Due ore di chiacchiere con il Grande Artista Sconosciuto. Il Grande Artista Sconosciuto è matematico, fotografo, pittore. O fotografo, pittore, matematico. O pittore, matematico, fotografo. Ecc. Quando non parliamo di donne, parliamo di matematica, di pittura e di fotografia: tutt'insieme.
A me non piace molto, parlare di donne con il Grande Artista Sconosciuto.
"Per me la donna è la fonte dell'ispirazione", dice.
"Come, la donna", dico io. "Sarà una certa donna".
Il Grande Artista Sconosciuto mi guarda sbalordito e dice: "Come sarebbe?".
"Sarebbe", dico io, "che finché tu continui a dire 'le donne', io non riesco a seguirti. 'Le donne' è una cosa indistinta. Io nella mia vita sono in relazione con un certo numero di persone, con un certo numero di maschi e di donne. Sono tutte persone diverse. Con ciascuna di queste persone ho una relazione diversa. Se tu mi parli di 'le donne', io non capisco di che cosa parli, oppure, a scelta, capisco che tu mi parli di qualcosa che non è una relazione. Capisci?".
"No", dice il Grande Artista Sconosciuto, tagliandosi un sigaro.
"Ma qual è la tua donna ideale?", dico io.
"Quella che mi ispira", dice il Grande Artista Sconosciuto, armeggiando con i fiammiferi.
"Sì", dico io, "ma come dovrebbe essere, come te l'immagini, come è stata nella tua esperienza la donna che ti ispira?".
"Mah!", dice il Grande Artista Sconosciuto. Una grande nuvola di fumo riempie la stanza.
"Ma la donna che ti ispira", insisto, "la vorresti anche come compagna?".
"Ma no!", dice il Grande Artista Sconosciuto.
"Ma", dico io, "eventualmente, ci faresti sesso?".
"Be'", dice il Grande Artista Sconosciuto, facendo un gesto ampio con la destra (e con il sigaro), spostando lo sguardo verso la Cleopatra appesa tra la libreria e la finestra. "Può succedere".
Ne ho abbastanza. Rinuncio.
A quel punto il Grande Artista Sconosciuto si lancia in una disquisizione. Mi spiega che nei volti delle Madonne quattrocentesche o cinquecentesche c'è un sacco di matematica. E si domanda: "Se io volessi dipingere una madonna, oggi, che matematica potrei usare?". Poi dice: "La matematica che c'è nella pittura dimostra la superiorità della pittura sulla fotografia". Perché il pittore che dipinge una madonna ritraendo una modella, non copia la modella: usa una modella il cui viso gli fa intuire la possibilità di una certa matematica; trova, o inventa, con il suo genio, la matematica; e poi dipinge il viso della madonna alterando su basi matematiche il viso della modella.
"La fotografia non può fare questo", dice il Grande Artista Sconosciuto.
Capisco che questo pistolotto, nella mente del Grande Artista Sconosciuto, dovrebbe essere una risposta alle mie domande sulle donne. Ma che risposta esattamente sia, mi sfugge.
Il Grande Artista Sconosciuto mi telefona tutti i giorni.
Il Grande Artista Sconosciuto ferma la gente per la strada.
Il Grande Artista Sconosciuto dipinge un Cristo con due teste.
Spero di morire come Freud, senza aver capito un piffero delle donne. Insomma, cercate di non togliere alla muliebrità il suo proprio fascino.
Mi sa che il Grande Artista Sconosciuto è molto malato di mente, forse più di me. Sarebbe interessante aver a che fare con un tipo così. Per me le uniche persone vere sono i pazzi. Ma lo diceva già Jack Kerouac.
Cari saluti,
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 25.08.03 09:52Il Grande Artista Sconosciuto sa bene che si può declinare il volto di una Madonna in equazioni algebriche. Io se dovessi dipingere la mia Compagna userei il Calcolo differenziale forte dell'evidente concetto che una funzione che sia analitica ed ad un sol valore (monodroma) in una regione del piano è detta regolare o olomorfa in R. Un punto in cui la funzione non sia analitica che è detto punto singolare della funzione (ovvero si dice che la funzione è singolare in quel punto). Può accadere che una funzione sia regolare in un qualche intorno di un punto singolare (ad es. nell'origine). Un tale punto è allora detto punto singolare isolato. Un risultato particolarmente importante, che ometto di dimostrare, è che una funzione regolare in una regione di piano ha in derivate di tutti gli ordini che sono anch'esse regolari. Chiaro no?
Posted by: claudio at 25.08.03 10:34Il riferimento alla Madonna è solo un richiamo artistico o si riferisce anche al suo modello di donna (a proposito, più di ispirarlo, dovrebbe trovare una donna capace di respirarlo, visto il sigaro... ;-) ) ?
Supremazia della pittura sulla fotografia o viceversa? Credo che il problema si sposti nell'ambito delle diverse finalità.
Forse la penso anch'io come il Grande Artista Sconosciuto (mi adeguo, metto le maiuscole, per rispetto all’aggettivo “sconosciuto”, ovviamente). Non sulla matematica, ma sulla categoria de "le donne".
Provo a spiegarmi.
Ci sono persone, ci sono relazioni, ci sono singolarità. Poi, in fondo, ci sono i confini.
E’ un po’ come fare una passeggiata in un parco. Cammini, osservi l'erba, le aiuole, gli alberi. Riconosci le specificità. Sei in quel parco. In quello lì. Che è fatto così.
Poi, dopo un po’, arrivi alla rete di recinzione. E vedi che l’erba prosegue di là. Che oltre il confine ci sono gli stessi alberi, la stessa acqua che riempie i laghetti, gli stessi fiori. Ma, se la natura prosegue, tu non puoi farlo. Non puoi valicare la rete di recinzione. Non ti è dato di farlo.
Voglio dire, che al di là delle singolarità, oltre una donna ci sono tutte le donne.
Una donna è tutte le donne. In una donna ci sono tutte le donne.
Come ogni essere umano, per me, per quanto riguarda me, per quanto riguarda l’essere ontologico che sono se lo sono, è tutti gli esseri umani. E’ l’alterità. Il mistero dell’altro.