Scrive Giuseppe Iannozzi, in un "commento" a Una storia:
Purtroppo noto che ultimamente il blog è diventato un po’ troppo solipsistico, impegnato a metter in evidenza un certo narcisismo. Mi auguro che sia solo un momento, una fase, un po’ di stanchezza. In rete siamo invasi da blog e Liale vere presunte inventate.
Lo prometto formalmente: questo diario diventerà sempre più narcisistico, solipsista e lialesco.
Be', caro Giulio, sei a casa tua. Io non posso negarti il piacere di essere te stesso. Però c'è modo e modo per essere narcisista e solipsista: non nego il narcisismo così come non dico di no al solipsismo, non in maniera assoluta. A questo punto la scelta l'hai operata: puoi essere Liala o assicurare a te stesso e a chi ti legge una profondità più squisitamente poetica in un quadro di reale drammaticità sociale. Il narcisismo solipsistico di Leonard Cohen, ad esempio: parla di sé, gli interessa solo se stesso, così sembrerebbe, eppure l'IO che sbandiera non è semplicemente "IO SONO", piuttosto è "IO" tradotto in "NOI SIAMO". Se vuoi essere una Liala come Cohen, allora non sarà tempo perso continuare a leggere queste pagine.
Chiaramente, se un giorno mi dirai di andarmene per la mia strada, io obbedirò perché comprendo che gli ospiti sono come il pesce, dopo tre giorni cominciano a puzzare. O almeno, il rischio è, o potrebbe essere, questo.
Cordialmente,
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 29.08.03 17:20Ma chi gliè codesto Giannozzo, ì tù maggiordomo?
Posted by: Sifossifoco at 29.08.03 17:38Biografia di Giuseppe Iannozzi. Con foto. Qui. http://www.intercom.publinet.it/2002/iannozzi.htm
Posted by: giuliomozzi at 29.08.03 18:03Biografia di Iannozzi, maggiordomo lacché e perché no anche stronzo, soprattutto quì, in queste pagine: non Vi preoccupate, la mia brutta faccia la trovate sull'home page:
http://www.kinglear.splinder.it
Devo ricordarmi di far aggiornare la bio presente su Intercom. Segno sul diario! ^___^
Cordialmente,
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 29.08.03 18:09Più che narcisista, giulio mozzi non rischia di apparire vanitoso?
Posted by: luciano laremi at 29.08.03 18:11Be': sono vanitoso.
Posted by: giuliomozzi at 29.08.03 18:23anche permalosetto, direi...
Posted by: claudio at 29.08.03 18:31Non sono nè un esperto nè un frequentatore di altri blog; questo è diventato un'abitudine quotidiana. Piacevole, stimolante anche. Come stimolante ho trovato tanto il racconto di stamattina quanto alcuni commenti. Quello di Cecilia, per esempio: un "Grazie Giulio" senza spiegazioni ma che sta a significare che qualcuno ha ricevuto qualcosa. Di importante. Ma ho l'impressione che, ora, il blog stia degenerando. Mozzi sei vanitoso, sei permaloso: che c'entra tutto questo con questo blog?
Posted by: remo at 29.08.03 18:51Sì: sono permaloso, vanitoso, solipsista, narcisista, lialesco. Poi? Qualche altro aggettivo? C'è qualcosa d'altro che devo essere o non essere?
Posted by: giuliomozzi at 29.08.03 18:56E poi di recente ho letto quel suo "Lezioni di scrittura", per la Fernandel... davvero un solipsista, narcisista, vanitoso, con l'ossessione della credibilità e del farsi credere... e chi più ne ha più ne metta... Sarà, ma a me questi aggettivi queste qualità a me paiono essenziali, positivi, fondamentali, per qualcuno che tenga un pizzico di ambizione... e poi, quel vistoso, vistosissimo difetto della scrittura: scrive benissimo, accidenti a lui!!!
Posted by: Fabio Ciofi at 29.08.03 19:39La polemica divampa. Com'è fatto GM? E' narcisista, solipsista, dadaista o igienista? Magari tutto quello che hanno detto gli altri commentatori. Ma saranno pure fatti suoi! Per quanto ho capito dei blog, funziona così: c'è un tizio che lancia degli spunti; altri tizi li commentano. Credo che il discorso finisca qui. Speravo che la sindrome del Grande Fratello si fermasse alla televisione. Qui, invece, mi sembra si voglia per forza confondere la persona col personaggio, col rischio di arrivare a conclusioni e definizioni al limite del buon gusto.
