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29.11.03

Che cosa succede stanotte

Questa sera andrò a teatro, a vedere Copenaghen di Michael Frayn. Tornerò a casa verso mezzanotte, forse dopo. Prima di andare a letto, come spesso si fa, leggerò qualche pagina di un libro. Ma alla radio. E non da solo.

Posted by giuliomozzi at 29.11.03 08:42 | TrackBack
Comments

La radio, ciò che preferisco. Cercherò di essere in ascolto

Posted by: luminamenti at 29.11.03 10:00

Caro Mozzi: ma lo sai che a volte sei un po' troppo brusco? A me il link funzionava benissimo, e comunque ho ritenuto più corretto citare direttamente la fonte (evitando così altre domande e di fare riassunti). Grazie comunque per la risposta. Addio.

Posted by: Curioso at 29.11.03 12:31

mozzi, lo sai che ammaniti e scarpa andranno su un'isola della grecia a scrivere i loro (rispettivi) libri? a me sembra una cazzata quella di isolarsi per scrivere. tu che ne pensi? stai volentieri a via sanmicheli o partiresti pure tu in cerca d'ispirazione?

Posted by: il superficiale at 29.11.03 13:27

In veritas ho letto che scarpa è andato in un monastero in austria ad isolarsi per scrivere, ma già c'è stato, mi sembra. salus

Posted by: MarcoS at 29.11.03 13:37

non avevo capito a che ora fosse, ma c'è scritto nel link :dalla Mezzanotte del 29 alle 6 di mattina del 30 novembre. magari qualcuno come me se l'è chiesto. sono tutta orecchie. buona lettura.

Posted by: sara at 29.11.03 15:26

è uscito il numero 1 di vibrizze! accorra signor mozzi e ci dia la sua benedizione, stanotte noi la ascolteremo in religioso silenzio, seguendola passo dopo passo e crecando legaffes che farete... speriamo di no! salus

Posted by: MarcoS at 29.11.03 15:44

Ho visto Copenaghen a Udine poche settimane fa. Lo consiglio a tutti quelli che abbiano l'opportunità di andarlo a vedere. E mi piacerebbe leggere le impressioni di Giulio.
Per restare in tema, consiglio pure, a quelli che leggeranno queste righe prima di mezzanotte e mezza, Fabbrica di Ascanio Celestini su raidue stanotte. Possono sempre registrarlo, se non vogliono perdere GM & Co. alla radio, come farò io. Ciao

Posted by: walter at 29.11.03 21:57

poi dicono che alla Rai non esistono piu' i comunisti... :-)

Posted by: radio kabul at 29.11.03 23:57

Caro Curioso, hai ragione: chiedo scusa. Caro Superficiale: ognuno vive come può e come vuole, no?

Posted by: giuliomozzi at 30.11.03 03:04

Una lettura (ben) recitata forse distrae, abbellisce: e quindi distrae. Non è teatro (manca lo spettatore) non è letteratura (manca il lettore). Però concordo con Luminamenti: viva la radio. Anche per nostalgia: quando da piccolo, in una casa operaia senza tv, mio padre spegneva la luce e poi accendeva la radio... notte

Posted by: gildo at 30.11.03 03:24

Un lettura che segua il récit non distrae, si insinua e veglia. Una musica lene, un discorso rotondo e modulato, un gioco di rapporti sociali molto formali, sono combinati e intrecciati, in modo che la psiche sia fortemente motivata ma allo stesso tempo abbandonata; essa si apre così alla suggestione senza sospetto, ingenuamente, come un ordito si allenta e fa passare la navetta. Ma non è stato il caso della notte appena passata! Almeno per me!

Posted by: luminamenti at 30.11.03 08:26

Rcollegandosi al post precedente: esattamente la questione è: quanto si è disposti ad eccedere la soglia della dissociazione e del solipsismo come anima sul limite della fossa dell'Ade? Si va in "esilio" artistico quando colui che crea non ha la capacità oggettiva di estraniarsi dal contesto sociale in cui è inserito, di rendere silenti anche i più rumorosi fragori, per potere trovare il vuoto compositivo, ove il nulla stesso,il silenzio, amplificano l'estro individuale... ma un silenzio che silenzio non è ma è SUONO Assoluto che nega se stesso per
legarsi alla sua metà archetipica: si da inizio alla fase compositiva. Inoltre il luogo ha una sua valenza nell'influenzare l'elemento ispirativo,ricevendo una maggiore stimolazione empatico-visiva.

Posted by: Fabrizio Corselli at 30.11.03 10:11

dall'inserto del sole24 di oggi: recensione (non proprio benevola) del mare di avoledo e presentazione del "piu' libri piu' liberi", prossima settimana a roma. buonadomenica.

Posted by: cletus a.a. at 30.11.03 14:56

certe volte a mezzanotte uscivo con lei. andavamo in giro per pusher, a cercare la roba per lei. ci infilavamo tra gli extracomunitari della periferia e lei li conosceva tutti. poi metteva la roba in una vecchia lattina e la faceva squagliare, diventava liquida, lattiginosa. tirava su con la siringa e pretendeva che gliela inietassi. tremando prendevo la siringa e lo facevo. avrei fatto tutto per lei. e facevo tutto in quelle mezzanotti perdute nel tempo. quelle mezzanotti seduti nei campi. quelle mezzanotti sotto cieli pimati di stelle. quelle mezzanotti che ora passo a pensare a come ho fatto si che la perdessi. come lo uccisa lentamente cercando di non farle troppo male. troppo dolore. e il tempo che cancella tutto, no, non è vero, nn riesce a cancellare tutto. altra gente vive la mezzanotte, in modo diversi, in modo normali, io ho smesso di vivere la mezzanotte, ogni mezzanotte muoio, cercando di non soffrire. cercando i suoi occhi. cercando le sue lacrime. cercandola.

Posted by: MarcoS at 30.11.03 16:48

E' possibile recuperare una registrazione della lettura?

Posted by: sokolnikov at 30.11.03 20:27
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