|
|
|

13.12.03

Assecondare

La persona che asseconda un’altra persona parte da una presunzione. La presunzione è che la persona che ha davanti sia oggetto del suo assecondare. . Comincia così un intervento, secondo me assai interessante, di Marco Candida nel suo blog di blog.

Posted by giuliomozzi at 13.12.03 23:46 | TrackBack
Comments

E' un teorema sottile, in effetti. Anche se non raggiungerà mai i livelli sommi del "Teorema" di MArco Ferradini.

Posted by: *Federico* at 14.12.03 00:49

Prendo spunto da Federico, pur non condividendo la sua affermazione, e perdonatemi se vado fuori tema: ma perchè (a parte quei pochi che partecipano a questo blog)invece di perdervi in pensieri e affermazioni assolutamente inutili, non tirate fuori le vostre passioni, quel morso che strazia le vostre viscere, un qualche cosa insomma, per la quale vi siete almeno per un momento, sentiti parte di un brivido? Che so, il brano della vostra vita, il libro della vostra vita, i sensi appoggiati su qualcosa. Per che cosa sareste disposti a piangere e di fronte a cosa inginocchiarvi? ciao ciao..

Posted by: patrizia at 14.12.03 10:23

volevo utilizzare la parola LISERGICO prima di sera. LISERGICO LISERGICO LISERGICO. Lu

Posted by: diariodilu at 14.12.03 10:25

meglio mescalina

Posted by: luciano laremi at 14.12.03 11:12

ciao, Patrizia,sono d'accordo con quello che dici,molto d'accordo.Maria L

Posted by: Maria L at 14.12.03 12:14

inginocchiarsi ? bah, forse per il prossimo scudetto che la Roma riuscira' a vincere ? Per vedere il rimboschimento, con piante di ultimissima tecnologia, che crescono alla velocita' della luce, di cio' che ne resta della pineta di Castelfusano ? E ancora, molto piu'prosaico, per il prossimo weekend libero della mia nuova fidanzata ?

Posted by: cletus a.a. at 14.12.03 12:28

Da "LA DERIVA DEI SENTIMENTI" - YVES SIMON ed.King Kamehameha Press :"si trattava di un dramma urbano, la vita con le sue solitudini e i giovani che non credono in niente ma che vorrebbero inginocchiarsi di fronte a qualcosa che non sia un giocatore di calcio"..

Posted by: patrizia at 14.12.03 14:24

Salve a tutti. Perché 'inutile affermazione'?

Posted by: Marco Candida at 14.12.03 16:11

Ciao Marco. Inutili perchè non richiedono una partecipazione emotiva.Non sono interessanti.Non aggiungono nulla di positivo alla nostra vita. Insomma, trovo piacevole qualsiasi cosa possa stimolare la mia curiosità o da cui posso trarne uno spunto. Il titolo di un libro, l'accenno ad un brano musicale, un concerto, un odore, un luogo... Chi cazzo se ne frega se x si è lavato i piedi con la soda caustica o se y andando a far la spesa ha comprato un cetriolo avariato. Non mi interessa portarti ad esempio alcune delle affermazioni che mi hanno fatto rizzare i capelli.Non è giusto offendere nessuno ne puntare il dito contro chi partecipa come meglio crede.Inoltre ritengo che tu sia in grado di individuare, senza il mio aiuto, interventi che nemmeno un canarino oserebbe proporre.In sostanza, credo che sarebbe molto più stimolante portare qui, in questo blog, un contributo. Qualcosa che ci porti a riaprire delle pagine, a riflettere e perchè no a desiderare.....

Posted by: patrizia at 14.12.03 16:36

Cara Patrizia, perché non richiedono partecipazione emotiva? Chiamare x e y Caio e Sempronio o chiamarli Howard e Arthur o Federico e Stefania, non fa lo stesso? Lo so bene di che cosa stai parlando. La tua è una lamentela più che giustificata e la condivido. Stai dicendo: che palle, questi non scrivono più. E' un'obiezione che sollevo spesso anch'io agli scrittori - quelli veri. Però, insomma, io 'non porto nessun contributo' a questo blog. Giulio decide cosa e chi segnalare, così come fa Gattostanco, così come fa Stefania Ferrara sul suo blog. Perché te la prendi con me come se fossi una persona invasiva? Intervengo anche poco nel blog degli altri - e meno male, dirai tu. Quanto ai canarini, hai ragione ho postato cose che nemmeno un canarino o piccione avrebbero postato, ma forse c'é una cosa che mi salva: che lo so, spesso a posteriori, ma lo so. Dopo un po' ci arrivo anch'io. Con la mia calma. A passi di bimbo - come dice la commedia con Bill Murray. Ciao.

