esiste segno, insomma) da ritrovarmi ogni tanto nella pura trascendenza. Nell'assenza delle parole la totale presenza del corpo: nella presenza delle parole la totale assenza del corpo (nel vuoto del dolore il corpo così straziantemente pieno della presenza del nulla?). ... Ho adorato poi la canna della pistola nell'ombelico di "Amore", il piccolo panino nella vagina di "Apertura", la distanza insuperabile fra te e dio di "Splatter": tre finali bellissimi. ..."
Sessuofobici.
Posted by: von kleist at 21.12.03 13:09Chi?
Posted by: giuliomozzi at 21.12.03 13:44E' bastato nominare la parola pompini per spostare l'attenzione dal tema della pedofilia. Che tristezza...
Posted by: von kleist at 21.12.03 15:03Il caso vuole che sia a pagina duecentotrentanove di Lolita di Nabokov, edizione gli Adelphi, Maggio duemila tre.Il caso vuole che non avessi mai letto il libro a causa di un vecchio bavoso professore che nel corso di una lezione, nel pronunciare il titolo e l'autore,evocò (involontariamente?!) la Potenza del Libro.Il caso vuole che abbia letto la sparata (mica tanto) di Davide Bregola su letteratura e felicità e il breve racconto (scusa mozzi)Amore. Beh, lasciatemi dire che nabokov, mozzi e bregola sono fotocopie. V'incuriosisce sapere qual'è originale?...fate voi).
Domanda: -Chi si sente di gettare alle fiamme (anche il camino della tavernetta va bene, basta che la canna fumaria funzioni) "Lolita"? Eppure è finzione!
Il caso vuole che quando il bavoso fu fermato con le mani nella marmellata (ah, ah, ah!)io avessi circa dodici anni. Il vecchio professore non diceva mai la verità. E' terribile dire la verità a una persona. Secondo me, è sufficente conoscere se stessi.Meditate gente, meditate...
sono riuscito a non capire un cazzo di quello che ha detto lucia. un bel discorso schizofrenico il suo. ma, proprio per questo, più originale di tanti altri.
Posted by: don giovanni at 21.12.03 15:59mi pare di avere capito il messaggio di lucia. ho lavorato per un anno con gli schizofrenici. in effetti sono molto originali e piuttosto imprevedibili. non mi pare che lucia sia schizofrenica. due osservazioni: "qual è" si scrive senza apostrofo e mai piaciuta la pubblicità di quella birra… per federico: purtroppo non credo che siamo molto vicini. o meglio l'ho creduto ma è durato poco. credo invece che sapere che c'è tanta gente come te sia uno dei miei motivi d'ansia. in effetti più che per me per mio figlio. non credo che lui possa incontrare programmi o scritti sbagliati. credo che il problema stia nell'educazione e non nel mondo che trova. cambiare il mondo è un'impresa che non mi sento di affrontare. ecco.
Posted by: francesco at 21.12.03 16:31Caro Von Kleist, non hai risposto alla domanda. Le forme impersonali o il pronome "voi" (implicito e esplicito che sia) non permettono, in questo contesto, di individuare i destinatari dei tuoi messaggi e gli oggetti dei tuoi discorsi. Non vorrai mica che le tue parole si disperdano come lacrime nella pioggia?
Posted by: giuliomozzi at 21.12.03 16:57Per Francesco : la tua ansia non giova a nessuno, tantomeno a tuo figlio, credo. Purtroppo non voglio entrare in un discorso psicopedagogico con te, che porterebbe il discorso su un ambito prettamente medico, che mi metterebbe nella scomoda situazione di parlare di ciò che vedo quotidianamente in ospedale.
Sappi solo che non basta dare gli strumenti educativi e interpretativi per proteggere un bambino. Te lo dico, senza sarcasmo. E con cognizione di causa.
Non sono genitore, quindi a te l'arduo compito...
Per Von Kleist : esistono provocazioni divertenti, o quanto meno intelligenti, nella loro irriverenza. La tua ironia pungente (e incomprensibile) rischia solamente di farti passare per un gran cafone. Non sarai mica uno di quei frustrati che gira per internet a molestare le belle signore (come a prima vista Laura Pugno sembrerebbe) ?
Tutti quelli che hanno risposto piccati a una provocazione così palesemente idiota come la mia. Quindi. anche tu (anche se eri intelligentemente piccato, come sempre - quindi intelligentemente sessuofobo).
Ciao, e adesso basta.
Well... Autoanalisi perfetta. Anche per me il caso è chiuso.