Posted by: Angelo at 29.08.03 19:46Ma quale Grande Fratello!
In un prossimo futuro, il rischio-fortuna potrebbe tradursi in: “Ma lo sai che il tuo stile è proprio mozziano!”
…dannunziano, lialesco e in ultimo anche “mozziano.” No, dài, è *troppi*. Troppi stili. Pardon, aggettivi.
Cordialmente,
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 29.08.03 21:09Mi sembra che il racconto sia scritto al solito modo di giuliomozzi, con sguardo freddo, analitico. Sarà allora l'argomento che turba, che provoca reazioni e rifiuti. Bukowski non avrebbe mai potuto scrivere questa storia probabilmente perché non era interessato a questi argomenti. Le sue storie erano altre e le conosciamo tutti. Anche i suoi personaggi erano altri. E' inopportuno scrivere di rapporti di coppia, di amori finiti? Dobbiamo cancellare una bella fetta della letteratura passata e presente? Di quali altri sentimenti è lecito scrivere?
Posted by: Pamela Canali at 29.08.03 21:17Bene
Posted by: luciano laremi at 29.08.03 21:32Cara Pamela Canali,
Bukowski era un esempio, niente di più. Non si può emulare Hank e chi oggi ci riuscisse sarebbe solo un suo emulo, quindi invaliderebbe l’opera emulata.
Hank trattava i rapporti di coppia, in modo diverso, sicuramente. Ma anche i drammi familiari. Basta leggere i suoi racconti. Basta leggere le sue poesie. Attentamente. Ha sempre parlato di se stesso, anche Hank. Era un narcisista, borioso, ubriacone, poetico nichilista, ma era Hank e sapeva scrivere in modo magistrale opponendo al facile romanticismo stile melassa un nichilismo pregno di umanità. E come ben saprai, si è detto che Carver era un emulo di Hank, un emulo educato. Sono due grandi, Carver e Hank. Ma diversi. Qualcuno ancora non l’ha capito. Ho tirato in ballo Carver perché nei suoi racconti è forse più evidente il suo interesse per i rapporti di coppia tradotti in un contesto letterario.
Ogni artista, ogni sensibilità tratta a suo modo gli argomenti che preferisce. Anche Liala parlava dei rapporti di coppia. Ma – qui purtroppo faccio del volontario razzismo letterario – non credo sia possibile dire che Liala era, o fosse, meglio di Carver e Bukowski. Liala è stile Harmony e poco importa che sia stata (presunta) amante del D’Annunzio. Giulio Mozzi ha scritto una storia adoprando la sua sensibilità. E, secondo il mio metro di giudizio fallibile perché umano, ha prodotto un racconto in perfetto stile Liala. Ma con questo non nego la validità e la sensibilità di Giulio Mozzi. Ci mancherebbe. Ultimamente ho già detto come mi sembra il blog. Ma non è solo una mia impressione, quindi forse… Lascio a te/voi trarre le tue/vostre conclusioni.
Non dico che non si deve parlare dei drammi familiari, dell’amore, ecc. ecc. Buona narrativa moderna che affronta questi temi-drammi è quella di Margaret Mazzantini, “Non ti muovere”, ad esempio. Può darsi che Giulio sia un po’ stanco e che quindi anche la sua sensibilità sia stanca. Niente di più. E’ tanto grave? Non credo.
Cordialmente,
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 29.08.03 22:04Caro Giuseppe Iannozzi, due alcolizzati che vivono di espedienti si incontrano e operano una scelta senza possibilità di scelta, limitata alla loro cerchia: decidono di mettersi insieme per vari motivi, non escluso quello sessuale. Se questa la vogliamo chiamare una coppia e il loro rapporto un rapporto di coppia va bene, ma credo che le dinamiche di questa coppia siano inevitabilmente un pò diverse da quelle di una non così strangolata dal bisogno e dalla malattia, di persone che hanno potuto scegliere liberamente un compagno spaziando in molti ambienti. E' difficile che il motore sia un vero sentimento se la scelta è limitata, obbligata. Forse non sono stata attenta o non ricordo bene, visto che i racconti di Bukowski li ho letti molti anni fa, ma giurerei che il sentimento all'interno delle cosiddette coppie fosse totalmente assente. Altrettanto cordialmente. Pamela Canali
Posted by: Pamela Canali at 29.08.03 23:07Cara Pamela Canali,
la tua analisi etichettata “due alcolizzati”, sinceramente, suona male al mio orecchio. Par quasi che tu voglia fare del razzismo gratuito. Ad ogni modo preferisco pensare che la tua sia una intelligente provocazione. Due uomini che stanno assieme, alcolizzati o no, si amano e fanno sesso come gli etero: i sentimenti sono i sentimenti, non sono una questione di “attributi”. Gentilmente, ti consiglierei di (ri)leggere meglio Bukowski e di non soffermarti all’apparenza. Se la gente di oggi avesse un briciolo dell’umanità di Hank, allora il mondo potrebbe essere migliore. Se tu non sei stata in grado di leggere “sentimento” nei romanzi di Hank, be’, mi dispiace. Ti sei persa qualcosa d’importante.
