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27.08.03

Geografia

Sono in un negozio di occhiali, a Padova, in Piazza della frutta. Mi sta servendo una commessa molto precisa, veloce, simpatica. Sta digitando i dati per la fattura.
Suona il telefono. La commessa si allunga, afferra la cornetta, risponde mentre inserisce gli ultimi dati.
"Ottica ***, buongiorno", dice la commessa. "Sono Melania".
Ascolta. Tende gli occhi verso la stampante. La mia fattura sta uscendo.
"Ah, ciao Medea, sei tu!", dice la commessa sorridendo. "Come sono andate le vacanze?".
Ascolta. Intanto si allunga, prende la mia fattura, la piega in tre, la infila nella busta.
"Ah, io sono stata a Mìkonos, molto bello...", dice la commessa.
Ascolta. Ha la mia busta in mano, la tiene sollevata come se esitasse a porgermela.
"Scusa, sto servendo un cliente. Ti passo Elena. Ciao", dice la commessa.
Posa la mia busta dalla sua parte del banco, si volta verso il telefono, preme il tasto attesa, poi il numero interno. Mentre attende la risposta mi guarda. "Solo un attimo", dice. Le rispondono.
"Elena, ti passo Medea. Rientra giovedì, è per i turni", dice. "Ciao".
Mette giù. Si volta verso di me, prende la fattura, me la porge.
"Scusi", dice, sorridendo.
"Per carità", dico. Infilo la fattura nella busta di plastica. "Arrivederci", dico.
"Arrivederci", dice la commessa.
Le porte automatiche si aprono. Esco. Sono di nuovo in Italia, Padova, Piazza della frutta.

Posted by giuliomozzi at 27.08.03 01:24 | TrackBack
Comments

"parlando in codice". Sarebbe carino trattare con piglio burlesco una serie di telefonate "tipo".
Dal tono della voce e' possibile ricavarne il livello di recitazione, come fosse un copione, frasi fatte, esclamazioni d'assenso (una su tutte l'ormai vetusto "ma ddddaiiii", che simula stupore, meraviglia, sopratutto mentre ci si slimetta le unghie). Aspettiamoci una nuova, esilarante, nuova serie di queste, con dei resoconti "bignami" delle altrettanto "bignami" vacanze...chi era che diceva che la realta' supera la fantasia ?

Posted by: giuseppe at 27.08.03 08:32

Piaciuto molto, questo frammento. Per la sensazione di stare sulla soglia di qualcosa che non si nomina. Per l'impercettebile disagio che segue l'ultima riga. Per un senso di sospensione... di attesa.
Penso che la letteratura contemporanea tenda ad espellere una cosa che invece mi pare importante. L'assenza.

Posted by: luca at 27.08.03 08:46

Default. Le corsie affollate dallo scibile musicale piu’ vasto in citta’. Atmosfera post vacanziera. Pochi clienti intorno ai banchi dei CD. Il solito, affabile, sorriso del commesso, mai stereotipato, si posa su due seni acerbi e allegri sotto una maglietta….. Il cliente precedente si attarda alla cassa in un italiano forbito, facendo sfoggio di sostantivi ricercati per esternare il suo disappunto circa una confezione aperta. Con infinita, cortese, pazienza il commesso replica che se dovesse rimane deluso dalla qualita’ puo’ sempre restituirlo per una sostituzione, ma che proprio non puo’, non avendola, dargli un’altra copia sigillata. Le pause giuste, Piccoli seni mi si avvicina, tentando di rompere la tenzone… E senza troppi preamboli chiede, diretta, al commesso : senta mi puo’ dire dove trovare qualcosa di Strauss ? Vorrei i walzer…..i migliori! e attende che questi si prosti ai suoi piedi…. Per nulla disturbato, con fare consumato, le indica i banchi della classica. Osservo la scena curioso. La vedo girarsi smarrita, deve accorgersene, mi si avvicina, Mostrandomi il bianco dei suoi denti mi sibila….Lei se ne intende…..? Mah, mi schermisco, stando al gioco, un po’…dipende…. Dove posso trovare dei walzer di Strauss---li devo regalare…..il commesso e’ stato cosi sbrigativo…. Strano, le dico, in genere e’ una persona molto disponibile…..evidentemente e’ preso con il signore che Ha davanti alla cassa…..Ha provato a sfoderare il suo miglior sorriso…? Mi guarda sorpresa, come se le avessi svelato il terzo mistero di Fatima…..Lei crede….? Ma certo, guardi, adesso l’accompagno io. Piero, aiuta la signorina….ha bisogno della tua consulenza…la vuoi guidare all’acquisto…? Mah..mi mormora….. menomale che mi ha chiesto “i migliori”…..o sono walzer o non sono……mica e’ un hit parade…. Cosi…..malcelando il disappunto….. dietro la professionale freddezza, complice il mio intervento, entra a poco a poco nel gioco. Piccoli Seni e’ dalle parti del Paradiso….manifesta, contrariamente all’aspetto una sagacia fuori dal comune. Ormai senza piu’ freni…sfodera il telefonino d’ordinanza…..ci guarda severa e chiede… Vorrei un nastro non un CD…mi suggerisca il migliore….anzi , guardi, chiamo un attimo mia madre perche’ e’ a Lei che lo devo regalare, e prima di sbagliare acquisto vorrei essere proprio sicura di cosa donarle. Imperterrita…….Passami mamma, sbrigati che sto al telefonino…..Mamma senti sono qui….sto per prenderti il nastro che volevi…..mi sai dire se questo ti va bene,,,,,e porge imperiosa il cellulare al commesso…..per nulla impensierita da un’improbabile rifiuto da parte sua…..Signora ? Si…? Guardi ne abbiamo diversi ,alcuni sono dei concerti di Capodanno, sa quelli che danno anche inTV il primo dell’anno……Si….c’e’ la Marcia di Radeski….poi……e giu’ giu’ come un cameriere che enuclea i piatti del menu’ a memoria…..di tanto intanto cercando, senza riuscirci , di metterci un po’ di enfasi……molto, molto preso dalla parte….e a quel punto assolutamente divertito…. Anch’io…..che mi gusto il miracolo…. Flash, piccoli cortocircuiti metropolitani…mattinata torrida di fine estate, negozio RICORDI di Viale Giulio Cesare, Roma. (ri-post-ato per errore 26)

