Della nostra iniziativa parlano oggi i quotidiani locali.
L'articolo di Renzo Stefanel nel Gazzettino.
Tratto dal suo Taccuino, l'articolo di Roberto Ferrucci per il Il Mattino di Padova, La nuova Venezia e la Tribuna di Treviso.
E' giusto che se ne parli. E' giusto che vi sia la giusta pubblicità. Le pagine dei giornali devono essere riempite non solo di cattive notizie, truffe e stragi ma anche di belle notizie come iniziative promotrici di contenuti validi e che nutrono l'anima. Scrittori che Leggono. Lettori che diventono Scrittori. Amanti della Scrittura e della Lettura, uniti insieme per diffondere assieme tutto sommato quel che è anche un messaggio di Amore, Passione e di VITA.
Saluti,
F.S.F.
qui, http://guide.supereva.it/scrittura_creativa/interventi/2003/11/144651.shtml, per chi non potrà esserci, i testi.
Per farla ancora più spiccia, i testi sono scaricabili dalla colonnina sulla destra dello schermo. Uno a uno in word, o tutti in blocco in word o in html.
Posted by: giuliomozzi at 03.11.03 12:26Caro Giulio, e i testi, ti volevo chiedere, eventualmente, si possono mettere on line anche altrove? Mi sembrano molto interessanti. Adesso sono un pò nel pallone, capiscimi. Ma conto di commentarli meglio. Ad ogni modo, ho riscontrato una qualità espositiva notevole dei testi presentati dagli autori. Mi sarebbe piaciuto poter assistere dal vivo, ma, purtroppo, sono legato quì, nella mia città per motivi di lavoro. Poi volevo porgerti una domanda: perché hai scelto di leggere un pezzo di Pier Vittorio Tondelli? Potrebbe sembrare una domanda banale, ma non lo è. Si parla tanto di generazione post-tondelliana, di emuli di Tondelli, insomma se ne fa un gran casino, sin da quando Tondelli ci ha lasciati. Allora, perché riproporre Tondelli? Quale il messaggio latente nella prosa di Tondelli che tu vuoi (vorresti) esprimere dal vivo tramite la tua voce?
Ti ringrazio sin da ora per l'attenzione.
Forse ti ho posto ben più di una domanda... Mi lascio prendere dal demone del fuoco sacro troppo facilmente. ;-)
'Notte a Tutti/e,
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 04.11.03 00:03Caro Giuseppe Iannozzi. I testi possono naturalmente essere ripresi e ripubblicati presso altri siti. Anzi, la cosa ci fa assai piacere. Io ho scelto di leggere e commentare quel pezzo di Tondelli perché quel pezzo di Tondelli è stato importante nella mia vita. Mi ha spinto a immaginare che la narrazione di un'emozione o di una passione (cioè di una "emozione continuata") potesse essere strumento di conoscenza. Questo è il "messaggio latente", come lo chiami tu, in quel brano di "Camere separate". Poi, del gran parlare che si fa dei post-tondelliani, degli emuli di Tondelli, eccetera, non m'importa, qui e in questo caso, proprio niente.
Posted by: giuliomozzi at 04.11.03 01:32Caro Giulio Mozzi, innanzitutto grazie per la pronta risposta. Posso allora non farmi scrupolo alcuno riprendendo qualche pezzo. Tralasciando la critica circa i post-tondelliani, immaginavo che avessi scelto Tondelli per far "narrazione di un'emozione o di una passione", ma non potevo dirmene certo. "Camere separate" è in effetti la narrazione/discrezione di una "emozione continuata" come dici tu, o meglio è anche questo. Nel 1976 entrando a far parte del Comitato di Gestione del Teatro Asioli di Correggio, Tondelli ebbe modo di dire: «Ho sempre avuto bisogno di un'espressione artistica. Magari all'inizio, quando la pensavo, non era la scrittura. L'ho scelta in quanto era il mezzo più diretto, forse più semplice, attraverso il quale potevo mettermi lì, di notte, e immaginarmi una storia senza bisogno di niente.
A me del resto interessava molto il cinema e lo spettacolo, tanto che mi sono iscritto al DAMS di Bologna, proprio con questo indirizzo. Mi sarebbe piaciuto collaborare in questo campo. Intendiamoci, la scrittura non è stata un ripiego: ha sempre rappresentato il sottofondo della ricerca di un'attività artistica attraverso la quale poter vivere un po' meglio». Forse raccontare una emozione è tentativo di vivere un po' meglio, ma anche di far vivere un po' meglio chi ci ascolta, chi ci legge. E forse "Letteratura come verità" si è assunta (in)consapevolmente questo compito che non è comunque da interdersi come una crociata, una missione con delle vittime sul campo. Cari saluti,
Giuseppe Iannozzi
Ho messo on line alcuni racconti di "letteratura come verità" indicando link, autori, e tutto il resto. Umberto Casadei, Romolo Bugaro e il tuo, caro Giulio. Per il momento. Prossimente proporrò altri pezzi.
Cari saluti,
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 04.11.03 12:41hmm...:?
Posted by: watch me at 01.09.05 02:22