Ecco il sentimento:
"L'amore è una forma di pregiudizio. Si ama quello di cui si ha bisogno, quello che ci fa star bene, quello che ci fa comodo. Come fai a dire che ami una persona, quando al mondo ci sono migliaia di persone che potresti amare di più, se solo le incontrassi? Il fatto è che non le incontri.” Hank
E Fernanda Pivano a proposito di Hank: “Bukowski era un grandissimo scrittore, uno scrittore della levatura di un Hemingway, di un Norman Mailer (e con l’ambizione di entrambi), uno scrittore nato che si metteva lì, con occhi socchiusi da animale braccato e quel sorriso alla Mickey Rourke, a rispondere sottovoce, lentamente, finché la risposta non prendeva forma e diventava intensa. Così, presto, ci accorgevamo di ascoltare un racconto, di quelli che poteva benissimo pubblicare, intensi, come tutto quello che scriveva, senza futuro, sempre intrisi di dolore, senza speranza e senza sorriso: solo in compagnia del vuoto di chi ha conosciuto la sabbia portata dal vento tra le immondizie e gli scarafaggi.”
Cordialmente,
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 30.08.03 00:01Non vi nego che incuriosito dalla vostra esposizione, Il blog di Giulio Mozzi lo sono andato a vedere con calma. E posso dire che da l'impressione di un sito con un taglio troppo individualistico, ovvero una struttura non nata e compenetrata nella visione futura di una condivisione collettiva ragionata e ben introiettata ma assurta a monumento di un solo Tiranno della Cultura. Poiché colui che non si premura di diffondere la cultura pensando anche agli altri è al pari di un despota e come ben si sa la virtù è "adespoton", senza padrone. Si ha la sensazione, entrando in questo sito, che vi sia qualcuno che vi lanci le mollichine e i semini per dare un contentino metacognitivo ad ogni utente che vi stazioni, e ne esce poi contento soddisfatto per aver goduto di quell'illusione che l'artefice che vi sta dietro ha impostato per propria soddisfazione personale.
Inoltre usare il termine qui narcisistico è anche eccessivo, sarebbe una offesa per il termine stesso in senso estetico, in quanto consapevole forma di introiezione del pensiero teso verso la contemplazione del proprio Bello interiore; ma questo quando un bello interiore è ravvisabile in un corpo.
Queste le prime impressioni
ciao ciao
Posted by: Fabrizio Corselli at 30.08.03 00:24Caro Giuseppe Iannozzi, poiché tutta la discussione è nata dal racconto di giuliomozzi in cui l'amore e il disamore colgono una coppia etero, non ho pensato di specificare che stavo parlando di due alcolizzati di sesso diverso, un uomo e una donna per la precisione. Mi sembra che i racconti di Bukowski abbiano protagonisti etero e quindi non mi ha sfiorato minimamente l'idea di parlare di una coppia omosessuale, che in questo commento sarebbe leggermente fuori tema. Sono peraltro d'accordo con te che i sentimenti siano gli stessi nelle coppie etero e omosessuali. Non mi trova invece d'accordo la tua citazione di Bukowski. Uno che parla così, probabilmente non si è mai innamorato, forse si è momentaneamente interessato a qualcuna/o. Se fosse vero quello che dice, basterebbe allargare a dismisura il giro delle proprie conoscenze per trovare migliaia di persone con cui avere storie bellissime. Nel tempo di Internet, avremmo risolto tutti i nostri problemi affettivi. Purtroppo non è così. Cito a memoria imperfettamente "il fattore umano" di Graham Green: "l'amore è come una bomba disinnescata tra le mani di un anarchico", è qualcosa che ti fa fare cose folli, cose che non avresti creduto di essere capace di fare. Non credo che ci possano essere migliaia di persone al mondo che abbiano questo effetto su di me. Se ne trovo una mi ritengo fortunata. Credo che non a tutti capiti. Sempre cordialmente. Pamela Canali
Posted by: Pamela Canali at 30.08.03 00:53la cosa peggiore di tutte è che Liala, lialesco etc. sta diventando un nuovo mostruoso neologismo... Meno male che in rete siamo invasi da blog, sono una manifestazione di libertà, lasciamo che ognuno si faccia i cazzi suoi e scegliamo quelli che ci piacciono senza rompere tanto, please
