Oggi, alle 17.50, in Feltrinelli, incrocio il Grande Artista Sconosciuto. Io sono in compagnia di Stefano Brugnolo. Stiamo cercando il Prontuario di punteggiatura di Bice Mortara Garavelli (Laterza).
Il Grande Artista Sconosciuto mi fissa attraverso gli occhiali scuri e mi dice: "E allora, quando ci vediamo?".
"Non so", dico io.
"Ti ho telefonato due volte, oggi", dice il Grande Artista Sconosciuto.
"Non potevo rispondere", dico.
"Ah", dice il Grande Artista Sconosciuto.
Potrei dirgli:
- che mentre lui mi cercava al telefono portatile, stamattina, io ero convinto (per quegli equivoci che talvolta accadono) che mio padre fosse finito all'ospedale, e lo stavo cercando all'ospedale appunto, dove si sconsiglia di usare il telefono portatile;
- che io tenevo acceso il telefono portatile, pur essendo in ospedale, nell'eventualità che mio padre chiamasse, ed ero pure un tantino preoccupato, perché sapevo che doveva andare all'ospedale per un controllo, e non immaginavo che si trattasse di cosa grave;
- che pertanto, nella situazione, non rispondevo alle chiamate, e avrei risposto solo se avesse telefonato mio padre o qualche altro familiare;
- che successivamente, chiarito l'equivoco, scoperto che mio padre non era stato trattenuto in ospedale, avendo io perdute due ore per questa faccenda, e avendo diverse cose (come tutti) da fare, e avendo poi questo appuntamento pomeridiano con Stefano Brugnolo (appuntamento di lavoro, anche se Stefano è un vecchio amico), mi è mancato il tempo materiale per richiamarlo.
Non gli dico niente di tutto questo.
"Ci sentiamo domattina", gli dico.
"A che ora?", dice il Grande Artista Sconosciuto.
Il Grande Artista Sconosciuto è un uomo preciso. Gli avevo detto, il giorno di Ferragosto, che sarei stato in viaggio e ci saremmo sentiti oggi; e lui infatti mi ha chiamato oggi. Se gli dico un'ora, per domani, mi chiamerà a quell'ora esatta. Lui è fatto così. Che appuntamenti ho, domani? Alle 9, al telefono, con A*; alle 11.32 con un treno; nel primo pomeriggio con un progetto da scrivere per la Biblioteca Civica di Mestre (Ve); alle 21 sarò a Verona, all'Arena, per la Carmen. Dunque?
"Alle dieci", dico.
"Va bene", dice il Grande Artista Sconosciuto.
Io so com'è la storia: adesso che si è messo a lavorare seriamente al Cristo con due teste (e gli angeli mongoloidi), vorrà vedermi un giorno sì e uno no. Un giorno sì e uno no mi chiamerà e mi dirà: "E allora, quando ci vediamo?". Io andrò lì, non tutte le volte, comunque parecchie volte, perché sennò s'inquieta, e dovrò osservare i lenti, lentissimi progressi del suo Cristo con due teste (e gli angeli mongoloidi). A che cosa gli servano, queste mie contemplazioni, non mi è chiaro. Io non so mai dirgli niente. Della sua immaginazione, l'ho già detto, non comprendo nulla. Tutto quello che faccio è guardare.
In realtà, ogni volta che sono lì, dopo mezz'ora di alta filosofia della pittura si finisce a parlare di donne. E allora son dolori.
Il Grande Artista Sconosciuto ferma la gente per la strada.
Il Grande Artista Sconosciuto dipinge un Cristo con due teste.
Leggendo il blog di Giulio Mozzi capisco sempre meglio cosa voleva dire Jack Kerouac quando affermava: "L'essenza del buddismo è conoscere più gente possibile". E con questo non voglio dire che Giulio Mozzi è un buddista, ma semplicemente che le relazioni sociali aiutano a comprendere le connessioni, laddove i libri diventano muti.
Posted by: Paolo at 22.08.03 16:40Kerouac, il mio autore preferito insieme a W. Burroughs e A. Ginsberg... Ok, tutta la Beat Generation mi piace un casino e mezzo.