Posted by: Marco Candida at 14.12.03 18:56

cavolo lo volevo dire e voi addirittura lo state dimostrando, la impossibilità, la difficoltà a comunicare, come dice marco nel suo intervento, specialmente tra uomo e donna.

Posted by: marisa at 14.12.03 19:35

"Allora, allora, continuo le mie riflessioni ad alta voce sul pre blog e il post blog. Sullo scrivere e il non scrivere in rete, insomma. Allora, allora. Tutti questi blog dove la gente parla come in una grande chat. Mah. Tutte queste parole che io percepisco come chiacchiericcio, come perdita di tempo. Scrivere implica una certa responsabilità prima di rompere il cazzo agli altri, prima di pretendere anche una distratta attenzione. Insomma, non riesco ad appassionarmi più di tanto ai blog. Non è un discorso aristocratico, il mio. Non è neppure contro la volontà che ognuno deve avere di fare e scrivere e dire quello che vuole. Semplicemente mi annoiano. Forse hanno un valore terapeutico, mi dicevo. Forse no. Proprio io che ho iniziato 42 mesi fa con questo diario on line faccio 'sti discorsi, mi dico. Ma fin dall'inizio, ricordo ora, pensavo a un qualcosa in forma di libro, come poi è avvenuto. Sarà la mia deformazione professionale. Pensare a una scrittura, ma anche a una rilettura. Non so. Non so bene neppure cosa cerco di dire. Neppure a me stesso. Probabilmente va bene tutto. Tutto e sempre. Il mondo dell'informazione è sempre più il mondo della chiacchiera. E il mondo della letteratura imita sempre più il mondo dell'informazione. Non ho nulla da aggiungere, al momento. Non sono arrabbiato. Non sono triste. Rimango in perplesso e imperituro silenzio."

Posted by: Acca' Liceti nun è fess at 14.12.03 20:29

Caro Acca' Liceti non è un fess, è inutile insistere. Tanto non smetto. Sì, c'é un proliferare esagerato di blog e la scrittura si scambia con l'informazione - nella recensione del suicidio di angela b. lo dico anch'io. Però so una cosa: che ci sarà sempre un Standard e ci sarà sempre qualcuno che eccederà questo Standard. E' arrivato qualcuno che lo eccederà.

Posted by: marco2 at 14.12.03 22:18

"la banalita' assurge a sgomento quando si misura, senza retorica, con l'unicita' della vita, qualsiasi essa sia e comunque sia stata vissuta" dalla recensione su Revolutionary Road, R.Yates, apparsa oggi sul corrsera

Posted by: cletus a.a. at 14.12.03 23:09

onore a saddam!
bush boia!

Posted by: von kleist at 14.12.03 23:12

Ho utilizzato due o tre motori di ricerca. Ho anche chiesto agli amici e a qualche parsona compentente. Nonostante ciò non sono riuscito a trovare uno straccio di informazione in merito all'obbligo di scrivere da scrittori nei blog. E' vero che i blog sono migliaia e moltissimi contengono testi forse scritti da canarini, criceti, piccioni, ecc. (diciamo così, per rimanere in tema con la discussione), ma non credo esista l'obbligo di leggerli. Basta non cliccare sui link relativi oppure, dovesse capitare la sventura di capitarci, digitare veloci un nuovo indirizzo. Del canto mio vanto a gran voce il diritto di scrivere sul mio blog quel che più mi pare, di dire e smentire, di confondere la scrittura con l'informazione, di condurre attività autoterapeutiche. Anche noiose, anche inconcludenti o vuote. In molti hanno... abbiamo bisogno di scrivere, di tentare esperimenti espressivi, o anche solo di imbrattare diari visibili al mondo. Perché questo deve essere interpretato come un'indebita e sterile intromissione nel mondo della letteratura? La maggior parte dei blogger non vuole fare letteratura; vuole comunicare, esporsi, immergersi in un mondo che non è quello solito. Il risultato sono migliaia di pagine web autoreferenziali e magari noiose, come dice Caliceti. Ma espressione di libertà, fosse anche solo quella di annoiare e annoiarsi.