Posted by: doge at 30.08.03 00:57Concordo pienamente con Fabrizio Corselli. Il mio diario ha sicuramente un taglio troppo individualistico, ovvero una struttura non nata e compenetrata nella visione futura di una condivisione collettiva ragionata e ben introiettata, ma assurta a monumento di un solo Tiranno della Cultura, che sono poi io. Infatti non mi premuro (non ci penso nemmeno) di diffondere la cultura pensando anche agli altri. Sono in somma paragonabile a un despota - e, come si sa, la virtù è "adespoton", senza padrone. La verità è che, scrivendo in questo diario, non faccio altro che lanciare mollichine e semini per dare i contentini metacognitivi a ogni utente che vi stazioni: così poi se ne esce contento e soddisfatto per aver goduto di quell'illusione che io vi ho impostata per la mia propria soddisfazione personale.
Posted by: giuliomozzi at 30.08.03 01:02Cara Pamela Canali,
adesso mi sembra chiaro. “Uno che parla così” come? Queste parole risalgono a ben più di 30 anni fa, Internet non esisteva. Ad ogni modo… Ci diamo del Lei? Ok, per me nessun problema. Non peso che Bukowski fosse il perno centrale di questa discussione: io l’ho citato in quanto esempio, non per sostenere una apologia nei confronti di Hank o della sua letteratura o del suo scegliere e vivere la vita. Se voglio fare un discorso critico su Buk, ho altre sedi a disposizione. Si parla troppo di amore e il suo valore è inflazionato ogni volta che lo tiriamo in mezzo e lo sbandieriamo come se avessimo fra le mani le nostre mutande imbollettate per farne una bandiera, una fede assoluta, cieca. Detto in altri termini, rimprovero con gentilezza critica a Giulio Mozzi, che rispetto come uomo e come intellettuale al di là delle polemiche su questo blog, il fatto d’aver strumentalizzato l’amore e averlo ridotto a qualcosa di mieloso che poco o nulla dice della realtà. Poteva essere scritto meglio, non con un taglio giornalistico Novella 2000. Un racconto imperfetto? Non è un dramma. Dieci racconti imperfetti? Non è un dramma. La statura intellettuale e umana di ognuno di noi, per fortuna, non si misura a botte di dieci o venti o trenta racconti. Occorre una vita intera per maturare la propria concezione di arte come espressione, e una vita sola non è abbastanza. Mi perdoni, ma per libera scelta non approfondisco il discorso ulteriormente. A forza di sparar parole e fare dei sentimenti una questione tecnica, li sto/iamo inflazionando.
Cordialmente,
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 30.08.03 01:22Il Doge ha colto l'essenza: Sottolineo e sottoscrivo il "Senza rompere tanto" (e un po' di rispetto per i cari estinti Liala e Bukowski, no?)
Posted by: remo at 30.08.03 01:41Caro Giuseppe Iannozzi, diamoci pure del Lei, nessun problema. Ho letto Bukowski se non trenta almeno venticinque anni fa e so benissimo che Internet allora non esisteva. Non intendevo certo dire che ai tempi di Bukowski si potesse navigare. Per il resto, credo di essere stata abbastanza chiara. Lei parla di realtà, ma io credo che la realtà non sia uguale per tutti, ognuno di noi vive in una sua dimensione che chiama realtà, non condivisibile da tutti. Cordialmente. Pamela Canali
Posted by: Pamela Canali at 30.08.03 02:10Beh! almeno i commenti mi sembrano più significativi dei suoi racconti in questo blog e le mollichine di Mozzi almeno in questo Narciso hanno funzionato metacognitivamente. Scrive bene? Non so esattamente cosa significhi un'affermazione del genere, presupporrebbe dei criteri indiscutibili da cui partire per parlare dello scrivere (ma è già a livello di connessioni neuronali che si situa la differenza ricettiva tra modelli di paratassi o ipotassi, per cui è difficile che tutti possano recepire Marias o Saramago o Burroughs nello stesso modo). Ma la storia della scrittura e suoi annessi (grammatica, ecc...) non è così semplice da oggettivare un tale giudizio...Potrei dire che preferisco quelli che scrivono male! Le categorie del positivo e del negativo sono invenzioni dell'uomo! Kant con il suo tentativo di un'analitica trascendentale del gusto mi sembra si sia affaticato non poco. Leggo che c'è qualcuno che trova stimolante questo blog! Mi sembra giusto, onesto che ognuno vi trovi quello che crede. La sensibilità e la significanza sono cose così personali! Io lo trovo soporifero,ma tutto dipende sempre da quello che uno cerca o si aspetta da una persona o altro. Ma non è neanche questo un grande male. Deludiamo sempre qualcuno prima o poi e non siamo tenuti a soddisfare le aspettative altrui.