Cari saluti,
Giuseppe Iannozzi
P.S.: Il Grande Autore Sconosciuto è forse un seguace redivivo, o sopravvissuto, della fu Beat Generation? No, è impossibile. E' italiano. Almeno dovrebbe esserlo. Se ho capito bene. Ma non si sa mai. In certi casi. Boh. Il grande Boh. Eternità dorata. Urlo.
P.S. al P.S.: Maliziosi, non ho fumato niente. E' tutto frutto della mia sana mente malata. ^___^
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 22.08.03 20:01Ho commentato oggi il tuo pezzo Tre - è un commento generale per il tuo blog. Non ho pensato che forse era meglio commentare qui, dove ti era più comodo.
Posted by: micol (m67) at 22.08.03 22:54Questo Prontuario..., carina come idea! Con la punteggiatura è sempre un problema, il mio è quasi ancestrale. In prima ginnasio il Prof. mi ha fatto comprare un libro sulla grammatica ed ogni giorno mi interrogava, il malefico, su un capitolo del libro, perchè io mi proclamavo futurista ed avevo abolito l'uso di qualsiasi virgola, punto, ecc... A proposito del grande artista, allora, non è che ci vai per parlare proprio di donne?
Posted by: emma at 22.08.03 23:14Mi lascia perplessa il soggetto del quadro che il grande artista sconosciuto sta dipingendo. Mi adeguo al tono pacato di giuliomozzi che dice "mi lascia perplesso" quando qualcosa lo disturba fortemente. Il suo "mi lascia perplesso" equivale al nostro "trovo orribile" o anche "trovo inaccettabile". Quel Cristo è reduce da esplosioni nucleari a catena protratte per generazioni con conseguenti mutazioni genetiche? E perché quei poveri angioletti? Ma il mio giudizio non fa testo, sono nata nel secolo scorso e non ho mai capito l'arte moderna. L'unica volta che sono stata al museo d'arte moderna sono uscita con la testa piena di punti interrogativi e non ho mai desiderato ripetere l'esperienza. Di una cosa sono sicura: un quadro come quello che descrive giuliomozzi non lo vorrei in casa e preferirei non vederlo ovunque esso sia. Sarò reazionaria, incolta e antiquata?
Posted by: Pamela Canali at 22.08.03 23:37A che serve la punteggiatura quando la più parte dell'editoria è votata a far produrre romanzetti Harmony? L'Armonia vive di Liale travestite da D'Annunzio; poi una virgola in più o in meno è sol più dramma antico e pensiero d'un dandy che si consumava ore e ore per decidersi, se essere o non essere, Wilde. Ma oggi, ti cassano di brutto per una virgola. Le regole sono le regole, grammaticali. Sono la Fede. Ne sapeva qualcosa Céline di punteggiatura. Il dattiloscritto (di “Viaggio al Termine della Notte”) venne mandato in composizione: qualcuno decise di intervenire "d'ufficio" sulla punteggiatura, pensando di dare così allo scritto una bella sistemata grammaticale. E quando Céline venne a sapere del "tragico fatto adopratogli contro", s'inalberò non poco con l'editore, e lo credo bene: "Questi mi vogliono far scrivere come François Mauriac! Non aggiungete una sillaba senza dirmelo. Mi buttereste all'aria il ritmo come niente!... Ho un'aria scalcinata ma so perfettamente quel che voglio". Allora io mi chiedo perché la necessità d'un manuale di punteggiatura. Forse sarebbe meglio, e più utile, un libello che insegni il puntocroce, che è arte adattissima a tanti uomini, tanti davvero, giacché i più non sanno neanche dove sta di casa "la casa". O, forse!, è meglio una croce o un lapis su tanta letteratura inutile prodotta per ingolfare gli scaffali mentali della gente che non legge e che non ha né testa né voglia di leggere, se non i nomi in copertina, quelli che vanno per la maggiore. Meglio Follett o un manuale di puntocroce scritto da un dandy Anonimo? Sicuramente il secondo, senza ombra di dubbio. Se poi vogliamo recitar parte annoiata raffinatissima di dandy con tanto di Nome e Cognome, allora possiamo tentare l’acquisto di una guida turistica cimiteriale: c’è così tanto da imparare dagli epitaffi! A volte nutro sospetto che siano l’ultima risorsa della poesia, gli epitaffi. Tutto questo per dire: ragazzi, se si scrive in maniera assolutamente “seriale”, allora non c’è rischio di essere, e neanche di non essere. Passa l’Indifferenza in primo piano. Ma a trasgredire le regole per arte, si rischia d’esser gambizzati o di far la tragica fine di Pasolini e finire così nella “nera”, neanche in una pagina Corsara. Quanti Golgota! Cristo è ancora crocifisso, giorno dopo giorno, e i chiodi sono la nostra punteggiatura, la Fede a cui dobbiamo attenerci, altrimenti la fine a noi destinata è nell’Indifferenza. Mica in Paradiso o all’Inferno o in Purgatorio!