Posted by: *Federico* at 21.12.03 17:59Von kleist è un imbecille, non conosce la grammatica. Von kleist si limita a insultare e a denigrare in rete le persone che invidia. Von kleist si diverte così. L'insulto e la denigrazione di un uomo (oh sì) o di una donna (oh sì al quadrato) realmente esistenti, con nome e cognome belli in chiaro, costituiscono per von kleist il massimo della goduria. Sono molti gli imbecilli che presentano la sindrome di von kleist.
Posted by: uvizeta at 21.12.03 18:09Sono d'accordo con uvizeta.
Comunque vi ho fatto passare un pomeriggio. Ringraziatemi.
caro federico, lo so che che non basta dare gli strumenti educativi e interpretativi per proteggere un bambino. è proprio questo che genera ansia. l'asilo, la scuola e la società sono pieni di distorsioni. una psicologa molto brava e che conosco bene è in ansia per suo figlio. l'ultima volta che parlavamo di questo diceva che serve anche fortuna. per un bambino capitare in un gruppo piuttosto che in un altro può fare la differenza. nell'uso e abuso degli alcolici per esempio. però credo che tentare di controllare il mondo generi un'ansia ancora maggiore. o forse pure follia. lo so che l'ansia non serve a niente, che va dipanata e razionalizzata. ma credo che quest'ansia sia comune a tutti i genitori consapevoli. non sto parlando comunque di un'ansia patologica. la mia amica psicologa non va dallo psicologo. per te certe cose non dovrebbero esistere. bene, che tipo di ansia mi assalirebbe se decidessi di eliminare tutti i pedofili della provincia di verona? dopo quanti giorni verrei ricoverato? credo di non poter fare nulla perché certe cose non ci siano. se poi torniamo ai libri (o ai fumetti che ho tentato di propagandare senza alcuno scopo di lucro ;-) credo che nessun libro debba essere censurato. estendendo il discorso al resto credo che nulla debba essere censurato. non credo che mio figlio non debba vedere film o giornali pornografici. certa pornografia rivela chiaramente lo sfruttamento delle persone, in altra pornografia dei professionisti si sentono perfettamente a loro agio nel fare cose che sanno fare bene. ora divento banale, non per necessità ma per costituzione (io sono spesso banale e pure goffo): c'è più acqua che terra al mondo perciò sto insegnando a nuotare a mio figlio secondo lo stile che conosco. non perché sia il migliore, solo perché non ne conosco altri. mi sembra normale sentirsi piccoli. mi fanno impressione quelli che si affidano al sentire comune. hai presente la faccenda dei carabinieri morti in iraq? sul sito warnews (http://www.warnews.it/), mentre tutti (in italia) erano costernati e in lutto, la notizia di quei carabinieri era sparita dall'home page per dare spazio a tutti i morti di tutte le altre guerre di cui nessuno parla. decenza, decoro e morale sono parole che mi fanno sempre pensare male perché fanno normalmente riferimento a valori in cui non mi riconosco. so che sei in buona fede, purtroppo, non la pensiamo allo stesso modo ma ti ringrazio comunque per l'attenzione che mi hai riservato. ciao. (scusa giulio se sto approfittando così tanto del tuo blog… sono troppo fuori tema?)
