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07.09.03

Cane lupo

Atterriamo all'aeroporto di Venezia. L'aereoplano fa i suoi giri, poi si ferma. Piccola attesa. Tutti si alzano. Calca. Si esce. Bus. Ci scaricano agli Arrivi/Arrivals SHENGEN.
Cammino svelto, magari ce la faccio a prendere il bus al volo e arrivare alla stazione di Mestre in tempo per l'interregionale delle otto e venti.
C'è il poliziotto con il cane lupo. Il cane lupo si aggira, il poliziotto gira su sé stesso, o si passa il guinzaglio da una mano all'altra.

Guardo il cane lupo. Accelero il passo.
Il cane lupo mi punta. Mi si mette davanti. Mi fermo.
Il poliziotto mi dice: "Mi scusi".
Guardo il poliziotto.
Il poliziotto dice: "Vuole seguirmi un momento?".
Non è la prima volta che mi succede. So come funziona.
Seguo il poliziotto. Il cane lupo mi si affianca. Sembra molto interessato alla busta di plastica che porto appesa alla mano destra.
Nello stanzino c'è un tavolo e tre sedie.
Il poliziotto dice: "Appoggi qui lo zaino, per piacere".
Poso la busta di plastica su una sedia. Mi sfilo lo zaino e l'appoggio su un'altra sedia.
Il cane lupo ignora lo zaino, punta deciso la busta.
Il poliziotto dice: "Vuole svuotare la busta, per piacere".
Estraggo il pecorino dalla busta. Due chili e novecento grammi.
Il poliziotto guarda il pecorino. Io guardo il poliziotto. Il poliziotto mi guarda. Tutti e due guardiamo il cane lupo.
Il cane lupo sta guardando il pecorino.
Il poliziotto tira il guinzaglio, cerca di avvicinare il cane lupo allo zaino. Il cane lupo si sposta di un millimetro, poi di due, poi fa un giro intorno allo zaino e torna a fissare il pecorino. Il poliziotto ci riprova, il cane lupo mi gira attorno alle gambe, torna a fissare il pecorino.
"Viene dalle Madonie", dico.
Il poliziotto dice: "Ha idea di che cosa ci abbiano messo dentro?".
"Pistacchio, pepe", dico, "per quel che mi hanno detto. Poi peperoncino, ma poco; e poi erbe varie".
Il poliziotto dice: "Quanto varie?".
Allargo le braccia.
Il poliziotto molla il guinzaglio. Si avvicina al pecorino. Lo prende in mano. Lo soppesa. Lo annusa. Sorride. "Lo mangiavo a casa di nonna", dice.
"Forse anche lui è siciliano", dico indicando il cane lupo.
Il poliziotto dice: "Non so. Mi scusi, può andare".
"Si figuri", dico.

Posted by giuliomozzi at 07.09.03 23:14 | TrackBack
Comments

la domanda e': nel civile, moderno, tecnologico nord est ogni quanto passano gli interregionali ?
In breve: sei poi riuscito a prenderlo in orario o hai comodamente preso il successivo (a mo' di metro'). Ricordo un esilarante passeggiata notturna di un tuo personaggio che litigava con un tassista e con l'assenza di un bancomat).
Ben tornato !!!

Posted by: cletus a.a. at 08.09.03 00:09

Che risate! Decisamente che risate! Io al tuo posto avrei subito detto al poliziotto che perdeva tempo e so già che non mi avrebbe creduto ma alla fine del controllo gli avrei fatto una risata in faccia...altro che erbe e droghe...PECORINO DI SICILIA FU.... ;O))
Episodio davvero CARINO!
F.S.F.

P.S.: Certo che te ne capitano sempre di tutti i "colori"...;O))

Posted by: Francesca Stefania Ferrara at 08.09.03 00:21


hmm...:?

Posted by: Meridian at 16.08.05 20:32
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