Cari saluti,
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 23.08.03 10:04Aiuto! Se penso al Cristo punteggiato dai miei punti e virgola o punti esclamativi, ecco, sì, mi viene la pelle d'oca (che pensieri lugubri!)!
Posted by: emma at 23.08.03 22:11Scrive Giuseppe Iannotzzi, in un "commento" leggibile qui sotto: "...Allora io mi chiedo perché la necessità d'un manuale di punteggiatura. Forse sarebbe meglio, e più utile, un libello che insegni il puntocroce...". Solito pregiudizio; maschile, per cui la! punteggiatura è un'attività. Creativa, e il puntocroce: no.
Posted by: giuliomozzi at 24.08.03 01:14Caro Giulio, perché cerchi sempre il pelo nell’uovo di Pasqua, quello “mio”! Parlo di punteggiatura chiodi e croci, Nomi e Cognomi, e altro ancora, e mi dici che son “pregiudizio maschile”. Insomma! Se nutro pregiudizio, questo è nei confronti della punteggiatura, mica del puntocroce. Faccio certi lavori che sono una meraviglia, giusto per fare il punto in favore di chi non lo sapesse ancora. Compro ogni settimana in edicola le dispense che mi insegnano, e la mia nonnina, tanto buona e cara, mi svela tutti quei trucchi che i manuali evitano di dire al Popolo. Uncinetto & Puntocroce - MY G-D! - domani con tanta Passione & Fede in perfetto stile TG4 vuoi veder che mi riesce pure di tirar fuori Spergiura Sindone Berluskoniana! Se ti interessa, vedo di farne una doppia copia, della Spergiura Sindone: una - indarno cercando di trarre via spine dal mio cuore sanguinante per il dolore della perdita - potrei anche darla via, regalata, o quasi. Farebbe un figurone lo Spergiuro Sopra o Sotto o a Destra o a Sinistra o Accanto al “Cristo a due Teste” del tuo grande Artista Sconosciuto. Il Trionfo della Vanità.
Cari saluti,
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 24.08.03 10:30Noto che le immagini religiose, le icone, le sacre reliquie, ce le ritroviamo dappertutto. In questo mi sento molto vampira, nel senso che rifuggo da queste con orrore, e pur tuttavia nn posso che riconoscerne quel valore intimo che non posso deridere a meno che questo stesso valore mi si cerchi di imporre con la forza.
Posted by: emma at 24.08.03 21:53Comunque per il modello dello spergiura-Berluska, beh, se ti avanza una copia... ;-)
Posted by: emma at 24.08.03 22:07L'iconografia religiosa, purtroppo, fa parte del nostro imprinting culturale-sociale. Utilizzare a fini artistici - nel mio caso il fine è solo ironico -, l'iconografia cristiana serve a dar corpo - niente spirito per carità! - alle inquietudini del nostro tempo. Se mi avanzerà una copia, cara Emmma, dello Spergiuro, non mancherò di fartela avere. ;-)
Cari saluti,
Giuseppe Iannozzi
Posted by: Giuseppe Iannozzi at 25.08.03 09:10