Posted by: Cletus A.A. at 27.08.03 09:06

Sono in un negozio di cellulari, a Piazza, in via Padova. Mi sta servendo una commessa incinta con occhiaie grandi come portacipria. Il cellulare di mia moglie è nella sua scatola multi-funzional-pubblicitaria-tecnologica, ben coperto da innumerevoli strati di carta da pacchi simil-seta con l’intestazione delle ditta ***. La commessa occhiaiuta cerca disperatamente di apporre un fiocco festaiol-gioioso che fa tanto finta-sorpresa (mia moglie mi ha esplicitamente fatto richiesta di un regalo, in specie di un cellulare visual-intuitive-alphanumeric-MMS-BPS-SpA) ma le tremano le dita. Ricollego il tremore con le spropositate occhiaie. “Dormito poco, eh?“ Poverina!, si stringe nelle spalle e storce un po’ la bocca, mentre tiene gli occhi fissi sul fiocco anarchico-liberal-sfascista e cerca disperatamente di riprendere il controllo della dita. “Con questo caldo... Poi stanotte sembrava un tarantolato!” Suppongo per un attimo stia parlando del marito... No, compagno (non ha la fede, vorrà dire veramente che non è sposata? Questa distinzione tra marito e compagno non sarà per caso offensiva o discriminatoria?)... Insomma, di colui che giace nel letto con lei –. Rifletto velocemente: sarà eccitante passare la notte con una donna incinta di sette otto mesi, presumibilmente disponibile, e piacente a dispetto di proporzioni fisiche falsate? - . Ma subito mi rendo conto che sta parlando del bambino. Stavo iniziando ad abbozzare un sorrisetto ironico-complice: lo abortisco immediatamente. Cosa si può dire a una donna che patisce le pene della maternità? “Oooh!...” esclama. Sorride. La sua espressione si distende. Seguo la virtuale linea tratteggiata che s’irradia dalle sue pupille e discende sino al pacchetto multicolore che contiene il cellulare visual-intuitive-alphanumeric-MMS-BPS-SpA di mia moglie. Il fiocchetto è stato appiccicato con perizia estremamente professionale. Esibisco lo scontrino. “Ho già pagato” dico. Lei sorride. Mi tende il pacchetto. “Arrivederci” mi flauta. Sono ancora imbarazzato per i pensieri di prima. Ho come l’impressione che siano apparsi in una nuvoletta sopra la mia testa. Riesco a bofonchiare qualcosa tipo: “...Aaah... Oauh... Orno...”
Le porte automatiche si aprono. Esco. Sono di nuovo in Italia, Piazza Armerina, via Padova... Sin dall’inizio di questa storia non mi sono mai mosso da qui.

Posted by: mauro at 27.08.03 12:02


hmm...:?

Posted by: Meridian at 16.08.05 20:16
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