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26.08.03

Mistero

Sto lavando i piatti. Suona il telefono. Rispondo.
"Buongiorno".
"Buongiorno", dice una voce maschile, cauta. "Lei è giulio mozzi?".
"Sì", dico.
"Bene", dice la voce maschile, più decisa. "Ho visto che lei ha visto il blog treno-e-telefonate".
"Sì", dico. "L'ho visto. L'ho anche linkato".
"Bene", dice la voce maschile.
Silenzio.
"Quindi?", dico.

"Be', dice la voce maschile. "L'ho fatto io".
"Certo", dico io. "E in questo momento mi sta telefonando da una cabina telefonica".
"Sì", dice la voce maschile.
"Naturalmente", dico io, "non avrà commesso l'errore dei dilettanti: terminata questa telefonata, distruggerà la scheda telefonica. O, addirittura, mi sta chiamando da un telefono pubblico a monete, uno degli ultimi rimasti".
"La seconda che ha detto", dice la voce maschile, ridendo.
"Bene", dico io. "Suppongo che la telefonata abbia uno scopo ricattatorio".
Silenzio.
"E allora", dico.
"Be', sì, in effetti", dice la voce maschile, nuovamente interdetta.
"Perfetto", dico io. "Tutto a posto. Anche Maurilio Calzavara, personaggio del romanzo L'elenco telefonico di Atlantide di Tullio Avoledo, da me scoperto e pubblicato dall'editore Sironi per il quale lavoro, tentava un ricatto informatico".
"E che c'entra?", dice la voce maschile.
"C'entra", dico io. "Niente di nuovo sotto il sole, come si diceva una volta".
"Sta dicendo che ho copiata l'idea da un libro da lei pubblicato?", dice la voce maschile.
"Elementare, Watson", dico io.
Silenzio.
"Senta, mozzi", dice la voce maschile.
"Mi dica", dico io.
"Il suo egocentrismo è veramente fenomenale", dice la voce maschile.
"Sono d'accordo", dico io.
"Arriva addirittura a immaginare che io non sia in grado di avere un'idea per conto mio! Subito lì a pensare che l'abbia presa da un libro che lei ha pubblicato", dice la voce maschile, veramente indignata.
"Sì", dico io.
"E' una cosa vergognosa", dice la voce maschile.
"Sono d'accordo", dico io.
Silenzio.
"Ma, dica, non è curioso di sapere chi sono io?", dice la voce maschile.
"Sì", dico io.
"Ha fatto delle supposizioni?", dice la voce maschile.
"Sì", dico io.
"Mi dica", dice la voce maschile.
"Mi dica lo dico io", dico io.
"Che supposizioni ha fatto?", dice la voce maschile.
"Questi sono fatti miei", dico io.
Silenzio.
"Dica la verità", dico.
"Verità è una parola grossa", dice la voce maschile.
"E' più curioso lei di sapere che cosa penso io di questa cosa", dico, "di quanto io sia curioso di sapere chi è stato a farla".
"Lei dice?", dice la voce maschile.
"Dico, dico", dico io.
Silenzio.
"Lei ha torto", dice la voce maschile.
Clic.
Ha messo giù il telefono.
Cinque minuti dopo mi viene in mente: ma in che cosa consisterebbe il ricatto?

Vedi anche qui.

Posted by giuliomozzi at 26.08.03 01:15 | TrackBack
Comments

mozzi, e' lampante! - disse appoggiando con aria stanca gli occhiali sul tavolo e passandosi una mano sulla fronte solcata da rughe larghe quanto il Grand-Canyon - si tratta di un tentativo di estorsione, o meglio di farsi notare per vie, come dire,- e qui con un altra pausa sapiente rinforco' gli occhiali pungendo di li a poco con la fissita' delle pupille dilatate - poco ortodosse- Fissando il cielo denso di nuvole, con aria assorta aggiunse: Costui sta tentando di usarti per arrivare, tuo tramite, a Mr.Sironi, o chiunque altro presso il quale tu possa far valere i tuoi cosidetti buoni uffici.