Posted by: mauro at 14.12.03 23:15

quest'ansia di attribuire padri al minimalismo. Perche' non, perche' mai, non "madri" ? A dar retta ai critici tale qualifica spetterebbe ad un numero imprecisato di autori. Non passa giorno che non ci sia qualcuno in grado di attribuire paternita' come fosse un fantacalcio qualsiasi. Delle due l'una: o il minimalismo e' la classica coperta (elastica ?) buona per coprire quasi tutto, o costoro, parlano senza cognizione precisa di cosa sia minimalismo. E da domani, c'e' da giurarci, qualcuno sara' pronto anche ad iscrivere il governatore Usa in Iraq, con quel suo laconico "we got him" ha (scenicamente, sapientemente ?) chiuso un racconto che piu' minimalista non si puo'.

Posted by: cletus a.a. at 14.12.03 23:40

Nel grande silenzio. Ecco il mare, qui possiamo dimenticare la città. E' vero che proprio in questo momento si sente ancora strepitare le campane dell'Ave Maria - è quel sussurro cupo e folle, eppur dolce, al crocicchio del giorno con la notte - ma solo per un istante ancora! Ora tutto tace! Il mare si stende pallido e scintillante, non può dire parola. Il cielo offre il suo eterno, muto spettacolo serale con rossi, gialli, verdi colori, non si può dire parola. I piccoli scogli e catene di roccia che scendono nel mare, come per trovare il luogo dove si è più soli, non possono dire parola. Questa immensa impossibilità di parlare, che ci coglie all'improvviso, è bella e agghiacciante: ne è gonfio il cuore. O ipocriti di questa muta bellezza| Quanto bene saprebbe parlare, quanto male anche, se volesse! Il nodo della sua lingua e la sua dolorosa felicità nel viso è una malizia per deridere la consonanza del tuo sentire!

Posted by: luminamenti at 15.12.03 07:43

Marco, NON MI RIFERIVO ASSOLUTAMENTE A TE, ne alla segnalazione di Mozzi sul tuo intervento.Ho scritto infatti:scusatemi se vado fuori tema...
Comunque hai azzeccato in pieno :che palle questi non scrivono più. Più che palle, che peccato, che dispiacere. Riguardo al resto, soltanto il bisogno di uno sforzo: quello di trasmettere veramente "qualcosa" a qualcun'altro..E per paragonare il tutto a una canzone:
Hai mai ascoltato "Manhole" di Grace Slick (ex Jefferson Airplane)?

Posted by: patrizia at 15.12.03 08:29

Cara Patrizia, scusa se ho equivocato.

Posted by: Marco Candida at 15.12.03 09:08

"Perdervi in pensieri inutili" versus "vostre passioni". Dunque siamo ancora fermi qui. Disarmante, veramente disarmante. E chissà chi stillerà il fottuto catalogo in materia. Il gran baccherozzo kafkiano sarà un pensiero inutile o una passione? E un epicureo che raccontasse la sua atarassia (quindi, luogo delle non-passioni) risulterebbe pensiero inutile o passione? Passione
della non passione? Una serie dodecafonica sarà passione? Qualcuno ha inventato - Patrizia forse -il termometro che misuri le passioni in un testo? E cosa sono le passioni? Quando uno prova a definirle si finisce nel quasi turpiloquio: tira fuori quello che hai in te, dicono, quasi sempre. Al che, di solito, io rispondo che me ne guardo bene. Dentro ho solo robaccia come budella, fegati, milze, polmoni. O se no dicono: qualcosa per cui provare un brivido. Sì, ecco. Ma bisognerà mettere la mano fuori dalla finestra e no ricordarsi che una simile banalità, ahimè, l'ha detta anche la incommensurabile Dickinson. Anche se lei aveva aggiunto che dovresti sentirti come se ti avessero aperto la scatola cranica (ritrovando, d'emblé, la vicinanza tra poesia e crudeltà). Mi trovo molto più vicino a quello che dice Patrizia più avanti: qualcosa di fronte a cui inginocchiarsi. ecco, questo suona "vero". Si ha a che fare con l'adorazione. Adoro te devote latens deitas. Ma perché escludere che la deità in questione si incarni nel pensiero di un canarino?

