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25.12.03

Canto di Simeone

di Thomas S. Eliot

Signore, i giacinti romani fioriscono nei vasi
E il sole dell’inverno s’insinua sui colli di neve;
La stagione ostinata si sofferma.
La mia vita è leggera, in attesa del vento di morte,
Come una piuma sul dorso di una mano.
La polvere nel sole e la memoria negli angoli
Attendono il vento che gela verso la terra morta.

Concedi a noi la pace.
Per molti anni camminai in questa città,
Mantenni fede e digiuno, provvedetti ai poveri,
Ho dato e avuto onori e agiatezza.
Chi giunse alla mia porta non fu mai respinto.
Chi si ricorderà della mia casa, dove vivranno i figli dei miei figli,
Quando verrà il tempo del dolore?
Prenderanno il sentiero della capra, la tana della volpe,
Fuggendo i volti stranieri e le spade straniere.

Prima che venga il tempo delle corde, delle sferze e dei lamenti
Concedi a noi la tua pace.
Prima delle stazioni della montagna di desolazione,
Prima dell’ora certa del dolore materno,
Ora in questa stagione di nascita e di morte,
Possa il Figliolo, il Verbo non pronunciante e impronunciato ancora,
Accordare la consolazione d’Israele
A un uomo di ottant’anni che non ha domani.

Secondo la tua parola.
Ti loderanno e soffriranno a ogni generazione
Con gloria e derisione,
Luce su luce, salendo la scala dei santi.
Non per me il martirio, l’estasi del pensiero e della preghiera,
Non per me la visione estrema.
Concedi a me la tua pace.
(E una spada trafiggerà il tuo cuore,
anche il tuo).
Sono stanco della mia vita e della vita di quelli che verranno.
Che il tuo servo si parta
Dopo aver visto la tua salvezza.

(Traduzione di Roberto Sanesi).

Posted by giuliomozzi at 25.12.03 02:50 | TrackBack
Comments

bella. grande thomas !!!

Posted by: cletus a.a. at 25.12.03 08:12

Buon Natale a tutti...

Posted by: patrizia at 25.12.03 08:49

... e anche un pensierino per lo spirito di Roberto Sanesi, che secondo me fu un grande traduttore...
Buon Natale, mozzisti!

Posted by: giuseppe genna at 25.12.03 09:45

Auguri sinceri... per tutto.

Posted by: gioacchino (zampirone) at 25.12.03 11:44

auguri a pamela e iannozzi.

ps: anche da belacqua.

Posted by: Watt at 25.12.03 13:12

Sanesi è stato un grande traduttore, ma il Cantico è più bello nella versione di Montale. Però non importa, dài

Posted by: giovanni at 25.12.03 15:31

Caro Watt, oggi mi sono preventivamente preparata consultando il cristallo liquido. E' stato un bene perché ti avevo già individuato come cugino di Eta Beta o figlio dell'Enel. Nella mia prima giovinezza lessi di tuo fratello Godot e non fui in grado di apprezzarlo a dovere perché un sonno invincibile ed inspiegabile mi coglieva ogni volta che aprivo il libro. In questa giornata festiva mi dedico ad altri sacri testi: l'Artusi e Cucina Macrobiotica Zen, che cerco di coniugare con sorprendenti risultati. Le cavie fingono di gradire. Chiunque tu sia, misteriosa apparizione natalizia, emissario di altro mistero, uomo, legione, moltitudine, ti auguro di passare una giornata migliore di quella degli ospiti del mio desco. Per benevolenza ed altri sentimenti natalizi, mi astengo dall'invitarti(vi) domani, quando i miei ospiti diserteranno la mia mensa per recarsi in massa alla trattoria sottocasa. Auguri culinari a voi e a tutti i viandanti di questo blog.

Posted by: Pamela Canali at 25.12.03 19:27

auguri a pamela e iannozzi.
ps: anche da watt e belacqua.

Posted by: molloy at 25.12.03 20:10

Oggi mi fate faticare, voi misteriosi. Siate buoni, è Natale. Auguri anche a quest'ultimo figlio di Beckett. Vi giuro che mi procuro l'opera omnia. Però non posso promettere di leggerla, anche se ormai ho il sonno leggero. Girava tempo fa una malattia chiamata, credo, narcolessia. Per caso avevano fatto una ristampa?

Posted by: Pamela Canali at 25.12.03 20:35


hmm...:?

Posted by: Meridian at 16.08.05 21:37
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