Posted by: francesco at 21.12.03 19:01Prego. Mi scuso anche io con il Mozzi per il botta e risposta serrato su questi schermi :)
Posted by: *Federico* at 21.12.03 19:18Mia madre non permetteva che io e mia sorella baciassimo esseri di sesso maschile, neanche i parenti, neanche i cugini. Ci ripeteva che non dovevamo accettare caramelle da chi non conoscevamo, casomai scappare. Ci accompagnava sempre a scuola, anche quando aveva l'influenza. Doveva costarle uno sforzo enorme, perché era gravemente depressa. Mia sorella piccola amava spolverare. Quando qualcuno spolverava, lei si procurava un fazzoletto e eseguiva gli stessi movimenti coscienziosamente, limitandosi ad un livello più basso: spolverava comodini, scaffali, la parte bassa degli armadi. Da grande ha amato sfilare su passerelle dell'alta moda. Aveva i capelli corti e diceva sempre: "Mamma, quando mi compri le trecce?" Mio fratello stava sempre male e un giorno mia madre ci diede il permesso di uscire da sole, indicandoci un itinerario obbligato. Fuori dei palazzi c'erano molti portieri, che facevano gruppo e si godevano il fresco spettegolando e ridendo. Le mogli lavoravano a maglia e i loro bambini giocavano per strada. Con mia sorella per mano, mi spinsi un pò più in là, dove la collina dei Parioli guarda verso Corso Francia. Lì non c'era nessuno. Un'automobile accostò e si fermò. L'uomo era quasi vecchio, poteva avere trent'anni, brutto e grasso. Sotto la pancia, dai pantaloni spuntava una cosa rossa e gonfia, come una malattia. Lui ci teneva la mano sopra. La mano si muoveva. Mi chiese se sapevo dov'era il Colosseo. Io pensavo che forse era meglio scappare, ma non volevo essere scortese con un adulto e poi non mi aveva offerto caramelle. Risposi che sapevo dov'era ma non sapevo come andarci con la macchina. Lui disse: "Salite e accompagnatemi, poi vi riporto." Io rimasi indecisa, non volevo andare con quel bruttone malato e strano ma non volevo essere sgarbata. Inoltre sentivo la responsabilità che implicava la presenza di mia sorella. Mi decisi e dissi: "No, devo andare a casa." E cominciai a scappare, trascinandomi dietro Elena. Lui per un pò ci seguì con la macchina, insistendo nella sua pretesa. Io smisi di rispondere. Ormai avevo capito che c'era da aver paura. E poi quella cosa rossa e gonfia, schifosa. Elena aveva cominciato a piangere. Quando fummo in vista dei primi gruppetti di portieri, il tizio fece inversione e sparì. Non dissi niente a mia madre, non avrei saputo come descrivere quello che faceva l'uomo, ma mia sorella fece la spia. Risultato: bisognava sperare che tutti stessimo bene per poter uscire, solo ed esclusivamente accompagnati da mia madre.
Posted by: Pamela Canali at 21.12.03 20:05ciao pamela, quella lì è sfiga nera! per una volta che andate sole…
Posted by: francesco at 21.12.03 20:54Ciao francesco. Sfiga si, ma istruttiva. Ho capito che non è solo questione di caramelle. Vi cito solo brevemente quella del prete che, in un pio istituto di suore, ha deciso di continuare la confessione in una saletta appartata. Mia madre, sempre in agguato, si è avventata come una tigre a recuperare la sua cucciola, mentre lui si stava ancora limitando a carezzine quasi innocenti. Forse a causa di questi episodi, ho sviluppato un certo occhio clinico ed una strategia. Una volta, sul pullman che da Genzano porta a Roma, un uomo, tra l'altro orrendo, continuava a spingere la spalla di una ragazzina con la parte anatomica che si potrebbe definire sesso, ma ha anche un sacco di sinonimi. La ragazzina era distratta, stava chiacchierando con una sua amica, non si rendeva conto di cosa stava accadendo. Il pullman era semivuoto e c'erano ancora diversi posti a sedere. Nonostante avesse notato che lo guardavo con aria minacciosa, il tipo continuava. Io, con voce dolcissima ma udibilissima per tutto il pullman, ho detto: "Bambine, perché non fate sedere questo signore? Non vedete che sta male e vi sta crollando addosso?" Evidentemente molto beneducata, la ragazzina seduta sul sedile più vicino all'uomo si è alzata prontamente, scusandosi anche di non averlo fatto prima. Ma il suo sacrificio si è rivelato inutile, perché il tizio ha guadagnato velocemente l'uscita, arrossendo e girando la faccia in modo che nessuno potesse vederlo, finché il pullman non si è fermato e lui è sceso. Le ragazzine hanno continuato a chiacchierare indisturbate, mentre qualche mormorio di disapprovazione e condanna dell'uomo, si levava nel pullman. Forse in un'altra occasione, anche gli altri passeggeri staranno più attenti a quello che accade ai bambini, anche se non sono i loro.
Posted by: Pamela Canali at 21.12.03 21:40Caro Von Kleist, non sopravvalutarti. Non mi è servito un pomeriggio per risponderti. Sono bastati trenta secondi.
Posted by: giuliomozzi at 22.12.03 07:54Cari Francesco e *Federico*, ho letti i vostri interventi con interesse.
Posted by: giuliomozzi at 22.12.03 07:56Ehi, soltanto perché per qualche giorno non leggo il tuo blog, non significa che mi senta meno in colpa per quel casino. La colpa fu mia. Devo farmi perdonare da Giulio uno strafottio di gesti assurdi compiuti a sue spese.... :-(
Posted by: giuseppe genna at 23.12.03 12:48Ma, in somma, Giuseppe. Ho avuto l'onore di una discussione in Parlamento. Una bella soddisfazione. :-)
Posted by: giuliomozzi at 23.12.03 18:16