Posted by: viva i canarini! at 15.12.03 09:23

Appoggio l'intervento di Mauro.
Che noia il fanatismo intellettualoide.
A volte ho la sensazione che certi blog siano luogo di sofismi e basta.
Se si deve essere giudicati anche per quello che si scrive, allora l'isola di autocelebrazione che è il blog diventa anch'essa un mezzo di frustrazione.
Leggete chi vi pare e giudicate voi stessi. :)

Posted by: *Federico* at 15.12.03 10:09

Cari, ragazzi, uomini, donne e tutti voi che scrivete su questo blog.Mi dico: ma chi cazzo me l'ha fatta fare di impelagarmi in questo discorso infinito? Oltreatutto, è facile essere fraintesi quanto è difficile spiegarsi con poche frasi. Caro "viva i canarini" no, nessuno ha inventato un termometro che misuri le passioni:Noi però lo siamo. Attraverso le nostre sensazioni siamo in grado di percepire, quindi di "misurare". A parte questo la cosa più importante è:NON HO CHIESTO DI FARE LETTERATURA SU QUESTO BLOG.Ho Suggerito un contributo, uno Spunto da cui poter partire verso altre cose. Certo, non è qui, non è soltanto qui (in questo blog) che la nostra vita si ferma. Siamo circondati dal mondo, dai libri, dalla musica, dai fatti nostri. Possiamo allungare la mano e toccare tutto. Possiamo affogare nelle nostre passioni senza sentire la mancanza di qualcuno che ci parla. In sottofondo, mentre scrivo :Frank Zappa Joe's Garage. E' già un contributo alla mia giornata. Ma perchè non chiedere? Perchè non dare? Non credo sia offensiva la mia richiesta, e comunque ognuno poi si sente colpito dove meglio crede. Ognuno interpreta le cose e decide se metterle nel cassetto delle offese o in quello delle carezze..
Per farti un piccolo esempio di ciò che volevo dire : Mi sono sempre chiesta se i partecipanti a questo blog hanno mai letto "Parole Private dette in pubblico" Mozzi- Theoria (è l'edizione che preferisco) o Il Male Naturale - Mozzi-Mondadori.
Il primo è secondo me il miglior libro che Giulio ha scritto. Il secondo è un grido lunghissimo, che non proviene soltanto da "robacce" come budella, fegato e polmoni. Parte da qualcosa che probabilmente si chiama anima, intelletto, arte. Mi sono quindi sempre chiesta come mai, come mai nessuno, per esempio, ha scritto a Mozzi,in un gesto simile all'amore, all'affetto e alla riconoscenza :
Giulio, non lasciarci. Giulio, ci hai dato delle speranze. Giulio, cio che hai scritto mi è entrato dentro camminando piano e si è appartato in un angolo della mia anima.(o se preferisci della mia milza, del mio pancreas..) Giulio, dove sei? DOVE SEI?
E per concludere, anche se non è soltanto questo che volevo dire:
Antonio Franchini - "Cronaca di una Fine":
.....E allora è come se chiedessero alle opere che leggono vi prego, mostratemi qualcosa che non ho già visto, meravigliatemi con qualcosa che non so, stupitemi con una forma di virtuosismo di cui non posso dire di conoscere l'origine nè di sapere dove vada a parare; datemi, vi prego, qualcosa di nuovo.