Posted by: giuseppe at 26.08.03 16:20

"Allora, com'è andata?" Tappo si era seduto all'altra estremità della panchina, girandogli quasi le spalle. Aveva grandi occhiali scuri, un bastone da cieco e ovviamente un cappellaccio a tese larghe.
"Non parliamo qui, questo posto è troppo affollato." Intanto lo Smilzo pensava che la sciarpa di lana era un pò esagerata in agosto, pur avendo l'indubbio pregio di nascondere metà del viso. Era ottima anche per raccogliere i goccioloni di sudore che cadevano copiosamente. L'impermeabile con cintura stretta in vita era imbottito. Non aveva mai posseduto impermeabili estivi, ogni estate diceva: "tanto non piove, è inutile comprarlo" Guardava con apprensione la coppietta in amore. Sembravano adolescenti innocui, ma non si può mai dire. Erano proprio avvinghiati, un intreccio di arti inestricabile, ma non si sa mai.
Dopo un quarto d'ora lo Smilzo lo raggiunse in un'altra area del parco.
"Allora, questa telefonata?"
"E' un osso duro, Tappo. Ti risponde con delle controdomande. Comunque ha capito che vogliamo qualcosa e siamo disposti a tutto."
"Il capo ha detto fin dove possiamo arrivare?"
"Lui preferisce che non si ricorra alla violenza, ma se è necessario applicheremo tutti i metodi conosciuti. Per ora ci limiteremo ad inondare il web con altri blog che l'allarmeranno, lo faranno pensare, comincerà a non dormire la notte. E continueremo a telefonargli. Vedrai che in una settimana crollerà."
Tappo considerò esaurito il colloquio professionale e si rilassò, accennò un mezzo sorriso che sulla sua faccia risultò sinistro. "Hai già pensato cosa farai quando tutto sarà finito?" Lo Smilzo esitò, non voleva sembrare banale: "Mi hanno detto che le Bahamas sono un bel posto, ci sono tanti vip."
"Ormai alle Bahamas ci vanno tutti. I veri ricchi hanno casa a Londra. Poi girano. Chi ha famiglia come noi deve pensare anche a queste cose, per il bene dei ragazzi. I miei figli non si dovranno neanche ricordare che viviamo in sette in un monolocale a Quarto Oggiaro."
Lo Smilzo esitò di nuovo: "Sai che non riesco a crederci? Tutta questa fortuna che piove su di noi. Il Capo ha parlato di svariati milioni di euro a cranio."
"Solo la fonte miracolosa ne porterà centinaia. Poi ci sono tutti i misteri tecnologici di Atlantide da sfruttare commercialmente. Il Capo conta di recuperare anche i tesori sepolti."
"Scusa ma io non ho capito come giuliomozzi ci porta a tutto questo."
"Avoledo ha scritto il libro dopo aver passato una serata in birreria con giuliomozzi. La nostra fonte è sicura. Avoledo non sa niente e infatti non lo disturbiamo. E' giuliomozzi che sa tutto di quel condominio." Si sorrisero, pregustando un futuro da nababbi. Un fulmine a ciel sereno si abbattè a pochi passi da loro, ma non ci fecero caso.
"Dimenticavo" Tappo agiunse "Se trovano l'elenco telefonico ce lo regalano a noi due, come piccolo premio extra. L'elenco del telefono di Atlantide ha un valore inestimabile, archeologico e collezionistico."

Posted by: Pamela Canali at 26.08.03 22:12

"Capo, buone notizie, giuliomozzi è crollato. Ci ha detto dov'è la fonte miracolosa e anche dove bisogna scavare per trovare Atlantide, praticamente appena fuori Padova."
"Bene, adesso tornate immediatamente alla base per ulteriori istruzioni."
"Pensare, Capo, che avevamo cominciato a dubitare...Come sai, noi non sappiamo leggere. Mia figlia, invece, ha imparato perché voleva sapere cosa dicono i personaggi dei fotoromanzi. Lei ha letto il libro di Avoledo e ha detto che di Atlantide nel libro si parla solo distrattamente. Il titolo si riferisce a quello di un altro libro. Avoledo parla di molte cose: arca dell'alleanza, santo Graal, divinità egiziane. Allora abbiamo dubitato. Ci scusi, Capo."
"Teste di rapa! Lo so anch'io di cosa tratta il libro. Ma provate a vendere al mercato nero l'arca dell'alleanza. Non la vuole nessuno. Oddio, forse Bush, forse Saddam, ma per fare questi affari bisogna conoscere le lingue, essere introdotti. E' roba troppo grossa per noi. Invece Atlantide è facile, io conosco parecchi industrialotti brianzoli e del nordest che vanno matti per le novità tecnologiche. Il nostro informatore dice che giuliomozzi ha rivelato il segreto di Atlantide ad Avoledo ma gli ha anche chiesto di tenere la bocca chiusa. Lui, infatti, si è limitato a qualche accenno, ma poi si è tradito con il titolo."
"Capo, scusi se glielo chiedo, ma giuliomozzi come faceva a sapere della fonte miracolosa e di Atlantide? A noi non lo ha detto."
"Vi devo proprio dire tutto io! giuliomozzi non è come tutti: lui è uno degli ultimi atlantidei, che vivono fra noi facendo finta di niente."

Posted by: Pamela Canali at 27.08.03 20:53
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