Cecilia Deni, che compare spesso nei "commenti" di questo diario, mi segnala, come "una curiosità", questa cosa qui. Io naturalmente non so che cosa pensare: se non che, forse, come generi letterari, i treni e le telefonate (vedi anche qui, o direttamente qui) stanno mostrando la corda. Bene. Esistono altri generi letterari, per fortuna.
Posted by giuliomozzi at 24.08.03 21:15 | TrackBackDai, che Cecilia era stata simpatica...
Posted by: micol (m67) at 24.08.03 23:30Geniale! Un blog che ricalca quello di Mozzi per riderne un po'. Stesso template, stessi caratteri, una scelta dei colori che, evocando un'immagine in negativo (fotografico)esplicita, senza parole, una dichiarazione d'intenti: "Questo blog è una parodia di giuliomozzi.clarence.com!"
Gioisca Giulio! L'iniziativa è lusinghiera. Essere oggetto della satira è prerogativa dei grandi e riconoscimento di successo (o almeno di notorietà). Me, per dire, non mi satireggia nessuno, nemmeno i colleghi di lavoro più malevoli.
Caro Mauro, gli intenti sono espliciti: c'è scritto infatti: "Una fiction, aleatoriamente vera, su gm". Questa cosa mi mi diverte (e quindi fa bene al sangue) e nel contempo mi fa pensare: "Se le mie telefonate sono così puntualmente imitabili, forse sarà bene che smetta di farle". Non perché mi irriti la parodia(per carità!), ma perché (provo a spararla grossa) mi pare che tanto più una tipologia testuale è facile da parodiare, tanto più quella tipologia testuale è prossima alla morte (per esaurimento, assuefazione del lettore, ecc.). O no?
Posted by: giuliomozzi at 25.08.03 09:00Piuttosto: notato che al solo cliccare quegli URL gentilmente indicati e' tutto un fiorire, sul monitor, di link, pop-up che si aprono automaticamente a siti pornazzi ? Cos'e' ? un inevitabile pedaggio all'ospitalita' di Clarence ? (tengo famiglia, dotto'...?). Cosi, per la cronaca.
Posted by: cletus a.a.. at 25.08.03 09:12Caro Cletus, non so che dirti. A me non succede. Ho scritto in questo blog da diversi computer, e non mi è mai successo questo. Leggo diversi blog pubblicati in Clarence, e non mi è mai successo questo.
Posted by: giuliomozzi at 25.08.03 09:24Caro Giulio, riprendo il suo commento e la sua domanda conclusiva per esprimere un dissenso. E' un dissenso tanto per dire, alla buona, di chi vuole vedere il bicchiere mezzo pieno per forza. Il fatto che una tipologia testuale sia facile da imitare non comporta un suo automatico scadimento qualitativo. Anzi, proprio perché comporta una naturale prolificità di epigoni, non può che garantirne una continua rivivificazione e rinverdimento. E quando mai uno stile può dirsi prossimo alla morte solo perché molti cercano di imitarlo?
Essere imitati non è dequalificante, tanto più che l'imitatore, spesso, manca di una delle qualità fondamentali dell'imitato - la capacità inventiva - e si limita a ricalcare forme, scene e situazioni senza possibilità di andare oltre, poiché andare oltre significherebbe inventare forme espressive nuove, e quindi perdere la spinta propulsiva della creatività dell'imitato, che rimane vero e unico motore pulsante del ciclo imitativo.
O no?
ho però il sospetto che la telefonata letteraria non sia un genere letterario, e che questo sia motivo sufficiente perché non si possa parlare di sua imitazione parodia pastiche o che altro. Bisognerebbe sentire Genette al riguardo - se qualcuno ha recapiti utili
Posted by: giovanni at 25.08.03 15:30