Posted by: patrizia at 15.12.03 11:16

Offeso da niente - Patrizia - ho molto apprezzato il tuo secondo intervento (e - ah! - io ho letto parola private dette in pubblico ma non il male - trovo che Giulio abbia il buzzo buono per i titoli e trovo che sia uno scrittore - sembra una cosa da poco come Cordelia che risponde a King Lear che lo ama come si ama un padre e lui butta la Scozia a gambe all'aria perchè gli pare un understatement troppo english ... riprendo fiato ... per dire che se qualcuno mi pare essere uno scrittore, mi pare che mia paia (sic) una delle cose più splendide che io sappia riconoscere nell'esistente anche se, ultimamente mi ritrovo a pensare che la scrittura, a volte, sia l'ultimo ostacolo alla redenzione. Ma l'attimo dopo penso il contrario e tutto ricomincia). Senza ma proprio senza nessun astio.

Posted by: g. tasca ex viva i canarini! at 15.12.03 11:44

Che bello ex viva i canarini, che bello Marco -Manhole...
E' proprio questo ciò che volevo dire...

Posted by: patrizia at 15.12.03 12:36

Sbagliavo: E'Cletus - Manhole.(Cletus dev'essere un intenditore..)

Posted by: patrizia at 15.12.03 12:41

La cosa importante in letteratura, in chi ama o trova o crede di trovare o sapere dov'è la letteratura, è non credere nello scrittore! E ancor di meno nell'uomo dietro questo scrittore.
Chi sa cosa significa scrivere, comprende bene ciò che sto dicendo. Ma, già, lo avevo capito e detto magnificamente Freud, che resta geniale nonostante alcune fesserie. L'unico modo che conosca, e di cui sia abbastanza certo per poter capire chi è lo scrittore che scrive, o ancora l'uomo che sta dietro questo scrittore, per avvicinarmi alla monade altrui, è il metodo introspettivo-empatico di Heinz Kohut. Ma non è così semplice farne esperienza senza avere di fronte lo scrittore, l'uomo, senza avere una relazione vivente con quella monade. Tuttavia è possibile tentare attraverso una severa disciplina di obiettivazione di se stessi in un oggetto distinto da se stessi (ciò che Theodor Lipps chiamò empatia. Asthetik, Voss, Hamburg-Leizig 1903-06, 2 voll, pag 193 sg.), la fruizione umbratile degli stati mentali dello scrittore che sta dietro i suoi scritti.
Nel 1908 uno storico dell'arte seguace di Lipps, Wilhelm Worringer, pubblicò un saggio che in breve sarebbe diventato famoso, Astrazione ed empatia. Il saggio vuol essere un contributo alla psicologia dello stile e identifica due stili opposti. Uno, quello empatico, fondato sulle tendenze naturalistiche e imitative, l'altro teso alla liberazione dell'oggetto dal mondo esterno e dalle relazioni con gli altri oggetti per renderlo assoluto. Nel primo, secondo la lezione di Lipps, c'è un godimento obiettivato di noi stessi, un perdersi nella contemplazione dell'opera d'arte che può far cogliere qualcosa dell'artista, nel secondo invece c'è un atto di volere artistico assoluto indipendente dall'oggetto e dal mondo delle creazioni, una volontà di forma ( e di formarsi per il lettore, visto che il discorso stilistico si fonda su una dialettica tra chi scrive e chi legge)che risponde ad esigenze psichiche e bisogni specifici delle monadi coinvolte. Solo l'atteggiamento empatico, cioè l'immedesimazione con l'altro o con l'oggetto estetico può consentire di cogliere la natura mentale dello scrittore, dell'uomo alle sue spalle. Tuttavia se già è molto conplesso l'atteggiamento empatico nella relazione vivente con un altro essere umano, ancora più difficile è avere un'empatia "umana" con un testo, perché non sempre l'immedesimazione di un lettore con un testo (lo stile empatico di lettura) è l'immedesimazione con il suo scrittore, perchè a sua volta lo scrittore può fingere di essere immedesimato con il testo.
Non sono stato abbastanza chiaro. Bene, sono soddisfatto. Un margine di incomprensione è salutare, è possibilità per l'eccesso di avere un avvenire, perchè deborda il presente, che si consuma immeditamente e costringe a cercare oppure a mandare a fanculo chi non è chiaro. Per me sempre una bella sconfitta ma solo per chi manda a fanculo il misconoscimento del testo altrui. ASSENCODARE MAI, mai rispondere all'attesa. L'unica attesa di chiarezza la riserverei, me la lascerei, se ci riesco, alle prime due settimane dopo la mia morte, sperando di riuscire a riconoscere la chiara luce. Unico momento, in cui sbagliare, non riuscire a vedere chiaro può prolungare (il ritorno a Terra, e che ritorno?) la nostra attesa di chiarezza: dolore!