Posted by: luminamenti at 30.08.03 08:26verrebbe fatto di dire: La REALTA' ? Non esiste. Viviamo tutti, oltre che in un giallo sottomarino, in un suo indistinguibile succedaneo che chiamiamo, con generosita' INTERPRETAZIONE.
PS. Chi l'ha detto ? "lui" indicando, come nel film Ecce Bombo, uno scrittore inedito portato "live" davanti alla commissione d'esame.
Posted by: Cletus A.A. at 30.08.03 08:54Comunque, tengo a dire che considero Giulio Mozzi una persona intelligente e diciamo flessibile, e forse questo, ha creato un dissidio sul suo operato che non riflette pienamente la sua dimensione di uomo e scrittore. Ti faccio i miei più sentiti auguri Mozzi.
Posted by: Fabrizio Corselli at 30.08.03 10:16Be', cari Tutt*, un commento veloce e poi mi eclisso e passo ad altri post.
Rispondendo velocemente a Pamela, la realtà subisce interpretazioni diverse da individuo a individuo. Sicuramente. Quindi anche la sensibilità viene coniugata in strutture e sovrastrutture non uguali per tutta l'umanità. Direi che alcune sovrastrutture riflesso della realtà percepita sono più corrispondenti alla realtà rispetto ad altre: maggiore è la corrispondenza, maggiore è la sensibilità che l'autore è riuscito a imitare in forma d'arte nella struttura del suo lavoro.
Caro Luminamenti, sempre incisivo al punto e al momento giusto. La tua analisi non fa una pecca.
Caro Fabrizio, come ho già detto in altra sede, credo che al di là delle polemiche, Mozzi sia un intellettuale tout court: se ha avuto un momento di stanchezza, se ancora lo sta attraversando, questo non lo so. La mia impressione è che non è possibile definire Tiranno chi tiene un blog: scadendo in un cliché abusato, Mozzi ha il diritto e il dovere di gestire il blog come meglio crede senza necessariamente promuovere cultura. Non possiamo arrogarci la pretesa di indicare a chicchessia di fare quello che noi vorremmo per noi.
In ultimo, questi commenti, nati da spunti futili, come ha giustamente evidenziato Luminamenti hanno portato importanti riflessioni da parte di un pò tutti. Se l'intenzione di Mozzi era quella di stuzzicare il nostro spirito critico, ci è riuscito. Sicuro è che l'ho (e forse l'abbiamo) stuzzicato non poco, ma comunque a fin di bene. Almeno spero che così abbia interpretato le critiche, anche le più severe, Giulio Mozzi.
Ciò detto, per me, questo thread si può ritenere consumato.
Colgo l'occasione per porgere cari saluti a Tutti/e,
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 30.08.03 10:45Scrive Giuseppe Iannozzi: "Sicuro è che l'ho (e forse l'abbiamo) stuzzicato non poco". Il complemento oggetto sono io. Sinceramente: no, non mi sono sentito stuzzicato.