Posted by: luminamenti at 15.12.03 13:22

non vorrei sbagliare, ma credo che il concetto di patrizia sia simile a quello espresso da tiziano scarpa, tempo fa. girando tra i blog consigliati da mozzi, a parte "gli amici narratori" che sono professionisti,non so alex brekane ad esempio, ma ce ne sono tanti, ho trovato una spendida scrittura, espressioni intelligenti, "originali". candida è uno che si fa tante domande, con tutto il carico positivo che implica questa affermazione. genna finalmente si schiera nel suo blog! di alcuni scrittori tra quelli che commentano il blog di mozzi ne spio il blog e sono molto bravi. a me francamente lo struggimento di intestini sentimentali decisamente mi annoia. io scrivo per dar dignità all'attesa del bollore della pasta, cosa che peraltro non ha bisogno dei miei scritti per avere dignità. un mio illustre amico isaac renzi scrive con il portatile piazzato su una scatola che porta l'iscrizione "salumicio stella" e la cosa mi piace. per me molti scrittori di fatti unici e struggenti sono mani tolti alla masturbazione. distinti saluti sara

Posted by: sara at 15.12.03 14:02

ps. e.c.= tolte

Posted by: sara at 15.12.03 14:04

allora giulio, per lamessadelluomodisarmato?

Posted by: pietro at 15.12.03 15:18

scusate se intervengo, non conosco molto bene come funzioni il blog, se è permesso a tutti sciverci dentro, o se bisogna avere delle autorizzazioni, io ne ho aperto uno oggi, non sapevo che scriverci dentro. qualcosa ho abbozzato, ma non so se è "giusto" se è in regola con le altre cose che si leggono sugli altri blog. qui leggo di blog di scrittori, di gente presunta tale, e di aspiranti. si parla di letteratura, di cultura. mi piace. ma ho un dubbio! patrizia chiede del libro della vostra vita, del brano che ci fa torcere le budella. da un'altra parte qui ho letto questo: "Thomas Pynchon, "L'arcobaleno della gravità", Biblioteca Universale Rizzoli, pp. 968, 11 euro e 36 centesimi. Sono arrivato a pagina 265: dove Bloat si stringe nelle spalle, insolente, e per la prima volta da quando si sono conosciuti guarda Slothrop negli occhi. di giuliomozzi" e nessuno ha osato commentare questo pezzo. perchè? scarsa conoscenza di pynchon? paura dell'arcobaleno? io peronalmete ho letto Entropia di Pynchon, e l'ho trovato lisergico, fotografico e stucchevole. ma ancora non ho messo mano all'arcobaleno. prima o poi lo farò, in questo dicembre temporalesco, e mi andrebbe di parlarne col gestore di questo blog, non per farne cultura, ma per avere delle impressioni. la cultura credo che non la SI FACCIA, la cultura è in tutto quello che ci interessa. grazie per lo spazio.

Posted by: Stefano Somma at 15.12.03 16:03

Forse nessuno l'ha commentato perché è un volumone di 968 pagine. E la gente "normale" non ha va oltre la lettura reale di pagina 30 neanche di un rotocalco. Ho goduto di più con Mason & Dixon di Pyncon letto a pagine alterne con Cryptonomicon di Neal Stephenson (1155 pag.)
Ma non è facile avere l'orgasmo multiplo.

Posted by: Duceremultimodisvoce at 15.12.03 16:28

ma chi è 'sto akka liceti o roba simile

Posted by: calix at 15.12.03 20:10

Stimato Calix, piacerebbe saperlo anche a me. Ma cosa è successo su Emilianet? Miei cari, un annuncio che vi rallegrà: ho la febbre. Ce l'avete fatta.

Posted by: Marco Candida at 15.12.03 20:16

'Rallegrerà', pardon.

Posted by: Marco Candida at 15.12.03 20:18
Post a comment









Remember personal info?