Posted by: giuliomozzi at 30.08.03 11:01Be’, caro Giulio, se non ti sei sentito stuzzicato, meglio così. ;-)
Cari saluti,
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 30.08.03 11:33Mi pare che in questo blog ci siano tre tipologie di interventi-commenti: di quelli che apprezzano gm; di quelli che come me trovano il blog stimolante (se è soporifero meglio sconsigliarne l'uso e indicare quelli che invece danno un senso alla vita); di chi cerca di stupire gm con effetti speciali (gm simile a Liala; viva Bukowski) e poi, dopo averlo fatto, se ne pentono un po' e pagano una sorta di pedaggio con l'inciso che gm, alla fin fine, è comunque "intelligente". Insomma, un loro pari. Ma per favore: scendere, scendere
Posted by: remo at 30.08.03 11:47Ed io aggiungerei una quarta tipologia, coloro che sfruttano i commenti altrui a proprio uso e consumo. Nel mio post non ravviso tale pentimento; se ho scritto che Giulio Mozzi lo trovo intelligente è perché così, e proprio per questo nasce il dilemma di come possa uscirne fuori un blog di questo tipo. Se non lo avessi considerato "intelligente" non avrei nemmeno speso due parole per lui; ognuno soggiace a se stesso. Atto d'intellezione, strutturazione del pensiero e produzione artistica sono tre cose ben separate. ciao ciao.
Posted by: Fabrizio Corselli at 30.08.03 12:18Caro Remo,
mi sembra che ottimamente già ti *ha* risposto per le rime Fabrizio Corselli. Non spreco ulteriori parole.
Avresti preferito che dedicassi *indifferenza* a Giulio Mozzi?
L'*indifferenza* è la peggior malattia di questa società, mio caro. E ti assicuro che non è un mero effetto speciale, è invece una cruda realtà che spero mai ti tocchi affrontare.
Sempre cordialmente,
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 30.08.03 12:57Per distinguere gli intelligenti dai cretini che scuole avette fatto?
Era una scuola a numero chiuso, suppongo
Ho detto che è per me soporifero, perché mi aspettavo da Mozzi in questa versione giornaliera pubblica qualcosa di più. Non ho mai detto che è soporifero per tutti o per altri, quindi non mi sentirei né di consigliarlo né di negarne la presenza. Le esigenze di ognuno variano a seconda del momento e delle proprie esperienze.
P.S.Per Iannozzi: è difficile stuzzicare un padovano!!!
Per Corselli: la vera ammirazione passa per una buona critica (sebbene di critica finora non si è trattato ma solo di effetti corporali)
Caro Luminamenti,
hai ragione, hai ragione. Non mi sono impegnato abbastanza. Non sono riuscito a stuzzicarlo a dovere. ;-)
Be', sarà per la prossima volta. Ma non assicuro.
Per Remo: dopo l'ultima tua battutaccia, credo che l'indifferenza te la meriti proprio tutta. Per me sei *Amen*.
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 30.08.03 13:23A luminamenti: ho inteso (e non volevo essere sgarbato)
Posted by: remo at 30.08.03 13:23Io su questo blog di giuliomozi è la prima volta che intervengo e intervengo su una questione su cui non mi sembrava bene intervenire, invece eccomi qua che intervengo. Leggo questo blog ogni giorno, mi diverte, non mi aspetto di leggere letteratura, non mi aspetto di leggere commenti belli o brutti. Come si ha il telecomando per scegliere il canale della televisione e quindi scegliere il programma da vedere, così, alla vostra destra, su un tappetino colorato c'è un coso chiamato mouse che serve a girare in Internet. Non vedo perchè sprecare parole sul perchè giuliomozzi stia scrivendo su un blog e che caratteristiche morali ha giuliomozzi. Perchè c'è sempre il bisogno di intervenire, interpretare, cercar di capire ad ogni costo? Qui non c'è nulla da capire, se piace leggere queste pagine lo si fa, al contrario mi sembra che ci siano alcune altre migliaia di blog nell'etere. Se poi c'è qualcosa da dire non su giuliomozzi persona (mi sembra che un pò troppe persone pensano di sapere esattamente come sia giuliomozzi nella realtà, i difetti e i pregi che contempla il suo dna) ma su giuliomozzi scrittore di blog, allora bene. Che sia individuale un blog, penso sia una caratteristica di questa invenzione. Se volete qualcosa di non-individuale, avete voglia di essere fra i protagonisti ci sono delle cose chiamate forum o newsgroup o cose del genere. Li potete trovare nei principali portali. Un saluto. Mauro Daltin
Posted by: Mauro Daltin at 30.08.03 13:59Chiedo scusa agli anarchici per la mia citazione di Graham Green. Quando ho letto quella frase, la mia immaginazione probabilmente si è soffermata sulla bomba pronta ad esplodere e a far saltare vite ordinate, destini segnati. Ho trascurato di notare che era ingiusta nei confronti degli anarchici.
Posted by: Pamela Canali at 31.08.03 19:09